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Giovedì, 20 Febbraio 2020

da Sx Angelo e Beatrice Lucarella, Antonella Alfonso

In Europa bisogna difendere di più il prodotto italiano e a tal proposito, si son fatti sentire alzando la voce, i Giovani Imprenditori di Confindustria, guidati dal presidente nazionale Marco Gay di Torino.

Il 26 e 27 gennaio scorso sono stati in trasferta a Bruxelles, per una serie di impegni istituzionali.

I lavori si sono svolti proprio nel Parlamento Europeo  perché é proprio lì che si discutono i principali dossier che riguardano l'industria italiana.

Con i parlamentari europei Lara Comi, Alessia Mosca, Marco Zanni si è discusso di mercato interno, commercio internazionale, Schengen e armonizzazione fiscale.

È presente in foto Beatrice Lucarella, vicepresidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Taranto, mentre interviene nel corso dell’audizione, con a sinistra Angelo Lucarella e più a destra Antonella Alfonso, tutti e tre facenti parte della omonima delegazione.

Il tema toccato dalla Lucarella dell’oleificio storico “L’Acropoli di Puglia” di Martina Franca (Ta), è stato quello della tutela del Made in Italy, non sufficientemente considerato fino ad oggi in Europa.

Ha chiesto con forza le ragioni per cui la commissione commercio del Parlamento Europeo ha dato il via libera all’importazione, in assenza di pagamento di dazio, di ulteriori 35 mila tonnellate di olio tunisino in ingresso in Europa.

Secondo la vicepresidente, se questo è l’indirizzo europeo, almeno si devono assolutamente fissare le regole valide perchè il prodotto d’importazione sia facilmente identificabile dal consumatore.

“Infatti, il problema serio non è tanto il crollo delle quotazioni del prodotto nazionale quanto il fatto che l’olio tunisino, una volta giunto nei porti europei assuma “passaporto” tricolore o comunitario e venga commercializzato come tale ovvero come Made in Italy, a prezzi assolutamente improponibili per il vero Made In” – ha fatto osservare.

La Lucarella, continuando ha sottolineato che questo è un punto fondamentale su cui non si può abbassare la guardia. La tutela del prodotto “fatto in Italia” deve essere portato avanti in maniera decisa ed energica, non è tollerabile che un prodotto “fatto in Tunisia”, sia presentato sul mercato in assenza di quelle “regole”, tante regole, alle quali sono soggetti i produttori italiani.

A questo punto non si può più parlare di “frode in commercio” ma, peggio, di “frode alla salute”.

E non è pensabile oltretutto, cosa altrettanto importante, mettere sul mercato comunitario un prodotto che non racchiude le minime regole di produzione e di sicurezza alimentare, senza voler puntare il dito sulla disparità di norme in tema di costo del lavoro.

In definitiva è grave non mettere in condizione il consumatore di conoscere le differenze tra l’acquisto di un prodotto Made in Italy e uno con passaporto extra Ue.

“Ma oltre alla questione olio c’è un altro punto sul quale occorrono chiarimenti urgenti” ha lamentato la giovane imprenditrice, allargando la questione ad altri prodotti italiani.

Pare che l’Eurogoverno voglia smontare il sistema delle DOC e delle DOCG, denominazioni che proteggono i nostri vini dalle imitazioni in giro per il mondo.

L’intero sistema delle tutele dei nostri vini sarebbe indebolito fortemente.

Un settore quello del vino che ha raggiunto livelli di consumi e di export tali da rendere l’Italia uno dei maggiori produttori al mondo superando la stessa Francia per l’export.

Se il Made In deve essere tutelato allora bisogna armonizzare il sistema della lotta alla contraffazione a livello europeo. Non è concepibile che lo stesso fatto sia punito in alcuni paesi con norme “più leggere” rispetto ad altri.

