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Martedì, 24 Ottobre 2017

Negli ultimi mesi gli abitanti del Vomero sono alle prese con un vero e proprio mistero, un giallo che riguarda il già precario arredo urbano del popoloso quartiere collinare. In particolare le panchine installate qualche anno addietro lungo le strade del quartiere, segnatamente, nei tratti pedonalizzati.

“La prima panchina a sparire fu quella all’altezza del civico 147 di via Scarlatti, dove un tempo vi era uno storico fioraio mentre più di recente ha aperto un negozio di golosità, ponendo dinanzi all’esercizio tavolini, sedie ed ombrelloni che coprono anche le tracce della panchina scomparsa – ricorda Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Successivamente ne sono sparite, sempre nell’isola pedonale di via Scarlatti, altre tre, poste rispettivamente all’altezza dei civici 97, 130, e 181. Infine più di recente erano scomparse altre due panchine, una nell'isola pedonale di via Luca Giordano, dove sono ancora in corso gli eterni lavori di riqualificazione, che dovevano terminare il 2 novembre dell'anno scorso ma che invece a distanza di due anni sono ancora in corso e un'altra in via Morghen, all'altezza del civico 53, nei pressi di una fermata dell'ANM“.

“Ma evidentemente non è finita qui - puntualizza Capodanno -. Poco prima delle festività natalizie, un'altra panchina, posta in via Luca Giordano, all'altezza del civico 96, dalla sera alla mattina si è ritrovata con uno dei due sostegni in ghisa che supportano lo schienale, peraltro di consistente spessore, spezzato. Una rottura molto simile a quelle che avevano interessato anche alcune delle altre panchine, precedentemente sparite.  Nei giorni seguenti la panchina in questione, per ragioni di sicurezza, era stata transennata. Ma, adesso, è addirittura scomparsa, lasciando solo sulla pavimentazione le tracce dei ferri che l'ancoravano al suolo“.

“Perché stanno scomparendo le panchine del Vomero – domanda Capodanno -? A chi possono dare fastidio? Come si spiega che poi, una volta che sono scomparse,  non vengano più ripristinate e che, in alcuni casi, dove prima c'erano le panchine si osserva la presenza di arredi, sedie e tavolini, con relativo gazebo, a servizio di qualche esercizio pubblico privato? A che punto sono le indagini, avvalendosi anche delle telecamere per la videosorveglianza, per fare piena luce su quanto sta accadendo all'arredo urbano del Vomero?"

“Domande  - prosegue Capodanno - che, nell'occasione, reiteriamo, ma che attendono risposte immediate, che, ci si augura, non vengano ulteriormente differite, facendo calere il silenzio sull'emblematica vicenda. A questo punto, sono ben sette le panchine complessivamente scomparse negli ultimi tempi al Vomero e la cosa potrebbe non finire qui se non si adottano le misure del caso“.

“Chiedo – conclude Capodanno -, agli uffici competenti, effettuati gli opportuni accertamenti, per i provvedimenti consequenziali, di ripristinare immediatamente le panchine eliminate, aggiungendone anche altre, anche in risposta  alla forte richiesta di tale tipologia di arredo urbano, che si registra sia nei tratti destinati a isole pedonali sia alle fermate dei mezzi pubblici su gomma Così come ribadisco, ancora una volta la richiesta affinché vengano promosse tutte le opportune e necessarie indagini tese a fare piena luce sul giallo delle panchine scomparse al Vomero“.

 

Una bimba di 10 anni è stata ferita accidentalmente al piede da un colpo d'arma da fuoco sparato in via Annunziata, centro storico di Napoli. Non si escludono altri feriti. Ancora incertezza sulla dinamica dei fatti e su chi abbia sparato. La piccola è ricoverata all'ospedale Santobono. Indaga la polizia.

Sono di nazionalità senegalese i tre commercianti extracomunitari rimasti feriti nel raid punitivo al mercato della Duchesca di Napoli. I tre hanno 36, 38 e 32 anni. I primi due sono stati feriti lievemente da alcune schegge. Il terzo, che comunque non è in pericolo di vita, è stato ferito in maniera più seria da un colpo d'arma da fuoco.

