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Giovedì, 19 Settembre 2019

Museo Nazionale Archeologico di Taranto

 

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in occasione della festa dei lavoratori, ha disposto l’INGRESSO GRATUITO ai Musei, i Monumenti e le aree archeologiche che aderiscono all’iniziativa.

Pertanto il 1° maggio Il Museo Nazionale Archeologico di Taranto sarà aperto al pubblico dalle ore 8.30 alle ore 19.30 (ingresso consentito fino alle ore 19.00) senza pagamento del biglietto.

Inoltre sono confermate le visite guidate gratuite al percorso museale alle ore 9.00, 10.00, 11.00, 12.00, 16.00, 17.00, 18.00, a cura di funzionari e personale tecnico della Soprintendenza (prenotazione telefonica allo 099/4532112) e le performances musicali dei giovani artisti dell’indirizzo musicale del Liceo Archita, che, guidati dai docenti, si esibiranno nella hall del museo dalle ore 16.00 alle ore 19.00.

Oggetti del Museo di Taranto

“Finalmente la Centrale del latte di Taranto ha un nuovo amministratore! Lunga vita al nuovo amministratore! Allevatori gioite!”. Cronaca di una pantomima annunciata.

“Si è consumato l’ultimo atto di un dramma pirandelliano che – siamo alle solite – colpirà allevatori, lavoratori e tessuto economico e sociale della provincia di Taranto. La società Archita Finance srl rappresentata dal Dott. Pomes, proprietaria della Gealat – Centrale del Latte di Taranto, dopo aver ‘indotto’ le dimissioni dell’Amministratore Delegato per “non condivisione di talune scelte aziendali e perché decaduto il rapporto di fiducia con lo stesso AD”, ha deciso, a maggioranza dei soci presenti in assemblea, di riconfermare lo stesso amministratore, ritornandogli il ‘maltolto’, ovvero l’incarico, conferendogli pieni poteri e nominandolo addirittura Amministratore Unico.” Dura la presa di posizione del Presidente della Coldiretti di Taranto, Alfonso Cavallo, circa quanto accaduto ieri nel corso dell’Assemblea dei soci della Centrale del latte di Taranto.

“Non possiamo credere che nulla sia cambiato – continua il Direttore della Coldiretti di Taranto, Francesco Carbone - e sia stato riconfermato e addirittura premiato chi, in venti mesi di gestione, ha perso numerose commesse, creando un buco di bilancio di qualche milione di euro e non pagando gli allevatori oramai da oltre sette mesi. Le ‘fantanomine’ alla Centrale del Latte aggravano in maniera irreversibile il contesto generale del comparto lattiero-.caseario. In provincia di Taranto operano molti trasportatori/commercianti pagano con grande ritardo le forniture del latte, anche a 150 giorni dalla fattura, ed alcuni di questi, dopo aver illuso gli allevatori con flussi finanziari facili – denuncia Carbone - “scappano” lasciando buchi anche di milioni di euro. Se per alcuni l’alibi della crisi può essere plausibile, per molti altri si può tranquillamente parlare di vera e propria truffa. Per questo la Coldiretti ha dato mandato ai legali di difendere gli allevatori soci contro truffe e speculazioni”.

A ciò si aggiungono i continui rincari che gli allevatori subiscono: +9,1 % la voce mangimi, +6% i concimi, +5,7% i prodotti energetici, + 8,3% l’elettricità.

Per la Coldiretti di Taranto urgono risposte tempestive ed efficaci da parte delle Istituzioni di breve e lungo periodo. Per contrastare i fenomeni speculativi, le proposte di medio periodo dovranno prevedere sia soluzioni legislative che organizzative:

•           una indifferibile riorganizzazione della filiera lattiero-casearia, in funzione della quale la Coldiretti sarà impegnata a favorirne le condizioni e la realizzazione;

•           interventi legislativi urgenti da parte della Regione Puglia a difesa degli allevatori dalle facili truffe. Coldiretti Taranto, nello specifico, chiede che i trasportatori/commercianti siano accreditati come primi acquirenti soltanto se affidabili e disponibili a contrattualizzare l’attività di commercio del latte secondo quanto previsto dall’art. 62 della legge 27/2012 inserendo qualche riferimento anche nei disciplinari del marchio Prodotti di Puglia.

