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consegna medaglia d'oro

Oggi Anna Petruzza è una ostetrica in pensione, la si vede camminare per le strade di Briatico dove viene riconosciuta da tutti come 'a mammineja, la mammina, la levatrice del paese. La sua esile figura, la sua eterna dolcezza e pacatezza nasconde tanta umanità, una storia personale affascinante ed avventurosa che merita di essere raccontata. Nata a Caraffa il 26 aprile del 1928, figlia di contadini, Anna Petruzza la sua professione la deve ad una insegnante di scuola elementare che, vedendola passare davanti alla scuola, le disse “Anna perché non vieni a scuola?”. Lei andò a casa, domandò la stessa cosa a suo padre che, preso dagli scrupoli, la iscrisse subito. Cominciò a frequentare la scuola elementare che, allora, non era obbligatoria, era il lontano 1935. Anna Petruzza conseguì la licenza media a Catanzaro e si iscrisse successivamente al corso di ostetrica presso l'ospedale civile, nel 1945. Il padre, per portale il necessario, percorreva a dorso d’asino il tragitto tra Caraffa e Catanzaro, in quel tempo non esistevano collegamenti adeguati. Dopo tre anni di corso Petruzza consegue il diploma di ostetrica, era il 15 giugno del 1948, subito dopo si iscrive all’ordine delle ostetriche. La sua prima esperienza da ostetrica la vive a soli 19 anni, quando ancora non era diplomata, a Caraffa, nel proprio paese, chiamata a sostituire una collega assente. Da diplomata esercita per due mesi a Conflenti dove fa nascere un bambino in un casolare di campagna, al buio, perché si era spenta la candela. Poi la chiamata da Briatico, il 5 settembre del 1948, per sostituire l’ostetrica titolare, ormai anziana e alle soglie della pensione. Quando arriva a Briatico Anna Petruzza ha solo 20 anni e svolge la professione su tutto il territorio comunale ed anche fuori comune, a Porto Salvo, nei comuni di Cessanti e Zambrone, in sostituzione delle ostetriche assenti.

Anna Petruzza al telefono in ospedale

Alcuni paesi, in quel tempo, non erano ancora collegati da strade, pertanto Petruzza era costretta a raggiungerli a piedi, attraversando percorsi accidentati, mulattiere, stradine sterrate, fiumare, torrenti e campagne. Il suo mezzo di trasporto spesso era una bicicletta, si faceva luce con le lanterne, percorreva anche la linea ferrata per raggiungere i caselli ferroviari, sotto la pioggia, con il freddo ed anche in piena notte. "Una volta - racconta Anna Petruzza - nel percorrere una mulattiera per raggiungere Paradisoni, mi si sono rotte le scarpe e ho dovuto sistemarle alla meglio con dello spago. La perdita di tempo non mi ha permesso di assistere la partoriente che, nel frattempo, aveva già dato alla luce il bambino con l’aiuto di un'amica. Quando riuscì a raggiungere il luogo del parto il bimbo aveva ancora il cordone ombelicale attaccato". A Briatico, nel 1949, Petruzza conosce un uomo, è Filippo Borello di Favelloni di Cessaniti, che diventerà poi suo marito. Borello era un grande lavoratore, un commerciante e produttore di olio di oliva, si occupava della raccolta e della macinazione delle olive. Con Filippo si sposerà il 12 agosto del 1950, con lui avrà quattro figli, tre maschi ed una femmina. "A Briatico - ricorda - il primo parto è avvenuto sette giorni dopo il mio arrivo, nel 1948 e gli ultimi nel 1979, poi arrivò il tempo dove le partorienti preferivano far nascere il proprio bambino in ospedale. I luoghi delle nascite erano spesso casolari di campagna, poveri, disagiati e molto modesti". La Petruzza ricorda ancora che "in una casa povera una donna aveva dato alla luce un bambino sorretta da un sacco di grano. In più di trent'anni a Briatico, in alcune famiglie, ho fatto nascere padri, figli e nipoti. Quando a Briatico sono arrivati i militari per i disordini di Reggio Calabria, una signora che abitava a Pordenone era tornata per partorire nel proprio paese".

