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Sabato, 01 Ottobre 2016

Un giallo, che vede come protagonista un albero, il quale da ieri giace orizzontale per terra, staccato alla base dalle sue radici, serpeggia per il Vomero. La domanda che molti si pongono è questa: “ Che ci sia un assassino seriale per le alberature stradali del popoloso quartiere collinare, visto che solo negli ultimi tempi ne sono sparite diverse? “.

 

A ricostruire le ultime vicende è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che da tempo si batte per la salvaguardia del poco verde pubblico a disposizione dei circa cinquantamila residenti del Vomero.

 

“ Già all’inizio di quest’anno – ricorda Capodanno - era sparito dalla sera alla mattina un albero, sempre nell’isola pedonale, all’incrocio tra via Scarlatti e via Alvino, poi sostituito di recente, dopo numerose proteste e petizioni, con un’altra essenza. Nei giorni scorsi è sparito un altro albero sempre nell’isola pedonale in via Alvino, ancora non sostituito, ieri infine l’albero abbattuto in via Scarlatti, all’altezza del civico 124 “.

 

“ La cosa che lascia perplessi – puntualizza Capodanno – è che l’albero, privo anche di gemme e foglioline, appare come “mummificato”, avendo perso le sue caratteristiche vegetali. Non sembra trattarsi di una malattia o di una “morte naturale” ma piuttosto di una morte per atrofizzazione, come conseguenza di un possibile avvelenamento “.

 

“ A supportare l’ipotesi che si possa trattare di un “assassinio” anche le condizioni nelle quali si trova attualmente la fonte vuota – prosegue Capodanno -. A vista si nota infatti uno spesso strato consistente e duro, di colore biancastro, come di una schiuma solidificata, una sorta di massetto che avrebbe, tra l’altro, impedito all’albero di potersi alimentare “.

 

“ Certo si tratta solo di ipotesi – aggiunge Capodanno – ma, dal momento che episodi analoghi sembra che siano stati già segnalati in passato, sarebbe il caso di fare le opportune indagini, attraverso i necessari rilievi da affidare a un laboratorio specializzato per capire di cosa è morta questa alberatura e sciogliere così tutti i dubbi generati dal caso “.

 

Al riguardo Capodanno sollecita gli uffici competenti, auspicando che, effettuate tutte le indagini e i rilievi del caso, in tempi rapidi si provveda anche alla piantumazione di una nuova essenza, sia in tale fonte che nelle altre ancora vuote, aumentando i controlli affinché episodi del tipo di quelli segnalati non abbiano più a ripetersi.

 

 

Sei giorni di appuntamenti, tra degustazioni, mostre, concerti, visite guidate, convegni ed eventi.

Al via venerdì 8 aprile, l’edizione 2016 del “Sirena d’Oro”, format dedicato all’olio extravergine di oliva e ai prodotti tipici locali, promosso dal Comune di Sorrento, in collaborazione con Coldiretti, Unaprol e Federdop, con il patrocinio della Camera dei Deputati, del ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e della Regione Campania.

All’interno del contenitore si svolgono il “Premio Sirena d’Oro”, giunto alla 14ma edizione, concorso che ogni anno assegna riconoscimenti ad oli extravergine di oliva Dop e Igp di tutto il territorio nazionale, e “I Valori del Territorio”, un itinerario nel cuore di Sorrento, alla scoperta di tradizioni e tipicità enogastronomiche, condito da spettacoli ed eventi di intrattenimento.

Il programma parte il giorno 8, dalle ore 10 alle 23, con l’apertura degli antichi portoni che si snodano lungo il centro storico, che ospiteranno fino al domenica 10 - e successivamente nel week-end dal 15 al 17 aprile - prodotti di aziende specializzate in settori che vanno dalle tipicità agroalimentari all’artigianato. Durante i due week-end “I Valori del Territorio” proporrà ai visitatori, dalle ore 19 alle 23, una “passeggiata animata” con artisti, musici, attori, spettacoli e concerti, e un “percorso del gusto” tra i ristoratori che aderiscono all’iniziativa.

I ticket per le degustazioni di piatti e specialità della tradizione, con protagonisti naturalmente gli oli Dop e Igp, saranno in vendita al costo di 10 euro presso i due info point dislocati lungo il percorso, e il ricavato della vendita sarà devoluto all’Istituto Statale Polispecialistico San Paolo di Sorrento. Nei punti informazione sarà anche possibile prenotare al mattino visite guidate alla scoperta delle bellezze storiche, dei musei, degli agrumeti e degli uliveti sorrentini.