 

E’ arrivata anche a Taranto la “Pasta della Bontà”, l’iniziativa di raccolta fondi a sostegno delle attività della Lega del Filo d’Oro, l’Associazione che da quasi 50 anni assiste in tutta Italia i sordociechi e i pluriminorati psicosensoriali.

“A partire da ieri nel Mercato di Campagna Amica di Via Lacaita 15 – spiega il Direttore della Coldiretti di Taranto, Francesco Carbone – è possibile trovare il kit composto da tre pacchi da 500 grammi di pasta, di grano duro 100% italiano, in un pratico shopper. Insieme al kit, composto da 3 tipologie di pasta (fusilli, penne e tortiglioni), sarà distribuito un mini-ricettario con le ricette di Renzo Arbore, Marisa Laurito e Teresa Mannino”.

Nei mercati aderenti, con una donazione minima, è infatti possibile ricevere un kit di “Pasta della Bontà”, composto da tre pacchi da 500 grammi di pasta di grano duro 100% italiano e un mini ricettario con le ricette di Renzo Arbore, Marisa Laurito e Teresa Mannino, testimonial dell’iniziativa.

Una persona è considerata sordocieca quando vi è una combinazione della perdita totale o parziale della vista e dell’udito, problematiche queste del tutto particolari che necessitano di servizi di assistenza e riabilitazione a cui tutti possiamo contribuire con un semplice gesto di bontà e solidarietà.

“Da napoletana appassionata della buona cucina non potevo non aderire all’operazione Pasta della Bontà – dichiara Marisa Laurito - E poi sapere che per una volta mangiare bene fa anche del bene mi rende felice di questa mia scelta; per questo rivolgo a tutti un caloroso appello: sosteniamo la Lega del Filo d’Oro, partecipiamo numerosi alla campagna Pasta della Bontà”.

Per trovare il mercato più vicino, conoscerne i giorni e gli orari, visita il sito www.pastadellabonta.it/i-mercati/ oppure il sito www.puglia.coldiretti.it o chiama il Numero Verde 800904450.

La Lega del Filo d'Oro, fondata nel 1964, è oggi punto di riferimento per l’assistenza, la riabilitazione e il reinserimento delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, che nel nostro Paese sono, secondo uno studio europeo, tra tremila e undicimila. Con oltre 470 dipendenti, tra operatori specializzati, medici, psicologi, assistenti sociali, e 430 volontari, la Lega del Filo d'Oro ha sedi a Osimo, Lesmo, Modena, Roma, Napoli, Molfetta e Termini Imerese.

Fiumi di “bionde”, musica e gastronomia bavarese e pugliese: si festeggia l’Oktober Fest anche in Valle d’Itria,   sabato 20 e domenica 21 ottobre 2012, presso la Masseria Sant’Elia di Martina Franca (TA)

Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere” vaticinava Charles Baudelaire. Di certo non sono fiumi di acqua quelli che scorreranno sabato 20 e domenica 21 ottobre 2012 presso la Masseria Sant’Elia di Martina Franca (TA) – Strada Vecchia di Alberobello - in occasione del Bier Fest. E sì, perché la grande kermesse bavarese, l’originale e unico Oktober Fest, è talmente amata che è stato d’obbligo portarla in trasferta anche nel cuore della Valle d’Itria.


La Donkey, agenzia di eventi e comunicazione, in collaborazione con il Nincasi Pub di Cisternino (una delle birrerie più fornite e attente del territorio) e Masseria Sant’Elia di Martina Franca organizza una due giorni che coniuga lo spirito (non solo alcolico) della tradizione bavarese con quello pugliese: in degustazione le celebri birre da Oktober Fest (Augustiner Pils e Löwenbräu) e la tradizione artigianale salentina, con la Pizzica e Taranta del Birrificio Birra Salento.


In abbinamento specialità teutoniche, come i wurstel, i crauti e i pretzel, ma anche i tipici piatti del territorio che non possono mancare: bombette, salsicce, focaccia al capocollo e friggi friggi.