le aspiranti ostetriche con i professori

Dopo la nascita della bambina erano sopraggiunte gravi complicazioni e la mammineja Anna, resosi conto del pericolo di vita a cui poteva andare incontro la partoriente, oggi ricorda: "sono intervenuta per arrestare una emorragia in atto ed ho chiesto aiuto ai militari per un medico ed un mezzo per trasportarla in ospedale. I militari si sono resi disponibili con un ufficiale medico e fornendomi una jeep con la quale hanno trasportato in ospedale la partoriente. La paziente si è salvata e il reggimento ha regalato alla bambina una collana d'oro, era il 1970". Alla sua pensione è stata premiata con la medaglia d’oro dall’Ordine delle Ostetriche di Catanzaro. Oltre all’attività di ostetrica 'a mammineja, donna instancabile e piena di energia, ha avviato, insieme a suo marito e ai suoi figli, altre due attività, un forno per la produzione di pane e la gestione di un ristorante, negli anni in cui Briatico pullulava di turisti ospiti dei numerosi campeggi presenti sul territorio.

medaglia d'oro dell'ordine delle ostetriche

Si è svolta nei giorni scorsi l’Assemblea dei sindaci del Sistema Bibliotecario Vibonese, l’organismo di indirizzo dell’omonima associazione che comprende più di 20 comuni della Provincia.

All’ordine del giorno della riunione vi era l’elezione del nuovo presidente che doveva subentrare al sindaco di Rombiolo Giuseppe Navarra, il cui mandato, in base al principio di rotazione tra i diversi comuni partecipanti, era scaduto.

Nuovo presidente eletto ad amplissima maggioranza è stato Giuseppe Condello Sindaco di San Nicola da Crissa, comune che aderisce al Sistema da oltre due decenni.

Nel corso della riunione è emersa l’esigenza di procedere a una revisione dello statuto per adeguarlo ai nuovi compiti e per cercare di assicurare al Sistema stesso gli strumenti operativi ed economici necessari ad affrontare le sfide della promozione culturale nel futuro.

Dopo la crisi della provincia e in attesa della futura area vasta, il Sistema Bibliotecario è, di fatto, l’unico organismo culturale pubblico capace di operare con una certa efficacia a livello territoriale, anche se la crisi finanziaria degli enti locali e della stessa regione ha fortemente penalizzato le sue capacità d’intervento.

Il nuovo presidente ha tuttavia assicurato il suo massimo impegno affinché il Sistema possa continuare a sviluppare iniziative culturali di qualità, quali il Tropea Festival Leggere&Scrivere e la promozione della lettura e della cultura sul territorio in collaborazione con i comuni. Ha altresì ribadito il valore del presidio culturale di Santa Chiara, diventato, nel volgere di un paio di decenni, la più importante biblioteca pubblica della Calabria, per servizi, qualità e quantità delle sue raccolte documentarie, le numerose iniziative che ospita e promuove. Una realtà cultuale capace di movimentare con i suoi diversi servizi e iniziative oltre 100.000 presenze l’anno. Fatto più unico che raro in una regione che figura purtroppo agli ultimi posti nella graduatoria della lettura e dei consumi culturali.

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Ieri il ministro Alfano è stato presente a Melicuccà di Dinami (VV) e come di consueto nel mondo politico, non è mancata la “sceneggiata napoletana”. Anche Generazione Famiglia era presente, ed insieme a chi davanti al ministro reclamava un minimo di giustizia sociale, noi eravamo lì solo per ricordare ad Alfano il tradimento che ha avuto nei confronti del popolo del Family Day, e per cercare ancora una volta di smuovere la sua coscienza di dichiarato cattolico, affinché si renda conto dell’errore commesso votando a favore delle unioni civili, e forse riesca a rimediare il 9 maggio quando per quest’ultime sarà avviato il processo definitivo. Per ora sappiamo che Alfano ha tradito e che insieme al compagno Renzi non hanno mosso un dito contro l’utero in affitto. Noi di Generazione Famiglia abbiamo fatto arrivare il nostro messaggio ad Alfano, prima con uno striscione che recitava: “C’è chi difende la famiglia e chi difende al poltrona, Alfano ci ricorderemo!!!”, poi con un’attività di volantinaggio, e quando ha preso in mano il nostro volantino la sua risposta testuale e simil-strafottente è stata: “se non era per me avrebbero fatto le adozioni (gay)”. Possiamo dire che se non fosse stato per lui non avremmo proprio avuto questa legge che porterà ad una rottamazione e demolizione della famiglia naturale, è questa la dura realtà con la quale oggi ci confrontiamo e per la quale lottiamo. Qualunque sia l’esito, noi di Generazione Famiglia insieme a tutto il popolo del Family Day non ci fermeremo e continueremo a lottare per mantenere la famiglia fondata su vere basi antropologiche, etiche e morali. Noi non vogliamo che la famiglia naturale sia distrutta e non vogliamo che ci sia la programmazione di bambini orfani di madre o di padre.