Spazio anche alla musica classica napoletana con quattro i concerti in calendario, tutti con inizio alle ore 21: sabato 9 aprile, presso la chiesa di San Paolo, concerto dell’Accademia Mandolinistica Napoletana con Lello Giulivo, il 10 aprile, nella chiesa dell’Annunziata, Barbara Buonaiuto (voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore) accompagnata da Michele Montefusco, il 16 aprile, a Sedil Dominova, Marco Francini con “Meraviglioso”, un omaggio a Domenico Modugno e il 17 aprile, nella chiesa dell’Addolorata, l’esibizione di Fiorenza Calogero accompagnata da Marcello Vitale.

Non mancano le giornate dedicate alla formazione e agli incontri con addetti ai lavori del settore agricoltura. Venerdì 8 aprile, la sala giunta del Comune di Sorrento ospita a partire dalle ore 9 “Mastro Potino”, un corso-concorso di potatura dell’olivo a cura di “Oleum”, che si concluderà il 15 aprile, con la premiazione dei vincitori.

Sempre l’8 aprile, alle ore 9.30, presso la sala consiliare del Comune di Sorrento si terrà il corso di formazione riservato ai giornalisti sul tema “Geopolitica degli alimenti e sicurezza alimentare: olio extra vergine di oliva, un prodotto identitario: esigenze legislative e corretta informazione” che vedrà la partecipazione di Giuseppe Cuomo, sindaco di Sorrento, Colomba Mongiello, vice presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta contro la contraffazione con delega all’agroalimentare, Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Gennaro Masiello, vice presidente nazionale di Coldiretti, Amedeo De Franceschi, primo dirigente del Corpo Forestale dello Stato, Michele Bungaro, responsabile delle relazioni istituzionali del Consorzio Olivicolo Italiano e Giulio Scatolini capo panel dell’Unaprol, moderati da Luigi D’Alise, responsabile dell’ufficio stampa del Comune di Sorrento.

Nel pomeriggio, alle ore 16.30, si svolge invece il convegno dal titolo “L’agroalimentare: promozione del made in Italy e contrasto alla contraffazione”, con interventi, tra gli altri, di Paolo Russo, componente della Commissione Agricoltura della Camera, del presidente di Unaprol David Granieri e del direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda.

Alle ore 18, la premiazione dei produttori di olivo extravergine di oliva, vincitori della XIV edizione del Premio Sirena d’Oro: l’Azienda Agricola Carraia di Trequanda, nel senese, con la Dop Terre di Siena, per la categoria fruttato leggero, il Frantoio Galantino di Bisceglie, a Bitonto, con la Dop Terra di Bari, per la categoria fruttato medio e l’Azienda Agricola Romano Vincenzo di Bronte, nel catanese, con la Dop Monte Etna, per la categoria fruttato intenso.

L’edizione 2016 del Sirena d’Oro si chiuderà il 16 aprile, nella sala consiliare del Comune di Sorrento, a partire dalle ore 10, con l’assise nazionale dei consorzi degli oli Dop, promossa da “Federdop”.

"L'obiettivo del Sirena d'Oro è quello di illustrare al consumatore finale quali sono le caratteristiche superiori degli oli extravergine d'oliva a marchio Dop e Igp, affinché possano effettuare scelte d'acquisto consapevoli” – sottolinea il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo - I cittadini e gli ospiti che parteciperanno all'evento avranno modo di partecipare a degustazioni di oli con l'aiuto di assaggiatori professionisti, potendo così conoscere ed apprezzare le loro qualità organolettiche e salutistiche".

Per l’assessore agli Eventi del Comune di Sorrento, Mario Gargiulo “Le tipicità agroalimentari rappresentano un forte attrattore per il turismo. Dall’olio extravergine di oliva al vino, dal limoncello ai pomodori, dai formaggi alle noci, il nostro territorio offre un vasto ventaglio di prodotti di grande qualità. Il tutto unito ad una ristorazione di altissimo livello, una proverbiale ospitalità delle strutture ricettive e un’offerta di intrattenimento che, in chiave di destagionalizzazione, ha l’obiettivo di coprire quasi interamente i 12 mesi dell’anno”.

