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Venerdì, 20 Settembre 2019

Una domenica all’insegna dell’educazione alimentare e ambientale per grandi e piccini nei Mercati di Campagna Amica di Lecce, Bari e Vieste. Lezioni di pigiatura in diretta su Piazza Bottazzi a Lecce con i due personal trainer Giuseppe Carrozzo e Luigina Sozzo che hanno coadiuvato i bimbi nella spremitura di uve negroamaro e a Bari con l’uva primitivo sotto la guida di Pietro Convertino, mentre a Vieste i giovani consumatori si sono divertiti salendo su trattori costruiti con simil lego di legno. Sono prove generali del grande Villaggio di Coldiretti e Campagna Amica che accoglierà migliaia di visitatori dal 29 settembre al 1° ottobre a Milano e toccherà 11 città italiane, tra cui Bari.

“L’attenzione a come si alimentano i ragazzi al di fuori delle mura domestiche – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – è un preciso dovere di tutti, a partire dagli enti locali - Comuni, Province e Regioni - delle istituzioni scolastiche che dovrebbero preferire i prodotti tipici e tradizionali non solo per i pranzi somministrati agli alunni, ma anche per i brevi momenti di ristoro, dei pediatri che dovrebbero consigliare, sin dai primi anni di vita dei bambini una corretta alimentazione, magari indirizzando le mamme verso cibi che siano costruiti il meno possibile ‘in laboratorio’, piuttosto in casa. Per aiutare tutto il sistema scolastico e le famiglie ad alimentare al meglio le giovani generazioni, da anni il Progetto di Educazione alla Campagna Amica ha agevolato l’incontro tra i bambini e i prodotti agricoli ‘fatti’ dagli agricoltori. In Puglia negli ultimi 10 anni sono stati coinvolti nel progetto delle masserie didattiche 90mila bambini e 270 scuole. Il nostro obiettivo è ‘culturale’ e consiste nel tentare di cambiare abitudini di consumo sbagliate che si sono diffuse ovunque, formando consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti”.


Secondo il Rapporto Osservasalute 2016 Le prevalenze di sovrappeso ed obesità tra i minori aumentano, significativamente, passando dal Nord al Sud del Paese (33,0% al Sud rispetto al 19,7% del Nord-Ovest, al 22,5% del Nord-Est, al 23,8% del Centro e al 24,8% delle Isole), con percentuali particolarmente elevate in Puglia (31,4%).

“L’effetto nefasto di una cattiva alimentazione non è solo l’obesità– insiste il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti -  perché il 35% dei tumori, secondo i dati della Lilt, si sviluppa a seguito di una alimentazione scorretta. Ciò dimostra l’importanza prioritaria di formare una vera e propria cultura della ‘buona e sana tavola’, educazione che deve partire necessariamente dall’età scolare per vivere meglio e più a lungo. I prodotti tradizionali e tipici rispondono all’esigenza di garantire sicurezza alimentare, tutela ambientale e salvaguardia della storia e del patrimonio di tradizioni del territorio.
Da ciò l’impegno della Coldiretti Puglia, attraverso il progetto di Campagna Amica, di offrire agli studenti e alle loro famiglie, agli insegnanti e, più in generale, ai consumatori una visione concreta e reale dell’agricoltura regionale e un serio programma di educazione alimentare”.

Coldiretti Puglia auspica la piena condivisione del Presidente della Regione Puglia Emiliano e dell’intero Consiglio Regionale sulla delicata questione ancora aperta del DdL sull’uso dei prodotti agricoli regionali nelle mense pubbliche da approvare in Consiglio regionale, che dovrà prevedere stringenti protocolli di controllo di tutte le fasi dalla produzione alla somministrazione. Vanno date risposte serie e concrete – aggiunge Coldiretti Puglia - all’83 per cento dei genitori pugliesi, convinto che le mense dovrebbero offrire cibi più sani anche per educare le nuove generazioni alla sana e corretta alimentazione e tutelare la salute dei bambini.