Tempo d’estate, tempo di vacanze. Come si attrezza la Calabria? Giovedì scorso la Federalberghi Calabria, con il suo direttivo al completo si è riunito al Villaggio Stromboli, per anticipare le tematiche da trattare e sottoporre al Governatore della Calabria, Mario Oliverio e ai direttori generali dei dipartimenti Ambiente e Turismo nel corso della Conferenza regionale del turismo, che si è svolta nel pomeriggio di gioveì presso il complesso di Troppa Hotel Rocca Nettuno.

Di quanto deliberato dal direttivo si è parlato durante la tavola rotonda con gli operatori del settore e la politica del territorio per confrontarsi sulle criticità, ma soprattutto per registrare gli interventi e le azioni da compiere per un rilancio del comparto, che possa favorire sviluppo e crescita.

Viabilità, trasporti, ambiente i temi attorno ai quali dirigenti, tecnici e governatore della Regione hanno fatto quadrato, con l’idea di favorire un processo capace di rendere il turismo il settore trainante per l’economia della Calabria.

I funzionari regionali e il governatore Mario Oliverio hanno ragionato sul tema, anche con la partecipazione dei sindaci della costa vibonese e dei vertici di Federalberghi.

Tra i vari interventi, tutti costruttivi e ricchi di contenuti, ci sono da sottolineare quelli di Maria Cristine Born, presidente di Federalbreghi Vibo Valentia, e del presidente regionale, Vittorio Caminiti, il quale ha spiegato le ragioni per cui le strutture ricettive guardano con attenzione, ma anche con preoccupazione, le criticità che attraversano il settore, a cominciare dall’elevata tassazione: “Paghiamo   un prezzo enorme, reso ancor più gravoso dal fatto che certe imposte, come l’IMU e la TASI, sono dovute anche in relazione ai periodi di bassa stagione”.

E’ stato portato all’attenzione di tutti il decalogo redatto da Federalberghi contenente le azioni che ogni Comune della Calabria dovrebbe intraprendere per poter essere considerato a “vocazione turistica”.

Filomena Greco, presidente di Federalberghi Cosenza e vice presidente regionale, si é fatta carico di sostenere l'iniziativa in particolar modo nella provincia di Cosenza. A sostegno della categoria che rappresenta, giudica positiva l’esperienza del confronto, soprattutto coi sindaci: “Dobbiamo convincerci che alla base di ogni modello di sviluppo c’è sempre uno scrupoloso riguardo per il territorio che incide sulla qualità della vita delle persone. Curare l’ambiente significa innescare una serie di ricadute positive sul turismo  che vive soprattutto di “bellezza” e di decoro. Turismo e ambiente naturale sono legati l’uno all’altro a “doppio filo”. L’ambiente integro è, per il turismo, un forte motivo di attrattiva. E l’attrattiva crea sviluppo. Per tutti”.

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La scomparsa di Gennaro Prostamo, Mastro Luzzo, segna la fine di una vera e propria epoca di sartoria a Briatico. Ora, in paese, non ci sono più sarti, era l'ultimo vero "mastru custureri".

