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Mercoledì, 18 Settembre 2019

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Villapiana ha celebrato la Giornata della Legalità e del Territorio. L’evento formativo, che ha visto protagonisti i giovani alunni dell’Istituto Comprensivo G. Pascoli di Villapiana, fortemente voluto e nato su impulso dell’Assessore alla Formazione Rosa Falabella, ha costituto un importante momento di incontro e di riflessione sul tema della Legalità, del Coraggio e della Partecipazione sociale e cittadina. Ospiti dell’evento, la vicepreside dell’I.C. G. Pascoli, Angela Napoli, il Procuratore Capo del Tribunale di Castrovillari, Eugenio Facciolla, il vice Prefetto Di Martino e Don Antonio Coluccia, prete che ha scelto di sfidare la mafia, la delinquenza e il malaffare mettendosi concretamente al servizio dei più deboli, dimostrando con concretezza che ogni cittadino, in ogni luogo, è chiamato a battersi con tutto se stesso contro quelle dinamiche che ferendo il presente, uccidono il futuro.

Diffondere il concetto di legalità tra i più giovani – ha dichiarato l’Assessore Rosa Falabella - è stato uno degli obiettivi che mi ha spinto ad organizzare la Prima Giornata formativa della Legalità e del Territorio. Don Antonio Coluccia è un prete giovane e coraggioso, consapevole di rischiare ogni giorno la vita, perché predica la legalità, invita al coraggio di parlare, di denunciare senza farsi vincere dalla paura. Un vero fiume in piena, che ci ha travolto con provocazioni e testimonianze forti, lanciandoci  molti spunti di riflessione.  Come Amministrazione Comunale ancora una volta ci siamo dimostrati attenti alla formazione e alla crescita della cittadinanza attiva e dei ragazzi, anche perché nell’incontro è stato evidenziato come l’educazione alla legalità sia uno dei principi cardine della convivenza civile e come la scuola sia una delle realtà deputata ad insegnare il rispetto per le regole.  Io spero che questo contagio di legalità, promosso anche dalla presenza del  viceprefetto e del procuratore capo, si diffonda sempre più nel nostro territorio”.

Il sindaco Paolo Montalti, nel proprio intervento durante l’incontro, ha dichiarato “Il vero malaffare che il nostro territorio vive è quello che soggioga le coscienze, che mortifica la creazione di un tessuto cittadino forte e compatto, che giustifica la furbizia dell’espediente sacrificando la coscienza sull’altare della convenienza personale. Abbiamo di fronte, tutti noi, un lungo percorso da intraprendere per raggiungere una maggiore consapevolezza di noi stessi, dei nostri diritti e dei nostri doveri. Lo dobbiamo ai tanti ragazzi che guardano a noi cercando una guida e un esempio, così come noi lo troviamo in uomini dal coraggio infinito come don Antonio Coluccia. Al tempo stesso abbiamo la fortuna di avere dalla nostra parte la stoica e propositiva risolutezza delle istituzioni, che la presenza del Procuratore Capo Facciolla testimonia. Non posso che complimentarmi con l’Assessore Rosa Falabella per la riuscita di questo appuntamento di formazione, che, in linea con le tante iniziative poste in essere per il mondo della scuola, grazie anche alla passione della delegata all’Istruzione Rita Portulano, concretizzano l’attenzione della nostra amministrazione verso i più giovani, germogli di  un futuro migliore”.

Grande risposta e straordinaria partecipazione di un pubblico giovane e giovanissimo all’esecuzione, di ieri, 1 febbraio, al Teatro Cilea di Reggio Calabria della “Nona Sinfonia” in re minore per soli, coro e orchestra Op. 125 di Ludwig Van Beethoven, a nove anni dalla prima e ultima rappresentazione reggina del capolavoro del tedesco.

Una soddisfazione generale per l’appuntamento della stagione 2918-2019 del “Rhegium Opera Musica Festival”, sezione “Classica Mediterranea” promossa dall’Orchestra del Teatro Cilea e dal Coro Lirica Cilea, appuntamento che ha visto in scena il soprano Marily Santoro, il mezzosoprano Francesca Di Sauro, il tenore Giuseppe Talamo e il baritono Roberto Accurso, tutti assolutamente all’altezza del proprio ruolo.

Intensa la direzione del Maestro Marco Alibrando, nocchiere della valida Orchestra del Teatro Cilea che ha dato prova di grande tenuta e qualità esecutiva.

Buona anche la performance del Coro lirico Cilea, istruito dal Maestro Bruno Tirotta, che ha ben sostenuto i solisti.

