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Sabato, 21 Ottobre 2017

In Calabria è possibile promuovere il territorio per finalità turistiche e culturali attraverso gli scambi internazionali giovanili. Ne è testimonianza la forte richiesta da parte di enti pubblici ed associazioni, europee ed extraeuropee, che hanno risposto massivamente ai progetti presentati dall’associazione di promozione sociale e culturale “Terra di Mezzo” in collaborazione con i Comuni di Sersale, Ricadi, Capistrano, Filogaso, Maierato e Stefanaconi. Sono quattro i progetti presentati e che si realizzeranno da marzo a settembre del prossimo anno. Si partirà il progetto “Welcome back to Mother Nature” che si svolgerà a maggio 2018 a Maierato e Filogaso, che avrà come tema lo sviluppo ambientale e la civiltà contadina e che coinvolgerà partner provenienti da Lituania, Spagna e Turchia; si proseguirà con A sustainable environment for the development of rural areasche si svolgerà a Sersale tra maggio e giugno e che sarà centrato sull’ambiente sostenibile e lo sviluppo delle aree rurali e che vedrà la partecipazione di partner provenienti da Bulgaria, Estonia e Romania; seguirà poi il progetto “From Tastes to tastes” per la conoscenza e la promozione delle tradizioni gastronomiche ed alimentari che si terrà a Ricadi nel mese di giugno, con la partecipazione di giovani provenienti dalla Slovacchia, dalla Slovenia e dalla Spagna; infine, ad agosto, a Capistrano e Stefanaconi, si organizzerà il progetto “Art for the landscape of peace” centrato sul rapporto tra arte e solidarietà con la partecipazione di Armenia, Grecia e Ungheria.

Sono stati dodici i paesi prescelti, su un totale di oltre 60 candidature, a dimostrazione del grande interesse di municipalità, scuole, associazioni, europee ed extraeuropee, per l’Italia in generale e la Calabria in particolare.

“Crediamo fortemente nel lavoro di squadra tra associazionismo ed enti pubblici, le parole del presidente Gianni Paone dell’Associazione Terra di Mezzo, quale strategia per promuovere il territorio offendo nel contempo ai nostri giovani, possibilità di mobilità e confronto interculturale, in uno scenario europeo ove è sempre più importante acquisire abilità e conoscenze”.

“Un ringraziamento agli amministratori che stanno investendo insieme a noi energie e che intendono aprire le loro comunità ai giovani europei, ma anche al Club Unesco di Vibo Valentia e all’Associazione Med Experience rappresentate da Maria Loscrì, che, nel territorio del vibonese, è partner attivo e competente dell’associazione Terra di Mezzo.

Lo sviluppo della Regione non può prescindere dal realizzare accordi di cooperazione con altri Stati Europei per il raggiungimento di obiettivi economici e sociali. Il forte appeal verso il nostro territorio è un segnale che, nella nostra regione, è possibile perseguire una promozione turistica anche in ambito europeo. Associazioni, Scuole, Municipalità, Università ed Imprese, hanno inviato la candidatura per partecipare ai progetti di scambio internazionale giovanile incentrati su temi molto sentiti nei nostri territori, quali l’ambiente e l’imprenditoria, l’arte e la promozione culturale. I quattro progetti rappresenteranno anche occasioni di confronto e riflessioni con i giovani calabresi che, assieme ai coetanei provenienti dai dodici Paesi partner, effettueranno laboratori, incontri con esperti del posto, conoscenza delle buone pratiche e del territorio”.

Le iniziative promosse dall’associazione Terra di Mezzo di Vallefiorita in partenariato con i sei Comuni calabresi, passeranno ora al vaglio dell’agenzia nazionale per l’auspicabile sostegno finanziario. Al momento non possiamo che gioire dell’eccezionale riscontro, da parte di tanti partner in ambito europeo ed extraeuropeo, a dimostrazione dell’interesse di conoscere la Calabria e le bellezze naturalistiche e culturali del territorio.

La speranza, è proprio questo sentimento che anima gli esseri umani; e spesso è riposta nelle mani della Chiesa e del pastore che la guida.

