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Mercoledì, 31 Agosto 2016

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Nell’anno della misericordia, indetto da Papa Francesco con un Giubileo straordinario, ricorrono i grandi festeggiamenti, di regola settennali, in onore alla Madonna Nera di Capo Colonna, essendo essa icona di riconciliazione e mediazione tra culture diverse.

La devozione che da oltre 5 secoli lega Crotone a questa santa immagine di Maria non può essere separata dal glorioso passato della più famosa città della Magna Grecia.

Infatti, nell’antichità Crotone fu celebre ‒ oltre che per la Scuola medica di Alcmeone, per quella filosofica dei pitagorici e per quella ginnica di Milone ‒ anche per la venerazione di cui era oggetto il Tempio in stile dorico dedicato a Hera, che sorgeva maestoso sul promontorio chiamato, dal nome della dea, “Lacinioˮ. Da sempre, dunque, l’area ha costituito un richiamo di fedeli e pellegrini che a primavera, nel mese di maggio, chiedevano, tra le altre cose, fecondità alla dea, offrendole doni votivi.

Nel corso del tempo il tempio decadde, poco lontano sorse un santuario, e attraverso il processo della cristianizzazione il culto pagano di Hera Lacinia trova un punto d’incontro e continuità con il rito cristiano di Maria. Il promontorio divenne Capo Nao, parola greca che significa “colonna”, per l’unica superstite delle 48 colonne che componevano la portentosa struttura.

Purtroppo, i primi passi di Crotone nella cristianità non sono tramandati da alcun documento, per cui da questo momento la storia si fonde e confonde con la leggenda, come le circostanze in cui l’icona, di matrice certamente bizantina, venne introdotta in città.

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Secondo una tradizione popolare, il faro di luce cristiana che dissolse nell’ombra il culto pagano fu acceso dal patrono di Crotone, Dionigi l’Areopagita, che rivolse la sua opera di predicazione anzitutto alla nostra città, celebrata in tutta la Magna Grecia come modello di cultura e spiritualità. E, sempre secondo la tradizione, sarebbe stato lo stesso san Dionigi a portare a Crotone l’immagine soave di una Madonna nell’atto materno di allattare, dipinta da Luca Evangelista.

Alla mano di san Luca, in effetti, è attribuita una serie di immagini bizantine che, approdate in maniera furtiva in Italia, e soprattutto in Calabria, sono state e continuano a essere fonte di un’intensa religiosità per tutta la gente del luogo.

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Era, infatti, necessario metterle in salvo dalla furia iconoclasta che imperversò nell’arco dell’VIII secolo, ordinata da Leone III Isaurico per scongiurare che la venerazione delle immagini sacre sfociasse nell’idolatria, ma che procurò ingenti perdite al patrimonio artistico del tempo.

Crotone è una delle città calabresi in cui la devozione mariana risuona ancora oggi dell’originaria grandezza nonostante le intricate vicissitudini che portarono il quadro, datato dagli studiosi a non oltre il XIII secolo, nelle lande di Capo Colonna.

Quel che è certo è che il nuovo culto risvegliò la popolazione dal torpore di un Medioevo troppo lungo per la Calabria, fatto di brigantaggio e lotte intestine, segnando una ripresa all’insegna del Cristianesimo.

I successivi avvenimenti principali di devozione alla Madonna sono, infatti, documentati da date ben precise.

La prima è il 1519 quando, durante una delle loro scorrerie, i turchi saraceni sbarcarono proprio a Capo Colonna e, trovata l’immagine della Madonna, tentarono invano di distruggerla appiccando un fuoco. Le fiamme non intaccarono affatto l’icona che, anzi, riverberava fasci di luce miracolosi. I saraceni decisero, allora, di portarla con sé, ma non riuscirono a navigare oltre la foce del Neto, malgrado gli sforzi.

Fu solo gettandola in mare che riuscirono agevolmente ad allontanarsi. A quel punto la tela, di dimensioni e peso notevoli, galleggiò trascinata dalla corrente fino all’Irto di Capo Colonna come se fosse legata indissolubilmente a quel luogo.

A rinvenirla fu un povero pescatore del quale conserviamo anche il nome: Agatio lo Morello. Egli la custodì a lungo in una cassapanca, fin quando, in punto di morte e ormai sordo e cieco, rivelò al suo confessore, padre dell’Ordine dei Minimi, di esserne in possesso. Pare che, una volta consegnata l’immagine, Agatio sia ritornato in salute come prima.

