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Mercoledì, 29 Gennaio 2020

Da un’indagine condotta dall’Ufficio Informazione Turistica di Altomonte, è emerso che le presenze dei visitatori nel borgo sono aumentate esponenzialmente nell’ultimo anno. Dai dati raccolti e confrontati con quelli relativi agli anni precedenti, è  emerso come   i flussi  più    importanti    di turisti in arrivo nel borgo,    provengono  da un numero costantemente maggiore  di nazioni straniere  e non solo europee, che  scelgono  Altomonte  quale meta preferita  delle loro vacanze  o anche solo  per un   fine settimana  da trascorrere all’insegna  dell’arte, dalle manifestazioni teatrali,  della cultura religiosa  e delle eccellenze gastronomiche offerte  da un territorio votato  al biologico.

Questa vitalità registrata nel borgo con i tanti visitatori  alla scoperta del patrimonio  architettonico ed artistico  - in un percorso che  parte dalla Chiesa di San Francesco di Paola alla Chiesa in stile gotico angioino di Santa Maria della Consolazione (simbolo distintivo di Altomonte) - rappresenta una nuova “rinascita del territorio” che negli ultimi tempi  aveva  risentito un calo delle presenze, anche dovuto alla crisi economica  generale che ha colpito   in modo particolare il Sud Italia.

L’incremento dei turisti, infatti, dimostra un segno evidente che qualcosa si muove anche sul versante culturale e della promozione turistica, che questa Amministrazione da anni ritiene fondamentale per la crescita socio-culturale del borgo. Anche nel 2018 il Comune di Altomonte pur essedo commissariato ha dato continuità alle manifestazioni estive e ad una politica di rilancio del territorio e del suo patrimonio culturale, enogastronomico e teatrale.

Il riconoscimento di Altomonte quale borgo più bello d’Italia è stato consacrato nel 2018 anche da programmi della tv nazionali tra i quali: il TG RAI, alle Falde del Kilimangiaro (11 posto Borgo dei Borghi) e TGCom24, quest’ultimo ha definito Altomonte “Borgo bello nel cuore della Calabria”.

 

Dopo aver ricevuto dal Touring Club Italiano il riconoscimento “Buona Cucina”, lo chef resident dell’Agorà, Michele Rizzo, ha ospitato nel suo ristorante il Club di Territorio di Cosenza dell’associazione di promozione turistica, che ha inteso organizzare nel locale di Rende, inserito nell’edizione annuale della guida Alberghi e Ristoranti d’Italia, la sua cena sociale che, nel festeggiare il compleanno della sezione, ha avuto come sfondo solidale un’iniziativa di raccolta fondi a favore del Centro Contro la Violenza alle Donne “Roberta Lanzino”.

La serata, che ha registrato la presenza del Console accompagnatore Raffaele Riga, della rappresentante del centro antiviolenza Roberta Corbo, del giornalista esperto di marketing territoriale Valerio Caparelli e dell’amministratore della rinomata cantina Magna Graecia Vini di Spezzano della Sila, Vincenzo Granata, ha voluto sottolineare l’impegno di valorizzazione e promozione del TCI rispetto alle emergenze naturalistiche e alle eccellenze enogastronomiche del territorio, ma soprattutto premiare la talentuosa cucina dello chef Michele Rizzo, già molto apprezzato dai numerosi avventori che da tempo gustano le raffinate pietanze offerte nel menù del suo ristorante.

Il menù, studiato per l’occasione dallo chef originario dell’Alto Jonio Cosentino, che caratterizza la sua linea di cucina con le tradizioni della terra di Calabria, ha proposto uno spettacolare mosaico di prodotti della gastronomia calabrese: freselle di grano antico con baccalà; sgombro all’arancia; cappuccini di seppia di Trebisacce; cappellacci ripieni di gallinella del banco di Amendolara e tartufo nero del Pollino; unghia di Maiorca e senatore Cappelli, ventresca di tonno, soia, pomodorini e basilico; alici croccanti e maionese d’alici; ricotta pecorina con miele allo zafferano di Motta San Giovanni e biscotto classico croccante.

Nato e vissuto a Trebisacce, formato e contaminato dagli uomini della tradizione marinara di uno dei mari più pescosi d’Italia, educato sin dalla giovanissima età alla cucina del buon pesce selezionato dagli abili pescatori della secca di Amendolara, lo chef Michele Rizzo seleziona in maniera molto accurata e responsabile il pesce che propone nei suoi piatti, sempre gustosi e salutari proprio per la scelta di qualità della materia prima.

 

Si stanno svolgendo con successo la serie di seminari informativi avviati dal Movimento Difesa del Cittadino di Cosenza inclusi nel progetto “Io compro originale”, patrocinato e promosso dalla locale Camera di Commercio nell’ambito delle sue iniziative istituzionali di attività di sensibilizzazione per il contrasto alla contraffazione.

L’MDC, che è un’associazione registrata e accreditata presso lo speciale elenco del MISE, è stata inserita in un macro-progetto di formazione e informazione a sostegno e tutela del consumatore e della fede pubblica, con attività seminariali tenuti presso la sede dell’Ente camerale.