Oggi meno della metà (45%) dei giovani di età compresa tra i 12 e i 19 anni consuma frutta tutti i giorni, come conferma il Rapporto sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza, realizzato da Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro, che per l'occasione ha intervistato oltre cinquemila ragazzi. Ma la stessa indagine – conclude Coldiretti Puglia - rileva che i giovani non consumano frutta solo a tavola con la famiglia, ma in un caso su dieci (9,6%) anche come snack fuori pasto preferendola secondo Eurispes alle merendine (8,2%), alle patatine fritte (6,4%), alla cioccolata e caramelle  (6,2%) anche se la pizza è al top del consumo con il 24,3% delle preferenze, seguita da gelati e yogurt con il 20,8% e infine dai panini con il 16,1%.

 

Annunciata come la “Fiera della ripartenza”, l'edizione numero 81 della Campionaria non ha deluso le aspettative. Alle 17 di domenica, l’affluenza complessiva è stata di 230 mila visitatori. Nel 2016, sempre alle 17, erano entrati in Fiera 223 mila visitatori; un trend, dunque, che si conferma in ascesa.

Si tratta di un indubbio successo, da leggersi non solo nei dati dell'affluenza, ma anche nell'adesione degli espositori, che sono stati circa 450, con un aumento di quelli non pugliesi, dal 43 al 50% rispetto allo scorso anno. Segno più anche per i padiglioni occupati: 20 in totale, 2 in più della scorsa edizione.

“Una  scommessa vinta” per il commissario della Fiera del Levante, Antonella Bisceglia: “la vera sfida è quella di costruire il futuro della Campionaria, con una newco composta per l'85% della Camera di  Commercio di Bari, che esprime le principali forze industriali e commerciali del territorio e il 15% da BolognaFiere. Per ottenere questo risultato, abbiamo lavorato ad un piano di risanamento particolarmente intenso, con tre obiettivi fondamentali: portare a compimento un adempimento di legge che era l’esternalizzazione delle attività fieristiche e congressuali; operare sul risanamento dei costi, e incontrare le innovazioni del mercato e proporre manifestazioni fieristiche che si tengono tutto l’anno. Nei prossimi giorni ci saranno incontri tecnici con i nuovi soci per mettere nero su bianco il piano industriale della fiera del futuro”.

Il trend positivo del 2017 è confermato anche dalle parole del presidente della Camera di Commercio, Alessandro Ambrosi. “Stiamo dando vita a un nuovo corso fortemente voluto dalla Camera di Commercio e quindi da tutte le associazioni di categoria e dagli imprenditori che credono nel rilancio della Fiera del Levante ”.

Tanti gli incontri e i dibattiti che si sono susseguiti nei giorni della Fiera e che hanno riscosso  grande interesse. Altrettanti i momenti importanti che hanno caratterizzato l'edizione di quest'anno che ha puntato sul binomio economia e cultura. Da ultimo la firma del Protocollo d'intesa per la nascita, in Fiera, del Polo delle Arti e della Cultura, l'hub strategico e attrattore culturale della Regione che  avrà la sua sede permanente all'interno del quartiere fieristico. Il Polo delle arti offrirà servizi di sviluppo alla filiera delle arti e della cultura diventando “spazio plurale aperto” anche nel campo del design, fungendo da “incubatore” permanente, prototipo sperimentale per le professioni. Un luogo di supporto per la produzione e la programmazione, un laboratorio di rilievo internazionale per le produzioni culturali, che mette a sistema la rete dei partner pubblici e privati. Come permanente, per volontà del governatore Michele Emiliano, è il padiglione regionale “Casa della Partecipazione”.

Anche quest'anno non sono mancate le novità. Dall'anteprima internazionale della L7, minicar “made in Bari” della Tua Industries alla presenza di Fiat Chrysler Automobile, dal padiglione di PF Tecnologie, dedicato alle soluzioni per il riscaldamento a legna e pellet, alla domotica, da Cosmoprof dedicato alla bellezza, al benessere e alla cura della persona, a “Il Mondo Creativo”, fino al padiglione delle tipicità enogastronomiche e artigianali della Sicilia.

La Fiera si è anche trasformata in un  palcoscenico che ha ospitato grandi nomi del cinema italiano, come Margherita Buy e Laura Morante che si sono raccontate al pubblico, Sergio Rubini, Rossana Casale, Emilio Solfrizzi, Antonio Stornaiolo, protagonisti di affollate masterclass. A coinvolgere il pubblico, anche Catena Fiorello e la prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano, Nicoletta Manni che ha ricevuto il premio “Radici di Puglia”.

