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Mercoledì, 20 Novembre 2019

Il servizio di pronta reperibilità costituisce un servizio essenziale dell’Ente Locale, e come tale viene disciplinato, assumendo priorità rispetto a tutti gli altri servizi d’Istituto dell’Ente. Esso viene istituito per far fronte ad interventi urgenti ed inderogabili nell’ottica di un efficiente servizio alla collettività, della salvaguardia della pubblica incolumità, della difesa del patrimonio del Comune, e del rispetto di Leggi e Regolamenti, oltre ad un pronto espletamento delle improvvise necessità dell’Ente non preventivamente programmabili con il ricorso alle prestazioni di lavoro ordinarie. Il servizio di pronta reperibilità viene espletato ricorrendo, ove possibile, al reclutamento di personale dipendente volontario. Nel caso in cui non sia possibile garantire la copertura del Servizio con personale volontario, si provvede alla copertura dei turni scoperti dividendo gli stessi tra il personale non volontario, fermo restando il numero massimo di turni mensili da assegnare a ciascun dipendente. Anche in assenza di specifico accordo contrattuale tra le parti, i lavoratori inseriti nei Servizi di Pronta Reperibilità, dotati di profili professionali idonei, non possono rifiutarsi di essere inseriti in un programma che preveda il turno di reperibilità nei termini previsti dal CCNL, dal contratto decentrato e dalle disposizioni di servizio del Dirigente di riferimento e/o del Dirigente che è incaricato, in virtù di atti formali, di coordinare tutto il personale in reperibilità. Ciò vale anche per i Vigili Urbani del Comune di San Marco Evangelista e, come ogni mese, il Comandante della Polizia Municipale, Capitano Giuseppe Castiello, ha provveduto a stilare i turni per il mese di Aprile 2013. Il sotto elencato personale è reperibile alle ore e date indicate: Agente Gionti Simona: dal 01.04.2013 al 06.04.2013 dalle ore 20.00 alle ore 08.00; Agente Scelto Barbuto Ferraiuolo Valeria: dal 07.04.2013 al 12.04.2013 dalle ore 20.00 alle ore 08.00; Ispettore Sparaco Nicola: dal 13.04.2013 al 18.04.2013 dalle ore 20.00 alle ore 08.00; Ispettore Cavallo Michele: dal 19.04.2013 al 24.04.2013 dalle ore 20.00 alle ore 08.00; Istruttore Capo Pascariello Francesco: dal 25.04.2013 al 30.04.2013 dalle ore 20.00 alle ore 08.00. In caso di necessità, la cittadinanza può fare riferimento alla seguente utenza telefonica: 339.2831690.

Diciannove cittadini residenti a San Nicola la Strada e Caserta sono ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo contro lo Stato italiano per la gestione della discarica in località Lo Uttaro. Nel ricorso, che la Corte ha comunicato al governo, sostengono che le autorità, aprendo la discarica e non provvedendo poi alla sua bonifica e al ripristino ambientale, hanno messo a repentaglio la loro salute e quindi violato la Convenzione europea dei diritti umani. Inoltre affermano che lo Stato italiano discrimina gli abitanti della Campania perché li garantisce meno della restante popolazione italiana. Nel comunicare il ricorso al governo i giudici della Corte hanno sottoposto alle autorità una serie di domande. Lo Stato dovrà fornire dettagli sulle misure prese per assicurare il rispetto della salute delle persone che vivono nelle vicinanze e se a dispetto di quanto fatto ci sono stati effetti negativi. Inoltre dovrà dire come è stato dato seguito alla decisione presa nel 2010 di bonificare l’area.
La Corte vuole inoltre essere messa al corrente di tutti i procedimenti penali e civili concernenti la discarica e il punto a cui sono arrivati.

 