Applausi interminabili che hanno evidenziato il grande trionfo della serata.

“La Nona Sinfonia è un’opera di difficile esecuzione per tutti gli artisti coinvolti. Il lavoro intenso di questi tre giorni è stato quello di perfezionare al meglio tutti i passaggi tecnici sia delle singole sezioni che di insieme, tentando di dare più espressione possibile ai punti nevralgici della composizione. Rispetto al concerto di ieri posso solo dire di aver percepito una grandissima concentrazione da parte di tutti gli artisti, da cui è emerso l’essere realmente un tutt’uno, un cuore solo che ritengo sia arrivato ai presenti data la risposta direi entusiastica con lunghi applausi. Voglio inoltre complimentarmi con i componenti del Coro Cilea che hanno fatto un lavoro eccellente col M. Bruno Tirotta che ritengo essere uno dei più grandi maestri di coro nel panorama italiano. Notevole è stata la performance del quartetto di solisti che si è espresso in modo molto uniforme e che, con intelligenza, ha saputo differenziare i vari momenti più solistici e più quartettistici. Proprio per questo faccio i complimenti al direttore artistico Domenico Gatto per la scelta delle quattro voci, complimenti che rivolgo a tutto lo staff del “Rhegium Opera Musica Festival” per aver realizzato questo miracolo che ha iniziato a muovere i primi passi da circa un paio d’anni: una rarità di questi tempi. E per ultimi gli artisti dell’Orchestra Cilea che hanno messo massimo impegno e qualità a disposizione della serata e che hanno supportato fantasticamente il tutto: c’era grande tensione all’inizio e grande gioia alla fine per questo importante risultato”, dichiara il direttore d’orchestra Marco Alibrando.

“A nove anni di distanza l’Orchestra del Cilea è stata orgogliosa di riproporre la Nona di Beethoven. Il capolavoro, caposaldo assoluto della musica, mette a dura prova gli orchestrali che vivono così un esame importante. Il titolo è stato fortemente voluto in cartellone dalla stessa compagine reggina perché da troppo tempo, al Teatro Cilea, mancano concerti di musica sinfonica di questa portata. Abbiamo voluto riproporlo con la speranza di poter cominciare a presentare tantissimi concerti in tal senso. Rispetto al “Rhegium Opera Musica Festival”, posso solo dire che siamo soddisfatti della collaborazione con l’associazione Traiectoriae. L’Orchestra è stata protagonista sia nelle opere sia nel concerto di Natale e ieri nella Nona di Beethoven. La compagine che rappresento ha svolto un lavoro notevole per rispondere al meglio alla ricchezza e alla varietà del cartellone che ha visto tre opere, diversi concerti lirici in così pochi mesi, da settembre ad oggi precisamente. Ci auguriamo che questo sia un punto di partenza per svolgere delle stagioni a teatro di questo tipo. Importante è stata anche la sinergia col Comune di Reggio Calabria. È stata la sintesi di tre festival Rapsodie Agresti, Classica Mediterranea e Alziamo il sipario che ha portato alla realizzazione del Rhegium Opera Musica Festival di portata internazionale che sta facendo rifiorire musicalmente la nostra Reggio Calabria”, precisa con partecipazione Pasquale Faucitano, primo violino e referente dell’Orchestra del Teatro Cilea.

Carlo Lucarelli per la narrativa, Luciano Canfora per la saggistica, Paolo Valesio per la poesia, Saverio Ricci per gli studi meridionalistici, sono i vincitori della cinquantesima edizione del Premio Rhegium Julii. Il grande poeta ADONIS (esule siriano a Parigi, più volte candidato al premio Nobel per la letteratura), è il vincitore del premio "Città dello Stretto".

Sono queste le conclusioni a cui è pervenuta la giuria presieduta da Corrado Calabrò e composta da Giuseppe Caridi, Gioacchino Criaco, Luca Desiato, Mimmo Gangemi, Dante Maffia, Domenico Nunnari, Giuseppe Rando, Vito Teti, dopo un lungo ed estenuante lavoro di selezione.

I premi saranno consegnati il 1° dicembre prossimo, alle ore 21, al Teatro comunale "Francesco Cilea" in una serata del tutto speciale, perchè l'anno 2018 coincide con i cinquant'anni di storia dello storico Circolo e perchè i più, abituati alla caducità delle cose terrene, pensavano fosse giunto il tempo in cui le pagine del nostro storia potessero chiudersi appagate e stanche.

