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Mercoledì, 18 Settembre 2019

Apprendiamo dalla stampa che il Comune di Lecce, con l’approssimarsi delle vacanze pasquali e per tutto il periodo estivo, ha emesso un’ordinanza che sostanzialmente vieta l’uso dei boschi e delle pinete. Scopo del provvedimento sarebbe quello di ridurre il rischio di danni al patrimonio ambientale, spesso oggetto di danneggiamenti da parte di vandali ed incivili. Se l’intento e’ indubbiamente apprezzabile, il mezzo per realizzarlo e’ eccessivamente restrittivo. E’ comprensibile vietare l’accensione di barbecue cosi’ come il divieto di parcheggiare auto, ma impedire genericamente qualsiasi attivita’ che possa creare danno ai boschi ed alle pinete e’ cosa obiettivamente troppo generica. Giocare a pallone sara’ da considerasi attivita’ vietata? Un pic-nic e’ potenzialmente pericoloso per la pulizia del bosco, visto che i rifiuti potrebbero essere gettati per terra? Una discrezionalita’ fin troppo ampia che rischia di generare
incertezza ed ingiustizie, lasciando il cittadino in balia della pignoleria del pubblico ufficiale di turno. Il pericolo concreto a questo punto e’ quello di allontanare definitivamente la gente da quei luoghi di svago. Al solito si fa confusione tra tutela dell’ambiente e responsabilita’ personale, facendo di tutta l’erba un fascio e vietando ogni cosa con l’unico risultato di creare ulteriori dubbi ed illegalita’. Chiediamo all’amministrazione comunale di rivedere l’ordinanza specificando meglio divieti e norme da osservare.

Alessandro Gallucci, delegato Aduc-Lecce

E’ di questi giorni la presentazione del Piano della mobilita’ da parte dell’assessorato competente alla commissione traffico. Le anticipazioni parlano di una rivoluzione dei sensi di marcia nel centro cittadino con il dichiarato proposito di diminuire il traffico automobilistico in quella zona. Pur non entrando nel merito di una questione che sara’ discussa e approfondita nelle sedi competenti, non possiamo non far notare che qualunque provvedimento, anche quello spinto dalle migliori intenzioni, si rivelera’ un fallimento se prima non si porrà freno alla diffusa illegalita’ che affligge le strade urbane. Basterebbe un breve giro per Lecce, nelle ore mattutine, per capire cos’e’ diventata questa citta’: il parcheggio in doppia fila e’ ormai una consuetudine diventata regola, l’occupazione dei posti per i disabili o la sosta sulle strisce pedonali e sui marciapiedi un cliche’ ed ancora la guida senza cinture e parlando al cell
ulare
la norma da seguire, camminare in bicicletta in senso vietato una moda dilagante ed infine a stenti si riesce a far rispettare il divieto di fermarsi sulle corsie preferenziali. Tutto cio’ rende le strade una vera e propria giungla dove il cittadino rispettoso delle regole e’ sempre piu’ frustrato e tentato ad uniformarsi alla massa d’incivili. A nulla servono le sporadiche iniziative spesso chiamate “tolleranza zero”. Senza nessuna continuita’ le sanzioni servono solo “per far cassa” e non, come vorrebbe la legge, per punire e quindi prevenire nuova illegalita’. Ci rivolgiamo al Sindaco, nonche’ assessore alla Polizia municipale, forse all’oscuro del disastro quotidiano, per offrirgli la nostra disponibilita’ a girare insieme la citta’ per prendere finalmente coscienza del fatto, senza dimenticarci di chiedergli di intensificare  fin da subito i controlli e le sanzioni.

Alessandro Gallucci, delegato Aduc-Lecce

E’ il Comune il n° 259 della Puglia, il n° 8.102 dell’Italia, sta nascendo ora e si chiama “Salentide” (si legge con l’accento sulla “e”), in assonanza con “Atlantide”. Mentre la mitologica isola narrata da Platone aveva per abitanti i figli di Atlante, questo nuovo comune creato dagli studenti della classe 4B dell’Istituto Costa di Lecce ha per abitanti i tantissimi figli del Salento che per lavoro o per studio sono costretti a vivere lontani dalla propria terra d’origine. Certo, è un comune virtuale, nel senso che non ha mura fisiche, ma i suoi “abitanti” sono reali, e sono anche tantissimi.

 

Il Comune virtuale di Salentide vivrà sul web, avrà un sito in Internet attraverso il quale erogherà servizi reali ai cittadini. Tra questi ci sarà la piazza virtuale in cui in ogni ora del giorno i cittadini potranno comunicare tra loro, anche se vivono a migliaia di chilometri di distanza (come sta già avvenendo da oltre un mese attraverso un gruppo su Facebook). L’altro importante servizio reale sarà l’anagrafe, con i dati ed i “luoghi” (di origine e di lavoro) di tutti i cittadini. E non saranno certo trascurate le attività che le persone svolgono nelle varie destinazioni, con un occhio particolare alle attività commerciali ed imprenditoriali condotte da salentini che vivono all’estero o nelle altre regioni italiane, a queste ultime gli studenti promettono di dare persino una mano in termini di visibilità e di crescita del numero di potenziali clienti.

 

Come ogni comune che si rispetti, anche Salentide ha uno stemma, il quale riporta i quattro simboli del territorio adottati da “Repubblica Salentina” con l’aggiunta, al centro, di una icona emblematica costituita da otto frecce che conducono dal centro (il Salento) in otto direzioni diverse, a rappresentare la forza “centrifuga” dell’energia dei salentini.

 

In termini numerici di “popolazione”, potenzialmente Salentide potrebbe diventare in pochissimo tempo il comune più popoloso del Salento, basti pensare all’ingente quantità di persone che negli ultimi 60 anni si sono dovuti allontanare per lavoro e a tutti gli studenti che hanno deciso di frequentare una università diversa da quella del Salento.

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