È indispensabile anche, quindi, che la lotta alla contraffazione diventi un tema centrale a livello europeo con una armonizzazione di norme e con sanzioni severe, altrimenti non servono le aperture di mercato, se non si tutela prima quello interno.

E si è parlato anche di un altro punto dolente e molto sentito, che è quello delle “frodi comunitarie”. Anche qui non esiste un’armonizzazione delle norme interne tra i paesi UE.

Così facendo, l’Europa costituisce solo un costo per le aziende che lavorano rispettando le regole e non un’opportunità.

Bruxelles è stata anche l’occasione per approfondire una serie di grandi dossier industriali, primi fra tutti il futuro della siderurgia, con il caso Ilva, e il riconoscimento alla Cina dello status di economia di mercato.

I Giovani Imprenditori sono stati anche ricevuti dall’Ambasciatore Italiano in Belgio, Vincenzo Grassi.

Nel ricevimento si è avuto modo di comprendere l’importanza della sede diplomatica italiana in Belgio, sia per il mantenimento dei rapporti con lo Stato ospitante, sia per la corposa presenza di cittadini italiani che vivono e lavorano lì, ma anche per le relazioni con i “palazzi europei” ed il mercato economico locale.

Era lo scontro testa-coda tra la prima della classe a punteggio pieno e l'ultima, fanalino di coda con un desolante "zero" alla voce dei punti fatti. Rari Nantes Taranto contro Lamezia Shark si immaginava potesse essere una partita facile per i padroni di casa ma difficilmente qualcuno avrebbe osato dire alla vigilia, a meno di non essere tacciato di peccare di estrema presunzione, che sarebbe stata assolutamente senza storia, dalla prima all'ultima azione giocata.

Inizia con un piccolo giallo l'incontro, unica vera emozione di giornata: il fischio di inizio del Sig. Pasquale Cascone di Taranto era previsto per le ore 13:00, ma al momento in cui si sarebbe dovuto iniziare a giocare, ancora non si avevano notizie degli ospiti attesi per l'incontro, arrivati in ritardo e giusto in tempo per non incappare in una sconfitta al tavolino che sarebbe stata meno pesante nel punteggio ma sicuramente più dannosa sul profilo economico e disciplinare (con probabile penalizzazione in classifica) per la società calabrese. Sebbene con ritardo, gli ospiti si presentano alla sfida con una formazione ampiamente rimaneggiata per l'occasione, ricca di atleti delle giovanili alle prime esperienze in serie C e con soli due senatori a referto: purtroppo un gruppo così imbottito di giovani non ha potuto reggere l'urto della capolista. Anche tra le fila rarinantine figuravano comunque alcuni nomi "meno soliti" per la prima squadra in questa stagione: da segnalare l'esordio del terzo portiere rossoblu, Emmanuel Motola (categoria under 17) che si è ben comportato nell'occasione ed il ritorno in acqua con la prima squadra dell'under 15 Raffaele Cazzato, atleta nato e cresciuto nel vivaio del tecnico Semeraro, nonché quello di Antonio Grande, autore di una bella prestazione difensiva.

 

I parziali dell'incontro (10-1; 9-0; 6-1; 9-2) la dicono lunga su quella che è stata la gara: il pressing della Rari Nantes, ormai decisamente efficace da parecchie gare, è assolutamente insostenibile per i calabresi che non sono mai riusciti a giocare in avanti, perdendo la palla quasi sistematicamente ad ogni passaggio.

Il già pesante punteggio sarebbe stato ancora peggiore se non fosse stato per qualche azione andata a vuoto per mancanza di concentrazione e cinismo dei padroni di casa dimostratisi in breve tempo sazi in attacco del bottino accumulato e qualche volta disattenti in difesa, nelle 4 reti concesse agli ospiti.