Mastro Luzzo aveva da sempre il suo piccolo laboratorio sartoriale, con il manichino di legno, il grande specchio leggermente inclinato, l'asse da stiro con il ferro professionale, la macchina da cucire nera, rigorosamente Singer e a pedale, le grandi forbici da sartoria, rotoli di filo da imbastitura e rocchelline colorate di mille colori. Era davvero un bravo sarto Mastro Luzzo, la porta della sua sartoria era sempre aperta a tutti, per piccoli lavori di accorciatura, di pantaloni e gonne da riparare, di cerniere lampo scarrellate da sostituire, di lavori di rifinitura, per bottoni ed automatici da cucire, per mille altre scuciture da risolvere... ma la sua vera professionalità la si poteva osservare quando, da un pezzo di stoffa arrotolata, tirava fuori un classico abito da sposo, un vestito scuro e raffinatissimo, cucito su misura. Gennaro Prostamo era nato a Briatico il 18 ottobre del 1936, apparteneva ad una antica famiglia di Briatico storicamente dedita alla pesca, lui invece, sin da ragazzino, aveva scelto di andare dal Mastro. In quel tempo, negli anni Quaranta, ogni sarto aveva il proprio nutrito gruppo di discepoli, poi in realtà solo i migliori diventavano veri sarti per tutta la vita. Mastro Luzzo era stato allievo, con l'amico Bruno Galati di Mandaradoni, del mitico Mastro 'Ntoni, di Antonio Bonaccurso. Poi, successivamente, Prostamo era emigrato, si era spostato a lavorare al nord, a Venezia. Nella città lagunare Gennaro Prostamo si specializza e lavora nell'atelier di Alviano, un sarto del tempo. Ritornato a Briatico dopo dieci anni, apre un suo laboratorio sartoriale, si sposa, diventa padre di due figli, Saverio e Giuditta. Una personalità mite e silenziosa quella di Gennaro Prostamo, un uomo rispettoso di tutti, riservato, serio, ben voluto da chi l'ha conosciuto, disponibile, onesto e comprensivo. Con il suo metro giallo appeso sempre al collo, il mastru custureri Prostamo è l'uomo dai modi garbati, il sarto puntuale e preciso che diventa molto ricercato, la sua clientela all'epoca è davvero variegata, dal contadino all'operaio, dal nobile marchese al professionista vibonese. Per lui a Briatico arrivavano in tanti, da Pizzo, Vibo Valentia, Tropea, da tutta la provincia ed oltre. Per mastro Luzzo il mestiere del sarto era, ogni volta che doveva cucire un abito maschile, una giacca e un pantalone, un impegno di serietà ed un viaggio appassionato e affascinante. "Vestire donne e uomini non è cosa da poco", diceva che "in un abito devono fondersi estro e abilità, creatività e gusto". Nel paese e nel circondario di Briatico erano presenti tante piccole sartorie con sarti che lavoravano pazientemente con gli stessi antichi strumenti di lavoro di sempre, dietro il grande bancone in legno o sulla soglia della sartoria, affacciati direttamente sulla strada. Gennaro, la sua bella macchina da cucire nera "Singer", con le scritte dorate, la preferiva di gran lunga alle nuove macchine elettriche. Mastro Luzzo nella sua vita ha cucito tante giacche, pantaloni, cappotti e camicie su misura, da uomo e da donna, nell’inconfondibile ed inimitabile stile classico italiano, abiti rigorosamente realizzati e rifiniti a mano, utilizzando solo tessuti italiani di alta qualità. Il bravo sarto briaticese sceglieva i tessuti, pensava al tipo di colletto e ai polsini da inserire, al modello, alla sua vestibilità, e poi le piccole rifiniture, i bottoni e le asole, le iniziali del nome da ricamare. I capi cuciti da Mastro Luzzo erano davvero unici, realizzati sempre su misura, diversi uno dall'altro. Una volta prese le misure al cliente, Prostamo realizzava il vestito, senza alcun cartamodello, soltanto utilizzando gessetto e squadretta, un abito imbastito con ago e filo, senza l'uso di spilli. Poi la prova e la cucitura, ben quattro lunghi giorni di lavoro per una giacca. Una giacca per un abito raffinato, perfetto, da alta moda. Oggi, con la sua scomparsa, si perde l'ultimo dei sarti di Briatico, rimangono i suoi capi cuciti con passione, tantissimi ricordi, le belle foto (che pubblichiamo) del reportage di Pino Albanese e si ripensa nostalgicamente agli altri mitici componenti di una famiglia di una vera e propria epoca sartoriale, formata da Francesco Francica, detto Cicciu 'u Russu, da Mastru 'Ntoni Bonaccurso, da Nicola Calzone, da Mastro Peppino Limardo, da Mastro Nino Scarmato e Mastro Cono Bagnato di San Costantino, da Fortunato Polito di Paradisoni detto Mastro Nato, da Antonino Lo Giacco di Paradisoni, detto Mastro Nino che, a sua volta, era cresciuto nella bottega di Mastro Antonio Vasapollo, dal sarto Francesco Pietropaolo di Sciconi, morto a più di cento anni e, pian piano, la storia scende profonda nelle antiche generazioni di sarti provenienti dalla Briatico dell'Ottocento.

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