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Venerdì, 05 Giugno 2020

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“Non c’è nulla di buono o di cattivo al mondo”, si legge in una celebre tragedia shakespeariana, “che il pensarlo in un certo modo non lo renda subito tale”: è l’equivalente del concetto più corrente di vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Detto ciò, ad oggi, dati ufficiali alla mano, 23 dei 27 Comuni della nostra Provincia sono esenti dal contagio da coronavirus SARS CoV 2 e la situazione di Cutro pare sotto controllo. La morte, però, nei giorni scorsi, di un professionista pitagorico e di un cittadino di Strongoli Marina che svolgeva la propria attività a Crotone, anch’egli persona nota, dunque, a molti crotonesi, rende più acuta l’ansia che alberga in tutti noi a causa della pandemia e che a fatica cerchiamo di governare.

I numeri a tre cifre del bollettino emesso giornalmente dalla Protezione Civile nazionale ci fanno forse meno impressione di questi decessi ‘della porta accanto’ che rendono improvvisamente concreta una minaccia altrimenti ancora evanescente, in questo territorio, benché la conta dei positivi sia salita a cento. “Se uno muore non importa a nessuno purché sia sconosciuto e lontano” scriveva Montale in una delle sue liriche, alla fine degli anni ’60, riferendosi agli scenari di guerra di allora in Estremo Oriente. Dava atto, il poeta, di come a tutte le latitudini e in ogni epoca la mancata esperienza diretta degli altri e la distanza fisica incidano, attenuandola, sulla naturale empatia che si stabilisce tra gli esseri umani.

Ma la minaccia Covid-19 è davvero distante e contenuta o può accadere anche a noi crotonesi di svegliarci una mattina e ritrovarci zona rossa, com’è successo ad esempio alla vicina Cutro? C’è da temere che sia possibile, in astratto, e comunque è necessario continuare a comportarsi come se lo fosse. Sta qui lo sforzo richiesto alla popolazione di tutto il Paese: assumere contemporaneamente, tutti, le precauzioni che prenderemmo se ovunque esistesse un focolaio della malattia. Le precauzioni devono essere quelle, certo, ma è essenziale che tra le precauzioni utili a preservare la nostra salute ci sia anche un forte impulso alla compassione (in senso etimologico) e della solidarietà che ne deriva. Restare integri, infatti, significa non solo mantenere intatte le proprie doti fisiche ma anche le facoltà spirituali, dunque restare umani, perché flagelli come la pandemia in corso per loro stessa natura mettono a rischio il corpo e l’anima, imponendo di difendere l’uno non meno dell’altra.

Il caso della partoriente di Cutro che ha denunciato di essere stata abbandonata a se stessa, nell’Ospedale di Crotone, con conseguenze che avrebbero potuto essere tragiche per lei e per la sua bambina, è un campanello d’allarme che non si può ignorare. Se quanto occorso è dipeso anche solo in minima parte dalla provenienza della gestante, dobbiamo gioire con lei per l’esito felice del travaglio ma preoccuparci, e molto, per la qualità delle nostre risposte all’emergenza sul piano dei valori fondanti del vivere civile. E bisogna riflettere anche sulla gestione dell’emergenza sanitaria di chi vive in periferia o proviene dalla periferia.

La perifericità non solo geografica della città pitagorica è un dato acquisito in tempi ‘normali’ che non ci si può illudere venga meno, nonostante gli sforzi encomiabili dei sanitari, in questo frangente. Se Crotone è per molti versi il Sud della Calabria, classico Sud di qualcun altro, i Comuni del circondario sono in certa misura il Sud di Crotone e dunque rischiano di essere e/o di sentirsi penalizzati rispetto al capoluogo, come oggettivamente sono per molti aspetti (a cominciare dal gap infrastrutturale), anche in questa stagione di difficoltà estrema.

Per questo motivo, pur rassicurate dal dott. Brisinda, che ringraziamo, circa l’applicazione rigorosa del protocollo adottato dalla Regione per l’esecuzione dei tamponi ai sospetti contagiati che, segnalati dai medici di base distribuiti sul territorio, vengono raggiunti dalle infaticabili squadre dell’ADI e, a valle dell’esito dell’esame svolto a Catanzaro (dove si eseguono anche le analisi per le province di Crotone e Vibo), se positivi sono ricontatati immediatamente dai sanitari per ricevere le indicazioni terapeutiche per sé e i familiari, mentre scatta la richiesta ai Sindaci o ai Commissari prefettizi di emettere l’ordinanza di quarantena, chiediamo un’attenzione speciale e una cautela particolare nei confronti delle comunità del Marchesato, grandi come Cutro Cirò e Isola o piccole, che sono la maggioranza, dove la vita quotidiana è più difficile già in tempo di pace…