I parrocchiani di Soveria Mannelli e di San Tommaso, in questi ultimi mesi, hanno atteso il nuovo parroco, guidati dalla presenza e dall’umiltà di Don Adamo Castagnaro sempre pronto a rispondere lì dove c’è necessità.

Don Roberto Tomaino, giovane e dallo sguardo pieno, nato a Soveria Mannelli ma vissuto nel vicino paese di San Pietro Apostolo, conosce bene le dinamiche e le esigenze di una comunità piccola seppure ricca di iniziative.

Le sinergie positive fra Comune, Chiesa ed Associazioni non può che convergere, a vario titolo ed a varie competenze, verso il benessere delle persone che vivono la quotidianità della loro vita in luoghi ricchi di natura e spesso poveri di stimoli.

L’augurio è che insieme si possa crescere più forti considerato quanto sia importante la spiritualità negli esseri umani.

La fede, intesa come fiducia, và applicata eticamente prima fra gli uomini, incominciando da se stessi. La parola di Dio diventa patrimonio dell’umanità e di chi, giorno dopo giorno, la porta in giro fra la gente, con compassione, amore ed etica, rispettando la diversità che connota ogni individuo.

“Quindi” conclude il Presidente della Pro Loco di Soveria Mannelli, Antonio Ferrante ”un caloroso benvenuto a Don Roberto con l’augurio di poter riconoscere la bellezza della nostra comunità trasformandone le imperfezioni in punti di originalità e ricchezza reciproca, e la speranza di poter instaurare fattivi rapporti di collaborazione da sviluppare insieme per creare un movimento dinamico, attivo e creativo”.

Domenica scorsa si è conclusa la  XVIII° edizione della mostra micologica “Città di Catanzaro” organizzata dal Gruppo micologico di Catanzaro denominato “Sila Catanzarese”.  Nonostante la carenza di esemplari nei boschi di tutto il territorio (Silano, Pre-silano  e delle Serre),  gli organizzatori sono riusciti ad esporre ben 111  specie di funghi spontanei,  così da offrire ai numerosi visitatori  un’ampia varietà di specie da osservare per  migliorare ed approfondire le  proprie  conoscenze nell’ambito  micologico.

La mostra si è svolta nei locali messi a disposizione dalla Amministrazione Provinciale di Catanzaro, nell’interno del Parco della Biodiversità, nelle giornate di Sabato 7 e  Domenica 8 Ottobre. La manifestazione è stata inaugurata  mattina di sabato dal Presidente del Gruppo Micologico Avv. Emilio Corea alla presenza di  numerosi visitatori.

La partecipazione del  pubblico è stata varia e numerosa: appassionati e studiosi di funghi, studenti, curiosi che hanno potuto visionare ed ammirare le numerose specie micologiche,  i vari manifesti  fotografici e vignettistici, appositamente installati dall’Associazione  per finalità educative  e di sensibilizzazione  verso le varie problematiche del mondo dei funghi e dell’ambiente.

 Gli organizzatori della Associazione  si sono prodigati per curare al meglio la esposizione delle 111 specie, appartenenti sia a varietà di funghi commestibili che di non commestibili e, inoltre, a specie tossiche, comprese alcune mortali. Laddove possibile, si è provveduto al ricambio degli esemplari con altri freschi al fine di rendere l’osservazione più realistica e naturale, come dal vivo.  Gli stessi organizzatori si sono prodigati a  fornire tutte le spiegazioni scientifiche e le risposte alle tante domande che il pubblico ha  formulato durante la manifestazione sul tema della mostra.  Vi sono state interessanti discussioni ed approfondimenti  in tema di modalità corretta  della raccolta, commestibilità, grado di tossicità, comportamenti adeguati da tenere durante le escursioni micologiche, rispetto dell’ambiente di crescita, etc. 

 A conclusione della mostra si è svolto il consueto  concorso “il porcino più grande”, nel corso del quale molti raccoglitori hanno partecipato con esemplari  di funghi porcini  di cospicue dimensioni. È stato premiato come vincitore il sig. Matteo Dolce che ha partecipato con un grosso esemplare di 890 grammi.