Ed è proprio alle radici e alla storia del territorio, che si sono rifatti i Corte storici: lungo i viali della Fiera hanno sfilato più di 900 figuranti, grazie al lavoro del Consiglio regionale e Unpli Puglia. 

Grande successo per Apulian Life Style, il padiglione di promozione dell'alimentazione mediterranea, sostenuto dalla presidenza della Regione Puglia e dall'Aress in collaborazione con il dipartimento regionale dell'Agricoltura. Circa 1.400 in tutto, sono stati i partecipanti ai percorsi sensoriali e ai workshop sul tema del rapporto fra cibo e salute, 500 invece i partecipanti agli showcooking con prodotti offerti dall'Aiab Puglia, che hanno permesso di divulgare informazioni sulla corretta alimentazione. Cibo e salute sono stati i protagonisti degli incontri promossi dalla condotta Slow Food di Bari e da Latitudine 41 Edizioni.

 

 

 

 

Cucina sana e natura raccontata in fiera direttamente dagli autori del volume “Cucina integrata e terapie oncologiche”, edito da Latitudine 41 e presentato oggi in Fiera nel padiglione dell’Apulian life style dove quest’anno per la prima volta Slow Food ha voluto essere presente con i suoi prodotti ma soprattutto con la sua filosofia.

 Il volume, frutto delle professionalità di Elisabetta Sbisà, biologa molecolare e ricercatrice del CNR, Maria Grazia Forte, medico specialista in dietologia e nutrizione clinica oncologica integrata e Adolfo Sbisà dell’Apulia Natural Cookery School è una guida fatta di consigli utili nella vita di tutti i giorni con modalità d’uso, avvertenze e suggerimenti sul cibo che non fa male ed è anche buono. Tre professionisti, ognuno nel suo settore, al lavoro “per offrire alle persone affette da neoplasie – ha ribadito Adolfo Sbisà - un vademecum che li aiuti a realizzare ricette durante le terapie oncologiche, un libro pratico adatto anche a chi vuole fare una sana prevenzione, sì perché la prevenzione si può fare anche con l’alimentazione tornando alla cucina dei nostri nonni che, purtroppo è stata dimenticata. Una cucina che faccia tornare in auge i cereali antichi e i legumi ci preserva dalla malattie”.

Cucina mediterranea come stile di vita e come sinonimo di salute, dunque.  Nei pazienti oncologici la nutrizione può stimolare l’organismo ad essere più predisposto alla ricezione della terapia, può controllarne gli effetti negativi.

“La cosa a cui abbiamo dato più importanza – ha ribadito la nutrizionista Maria Grazia Forte - è proporre una cucina che sia di facile esecuzione, con alimenti facilmente reperibili e che facciano bene a tutti i componenti della famiglia. Spesso si confonde l'alimentazione della prevenzione che è indicata per tutti con l'alimentazione del paziente oncologico. Ci sono alcuni alimenti, durante le terapie, - ha continuato - che devono essere assolutamente evitati perché possono arrecare danni a livello cellulare”.  Il paziente oncologico – ha concluso - è un paziente delicato. Con l'alimentazione lo possiamo aiutare ad eliminare alcuni effetti collaterali molto importanti e molto invalidanti e soprattutto a rendere l'organismo più recettivo alle terapie stesse.

Il libro “Cucina integrata e terapie oncologiche” insegna a pazienti e loro familiari a districarsi nel variegato mondo delle spezie, della verdura, degli ortaggi, della frutta, delle alghe.

Il libro è una guida informativa dall’alto contenuto scientifico, sulla stretta connessione 

tra alimentazione (sana ed adeguata) e salute.

“Ho studiato quello che gli alimenti, i nutrienti che abbiamo inserito nel libro – ha affermato Elisabbetta Sbisà, provocano sul metabolismo cellulare. Qualsiasi alimento o spezia inserito nel libro ha un fondamento scientifico. Non abbiamo inventato niente. Si parte da presupposti scientifici, da pubblicazioni internazionali, dalle dieci regole del fondo mondiale della ricerca sul cancro. L'importanza di questo lavoro è la complementarietà, perché io sono un biologo molecolare, poi c'è il medico che fa la parte clinica e chi ha l'arte di mettere nel piatto questi alimenti che possono aiutare tanto i pazienti quanto chi vuole fare prevenzione. È quindi un libro per tutti.