Si provvide a trasferire la sacra icona nella Chiesa Cattedrale e iniziò così la festa che ancora oggi si celebra la terza domenica di maggio. Anche se la prima data ufficiale che attesta l’origine della devozione alla Madonna di Capo Colonna è il 1579, anno in cui Papa Gregorio XII, attraverso la bolla del 28 febbraio, dichiara privilegiato «l’altare posto nella Cappella della Beata Vergine del “Capo”».

Da questo momento sono numerosi i richiami al culto di Maria di Capo Colonna e numerosi gli episodi in cui si pensa ci sia stata la sua intercessione in favore della città. A cominciare dal 1638 quando i turchi assediano nuovamente Crotone, ma alla vista della venerata icona, posta sulle mura della città dai crotonesi in preghiera, si ritirano terrorizzati.

Anche il terribile terremoto che nel 1832 colpisce tutta la Calabria venne interpretato da tutti come una grazia della Madonna, dal momento che a Crotone andarono distrutti solo alcuni edifici.

Una data importante per la città è il 1893, anno in cui la Madonna viene incoronata, con decreto del Capitolo Vaticano, da corone in brillanti e pietre preziose, in piazza Duomo davanti a un numero inverosimile di fedeli tutti riuniti per ossequiare la loro Regina.

Nel corso degli anni il culto della Madonna di Capo Colonna divenne sempre più strutturato e nel 1901, attraverso un decreto del vescovo Merra, viene regolamentata anche l’apertura della santa effigie.

È il 1908 quando Reggio e Messina vengono colpite dal disastroso terremoto, ma Crotone è nuovamente risparmiata e nel 1913 viene benedetta una nuova riproduzione dell’immagine (il Quadricello), dipinta dal Prof. Di Falco, che sarà collocata nel santuario di Capo Colonna.

Risale, poi, al pellegrinaggio del 1930 un episodio alquanto miracoloso che vede il Quadro salvarsi da un’inevitabile caduta a picco dall’Irto, ma una data che rimarrà per sempre scritta nel cuore dei crotonesi è il 1983, quando un nuovo furto sacrilego spoglia il Quadro della Madonna dei sui gioielli e degli oggetti sacri dono di fede di tante generazioni. Bisognerà attendere il 1986 per rivedere il Quadro adornato da un nuovo artistico fregio frutto della passione del maestro Gerardo Sacco. E in quella stessa data, anche l’immagine fu restituita al suo antico splendore dalla mano di esperti restauratori.

La Madonna doveva tornare al luogo da cui era venuta: Capo Colonna. Così iniziarono solenni pellegrinaggi di andata e ritorno, in una giornata di festa per il corpo e per lo spirito.

Fin quasi da subito, però, ci si rese conto dell’enorme fatica che comportava portare ogni anno il Quadro originale avanti e indietro per quei viottoli scoscesi e angusti, distanti 14 km, che portano a Capo Colonna. E fu a causa di queste difficoltà materiali che la festa fu scandita in due grandi momenti: il pellegrinaggio abituale che si svolge annualmente e in cui viene trasportato il cosiddetto “Quadricello”, e il pellegrinaggio settenario di carattere solenne, conosciuto come “festa grande”, in occasione del quale viene trasportato l'antico Quadro.

Si è indagato a lungo sull’esistenza di un significato simbolico della cadenza settennale. È nota, in verità, la simbologia religiosa che ruota attorno al numero 7, ma più in particolare, oltre alla santità del “settimo giorno”, nella Bibbia emerge anche quella del “settimo anno”, inteso come l’anno della “riconciliazione”, che è appunto ciò che la festa si prefigge.

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Verso il 1930 si introdusse l’innovazione di un ritorno del “Quadricello” per mare, accompagnato dalla tenue luce del vespro, in un’atmosfera ancora più suggestiva di folklore e di fede, così intensa da coinvolgere incontenibilmente anche i meno praticanti. L’intera cittadinanza è trascinata fuori di casa attratta da Lei, confortevole e misericordiosa con tutti coloro le si vogliano avvicinare.

In occasione dei solenni festeggiamenti invece, il Quadro grande continua, come un tempo, ad andare e tornare a piedi trainato da un carro di buoi, dal momento che il considerevole peso dell’effigie e la sua imponenza renderebbero assai difficili le manovre d’imbarcazione.

La festa, che abbraccia l’intero mese di maggio, si apre il 30 aprile, giorno in cui l’immagine viene trasferita, dalla sua sede abituale, sul presbiterio.