“ Questa settimana si apre con un’altra brutta notizia per gli amanti delle antiche tradizioni napoletane e vomeresi, in particolare – afferma amareggiato Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. In questi giorni, nei locali “storici” di via Bernini 17, è scomparsa l’insegna dell’antica trattoria “da Sica”, inaugurata nel 1936, sul solco della celebre osteria del Confalone, famosa nel settecento. Ai tavoli di Sica, nei suoi ottant’anni di vita, si sono seduti migliaia di intellettuali ma anche di persone semplici, amanti della tradizionale cucina napoletana “.

 

“ Quando una quindicina d’anni fa la trattoria fu chiusa, in concomitanza peraltro con le tormentate vicende di un altro locale storico del quartiere collinare, il bar Daniele, purtroppo poi anch’esso scomparso, si pensò che si trattasse di un addio definitivo alla buona cucina, determinato dall’invadenza del fast food, che attirava masse di giovani e di meno giovani – ricorda Capodanno -. Invece dopo qualche mese i locali, rammodernati, dove si era anche recuperato l’aspetto antico, con i lampioni in ferro battuto e vetro, e le volte a vela, per richiamare il tempo che fu , ripresero in pieno la loro attività per la gioia dei tanti affezionati clienti dell’antica sala di ristorazione. Ora invece sono invece definitivamente scomparse anche le insegne, sostituite da quelle di una nuova catena di ristorazione che, presumibilmente, aprirà a breve “.

 

“ Dunque un altro pezzo di storia del quartiere collinare scompare, tra l’oramai consueta assenza delle istituzioni e di quanto avrebbero potuto e dovuto attivarsi per tempo, per evitare che questo accadesse – commenta rassegnato Capodanno - . Tra i personaggi che hanno frequentato la trattoria Sica, la quale all’inizio della sua attività, fu una semplice fiaschetteria, si ricordano Martinetti, Alfonso Gatto e Italo de Feo che, si racconta, scrivevano parole sui tovaglioli di carta, Paolo Ricci, Amendola e Alicata che, seduti ai tavoli, affrontavano i temi politici locali e nazionali, il grande Eduardo, Prisco, Compagnone e Incoronato, che tra una pietanza e l’altra imbastivano quelle opere che avrebbero per sempre reso celebre Napoli nel mondo “.

FRANCESCO SARCINA_Ritratto126723

Prosegue dal vivo il successo di FRANCESCO SARCINA, che ha da poco pubblicato il singolo “Vai Pensiero Vai” (https://www.youtube.com/watch?v=0hPatvY0og8) in vetta alle classifiche e in heavy rotation in tutte le radio. Sabato 9 aprile Francesco Sarcina si esibirà al Dejavu’ di Pozzuoli, unica tappa campana del Femmina Tour.

“Femmina” è un nuovo traguardo per il cantautore milanese: dopo l’esordio da solista nel 2013, con “Tutta La Notte” e “Odio “le Stelle”; il successo di pubblico ottenuto a Sanremo 2014 con il brano “Nel Tuo Sorriso” e l’album “IO”, torna con un nuovo progetto, mostrando la sua raggiunta maturità artistica, che non ha più necessità di nascondere la vena più sensibile e romantica.

Appuntamento Sabato 9 Aprile ore 21
Francesco Sarcina Femmina Tour
A seguire Dj Set
Ticket € 10,00 esclusi diritti prevendita

Per info e acquisto in sede 0815265902
Acquista on line qui: ticketone.it
Dejavù Club ArtAppArt - Via Campi Flegrei 1 - Pozzuoli (Na)
www.dejavupozzuoli.com

 

 

 

Biografia Francesco Sarcina

Francesco Sarcina nasce a Milano il 30 ottobre 1976. Nel 1993 conosce Alessandro Deidda, batterista, col quale, nel 1999, darà vita al progetto Le Vibrazioni. I due, insieme a Stefano Verderi (chitarrista e tastierista) e Marco Castellani (bassista), formano il gruppo che dopo alcuni anni di anonimato fa breccia con il singolo Dedicato a te nel 2003. Sarcina è autore di testi e musica della quasi totalità delle canzoni del gruppo.Nel 2006 partecipa, insieme agli altri componenti del gruppo, al progetto Rezophonic. Nel marzo del 2007 partecipa insieme a Stefano Verderi al Festival della canzone italiana come special guest cantando insieme ai Velvet. Il 29 maggio 2012 Francesco annuncia il suo progetto solista lanciando in rete il videoclip di Le Visionnaire. Il brano strumentale scritto dallo stesso Francesco che ne ha suonato le chitarre e il basso, oltre a curare le riprese del video in prima persona - si avvale della collaborazione di Andy Fluon (ex Bluvertigo) al sax, di Pablo Shablo e Don Joe dei Club Dogo per la parte ritmica, Mattia Boschi ai violoncelli, con un cameo della showgirl Melania Dalla Costa. Il 25 ottobre 2012, annuncia la pausa con Le Vibrazioni per dedicarsi al progetto da solista, il successivo 7 marzo firma per la Universal.Il 18 dicembre 2013 Fabio Fazio annuncia la partecipazione di Francesco Sarcina al Festival di Sanremo 2014 con le canzoni Nel tuo sorriso e In questa città. Nel 2014 esce il suo primo album solista, Io.