Nessuno deve essere penalizzato, in questa stagione di rischio estremo per la salute pubblica, bene costituzionalmente tutelato, per il fatto di essere residente fuori dal capoluogo. E quand’anche, sventuratamente, un qualsiasi cittadino avesse bisogno di ricovero al “S. Giovanni di Dio”, nessuno deve essere trascurato o ghettizzato a causa della situazione sanitaria del luogo di provenienza. La professionalità del personale sanitario, d’altro canto, è un pre-requisito e una carta vincente sia nella quotidianità sia nell’emergenza, a condizione, è ovvio, che lo stesso personale sia messo dai vertici politici e amministrativi della Sanità (nazionale e regionale) nelle condizioni di operare in sicurezza e con mezzi non solo idonei ma adeguati ad affrontare la situazione, senza essere a priori in posizione di svantaggio o addirittura di rischio.

La Protezione Civile Regionale ha a sua volta un ruolo importante in tutto questo e pertanto c’è da augurarsi che i responsabili, ad ogni livello, sappiano (o lascino il posto a chi sa) quanto occorre a svolgere in modo adeguato ed efficiente il compito particolarmente delicato al quale sono chiamati nell’immediato. Allo sforzo di quanti garantiscono i servizi essenziali deve comunque affiancarsi, perché abbia senso e produca i risultati attesi, l’attenzione partecipe e la collaborazione fattiva di tutti. Il dopo ci chiamerà a ripensare il nostro modello di società e di sviluppo, e quella sarà un altro genere di sfida, non meno cruciale.

Elisabetta Barbuto – Margherita Corrado (Parlamentari M5S Crotone)

Anche se il mondo intorno a noi sembra essersi fermato, la ruota della solidarietà continua a girare portando avanti azioni concrete per l’aiuto della collettività.

I Rotary Club di Crotone, Santa Severina e Valle del Tacina “Centenario” di Petilia Policastro, con un’azione congiunta, hanno inteso contribuire al potenziamento della struttura Covid 19 operativa presso il San Giovanni di Dio.

I tre presidenti Marco Tatullo, Caterina Affilistro e Claudio Bruno annunciano, con una nota ,la donazione di 13 caschi per la ventilazione tipo CPAP Ventukit che sono già nella disponibilità dell’ospedale.  Grazie all’utilizzo Di questi Caschi per l’Ossigenoterapia si potranno attrezzare reparti ospedalieri di normale degenza per i malati da coronavirus affetti da sintomatologia non così grave da richiedere la degenza nelle terapie intensive che, in tal modo, continueranno ad assicurare la gestione dei pazienti più gravi.

I Rotary del Marchesato Crotonese auspicano che attraverso questo contributo i malati che necessitino di cure possano trovare sollievo e gli operatori sanitari possano beneficiare di questo sussidio per l’assistenza.

Proseguono i servizi di assistenza sociale per chi si trovi in condizioni di fragilità, ma in modalità adeguata all’emergenza sanitaria in corso.

Si tratta di attività di consulenza psicologica, consulenza legale, orientamento lavorativo, assistenza educativa, supporto scolastico ed extrascolastico previste dal Progetto Pon Inclusione a favore dei nuclei familiari che accedono a forme di sostegno al reddito e vivono nell’Ambito Sociale di Crotone (Belvedere Spinello, Crotone, Cutro, Isola di Capo Rizzuto, Rocca di Neto, Scandale e San Mauro Marchesato).

I nostri operatori sociali, psicologi, educatori e operatori socio-sanitari, impegnati nei sette comuni da circa un anno, senza ribalta mediatica ma in modo silente, a sostegno delle fasce deboli, con la professionalità e la passione che li contraddistingue hanno attivato fin da subito forme di supporto a distanza a favore dei nuclei in carico.

Grazie alla tecnologia digitale si è instaurata una modalità di contatti quotidiani basata:

  • sulla condivisione di materiali di gioco e didattici, pensati e realizzati per un intrattenimento ludico e creativo per i più piccoli e di supporto scolastico per tutti i ragazzi e bambini in età scolare;
  • sulla sensibilizzazione alle buone prassi raccomandate in questo periodo per proteggere la salute di tutti;
  • sul supporto psicologico per giovani e adulti.

Famiglie, uomini, donne, anziani, giovani, bambini, diversamente abili, si sono ritrovati improvvisamente da soli, nelle loro case, ad affrontare importanti cambiamenti nella vita di tutti i giorni.