Quando si decretano punteggi così eclatanti viene sempre da chiedersi se la punizione inflitta agli sconfitti sia eccessiva, se sia frutto di un eccesso di agonismo da parte degli avversari: sul piano etico e sportivo, bisogna considerare però che sarebbe altamente scorretto da parte di una squadra, seppur già notevolmente avanti nel risultato, rinunciare a giocare, agendo in modo irrispettoso degli avversari diretti nell'incontro ed, indirettamente, di tutti gli altri impegnati nella competizione (va ricordato infine, nei conti da fare in relazione ai piazzamenti finali per salvezza e promozione, in caso di parità di punteggio tra due o più squadre, il dato della differenza reti).

Volendo sorvolare sulla cronaca per evitare un'assoluta monotonia, vanno giusto segnalati alcuni dati: i padroni di casa sono andati a segno con tutti i giocatori di movimento e Schinaia, con 6 reti, è stato alla fine top scorer della giornata oltre che dell'incontro; sul fronte difensivo, a parte alcune disattenzioni, la difesa è riuscita a neutralizzare le tre superiorità numeriche subite ed ha sempre giocato un pressing ostinato, rubando numerosi palloni a centrovasca e spegnendo, di fatto sul nascere, le azioni degli avversari.

La vera notizia di questa 8^ giornata (1^ del girone di ritorno) di fatto è il pareggio casalingo del Casamassima che consente alla RN Taranto di portare a 5 i punti di distacco sulla seconda in calssifica; prevedibili invece le vittorie di RN Crotone e Sport Project BA.

 

Rari Nantes Taranto - Lamezia Shark: 34-4

RN Taranto 1996: Motola, Lampasso 3, D'Addato 1, Conte 4 (1 tiro di rigore), Carucci (cap.) 3, Cantarella 5, Schinaia 6, Cazzato 1, Grande 2, Caricasole 1, Santovito 1, Moccia 5, Oliva 2. Superiorità numeriche: 8/11

Lamezia Shark: Costanzo, Stinà 1, Daneli, Presta N., Piacente, Quattrone, De Napoli, Reale, Calabria, Presta S. 1, Cerra, Palermo, Chiappetta 2. Superiorità numeriche: 0/3

 

Altri risultati:

RN Crotone - FIMCO: 15-2

Meridiana TA - Sport Project BA: 7-15

Dharmha Casamassima - BioSport Conversano: 7-7

 

Si preannunciava come lo scontro della verità e tale si è rivelato. La Rari Nantes torna vittoriosa da Bari, forte di un primato ora in assoluta posizione solitaria e forte soprattutto di una vittoria ottenuta in trasferta in uno scontro diretto contro una delle formazioni più temibili del girone, la Sport Project di Bari. La forza dei Tarantini non si è appalesata nel gioco questa volta, i ragazzi di Sabato sono stati più volte pari nel punteggio o addirittura sotto di una rete e non sono riusciti ad imporre il loro ritmo ad una gara che si è, al contrario, adagiata sui ritmi più blandi della Sport Project: la Rari Nantes però ha ancora una volta dimostrato di avere sette vite e grinta da vendere fino all’ultimo secondo, risolvendo la gara in proprio favore a 45” dal termine, dopo aver riagguantato il pareggio poche azioni prima.

Veniamo alla cronaca.Il primo quarto si apre con la Sport Project che, vinto il primo sprint, si affaccia subito in attacco e gela la difesa tarantina con Chieco il quale infila la porta di Pantile con un tiro improvviso dalla lunga distanza dopo soli 20” di gioco. Sembra un inizio shock per i tarantini che iniziano a cercare di macinare gioco ma sprecano subito due superiorità numeriche. Il goal del pareggio (1-1) arriva a metà del primo tempo su una bella azione di intesa sull’asse Oliva V. – Carucci che riescono a fulminare tre difensori avversari ed il portiere con un solo passaggio ed una rapida conclusione da distanza ravvicinata. Il primo quarto si chiude dunque in parità e lascia presagire un equilibrio che si manterrà per tutto l’incontro.