Dimenticavano, per imperdonabile confusione, che il Rhegium Julii non è stata una storia consumistica ed effimera, ma è stato qualcosa di più: una nuvola aperta sul cielo della vita con le idee, la passione civile, la spinta all'edificazione culturale e civile che si alimentava ogni giorno di più con i contributi d'anima e di pensiero dei fondatori e l'entusiasmo delle risorse più giovani.

Il Rhegium appare per la prima volta a Reggio Calabria nel 1968 nel tempo della rivoluzione sociale e culturale del Paese per volontà di un manipolo di giovani coordinati dall'infaticabile Giuseppe Casile.

In Città si era spenta da poco la fioritura degli eventi legata alla "primavera reggina", al Premio Ibico, ai premi Villa San Giovanni che l'Azienda autonoma di soggiorno e turismo guidata dagli illuminati Guglielmo Calarco e da Amerigo degli Atti, con il mecenatismo dell'ing. Giovanni Calì, alimentavano.

Proprio in quegli anni, il Circolo Culturale "Rhegium Julii" ha svolto un ruolo di supplenza importante. Grazie alla spinta ed alla generosità di Giuseppe Casile, i suoi premi di poesia inedita diventarono subito un'occasione d'imperdibile partecipazione, i suoi cenacoli, con personalità come Gilda Trisolini, Emilio Argiroffi, Enzo Misefari, Pasquino Crupi, Francesco Fiumara, Ernesto Puzzanghera, Rodolfo Chirico, Nino Freno, Antonietta Maria Corsaro, Lina Gangemi, Elio Stellitano, Adriana Condemi, Rosita Borruto, con le fugaci apparizioni di Saverio Strati, Tommaso Rossi, Mario La Cava, Mario Labate, Antonio Piromalli e tanti altri amici, giovani e meno giovani, trascinavano  tutti con la forza di un fiume in piena .

Ed è da quelle occasioni, dal desiderio di accrescere ulteriormente il confronto oltre ogni barriera culturale, ideologica e di pensiero, che nacquero i Premi nazionali Rhegium Julii che hanno registrato la presenza delle più grandi personalità culturali del Paese e del mondo.

Chi non ricorda i premi nobel Josif Brodskij, Derek Walcott, Toni Morrison, Seamus Heaney, Rita Levi Montalcini e personalità quali: Mario Luzi, Yves Bonnefoy, Maria Luisa Spaziani Ildefonso Falcones, Ghiannis Ritsos e gli incoraggiamenti di Sandro Pertini, Oscar Luigi Scalfaro, Francesco Cossiga, Giorgio Napolitano, le serate dei Caffè letterari, gl'incontri con l'autore, i Viaggi nell'anima, il programma Per amare il libro.

Oggi l'Associazione sembra non fermarsi in più ed ha ripreso la sua corsa con grande slancio. E' sempre forte la fede nella cultura, nella creatività, nell'antico sogno che ha fatto nascere la Polis prima, un Paese democratico poi.  C'è la coscienza di un servizio non ancora concluso, di una missione da compiere. E' presente sotto i nostri occhi un mondo carico di violenze, di diseguaglianze, di disumanità ed è essenziale lottare con convinzione per la salvaguardia della bellezza, del pensiero, dell'educazione al dubbio, che restano aspetti fondamentali per la qualità della nostra vita. Il Rhegium Julii è solo uno strumento e come sempre risponderà all'appello, il Rhegium Julii ci sarà.


Dopo tre giorni di ascolti, di prove e di valutazioni, si conclude la seconda edizione del Concorso Internazionale di Canto Lirico “Beppe De Tomasi”, uno degli appuntamenti di punta del “Rhegium Opera Musica Festival” per la sezione “Alziamo il Sipario”, proposto dal Comune di Reggio Calabria e dall’Associazione Culturale Traiectoriae, in onore del regista e attore teatrale italiano, spentosi nel 2016. Il concorso, la cui direzione artistica porta la firma di  Domenico Gatto, critico musicale e direttore artistico del Festival “Alziamo il Sipario”, e Renato Bonajuto, regista e collaboratore di Beppe De Tomasi, si è svolto a Reggio Calabria nei giorni 8, 9 e 10 novembre.

La Giuria, presieduta da Roberto Scandiuzzi, e composta fra gli altri da Renato Bonajuto (Segretario artistico della Fondazione Teatro Coccia di Novara), Orlin Anastassov (Direttore artistico di Dionisya Opera Festival di Corfù), Manuela Ranno (Direttore di Orchestra), Suat Arikan (direttore artistico del teatro dell’Opera di Istanbul), Antonio Smaldone (critico musicale, musicologo e pianista), Andrea Merli (critico musicale) e Lorenzo Fiorito (critico musicale), ha decretato il seguente podio:

  • 1° Classificato Courtney Mills (Soprano), premiata direttamente dal Presidente Roberto Scandiuzzi;
  • 2° Classificato Leah Gordon (Soprano), premiata da Orlin Anastassov;
  • 3° classificato Alberto Comes (Basso Baritono), premiato da Suat Arikam.