Un momento di forte raccoglimento religioso è rappresentato dal giovedì che precede la seconda domenica di maggio, quando l’effigie della Madonna viene esposta alla venerazione dei fedeli per il tradizionale “bacio”.

Anche se la celebrazione mariana trova il suo apice nel pellegrinaggio, che si svolge nella notte tra il sabato e la terza domenica del mese.

Il Quadro della Madonna è atteso in una piazza Duomo gremita all’inverosimile di fedeli, tutti restano svegli nelle loro abitazioni illuminate a festa, con i balconi ornati delle più belle coperte del corredo e le vie principali brillano di luminarie in attesa del passo raccolto della processione.

All’apparizione puntuale della santa effigie di Capo Colonna, l’intera piazza esplode in un’ovazione di “Viva Maria” e il suono delle campane a distesa proclama l’inizio del pellegrinaggio.

Nel lungo corteo, animato dalla banda musicale, l’associazione dei “Portantini” porta a spalla l’icona di Maria che rivolge il suo sguardo in avanti ed è accolta dal plauso della gente riunita sui balconi che lancia “volantini” e petali di rose.

La prima sosta è al cimitero: i cancelli vengono spalancati per far spazio a Lei e tutti si riuniscono in una preghiera per i propri cari defunti.

A questo punto l’immagine viene girata verso i fedeli, la massa di persone che l’ha accompagnata torna indietro, qualche centinaio invece la segue nel pellegrinaggio vero e proprio, pregando e cantando sotto gli occhi materni della Vergine.

Ad attirare l’attenzione nel Quadro, infatti, è soprattutto la forza espressiva dello sguardo di Maria, la sua sorprendente concentrazione che la fa percepire dalla tradizione popolare come colei che “guarda e protegge”.

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Man mano ci si allontana dai rumori del centro abitato, con la serenità di spirito di una notte misteriosa e speciale votata alla Regina della città e nel richiamo simbolico di un cammino verso la luce, che conduce alla conversione.

Con le prime luci dell’alba, i pellegrini riprendono fiato a metà del percorso; il Quadro viene poggiato su di un cippo (la “pietra”) che, una volta ripreso il tragitto, viene ricoperto dai fedeli con tante piccole pietre come auspicio di ritornare l’anno seguente.

Si arriva a Capo Colonna verso le sette del mattino e, alla vista del santuario, la gioia e la commozione dei pellegrini è così forte che la fatica di quest’indimenticabile notte è già dimenticata. Il nuovo giorno inizia omaggiando la Regina di Capo Colonna con un lungo e fragoroso applauso per poi accingersi a celebrare la prima Messa mattutina.

Nel pomeriggio, dopo l’ultima Messa, l’Icona ritorna in città accolta da fuochi d’artificio che tengono i cittadini col naso all’insù mentre albeggiano l’intera città di una sera spettacolare.

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Una nuova processione accompagna la Madonna fino in piazza Duomo, dove la festa volge alla sua conclusione con la deposizione del Quadro nella Cattedrale.

Le celebrazioni mariane si concludono definitivamente l’ultimo giorno del mese, quando il Quadro viene riposto nella sua cappella per rimanervi fino al maggio successivo.

La festa della Madonna di Capo Colonna è un vero e proprio marchio nell’animo dei crotonesi. In qualsiasi altro posto essi vivano, trovano sempre un modo per ritornare in città quella terza domenica del mese di maggio, estendendo molto spesso l’invito anche a forestieri che, come tutti, rimangono affascinati dalla forte carica emotiva che quei giorni di festa sprigionano.

In un tempo in cui siamo assuefatti da una realtà fatta di nonluoghi – come li definisce Marc Augé – si fa strada, nel singolo, il bisogno di un ritorno al passato, ricco di memorie spesso perdute, in una piccola delimitazione di spazio, come può essere il centro cittadino, che costituisce un irriducibile elemento di identità.

Fondamentale, a riguardo, è il lascito di tale patrimonio religioso ai più giovani, in modo da sentirsi partecipi e connessi alle proprie radici cristiane.

Sono momenti che offrono uno spunto di riflessione individuale e spirituale: dai più la commozione suscitata dalla festa sarà già dimenticata il giorno seguente; alcuni aspetteranno impazienti il prossimo anno per riscoprire se stessi e gli altri; pochi invece conserveranno vivo il ricordo di quella suggestione magica per ricercarla nella propria quotidianità, fra le persone che li circondano.