Le attività di questo progetto dall’alto valore sociale ed educativo, che sono partite già lo scorso 13 novembre, con un incontro tenuto dalla Guardia di Finanza di Cosenza, sono proseguite oggi con la Questura di Cosenza e si concluderanno presto con la partecipazione di personale specializzato dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia Locale di Cosenza.

A fruire del trasferimento di informazioni da parte delle Forze dell’Ordine, oltre a consumatori, associazioni di categorie, esercenti commerciali e imprenditori locali, sono stati in particolare gli studenti di alcune scuole di Cosenza: l’Istituto Comprensivo “B. Zumbini”; l’IPSEOA “P. Mancini”; l’ITI “A. Monaco”, in collaborazione con la società CSIA (Consorzio per lo sviluppo di Sistemi Informatici Avanzati).

Il progetto dell’MDC ha beneficiato della fattiva collaborazione dell’Accademia delle Tradizioni Enogastronomiche della Calabria, di “Calabria Sviluppo & Formazione” e della società di grafica e comunicazione Zefiro.

Si tratta di una serie di incontri che hanno come fine la divulgazione di una conoscenza approfondita del diritto dei consumi, delle politiche di tutela dei consumatori in Europa e in Italia, della tutela del mercato dei beni e dei servizi, di tematiche inerenti le truffe online, ma soprattutto di attività illegali e criminali compiute attraverso metodi di alterazione e contraffazione alimentare: iniziative di formazione diffusa orientate al contrasto dei diversi fenomeni illeciti che minacciano la proprietà industriale, il Made in Italy, il diritto d’autore e la sicurezza dei consumatori.

Molto soddisfatti per la partecipazione registrata e per i risultati raggiunti dal progetto sono i responsabili Giorgio Durante, presidente regionale di MDC Calabria, e Valerio Caparelli, responsabile delle attività di comunicazione dell’associazione.

 

 

Resoconto di un successo. Un successo che premia un gruppo straordinario, un’organizzazione ineccepibile, un connubio di intenti pubblici e privati. Un successo, ancora maggiore perché frutto di una scommessa. I numeri decretano la piena riuscita della prima edizione dell’Oktoberfest in Tour Calabria. Dodici giorni che hanno portato nell’area Mercatale di Rende, dal 24 ottobre al 4 novembre, circa 150 mila persone che hanno potuto vivere le atmosfere bavaresi, tra musica e piatti tipici, con attenzione alle famiglie e ai più piccoli. Particolarmente apprezzate l’organizzazione e la qualità dei piatti, oltre al servizio veloce ai tavoli. L’ Oktoberfest in Tour Calabria è stato organizzato dalla Wisea Eventi in collaborazione con la Sidevents di Cuneo, organizzatrice dell’ Oktoberfest Cuneo, con il patrocinio del Comune di Rende, della Regione Calabria, della Provincia di Cosenza, della Camera di Commercio di Cosenza e di Confindustria Cosenza.

Abbiamo realizzato un sogno condiviso da oltre 150 mila persone, un numero nettamente superiore alle attese – commenta Walter Sposato di Wisea Eventi, che ha organizzato l’evento. Siamo molto soddisfatti: la maggior parte dei riscontri è stata estremamente positiva, non solo per l’organizzazione impeccabile e la qualità dei piatti, ma anche per il servizio veloce e la cordialità del personale, attento alle esigenze dei presenti. Non ci aspettavamo un’affluenza così elevata e costante anche in settimana, dove invece in moltissimi hanno deciso di trascorrere le serate in compagnia delle atmosfere bavaresi. Ci sarà sicuramente una seconda edizione nel 2019 dove cercheremo, facendo tesoro di questa esperienza, di migliorare alcuni dettagli”.

Portare lo spirito della tradizionale festa di Monaco di Baviera per la prima volta nel sud Italia è stata una scommessa vinta dal gruppo di imprenditori calabresi, che nei mesi scorsi hanno contattato la nostra amministrazione per ospitare l’evento. Sono davvero orgoglioso del lavoro che è stato fatto - sottolinea il sindaco di Rende Marcello Manna. La sinergia pubblico-privato porta sempre grandi risultati e il successo di questa manifestazione ne è un esempio concreto. Abbiamo lavorato fianco a fianco, supportando attraverso il contributo dei nostri uffici tecnici, degli uomini della Rende Servizi, e del corpo della Polizia Municipale,  questo volenteroso gruppo di imprenditori. Le ricadute sul territorio- continua ancora Manna sono state importanti, basti pensare che le strutture ricettive di Rende in primis hanno registrato in questi giorni un +15% di presenze.  Sarebbe riduttivo- continua Manna pensare che l’Oktoberfest sia stata solo una grande manifestazione per Rende, eventi di questa portata coinvolgono tutta l’area urbana, portando valore aggiunto su tutto il territorio. Simbolica al riguardo è stata la serata di convivialità a cui hanno partecipato anche i primi di cittadini di Cosenza, Castrolibero, Cerisano e Mendicino.  Dall’Oktoberfest può ripartire un dialogo costruttivo sull’area urbana e più in generale sulla gestione condivisa degli eventi. Si può pensare per il futuro ad un cartellone unico di eventi, in cui si possano coinvolgere anche i tanti imprenditori volenterosi che vogliono far conoscere l’altra faccia della Calabria”.