Quest’anno ha avuto luogo anche un altro concorso, quello del porcino più bello. Per quest’ultimo il premio  è andato al sig. Palaia Antonio.

A conclusione della manifestazione, l’Avv. Emilio Corea, a nome di tutti gli iscritti al Gruppo micologico, ha ringraziato  i visitatori,  gli organizzatori e tutti coloro che a vario titolo si sono prodigati per la buona riuscita  dell’evento.

Mentre fervono i preparativi per l’imminente evento che vedrà la presentazione in prima nazionale del manuale “Il corpo nella demenza: la Terapia Espressivo Corporea Integrata” (Edizioni Maggioli Sanità) il metodo TECI, ideato dalla dottoressa Elena Sodano, è protagonista di un’altra importante tappa del suo cammino: la presentazione dello studio scientifico.

Grazie ad un protocollo di ricerca siglato con la dottoressa Alba Malara, presidente della SIGG Calabria, infatti, l’applicazione del metodo e i risultati ottenuti dalla sua sperimentazione, sono stati illustrati nel corso del X Convegno Interregionale SIGG Calabria – Sicilia /VIII Convegno Regionale SIGG Calabria, i cui lavori si sono svolti il 6 e il 7 ottobre presso la Cittadella Regionale.

I risultati della sperimentazione svolta con i pazienti dello Spazio Al.Pa.De. del Centro Diurno della Ra.Gi. Onlus, presieduta dalla stessa Elena Sodano, psicologa e terapeuta psico-corporea, sono stati illustrati dalla dottoressa Carla Putrino, psicologa e psicoterapeuta.

Partendo dalla constatazione che la problematica del progressivo e costante invecchiamento della popolazione della maggior parte dei Paesi a sviluppo avanzato è alla base del notevole incremento del numero di persone affette da demenza, la relazione della dottoressa Putrino si è poi soffermata sulla descrizione della sintomatologia di queste malattie. Esse compromettono le funzioni cognitive e al tempo stesso alterano la personalità e il comportamento ed oggi non esistono terapie che possano impedire la progressione anatomica e funzionale di queste patologie, che dunque conducono alla perdita progressiva di tutte le capacità e funzioni corporee del paziente che ne è affetto.

La TECI (Terapia Espressivo Corporea Integrata) è fondata essenzialmente sulla relazione corporea ed emozionale che si instaura tra terapeuta e paziente e sul recupero e la decodificazione di quei simboli che per il paziente diventano espressione di desideri, paure, di una identità e un inconscio che prendono forma mediante l’espressione del libero movimento corporeo.

L’obiettivo dello studio scientifico è stato quello di  valutare l’efficacia di questo “trattamento” su un campione di anziani affetti da demenza.

I pazienti coinvolti sono stati 15, di cui 9 uomini, la cui età media era di 74 anni e 6 donne di età media 73 anni. Sono stati tutti sottoposti a valutazione multidimensionale geriatrica al momento del ricovero (T0) e rivalutati a cadenza bimestrale per la durata di 6 mesi (prima valutazione novembre 2016, ultima valutazione maggio 2017) (T1). Le attività di Teci terapia, chiamate giochi, si sono svolte tre volte a settimana dalle 9 alle 12 sia in un contesto di gruppo che individuale. Il GIOCO rappresenta il filo conduttore di tutte le attività terapeutiche proposte ai pazienti che riescono a trovare nel processo espressivo, libero e creativo il collegamento tra un mondo interno e il mondo esterno.

Tra le attività che il gruppo di pazienti ha potuto sperimentare c’erano il movimento simbolico, auto-espressivo, di Fonosimbolismo e le tecniche di Expression Primitive, di Contact Care e danzaterapia.

Inoltre, durante le varie attività sono stati utilizzati materiali come cuscini, stoffe, foulard colorati, teli, lenzuola, palloni di varia grandezza, colore e materiale. E ancora fili, nastri, corde, cerchi, bastoni di legno, cannucce, bastoncini di bambù, strumenti musicali, elastici, lane e carte sonore. Ci sono state poi anche le “cose”, ossia capi di abbigliamento e oggetti vari appartenuti ai pazienti stessi. Tutte le attività proposte sono state supportate dalla musica masterizzata a 432 Hz.

