“Accogliamo la sollecitazione della Regione Puglia a favore delle politiche di risparmio della risorsa idrica e del provvedimento del Comitato di coordinamento per l’accordo Puglia-Basilicata che ha deciso di ridurre il costo dell’acqua per uso agricolo e di aumentare quello per l’uso industriale”.
Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, raccoglie l’appello dell’assessore Amati contro il ricorso dell’Ilva, che ha impugnato dinanzi al Tar di Lecce la rideterminazione delle tariffe dell’acqua.
“E’ un dovere di ogni cittadino – prosegue Pugliese – preservare un bene prezioso e in esaurimento come l’acqua. Purtroppo, invece, la Puglia fa un uso massiccio di acqua potabile per scopi industriali e l’Ilva è capofila in questo senso. Eppure le soluzioni, per risolvere una problematica ormai pluridecennale, ci sono, come l’utilizzo di acqua affinata dai depuratori o la realizzazione di un impianto di desalinizzazione di cui però l’Ilva, testardamente, si è sempre negata a dotarsi”.
“In queste condizioni – è la conclusione del Segretario Generale della UIL regionale – è facile comprendere come mai la Basilicata si opponga alla realizzazione della seconda canna del Sinni. Il settore industriale e l’Ilva nello specifico non possono continuare a fagocitare la maggior parte di acqua potabile per il raffreddamento degli impianti, condannando di fatto le future generazioni a una cronica penuria di un bene prioritario per la sopravvivenza”.