E come non appellarsi, in questo anno particolare, proprio alla Madre della Misericordia che – come sostenuto da Papa Francesco nella bolla di indizione del Giubileo straordinario dal titolo Misericordiae Vultus – «è stata da sempre preparata dall’amore del Padre per essere “Arca dell’Alleanza” tra Dio e gli uomini» affinché ci stimoli alla misericordia intesa come la via che «apre il cuore alla speranza di essere amati per sempre nonostante il limite del nostro peccato».

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ESPOSITO FESTA NERI E DE FELICE 1

Alla poetessa reggina Gilda Trisolini, nata nel 1924 e scomparsa nel 1996, l’Associazione Culturale Anassilaos ha dedicato la propria sezione poesia. La notizia è stata data dal Presidente del Sodalizio Stefano Iorfida nell’ambito del convegno sul tema “Antica lusinga di parola” -Temi e forme della poesia di Gilda Trisolini” promosso dall’Associazione nel 20° anniversario della scomparsa dell’artista (1924-1996)  e al quale oltre ai relatori, hanno preso anche parte il figlio Andrea Esposito e la poetessa Iolanda Catalano, legata alla Trisolini da una profonda amicizia. Lo scopo della manifestazione, la seconda dedicata alla poetessa, al di là della commemorazione di una donna straordinaria nel ricordo di quanti l’hanno conosciuta e apprezzata come poetessa e docente, è stato quello di tentare un’ analisi il più possibile esaustiva della poesia della Trisolini capace di restituirle il posto che Ella sicuramente merita nel panorama della poesia italiana del secondo Novecento. La relazione introduttiva di Pina De Felice, responsabile Poesia del Sodalizio, così come le relazioni di Maria Festa e di Francesca Neri, hanno contribuito a delineare la figura della poetessa, l’insieme delle relazioni artistiche e culturali intrattenute, le sue intense letture, l’esercizio della scrittura, il magistero dell’arte vissuto con la piena consapevolezza dei propri mezzi stilistici e culturali. Una donna, una poetessa, un’artista completa che ha improntato di sé buona parte della poesia italiana del secondo Novecento anche se, dichiara il Presidente di Anassilaos - la maledizione – pensiamo al “caso” Calogero” d’essere nata e vissuta nell’estremo lembo d’Italia, lontana dai circuiti dei poteri editoriali, ne hanno finora impedito una giusta e piena valorizzazione. L’opera poetica di Gilda Trisolini sarà al centro della prossima Festa della Poesia d’Estate promossa da Anassilaos con la realizzazione di un recital di versi.

il sindaco bruno col presidente nazionale LND Antonio Cosentino

Si svolgerà in Calabria la 55^ edizione del Torneo delle Regioni, importante evento calcistico che porterà nella nostra regione quasi 2000 atleti provenienti da tutta Italia dal 29 Maggio al 5 Giugno. Ogni regione d’Italia parteciperà alla manifestazione con ben quattro rappresentative: Juniores, Allievi, Giovanissimi e Calcio Femminile, tutte di calcio a undici. Dieci le città selezionate per ospitare le gare ufficiali: Catanzaro, Soverato, Roccella Ionica, Montepaone, Chiaravalle, Lamezia Terme, Pianopoli, Badolato, Sellia Marina e Isola Capo Rizzuto. L’evento torna in Calabria dopo 25 anni, l’ultima edizione risale infatti al 1991. Il tutto è stato presentato questa mattina presso la Sala Congressi del Comitato Regionale Calabria di Catanzaro, ad illustrare il progetto alla stampa e alle numerose autorità presenti ci ha pensato ovviamente il presidente del Comitato Saverio Mirarchi, affiancato dal presidente nazionale della Lega Nazionale Dilettanti, Antonio Cosentino, e dal presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. Presenti anche tutti i sindaci dei comuni interessanti e ovviamente anche il Sindaco di Isola Capo Rizzuto Gianluca Bruno, che nonostante gli importanti impegni della festa patronale di Isola, non è voluto mancare a quest’importante presentazione. Lo stesso primo cittadino si è espresso con soddisfazione: “E’ un evento di grande importanza anche dal punto di vista turistico, siamo felici di farne parte a pieno e questo grazie al grande lavoro svolto da tutta l’amministrazione. I recenti interventi fatti allo Stadio Sant’Antonio sono stati sicuramente decisivi nella scelta, possiamo dire con orgoglio di avere uno dei migliori impianti sportivi di tutta la regione. Per tanto è d’obbligo ringraziare il Comitato Regionale Calabria e la Lega Nazionale Dilettanti per averci scelto. In particolare ringrazio i presidenti Saverio Mirarchi e Antonio Cosentino. Ringrazio in anticipo anche i dirigenti della Polisportiva, che si occuperanno della parte organizzativa, e tutti coloro che faranno si che questo torneo lasci un impronta positiva per il territorio di Isola”. La cerimonia inaugurale della Manifestazione si terrà il 28 Maggio, alle ore 18:00, presso il Parco della Biodiversità a Catanzaro, dove si assisterà alla sfilata di tutte le Rappresentative, seguita dall’accensione della fiaccola olimpica, con il villaggio LND allestito per l’occasione. I saluti istituzionali e spazio allo spettacolo con il comico di origini calabresi Franco Neri, la musica popolare di Astiokena di Isola Capo Rizzuto, e il cantante catanzarese Eman.