In questa situazione, il servizio sociale professionale dell’ambito ha definito forme di intervento alternative in favore di tutte le fasce vulnerabili del territorio, consapevoli che occorre andare OLTRE per dare ad ALTRI…

CHIUNQUE, in questa delicata fase emergenziale, avvertisse la sensazione di un eccessivo senso di ansia e di paura ed avesse la sensazione di non riuscire a controllarsi, potrà contare, in maniera del tutto gratuita, su un pool di professionisti (psicologi, educatori, assistenti sociali), con i quali attivare un percorso di riflessione e di supporto concreto attraverso strumenti di comunicazione a distanza per la salvaguardia della sicurezza propria e dei propri cari.

I nostri operatori possono essere contattati per email (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) oppure ai seguenti numeri telefonici:

0962.903099 Cooperativa Agorà Kroton

0962.963559 Cooperativa Noemi

‎nelle fasce orarie 10.00-12.00 e 16.00-18.00.

È possibile contattarci anche tramite WhatsApp al numero +39 379 196 4477 (Cooperativa Kroton Community).

 

Cooperativa Agorà Kroton

Cooperativa Baobab

Cooperativa Kroton Community

Cooperativa Noemi

Alla luce del DPCM dell’8 marzo 2020 e dei provvedimenti adottati dalle autorità regionali e locali, la biblioteca Pier Giorgio Frassati resterà chiusa fino al 3 aprile. Pertanto è sospesa l’erogazione di tutti i servizi, compresa la restituzione dei libri in prestito. Nella speranza che tutto ritorni presto alla normalità, invitiamo i nostri utenti ad assumere comportamenti responsabili al fine di favorire l’indispensabile contenimento del Covid-19 nelle nostre zone. In questo momento drammatico, di cui al Sud manca ancora la piena consapevolezza, possiamo aspirare a vincere questa lotta non con le nostre sole forze, ma anche e soprattutto con l’aiuto di Dio.

Grande ed indiscusso virtuosismo è stato quello che ha caratterizzato il recital della violoncellista Erminia De Meo con il pianista  Michelangelo Carbonara, Sabato 15 Febbraio, presso l’Auditorium  del Liceo Musicale “O.Stillo” di Crotone organizzato dalla Società Beethoven  Acam nell’ambito della Stagione Concertistica  2020 , “l’Hera della Magna Grecia” 3° Edizione.

Un concerto che ha visto anche, giovanissimi presenti, incollati alle loro sedie e ammutoliti da tanta bravura e tecnica interpretativa.

Il programma, certamente non facile comprendeva: F.Mendelssohn: “Sonata n. 2” , E. Elgar: “Concerto Op.85”, D. Popper: “Tarantella Op 33” for Cello and Piano.

La giovane Erminia De Meo però, coadiuvata anche da un pianista eccellente, quale Michelangelo Carbonara, ha saputo calarsi interamente in una interpretazione ricca di una sonorità corposa e un cantabile sublime  rendendo fruibile anche momenti compositivi non facili.

Un Mendelssohn  della Sonata n.2, ricco di virtuosismo e spensieratezza, quello che hanno presentato i due artisti, dove il violoncello ribatte punto per punto le virtuosistiche cascate di note  del pianoforte rimanendo però strumento melodico per eccellenza

Un’opera, interpretata dai due artisti, che richiama la musica fatata del “Sogno di una notte di mezza estate” capace di stupefacente leggerezza e meravigliosi colori dai riflessi perlacei, e dove, specialmente nell’adagio, aperto dalla nobile meditazione d’un corale, suonato dal pianoforte, Mendelssohn affida al violoncello un curioso effetto di pizzicato quasi dei dodici rintocchi della mezzanotte

Il monumentale “Concerto in mi min. op. 85” di Elgar è stato invece caratterizzato da una melodia dal carattere modale basata su un’unica cellula ritmica trocaica.

Opera questa che ha consentito alla De Meo di spaziare con una ricca arcata melodica  del violoncello dalle sorprendenti potenzialità liriche , arricchite da imprevedibili cambiamenti tonali che conferiscono allo strumento un carattere nobile e appassionato

L’allegro finale in particolare, era caratterizzato da un tema risoluto e saltellante, reso mirabilmente dal violoncello e sostenuto con esperta perizia dal pianoforte , dove riaffiorano i temi e il motivo appassionato del terzo movimento, e dove dopo il recitativo del primo movimento riaffiora fiammeggiante nella ripresa del tema  del rondò.

Grazia, sonorità, cantabilità, grande gusto e capacità interpretativa , della De meo sostenuta mirabilmente dal pianoforte di Carbonara hanno culminato un  recital molto bello con la tarantella di Popper in un vortice appassionato e ricco di virtuosismo tecnico.

Un bis molto bello, Elegia di Faurè, hanno concluso una bella serata culturale artistica sottolineata da applausi calorosissimi da un pubblico numerosissimo e particolarmente attento

Prossimo concerto Domenica  23 febbraio presso la Chiesa dell’Immacolata alle ore 19,00 con il pianista George Park e l’Orchestra “ O Stillo” .

 

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