Il secondo quarto ricomincia con gli stessi ritmi blandi del primo e la Sport Project che sfrutta la superiorità numerica per ritornare avanti nel punteggio. Ancora in perfetto equilibrio, le due formazioni giocano una partita contratta, rispondendosi punto su punto ed andando al riposo di metà gara ancora in parità sul 4-4.

Nel terzo tempo, quello che nella pallanuoto si rivela essere spesso cruciale, l’equilibrio sembra rompersi in alcuni momenti: Taranto, iniziando con un’altra rete subita, riesce a riportarsi in pareggio con il difensore D’Addato, solita prova di sacrificio in difesa la sua, impreziosita da due reti stavolta, ed anche in vantaggio, per la prima volta nel match con Carucci che segna il goal del momentaneo 4-5. Il vantaggio ospite però è effimero, dura meno di un minuto in quanto il solito Chieco, ex di turno, sigla la sua tripletta personale e riporta i suoi al passo, mandando le squadre all’ultimo intervallo sul 5-5.

L’ultimo quarto vede la Rari Nantes conquistare finalmente uno sprint e quindi avere in mano la palla per la prima azione. La Rari inizia ad essere presente con sempre maggiore convinzione in attacco, sfruttando una condizione atletica nettamente migliore rispetto a quella degli avversari e riesce a conquistare un rigore, neutralizzato magistralmente dall’esperto portiere Attolico (fratello di quell’Attolico campione di tutto con la Nazionale di Rudic negli anni ’90): il portiere barese blocca a due mani il rigore, rilancia l’azione ed i suoi in avanti si portano nuovamente in vantaggio con Vettone G. autore della rete del 6-5. Riprende dunque un’altalena di vantaggi e recuperi che porta, ad 1’11’’ dalla sirena finale, prima D’Addato a bersaglio con un pregevole tiro a schizzo imparabile anche se dalla distanza ed infine Oliva V. pescato in controfuga dai compagni a superare l’estremo difensore avversario per il definitivo 7-8 che fa saltare di gioia la panchina ed i sostenitori amici e getta nello sconforto gli avversari. Gli ultimi 45” di gioco sono ad altissima tensione: Taranto subisce l’inferiorità numerica ma si chiude bene, costringendo gli avversari a tirare in modo inefficace, Pantile blocca il tiro letteralmente accerchiato dagli attaccanti avversari, tutti raccolti in uno specchio d’acqua ristrettissimo di fronte alla porta tarantina, e rischia grosso su un passaggio per liberare l’area salvato dal time-out chiamato un attimo prima dal suo tecnico. Taranto gestisce l’ultimo pallone per 6”, gli avversari non tentano nemmeno il recupero, evidentemente stremati e demotivati. Alla sirena finale, Taranto è finalmente capolista solitaria del girone.

Il settebello tarantino è quindi sembrato caotico nel gioco, forse a causa della tensione avvertita in questo incontro, ha fatto qualche passo indietro nella costruzione e nella finalizzazione offensiva sia in parità numerica che in superiorità ma è riuscito comunque a vendere cara la pelle anche in questa occasione.Riuscire a vincere tre difficili scontri diretti di una rete è da un lato segno di una grande solidità su cui gli ionici possono contare ma è d’altro canto anche il segno di una squadra che stenta nei primi minuti, forse eccessivamente confidente nei propri mezzi, e poi macina gioco in modo cinico continuando a concedere qualche svista difensiva. La Rari Nantes torna sabato prossimo in vasca (per l’ultima di andata) tra le mura amiche ospitando la Bio Sport di Conversano, rivelazione del girone ed attualmente quarta in classifica: una vittoria su Conversano potrebbe significare moltissimo in virtù dell’altro scontro diretto di giornata tra le due inseguitrici ora al secondo posto e distaccate di 3 punti (Sport Project e Dharma Casamassima), impegnate nel derby barese.