“Cucina integrata e terapie oncologiche” offre infatti sul piatto un piano di dieta settimanale che accontenta tutti i palati. Dal falafel di ceci, menta e curcuma all’orzo e spinaci con tartare di ricciola, passando per il baccalà confit con pomodorini, cipolla e aromi, molte sono le ricette da far leccare i baffi. Con buona pace di chi pensa che la sana alimentazione non vada a braccetto con la bontà e il gusto.

Sarà dedicato all’arte orafa, alle “storie preziose”, l’ultimo appuntamento, in programma domani, di “Mestieri d’Arte. Rinascimento Artigiano. The Craftsman Experience”, nel padiglione di Confartigianato. I visitatori potranno assistere a una dimostrazione sul design del gioiello e sulle tecniche di lavorazione, come la modellazione, l’assemblaggio degli elementi, l’incastonatura delle pietre fino alla realizzazione finale (a cura di Parè Gioielli e Burdi Creazioni di Bari e Ideazione Gioielli Mariano Rizzo, di Soleto; dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, ingresso libero).

Nei giorni scorsi il padiglione ha ospitato, tra gli altri, un laboratorio sulla panificazione artigianale con farine innovative, uno  sulle tecniche sartoriali e uno sulla liuteria d’autore e l’ebanisteria ecosostenibile, con le lavorazioni di strumenti musicali ad arco e a pizzico rinascimentali, classici e contemporanei e complementi d’arredo di eco design. Nel padiglione c’è stato anche spazio per i convegni: da quello sulla meccatronica all’incontro sui fondi comunitari, nell’ambito della 63esima Giornata dell’artigianato

Accanto ai workshop e alle dimostrazioni, nell’area eventi, il padiglione propone ai visitatori una selezione di prodotti dell’artigianato artistico: dalle candele ai manufatti in ceramica come le pigne e i pumi, dalle famose massaie in terracotta ai fischietti. Un percorso visivo e sensoriale con materiali e produzioni tradizionali rivisitate in chiave contemporanea e oggetti di design made in Puglia.

Gli sportivi baresi di ieri, oggi e domani come Ruggero Verroca, pluricampione mondiale del canottaggio, Domenico Celi, arbitro primatista di presenze nella serie A, Gianluca Ressa, 11 anni atleta del Circolo Tennis e Andrea Sassanelli, nuotatore di soli 9 anni del Centro Universitario Sportivo, sono i primi vincitori del premio Nikolaus, istituito dalla commissione Sport del Comune di Bari e dalla Fondazione Nikolaus. A premiare gli atleti, nel corso di una cerimonia che si è svolta nel Padiglione 169 del quartiere fieristico, il sindaco di Bari, Antonio Decaro: “Oggi celebriamo lo sport, attività fondamentale per conoscere noi stessi e per costruire relazioni con gli altri. Vogliamo ricordare tante persone che hanno dato lustro alla città di Bari e tenere vivo il senso di comunità che si crea grazie allo sport".

"Vogliamo omaggiare tutti quegli atleti che non hanno visibilità. Per questo ogni sei mesi ne individueremo quattro e premieremo il loro impegno e la loro dedizione alla pratica sportiva" spiega Giuseppe Cascella, presidente della commissione sport del Comune di Bari. Tra i premiati anche Gianluca Ressa, 11 anni, del circolo tennis di Bari che emozionato ha ringraziato tutti e in particolare la madre: "Un giorno quando ero piccolo mi ha chiesto se volevo provare a giocare a tennis, da allora non ho più smesso. Sono praticamente nato con la racchetta". Ad accompagnare il piccolo Gianluca, il presidente del circolo tennis Onofrio Sisto che ha sciorinato titoli e meriti del suo allievo già "vincitore dei campionati regionali, convocato a tutti i raduni della federazione nazionale a Castel di Sangro". Il premio nasce da una idea del Comune di Bari e della fondazione Nikolaus, impegnata da sempre nella promozione dei baresi eccellenti. "Vogliamo premiare tutte quelle personalità che hanno portato lustro alla nostra città e che si sono distinte per particolari meriti. Lo facciamo oggi nello sport ma l'abbiamo già fatto per il cinema e in seguito non escludo che amplieremo i nostri riconoscimenti ad altri settori" conclude Vito Giordano, presidente della fondazione Nikolaus.

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