Sabato 20 ottobre si balla sino a notte fonda con il rock’n’roll anni ’50: la trascinante Street Band riproporrà live i grandi classici del rockabilly, da Elvis Presley a Jerry Lee Lewis, da Eddie Cochran a Gene Vincent, da Chuck Berry a Ray Charles. Sul palco Vince Conserva (voce), Paolo Lippolis (contrabbasso), Gin Nicoletti (chitarra elettrica) e Paolo Basile (batteria).


Ad arricchire le atmosfere del Bier Fest il tocco chic di tre giovanissime creative, Stefania Carrieri, Federica Lisi e Roberta Zigrino, che da anni si dedicano all’arte, alla moda e al riciclo: durante la serata saranno esposti i loro accessori e capi d’abbigliamento al 101% artigianali.


E domenica 21 ottobre
? Si continua a degustare birra, assaggiare i piatti tipici pugliesi e bavaresi sin dal mattino, all’aperto, immersi nella bellezza di una delle masserie più antiche e suggestive della Valle d’Itria: animazione per i piccoli e tanto intrattenimento per i grandi per una domenica da non perdere.

E per chi non volesse rinunciare al tradizionale pranzo della domenica, possibilità di pranzare all’interno del ristorante di Masseria Sant'Elia con un menù fisso che celebra i piatti tipici della tradizione pugliese. Costo euro 25 (pranzo completo con antipasto, primo, secondo, frutta, caffè, amaro e bevande incluse).

Promozione speciale per il week end del Bier Fest anche sul pernotto in Masseria: camera matrimoniale (notte di sabato 20 ottobre) + pranzo per due persone con menù Masseria (domenica 21 ottobre) a euro 100, anziché euro 115.

Tutto esaurito l’altra sera per il concerto finale degli Stadio a Carosino, in occasione della 46^ Sagra del Vino. Sete di grande musica, quindi, e non solo di grande vino, che in questa ridente cittadina alla porte di Taranto richiamano sempre migliaia di persone. Oltre 50.000 presenze totali, fanno sapere gli organizzatori, con il picco massimo nella serata del concerto finale che grazie alla performance degli Stadio ha fatto registrare il tutto esaurito. Un concerto sicuramente da archiviare tra i memorabili, che ha regalato suggestioni a non finire in oltre due ore e mezza di no stop musicale, dedicato ad un pubblico che li ha certamente ripagati con applausi scroscianti alternati ad accompagnamenti canori. E, forse, la durata del concerto poteva essere anche di più, se un improvviso quanto inaspettato vento fortissimo non ne avesse rinviato l’inizio, costringendo i tecnici ad un surplus di lavoro sulle strumentazioni ed amplificazioni. Solo un piccolo intoppo che non ha scalfito minimamente l’attesa del concerto e che è esplosa immancabilmente all’apparizione del gruppo musicale capeggiato dall’inconfondibile voce di Gaetano Curreri. Tanta buona musica, con brani che hanno accompagnato giusto trent’anni di carriera musicale, prima come complesso di apertura dei grandi concerti, poi come accompagnatori strumentali e vocalist di alcune tra le migliori voci del cantautorato italiano, tra cui Lucio Dalla. Grande emozione ha pervaso praticamente l’intera platea nel ricordo del cantautore emiliano recentemente scomparso, quando è stata intonata “La settima Luna”. Visibilmente commossa pure la voce magica di Gaetano Curreri, che fra un brano e l’altro ha ricordato episodi inediti vissuti con l’amico scomparso Dalla e con la Puglia della musica parlando dei Negroamaro. Sostanzialmente buona l’organizzazione e abbastanza ordinato l’afflusso delle migliaia di persone, è stato sottolineato dal Sindaco di Carosino Biagio Chiloiro e il Vice Sindaco Carlo Avrusci, i quali hanno stigmatizzato come legalità e rispetto delle regole, siano state la grande sfida vinta con grande fatica dall’edizione 2012. Per Paco Vinci Assessore alla Cultura, giusto il tempo di ribadire l’apertura del territorio anche attraverso questo evento a nuovi stimoli e di ringraziare, in un coro di applausi, il pubblico accorso ancora una volta così numeroso alla Sagra del Vino di Carosino.

 fontana diventa rossa

 

Alla prossima.....