Sport Project Bari: Attolico G, Lombardi, Vettone T (cap.) 1, Chieco 3, Logrieco 2, Cautilli, Luisi, Tursi, Schino, Vettone G 1, Labombarda,Attolico M. Superiorità numeriche 3/7.

Rari Nantes Taranto 1996: Pantile, Lampasso, D’Addato 2, Conte, Carucci 3, Cantarella, Schinaia, Matarrese, Oliva D 2, Caricasole, Santovito, Moccia, Oliva V 1. Superiorità numeriche 1/10 + 1 rigore sbagliato

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Si chiama Sinergia per il Lavoro l'insieme di attività offerte da una rete di Enti e Scuole di Formazione accreditati nell'ambito del Programma
Garanzia Giovani, il Piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile messo in atto dallo Stato italiano e reso operativo anche dalla Regione Puglia. Obiettivo di Sinergia per il Lavoro è quello di dare un'opportunità, un'occasione ai tanti giovani disoccupati tarantini. Giovani cosiddetti "Neet", di età compresa tra i 15 e i 29 anni, che non studiano, non lavorano, non sono inseriti in nessun percorso formativo.  Sinergia per il Lavoro è nata per offrire loro una chance, una prospettiva occupazionale concreta, attraverso i finanziamenti messi in campo dalla Regione Puglia.
L'iniziativa è stata presentata ieri alla stampa dal dott.Sabino Martiradonna, Coordinatore regionale di Rete e dal dott.Angelo Lorusso, Coordinatore provinciale di Rete, insieme ai referenti e ai rappresentanti degli enti inseriti nel progetto, l'Ispa di Lecce (ente capofila), l'Agenzia
Ulisse di San Giorgio, il Centro di Formazione Professionale di Martina Franca, Formare Puglia di Taranto, l'Istituto Fermi di Massafra, Sistea di
Fragagnano. Nel corso dell'incontro sono state illustrate le azioni che saranno sviluppate nei prossimi mesi per mettere in atto attività formative in
diversi settori economici e produttivi. Il tutto attraverso la piena collaborazione ed il coinvolgimento del sistema delle aziende e delle imprese locali.
Sinergia per il Lavoro prevede che, in una prima fase, ai giovani interessati vengano offerti accoglienza, orientamento, formazione (retribuita) mirata all'inserimento o al reinserimento nel mondo del lavoro e tirocini (retribuiti). Come hanno spiegato i due coordinatori, si tratta di un vero è proprio percorso di accompagnamento al lavoro, sostenuto e supportato in tutte le sue fasi. Nella fase iniziale centrale è il ruolo giocato dai Centri per l'Impiego da cui i giovani disoccupati saranno chiamati  a seguito della loro spontanea iscrizione sul portale di Garanzia Giovani. Per agevolare l'avvio di questo percorso, gli enti  formativi tarantini che fanno parte di Sinergia per il Lavoro sono a totale disposizione degli interessati per analizzare insieme la soluzione più adatta alle esigenze di ciascuno in un clima di grande flessibilità e collaborazione.

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«La riqualificazione civica, sociale e culturale della nostra amata Lizzano avverrà proprio a partire dal tenore qualitativo e dall’incidenza della nostra esperienza credente!». È stato questo il forte e profetico appello, risuonato domenica scorsa 8 marzo nella chiesa madre “San Nicola” di Lizzanoe rivolto da parte del novello parroco-arciprete, don Giuseppe Costantino Zito, ad una chiesa gremitissima di fedeli in occasione della festa parrocchiale dell’adesione all’Azione Cattolica Italiana.

L’importante evento associativo,seguito poi da un momento conviviale di festa con le famiglie di tutti gli associati, ha visto il convenire dei diversi responsabili associativi e di oltre un centinaio di nuovi associati– giovani e ragazzi – che hanno espresso il proprio “sì” all’associazione, giurando obbedienza e fedeltà alla Chiesa, al nuovo pastore della comunità parrocchiale e ricevendone la tessera.