Presentazione 

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Si è svolta nell’arco della Festa Mariana della Madonna Greca la conferenza stampa di presentazione del progetto “Itinerari Religiosi del Crotonese”. Un piano turistico ben definito dall’amministrazione che punta alla tecnologia per innalzare il livello qualitativo delle offerte del territorio. L’idea è quella di creare una “Smart City”, città intelligente, che possa accompagnare il turista, ma anche lo stesso cittadino, in percorsi culturali, religiosi e storici in un modo nuovo e ben illustrato. A spiegare nel dettaglio la funzionalità del progetto ci ha pensato Michele Lucente, rappresentate dell’associazione Itinerari: “Quello fatto dal comune di Isola è un investimento importante per il futuro del turismo del territorio, non si tratta solo dell’installazione degli infopoint ma l’ingresso in una piattaforma ben più ampia e in grande crescita. Ormai bisogna creare una rete virtuale, tutto naviga su internet e sulle app e anche col turismo dobbiamo stare al passo coi tempi. Agli infopoint si accederà infatti tramite app, attraverso il proprio dispositivo il visitatore potrà conoscere la storia del luogo d’interesse e di ciò che ha intorno. Inoltre avrà altre informazioni utili su ristoranti, alberghi e altri servizi che il territorio offre”. Saranno ben 20 i punti d’informazione che verranno collocati su tutto il territorio comunale, all’ingresso di altrettanti punti d’interesse storico- religiosi. Alla conferenza stampa sono interventi anche il presidente della Confcommercio Le Castella, Luca Tolone; Il parroco cittadino Don Edoardo Scordio, che ha fornito al progetto importanti cenni storici inerenti le chiese del territorio e il vice Sindaco Carmela Maiolo. A presentare il progetto, e coordinare la conferenza stampa, ci ha pensato il sindaco Gianluca Bruno.

incontro cisl 10 maggio 2016

“Come in tutti gli ambiti della società, anche nella gestione della cosa pubblica, è necessario lavorare con metodo, impegno, entusiasmo, competenza. Occorre prendere quello che di buono è stato fatto ed andare avanti. Ecco perché il ruolo del sindacato è importante ed utile per l’impegno che potrà dare in termini di proposte e capacità”. E’ uno dei passaggi dell’intervento di Rosanna Barbieri, unica donna candidato a sindaco della città di Crotone, nel corso dell’incontro tenutosi questa mattina presso la Cisl con tutti i dirigenti dei vari settori. L’incontro-confronto, sollecitato dalla stessa candidata, è stato introdotto dal segretario Pino De Tursi.   L’iniziativa ha registrato innumerevoli interventi nel corso dei quali la candidata, che corre per le amministrative del 5 giugno con il sostegno di 7 liste, ha risposto nel merito delle sollecitazioni e delle istanze poste al tavolo della discussione. Tra l’altro l’attenzione è stata rivolta a tematiche di grande importanza quali il lavoro, lo sviluppo, il decoro urbano, il commercio, il sociale. “Abbiamo la necessità di portare avanti modelli positivi che in città ci sono in molti campi. Ci sono –ha proseguito Rosanna Barbieri- risorse umane e finanziarie che vanno messe in rete. Le dobbiamo sfruttare, lavorando con metodo, affinché si possa definire l’identità che vogliamo dare alla città. Tutti, e dico tutti, per ogni ambito di competenza ci dobbiamo rimboccare le maniche. Questo discorso vale per la politica, per il sindacato, per gli imprenditori, per le imprese, per i commercianti. In molti contesti –ha concluso Rosanna Barbieri- il ruolo del sindacato è fondamentale in termini di valutazione, progettualità, proposte”.

 

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