La grave situazione in cui versano la quasi totalità delle strade cittadine non è più rinviabile eppure l’Amministrazione comunale invece di approvare un “Piano Marshall” (come fecero gli americani con gli aiuti all’Italia nel dopoguerra) promette di asfaltare qualche strada e le altre ? Bisogna aspettare che nella cesse comunali ci sino più soldi. Per la fine del mandato consiliare, l’attuale Amministrazione riuscirà a mettere mano a tutte le strade cittadine ? E’ quanto si chiedono i cittadini. Comunque, il sindaco Delli Paoli ha affermato che “….. Entro la primavera provvederemo ad asfaltare Via Santa Croce, Via Galvani e cercheremo, bilancio permettendo, di sistemare qualche altra strada. In verità quasi tutte meritano un nuovo manto, ma come si sa purtroppo le casse al momento non lo consentono. Sarà comunque mia premura fare tutto il possibile per soddisfare tutte le giuste richieste dei cittadini….”. Due strade sulla quasi totalità del resto delle strade cittadine non sono molte. La questione delle “strade gruviera” è attualissima. È bastato qualche giorno di pioggia, infatti, a far saltare i rattoppi e far riaprire le solite crepe, talvolta anche di diametro notevole. Zone particolarmente colpite sono via Appia, via Pitagora, Via Talete, Via Virgilio, Via Santa Croce, Corso De Gasperi, Via Pilade Bronzetti, strade del centro storico, Via Leonardo da Vinci, con le buche che mettono a dura prova gli ammortizzatori delle auto, e provocando incidenti che spesso sono causa di contenzioso con il Comune, senza contare che da alcuni giorni è stata completamente chiusa al traffico Via Torricelli perché pericolosa per la pubblica e privata incolumità degli automobilisti. Le strade comunali, anche quelle di importanza primaria, a causa di una totale mancanza di manutenzione si sono ridotte a delle vere e proprie mulattiere. Ciò che resta di quello che fu il loro manto d’asfalto si presenta ormai come una superficie irregolare, segnata da avvallamenti, dossi e crivellata da una miriade di buche ampie e profonde. La circolazione è diventata ormai un’impresa ad alto rischio, sia per l’integrità meccanica degli autoveicoli che per l’incolumità di conducenti e passeggeri. Il problema, che possiamo definire tristemente “annoso” e che come Gazzetta di Caserta abbiamo più volte portato all’attenzione delle istituzioni locali, spesso viene risolto con rattoppi che durano ben poco e non resistono quasi per nulla alle intemperie. Il primo cittadino ed il delegato alle Strade, Raffaele della Peruta, si stanno orientando verso il settore privato, verso quei costruttori che debbono comunque spendere decine di migliaia di euro per i cosiddetti atti d’obbligo. Ma ricorrere ai privati non è la situazione più economica per la collettività. Infatti, se si facesse ricorso ai privati sarebbero poche le strade riparate perché il costo sarebbe sicuramente maggiore di quanto farebbe l’Amministrazione comunale impiegando risorse proprie.

Nei giorni scorsi era stata paventata la possibilità che l’Ing. Michele Gionti dell’Area dei Servizi Demografici e Statistici venisse trasferito all’Area Tecnica. Di fronte a tale possibilità, il Sindaco Pasquale Delli Paoli, lo scorso 13 marzo 2013, ha inviato al Segretario Generale del Comune sannicolese, dr. Salvatore Massi, una nota, nella quale, facendo riferimento “…..alla eventuale disponibilità dell’ing. Gionti Michele ad assumere l’incarico di Responsabile dell’Area Tecnica…”, lo informava che “….. dopo attenta analisi all’interno dell’Area dei Servizi Demografici e Statistici, ed aver conferito con la Responsabile dell’Area dr.ssa Feola Maria, ho desunto che l’ing. Gionti ha svolto e svolge funzioni complementari, ma perciò non meno importanti in relazione al trattamento informatico dei dati, giusto programma innovazione E-govenernent per quanto riguarda l’indice nazionale anagrafico, con trasmissione in tempo reale delle relative variazioni….”. dunque, il sindaco Deli Paoli, dopo aver ampiamente approfondito gli aspetti della vicenda con lo stesso ing. Gionti, ha informato il Segretario Generale di ritenere “…..non opportuno, al momento, l’utilizzo del dipendente in questione nell’Area di che trattasi….”.

Anche il muro sul quale è apposta la lapide dedicata a Silvia Ruotolo, nei giardini di piazza Medaglie d’Oro, è stato imbrattato in questi giorni con scritte e disegni. Diciamo basta a questi “sporcaccioni” che non rispettano più nulla, non solo monumenti ed edifici storici, ma anche luoghi della memoria e di culto. Occorrerebbe prendere esempio da altre realtà urbane, dove non solo vengono comminate pesanti sanzioni agli imbrattatori, ma, una volta individuati, sono anche obbligati ad eliminare le scritte ed i disegni a loro spese. Tutto ciò peraltro in un contesto di abbandono, d’incuria e di degrado, che caratterizza i giardini di piazza Medaglie d’Oro. Rifiuti, cartacce, residui di cibo sono sparsi un poco dappertutto, non solo nelle aiuole, ma anche lungo i viali, con muretti imbrattati di vernice ed una fontanella che giace a terra. La cosa risulta ancora più grave dal momento che, con l’avvento della primavera, questi giardini, che rappresentano uno dei pochi spazi a verde pubblico a disposizione degli abitanti della collina partenopea, sono molto frequentati da intere famigliole con bambini.

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