Il fatto è accaduto nel mercato della Maddalena dove folta è la presenza di commercianti di colore. I tre sono stati portati all'ospedale Loreto mare mentre la bambina è ricoverata nell'ospedale Santobono per una ferita a un piede. Non si esclude - ma è un'ipotesi ancora al vaglio degli investigatori - che gli immigrati fossero l'obiettivo del raid nell'ambito di una ritorsione da parte della malavita locale, forse per ragioni di pizzo.

Intanto sono state concluse senza problemi le operazioni nel centro di accoglienza di Conetta, frazione di Cona, per il trasferimento di cento migranti in strutture analoghe in Emilia Romagna. Il secondo pullman, dopo quello partito verso le 12.30 con due furgoncini, si è allontanato, verso i nuovi punti di ospitalità per la cinquantina di persone che erano a bordo.

Sulle proteste sono in corso accertamenti da parte della Procura di Venezia, che ha aperto un fascicolo d'inchiesta senza al momento iscrivere specifiche ipotesi di reato. Accertamenti sono stati avviati anche per ricostruire nel dettaglio le fasi precedenti alla morte della giovane ivoriana, alla luce comunque del fatto che l'autopsia ha stabilito le cause naturali del decesso. Stamani, intanto, si è tenuto anche un incontro in Procura per fare il punto della situazione e i possibili sviluppi delle verifiche in corso da parte di polizia e carabinieri. In mattinata al centro di Cona è giunta anche una delegazione di parlamentari di Sinistra Italiana. Nicola Fratoinanni ha riferito poi di aver trovato una "situazione disastrosa" e di "condizioni disumane" legate alla presenza di un numero così elevato di migranti in una struttura di questo tipo.

Un trasferimento teso ad 'alleggerire' le presenze di ospiti nella struttura, attualmente oltre 1.300, deciso dal ministro dell'Interno Marco Minniti, dopo la protesta dell'altra sera da parte di un gruppo di migranti ivoriani, successiva alla morte per cause naturali di una loro connazionale di 25 anni, Sandrine Bakayoko, deceduta per trombosi polmonare. 

 

Un'altra brutta sorpresa per le migliaia di residenti dell’area collinare del capoluogo partenopeo che stamani si sono ritrovati, ancora una volta, davanti ai cancelli sbarrati di uno dei pochi polmoni a verde pubblico a disposizione dei cittadini, il parco Mascagna, già conosciuto come giardini di via Ruoppolo. 

   Proprio nei giorni scorsi era stato ancora una volta evidenziato lo stato di degrado e di abbandono di questo parco comunale, dove, tra l'altro, si osserva la presenza di diverse aiuole brulle, ridotte perlopiù a campi in terra battuta, auspicando nell'occasione l’intervento immediato degli uffici competenti per i necessari  lavori di manutenzione – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Bisogna al riguardo ricordare che, tempo addietro, il parco fu addirittura chiuso per problemi legati ad alcune infiltrazioni nei locali adibiti a servizi igienici ad esso annessi, chiusura che suscito la viva quanto giusta protesta dei tanti abituali frequentatori del parco per un disservizio che era stato più volte segnalato “.

 

“ L’aspetto che lascia quantomeno perplessi, trattandosi di un’area pubblica – puntualizza Capodanno -,  è che sia sull’ingresso posto su via Pacio Bertini sia su quello in via Ruoppolo non è stato affisso nessuno avviso scritto che in qualche modo motivi la chiusura e la sua durata. Da cosa può essere stata determinata questa nuova chiusura? Dalle condizioni del parco? Dal presumibile pericolo, determinato dalle raffiche di vento? E inoltre chi l’ha disposta e per quanto tempo? “.       