Ancora un test, e di quelli importanti, per l’Amministrazione comunale a guida Chiloiro. Da sempre, infatti, la Sagra del Vino, immagine e quasi essenza stessa del paese sia all’interno che all’esterno del comprensorio comunale, ha sempre raffigurato un momento per saggiare non solo e non tanto le capacità organizzative dell’evento, quanto (se non soprattutto) la tenuta politica della Maggioranza. Di converso, sempre la stessa “sagra”, ha immancabilmente rappresentato uno degli spunti più appetibili per gli avversari politici facenti capo alla Minoranza, di poter sferrare colpi decisivi per creare scompensi e lesionare la capacità dell’amministrazione in carica. Non sarebbe infatti “la sagra”, come familiarmente la chiamano i Carosinesi, se queste giornate festaiole non fossero accompagnate anche da tutta una pletora di giudizi, commenti, ecc. ecc., sia positivi che negativi che interpellano non solo i cittadini ma anche le forze politiche del territorio. E’ su questo duplice filo, subdolamente politico, che probabilmente sin dalla sua origine, ma sicuramente sempre in via maggiore negli ultimi decenni, si muove questo vero e proprio biglietto da visita dei Carosinesi, rappresentato dalla Sagra del Vino. Motivi per cui la Sagra, non ingiustamente, vede puntarsi ogni hanno migliaia di occhi addosso che le fanno assumere una valenza “altra”. Quest’anno poi, la prova per gli organizzatori è stata doppia, dovendo fare i conti con le risorse oramai ridotte al lumicino. E se si attendeva una risposta sul campo ai tanti e tanti interrogativi per organizzarla, tutto sommato riteniamo che questa sia stata ampiamente positiva, a giudicare almeno le presenze fatte registrare e la qualità degli incontri e della musica in tutte le serate. Certo sull’ultima giornata, quella del concerto degli Stadio per intenderci, sono pervenute alcune critiche da parte di chi e sono stati diversi visitatori, non interessati al concerto, sono venuti ugualmente a Carosino per “godersi” l’ultima giorno della rinomata Sagra del Vino ed hanno trovato la sorpresa della piazza al buio con la fontana spenta. E’ certamente questo il pegno da pagare se ci si vuole ancora rifarsi ad un’antica tradizione che richiama indubbiamente migliaia di persone tutte in una volta ma che,dall’altra faccia, impone pure di “spostare” l’attenzione in sede diverse e più opportune per un concerto rispetto alla stupenda piazza principale del paese. Una situazione tuttavia che nulla o poco toglie alla buona riuscita di una manifestazione che quest’anno ha visto enormi sacrifici personali degli amministratori ed economici della comunità. E’ necessario certamente migliorarsi anche in queste attenzioni, così come aprirsi ai suggerimenti come la costituzione di un apposito comitato ( una proposta che andiamo ripetendo oramai inascoltati da tempo), o l’opportunità di mettere mano anche sulla durata dell’evento (che può ancora essere ulteriormente accorciata a 4 o 3 giorni addirittura i quali, per i tempi moderni, sembrano bastare ampiamente a vivere una sagra comunque intensa ed all’altezza della situazione). Per ultimo riteniamo che pure sarebbe necessario far tramontare una volta per tutte l’assaggio gratis dei vini a tutto spiano, relegandolo magari ad un piccolissimo e tradizionale stand (giusto il ricordo), introducendo invece un modestissimo ticket (anche 1,oo euro) x gli assaggi di più elevata qualità. In questo modo si darebbe grandissimo rilievo alla “bevuta”, contribuendo a selezionare pubblico veramente interessato alla degustazione, alla spiegazione ed alla storia del suo produttore. Tutto questo se vogliamo davvero che la Sagra del Vino di Carosino continui sulla buona strada intrapresa di recente e cresca sino a divenire alla soglia dei 50° anni di vita, “La Sagra” per eccellenza. Avendo sempre il vino per la testa, ovviamente.

 

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