Da Settembre 2014 è professore di canto nella quattordicesima edizione di “Amici”.
Nel Maggio 2015 pubblica "Femmina" secondo album in studio dell'artista composto da 12 tracce scritte da lui in collaborazione con giovani autori.Un album romantico che mette a nudo Francesco nel suo lato più femminile.

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Il casatiello è la tipica torta rustica napoletana, forse è il rustico più famoso che si prepara a Napoli nel periodo di Pasqua. Sebbene i nomi casatiello e tortano siano spesso utilizzati come sinonimi, essi si differiscono per il modo in cui vengono utilizzate le uova nella preparazione. Nel primo le uova vengono messe intere e crude e sono parzialmente sporgenti e ben visibili sul rustico, nel tortano invece, le uova vengono messe sode tagliate a pezzi e messe nell’impasto. Il casatiello rappresenta la Pasqua e ne conserva i simboli: il salame, il pecorino e le uova fissate con delle croci di pasta. Questo rustico napoletano è ottimo sia caldo che freddo, in particolare da mangiare come colazione al sacco per le gite nel giorno di Pasquetta. La tradizione vuole che venga preparato il venerdì sera, lieviti l’intera nottata del venerdì santo per poi essere infornato la mattina seguente. Cosi questa mattina il Rprresentante della Consulta Nazionale dell’Agricoltura, già Delegato della Provincia per i settore AgricoloAgroalimentare, Rosario Lopa.

Ingredienti per uno stampo da 32 cm:

1 kg di farina 00 500 ml di acqua 25 gr di lievito di birra 250 gr di strutto 400 gr tra salame tipo napoli,prosciutto cotto e pancetta 400 gr tra provolino provolone e fontina 100 gr di pecorino 4 uova sale pepe Tempo di preparazione: 50 min Tempo di cottura: 1 ora Tempo totale: 1 ora 50 min + 4 ore lievitazione Procedimento per preparare il Casatiello napoletano Disporre la farina a fontana su una spianatoia. Sciogliere il lievito in acqua tiepida e aggiungerlo lentamente alla farina. Iniziare ad impastare per far assorbire man mano l’acqua alla farina. Aggiungere man mano la sugna facendola assorbire all’impasto (tenetene un pò da parte per ungere il ruoto e per cospargere il tutto prima di infornarlo), aggiungere poco sale e una bella manciata di pepe. Lavorare a lungo l’impasto in modo molto energetico aggiungendo man mano la sugna e il pecorino. Formare una palla con l’impasto, disporlo su una spianatoia e fate lievitare l’impasto per 1 ora circa. Stendete l’impasto su una spianatoia infarinata con uno spessore di 1 cm circa.(Lasciate da parte un pò di pasta per le striscioline) Disponete su tutta la superficie della pasta il ripieno (gli affettati e i formaggi vanno tagliati a dadini), spolverizzate con il pecorino. Arrotolate con delicatezza il più strettamente possibile. Ungete lo stampo da casatiello con abbondante strutto, disponetevi il rotolo di pasta a ciambella, unendone bene le estremità. Fate dei buchi ad intervalli regolari e disponetevi dentro le uova lavate e asciugate. Fermate le uova con delle striscioline incrociate fatte con la pasta che avete tenuto da parte, ungete il casatiello con lo strutto su tutta la sua superficie e fatelo lievitare per tutta la notte ( per velocizzare i tempi potete farlo crescere per 3 ore in un luogo caldo coperto con un canovaccio). Infornare il casatiello napoletano in forno preriscaldato a 160° per un’oretta. Lasciar intiepidire il casatiello, tagliare a fette e servire

 

 

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