Il Premio della critica, consegnato da Andrea Merli, è stato attribuito a Clarissa Costanzo (Soprano).

I primi tre classificati hanno ricevuto rispettivamente 4000 €, 2000 € e 1000 €, e anche il Premio della Critica era del valore di 1000 €. 

Tra gli altri riconoscimenti, si ricordano: Sara Intagliata (Soprano) Voce emergente femminile; Bozhidar Bozhkilov (Basso) Voce emergente maschile; Adelaide Minnone (Mezzo Soprano) Giovane talento; mentre la Menzione speciale è stata attribuita ad Angela Schisano (Mezzo Soprano).

La seconda edizione ha conferito inoltre il Premio alla Carriera al Soprano Paoletta Marrocu, premio consegnato da Renato Bonajuto.

“Siamo soddisfatti della riuscita del concorso e soprattutto delle vocalità decisamente interessanti in gara. Fra i trenta concorrenti, giunti oltre che dall’Italia anche da diversi altri Paesi del mondo, non è stato certo facile selezionare i vincitori, ma alla fine tutta la giuria si è trovata concorde nella classifica, in cui spiccano una statunitense e una canadese, e un giovane cantante di Molfetta. Desidero precisare che, come nella scorsa edizione, si riserverà grande attenzione a tutti i giovani premiati per coinvolgerli nelle nostre prossime produzioni”, afferma il direttore Domenico Gatto.

“Il livello artistico dei candidati era decisamente alto e alla fine hanno avuto la meglio due cantanti stranieri. I premiati - Courtney Mills, Leah Gordon, Alberto Comes e Clarissa Costanzo - si sono esibiti in arie del proprio repertorio (rispettivamente Verdi, Wagner, Cimarosa e Massenet) in apertura del Concerto “Crescendo Rossiniano”, dimostrando tutto il proprio talento. Orgogliosi di quanto realizzato, siamo già al lavoro per la terza edizione”, afferma Renato Bonajuto.

 

Una mattinata al Teatro Cilea per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado che hanno risposto all’invito rivolto dall’Amministrazione della Città Metropolitana di Reggio Calabria e dall’Ufficio Scolastico Territoriale.

Musica, cultura, intrattenimento, nel il nutrito programma della mattinata, hanno accompagnato il “buon lavoro” che il Sindaco Giuseppe Falcomatà ha voluto rivolgere agli studenti e a tutti gli operatori del settore, a pochi giorni dall’avvio del nuovo anno.

Numerose le autorità intervenute, i rappresentanti del mondo dell’istruzione a tutti i livelli, e le Istituzioni.

Si è rivolto principalmente agli studenti, il Sindaco Falcomatà nel suo intervento, affrontando un argomento tanto delicato quanto importante nel momento storico che stiamo vivendo: il cyber bullismo.

Ha colto l’occasione, il Primo Cittadino, per parlare ai giovani del peso che le parole hanno quando veicolate dal mezzo informatico, sulla scia di quanto accaduto nei giorni scorsi in occasione di un’allerta meteo, pretesa dai ragazzi per sottrarsi alle lezioni.

“Quelle terribili parole che mi auguravano ogni male – ha affermato Falcomatà – sono state un atto molto grave, non perché io rappresenti un’Istituzione, alla quale peraltro va portato rispetto, ma perché sono parole e pensieri che non vanno rivolti ad alcun essere umano. Quando usiamo i social network dobbiamo avere la consapevolezza che quello che scriviamo ha inevitabilmente un effetto all’esterno, nella vita reale”.

Falcomatà ha poi sottolineato l’importanza dei temi di cittadinanza ed educazione civica all’interno delle scuole, ed ha ripreso una metafora proposta dal presentatore, tra l’essere aquile o formiche, dicendo che “sì, si deve volare alto, come le aquile, ma lavorare come le formiche – spiega il Sindaco -, alacremente, con uno spirito di squadra che deve unirci verso l’obiettivo comune, la rinascita della nostra bella e amata città”. 

“E’ importante che le istituzioni si interfaccino con le scuole – è il commento del Consigliere Delegato Demetrio Marino – e che i ragazzi abbiano un contatto diretto con le stesse perché tutti formiamo un’unica squadra. L’avvio dell’anno ha coinciso col salone dello studente che offre una preziosa proiezione sul percorso futuro”.

 

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