Domande che ovviamente attendono una risposta, facendo così chiarezza sui motivi che hanno prodotto l’attuale chiusura nonché la sua durata. Con l'auspicio che il parco venga riaperto in tempi rapidi, e cogliendo l'occasione per reiterare, ancora una volta, la richiesta di mettere in campo tutte quelle opere di manutenzione ordinaria e straordinaria che si rendessero necessarie al fine di eliminare quei disservizi che possano, in qualche modo, limitare la fruibilità dell’area a verde pubblico, da parte dei numerosi abituali fruitori.

 

 

 

 

Ieri mattina, in Piazza Cavour, 140, sono state presentate le attività per la stagione 2016/2017 del Museo del Sottosuolo e della Tappeto Volante. Sono intervenuti in conferenza stampa l'Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, il direttore artistico della Tappeto VolanteDomenico Maria Corrado, il Maestro Franco Cipriano e gli artisti Jury Monaco, Ciro Cozzolino (Munaciello) e Massimo Andrei.

Tappeto Volante e Museo del Sottosuolo di Napoli continuano la felice collaborazione, inaugurata nel settembre scorso, anche per la stagione 2016/2017. Il Museo del Sottosuolo di Napoli è teatro di spettacoli, concerti, presentazioni di libri e dischi, mostre d’arte e fotografiche, attività che, insieme agli appuntamenti fissi, come la visita guidata dal munacielloL’Inferno di Dante diretto da Domenico Maria Corrado, da settembre ad oggi l'hanno reso di diritto una realtà turistica del territorio per visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Per il nuovo anno, a questi spettacoli, già apprezzati da pubblico e critica, si aggiungono Un finto reale di Jury Monaco e Le Favole Sottoterra narrate da Massimo Andrei.

         “E’ da prima dell'estate che, nel cantiere di via Luca Giordano al Vomero, non si vedono operai né a tutt'oggi sono note le ragioni per le quali i lavori di riqualificazione restano allo stato fermi. Diverse le congetture poste in campo nelle discussioni che animano ogni giorno i dibattiti al riguardo nel popoloso quartiere collinare. C'è chi è avanza l'ipotesi che sarebbero finiti i fondi a disposizione, altri invece attribuiscono l'attuale stato di cose a problemi di natura tecnica, presumibilmente generati dai sottoservizi presenti nel tratto ancora da completare. Un vero e proprio "mistero" sul quale, almeno fino a oggi, non è stata fatta chiarezza da parte degli uffici competenti dell'amministrazione comunale, lasciando così aperta ogni possibile soluzione ". E' quanto afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari che da tempo segue, con particolare attenzione, le vicende di questo cantiere infinito, raccogliendo ogni giorno le numerose lamentele e le proteste di commercianti e residenti della zona.

            "L’unica cosa certa, a questo punto - stigmatizza Capodanno -, è che, nonostante siano passati oltre venti mesi dall’inizio delle lavorazioni, dopo la consegna avvenuta il 7 gennaio 2015 e nonostante siano ampiamente decorsi i 300 giorni indicati nel cartello di cantiere, scaduti il 2 novembre dell’anno scorso, i lavori in  questione sono da mesi bloccati “.

             “Resta da completare un tratto tra via Solimena e via Scarlatti, peraltro in pessime condizioni manutentive - aggiunge Capodanno - dove è anche presente un'area recintata diventata, a seguito del fermo dei lavori, un ricettacolo di rifiuti e di foglie morte ".

             “Come se non bastasse – aggiunge Capodanno –  alla confluenza tra via Luca Giordano e via Solimena, dove l’impresa incaricata è intervenuta più di recente, si è manifestato di recente un avvallamento, più volte segnalato, senza che si sia provveduto a eliminarlo  “.

             Capodanno chiede all'amministrazione comunale che si faccia finalmente chiarezza, una volta e per tutte, sia sull'esecuzione a perfetta regola d'arte dei lavori già realizzati,, sia sui tempi necessari per la ripresa dei lavori e per il loro completamento auspicando che ciò avvenga in tempi rapidi, e, comunque, prima del periodo natalizio, liberando finalmente la strada dall'eterno cantiere.

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