«Tutta Lizzano celebra questa sera un evento storico e singolare» – ha affermato commosso don Giuseppe Zito, che ricopre anche l’incarico di assistente ecclesiastico unitario della medesima associazione diocesana – «perché per la prima volta accogliamo nella nostra associazione parrocchiale e nella nostra comunità cristiana il dono di tantissimi giovani, che sono la speranza più certa per la Chiesa intera e per la nostra società e l’orgoglio del nostro cuore! Ad essi abbiamo voluto spalancare le porte della nostra parrocchia, affinché anch’essi le aprissero a Cristo per camminare con Lui sui sentieri della vera libertà, della giustizia sociale e dell’amore!».

È ormai a tutti noto,nel paese, il grande impegno pastorale, profuso dal nuovo arciprete nella cura apostolica amorosa della realtà lizzanese,pur in mezzo alle angustiose povertà strutturali, in cui versanogli ambienti pastorali parrocchiali. Apprezzato da tutti per la sua grande apertura e disponibilità umana, per il suo tratto affabile,cordiale edaccogliente, per la vicinanza ai problemi e ai drammi della gente oltre che per la carismaticità spirituale della sua parola, limpida e profonda, attraente e concreta, don Giuseppe a pochi mesi dalla sua immissione canonica ha già conferito, con senno, prudenza e frutto pastorale, un riassetto qualificativo a diversi settori della vita parrocchiale, peraltro visibile agli occhi di tutti.

Prima della benedizione e della consegna delle tessere agli associati, don Giuseppe ha voluto richiamare l’attenzione dell’intera comunità civile e religiosa sul valore di essere oggi associazione di laici credenti, impegnati a camminare con la Chiesa, crescendo nella fede e in umanità, capaci di viva testimonianza cristiana in ogni occasione ed ambiente di vita, desiderosi di contribuire a riparlare di Dio all’uomo d’oggi e di lavorare con passione per cambiare il volto dei nostri paesi e della nostra città.

«Vogliamo pure cordialmente accogliere – ha poi aggiuntoil sacerdote –i tre verbi, che Papa Francesco ci ha affidato nell’Udienza, concessaci il 3 maggio scorso: “rimanere con Gesù, andare per le strade, gioire ed esultare sempre nel Signore”! Tre consegne, che risuonano fortemente nel nostro cuore e che ci spingono a vivere appieno la scelta missionaria del nostro progetto formativo».

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«Tutto ciò – ha affermato il presidente dell’associazione parrocchiale, sig. Angelo Pappadà – non può non significare centralità della persona, che cammina con gli altri e non da sola; della persona, impegnata in percorsi di formazione globale, in gruppo e in associazione. Significa anche, contestualmente, unità e centralità del compito educativo, che vede l’AC da sempre in prima linea – con la sua proposta di rivolgersi a persone di ogni età, condizione sociale e professionale – nel mettere in dialogo le generazioni, nel tradursi e radicarsi all’interno della vita delle parrocchie e della molteplicità di luoghi, che caratterizzano la vita del nostro territorio. Sono molto grato al nostro nuovo ed amato parroco per l’opera egregiamente da lui svolta, specialmente a favore dei nostri tanti giovani!».

La “Chiesa in uscita”, la “Chiesa misericordiosa” che punta sull’essenziale, la “Chiesa, ospedale da campo” dell’eradi papa Francesco, è possibile declinarla per davvero, se ci sono ancora preti e laici, capaci di incarnare nelle parole e nei gesti i perenni valori del Vangelo, educandocosì le singole persone e le stesse comunità parrocchiali a quella salutare “conversione pastorale” nella forma dell’attrazione e del fascino cristiano, della carità e della missione della Chiesa,ben coscienti che questa nativa vocazione cristiana, volta all’educare, è qualcosa di decisivo sotto il profilo non solo evangelico e dunque ecclesiale, ma anche storico, sociale e politico.

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