Per quanto riguarda i risultati, le rivalutazioni effettuate sui pazienti hanno evidenziato un miglioramento dello stato cognitivo, del tono dell’umore e della qualità della vita. Inoltre occorre sottolineare anche una diminuzione sostanziale della messa in atto dei comportamenti problematici.

Dati i risultati della sperimentazione scientifica, si può concludere che il metodo TECI apre nuove possibilità di relazione con il paziente affetto da demenza. I risultati dimostrano effetti positivi sulle performance cognitive, emotive e comportamentali. La TECI rappresenta una “fusione” di corpi che diventano strumenti di riabilitazione. A differenza della maggior parte delle terapie riabilitative questo metodo ribalta completamente il modo di prendersi cura, focalizzandosi sulle funzioni emotive, espressive, esperienziali e sulle abitudini ancora custodite nel corpo dei pazienti e che, attraverso la libera espressione corporea emergono e diventano grammatiche corporali cognitive (ecco l’aspetto integrato di TECI) che devono essere comprese e decodificate per poi dare risposte operative e concrete ai pazienti.

Anche quest’anno, com’è ormai consuetudine, Palermo e il suo meraviglioso centro storico, si trasformeranno nel dolcissimo Villaggio del Gelato, rigorosamente artigianale, in occasione dello “Sherbeth” 2017. La prestigiosa manifestazione internazionale, dedicata all’alimento che fa letteralmente impazzire milioni di appassionati, è alla sua “nona” e per 4 giorni le sue dolci sinfonie di gusti e colori, la faranno da padrone nel capoluogo siciliano. Primo “violino”, di questa orchestra di gelatieri, provenienti da tutte le latitudini, il maestro gelatiere lametino, Francesco Mastroianni.

Al prestigioso e rinomato artigiano calabrese, già ambasciatore del gelato nel mondo, è stato, infatti, riservato, il posto d’onore ad aprire la serie di stand allestiti per l’occasione, neanche a farlo apposta, proprio davanti al famoso teatro “Massimo”. Questa collocazione, fortemente voluta dagli organizzatori, dà a Mastroianni, l’onore e l’onere di aprire il lungo percorso di degustazione che le migliaia di visitatori e assaggiatori, ogni anno sempre più numerosi allo Sherbeth, tra le coloratissime delizie in coppetta o cono, non fa differenza, preparate da gelatieri provenienti da tutto il Globo.

Per Mastroianni è un periodo importante. Infatti, il gelatiere ha, da poco, coronato il suo sogno di dare vita nella sua Lamezia, ad una vera e propria sua “Casa” di leccornie, fatta non solo gelati, ma anche di finissima pasticceria, cioccolateria e confetteria. Inoltre, trattandosi di “Casa”, a giorni sarà lanciata una gamma di piccole prelibatezze pensate dalla famosa chef tedesca Nadia Christina Tappen, per l’aperitivo e per spezzare la fame di metà giornata.

Infine, sicuramente vincente, è il gusto presentato dal maestro gelatiere, ovvero quella nocciola di Calabria che, dopo la Tonda piemontese, è senza dubbio, una delle più pregiate. Infatti, la “Tonda Calabrese” è una prerogativa della Valle dell’Ancinale, nelle Pre Serre vibonesi, dove, dopo i primi tentativi degli anni ’60, è nato un vero Consorzio per la tutela e la valorizzazione di questo antichissimo frutto, dalle straordinarie proprietà benefiche. La nocciola calabrese, scelta da Mastroianni ormai come simbolo della sua partecipazione all’evento palermitano, ha raddoppiato la produzione annua in Calabria nel corso degli ultimi 50 anni, raggiungendo ben 8.500 quintali (su 200 ettari di superficie coltivata) e viaggiando velocemente, verso il riconoscimento dell’indicazione geografica tipica.

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