Ma veniamo ai numeri. Durante i 12 giorni dell’evento sono stati consumati circa 50 mila litri di birra. L’Oktoberfest Calabria è stata anche una grande occasione lavorativa per molti giovani e non solo: più di 200 persone, regolarmente assunte con contratto a termine,. Variegato il popolo dell’Oktoberfest Calabria con il 47% di visitatrici donne e il 53% di uomini che si sono divertiti durante la kermesse.

Tutte le iniziative sono state un successo – conclude Sposato - ordine, assistenza e sicurezza nell’area dell’evento sono sempre stati garantiti. Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato a vario titolo. Arrivederci al 2019!”

 

 

La vetta di un monte costringe ad alzare lo sguardo. È come un indice puntato verso il cielo, è il rimando allo Zenit e quindi alla luce, all'inaccessibilità, alla trascendenza rispetto all'orizzonte in cui  siamo immersi quotidianamente. Il monte con la sua cima, che sembra perforare il cielo, ricalca la posizione eretta dell'uomo che si è alzato dalla brutalità della terra. È una sorta di simbolo della vittoria sulla forza di gravità ed in tutte le culture si ritrova, nel profilo verticale della montagna, un'immagine della tensione verso l'oltre e l'altro rispetto al limite terrestre, ed in tutte le religioni, un segno dell'Oltre e dell'Altro divino.

Una intera domenica dedicata allo studio de “Il sacro e la montagna calabrese” è quella che si è svolta nella suggestiva cornice di Torre Camigliati a Camigliatello Silano, grazie al Convegno organizzato dal Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” e che ha richiamato studiosi ed appassionati da tutta la regione.

«Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, quando si tenne nella stessa sede un incontro di studi sul tema “La Sila: usi, paesaggi, risorse” - ha spiegato Marilisa Morrone, presidente del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie” - l’assemblea, su proposta del socio cultore arch. Pasquale Lopetrone, ha deliberato che l’evento di Torre Camigliati divenisse appuntamento annuale. La scelta di trattare la tematica della montagna calabrese è legata all’esistenza di un elemento comune tra il Pollino, la Sila, le Serre e l’Aspromonte ovvero la presenza di stanziamenti monastici e di luoghi di culto fin dagli albori del Cristianesimo. I più importati rilievi calabresi, infatti, hanno registrato, sin dal medioevo grandi figure di monaci e Santi – ha continuato la Morrone- importanti monasteri e venerati santuari meta di pellegrinaggi ancora oggi: S. Nilo, Gioacchino da Fiore, S. Brunone da Colonia, S. Nicodemo di Mammola, S. Leo di Africo, S. Fantino il Cavallaro; luoghi come l’abbazia Florense, la Certosa di Serra, il Convento domenicano di Soriano, l’abbazia di S. Nicodemo e il santuario di Polsi, il Santuario delle Armi, il Patirion, ne sono i più celebri»

A fare gli onori di casa è stata Mirella Stampa Barracco che ha sottolineato come «nel Parco Old Calabria si continui a fare della Cultura il motivo trainante della sua stessa esistenza – ha ribadito – pertanto al sodalizio con il Circolo per la promozione di tali discipline nella nostra regione»

A condurre gli astanti alla scoperta del sacro nelle montagne calabresi sono state le relazioni ad iniziare dal docente Unical, Pietro Dalena, che, partendo dalla lettera di S. Bruno a Rodolfo il Verde, prevosto di Reims, ha delineato le motivazioni della scelta della montagna quale sede preferita dai religiosi del Medioevo. «Bellezza del paesaggio, pace, tranquillità, vicinanza al Cielo, solitudine. E’ così che le balze delle montagne calabresi pullulano di asceteri e laure; Gioacchino da Fiore, sulle orme del monachesimo italo-greco, si ritira nella profonda Silva Sila, S. Bruno alle sorgenti dell’Ancinale, S. Nilo nelle terrazze della Sila Greca. Sono sempre le montagne calabresi la meta preferita da monaci in fuga dall’oriente o dalla Sicilia conquistata dagli Arabi, come S. Vitale di Castronuovo che, dopo aver attraversato tutta la Regione, si insedia a Nord, nella zona dell’attuale S. Demetrio Corone».

La relazione di Enzo D’Agostino, Deputato di Storia Patria per la Calabria e storico della Chiesa, ha posto l’attenzione sull’occupazione monastica del versante jonico dell’Aspromonte nel medioevo che trova il momento clou nell’arrivo dei monaci greci dalla Sicilia verso la valle delle Saline, «Particolarmente significativo – ha detto D’Agostino –fu l’arrivo dei religiosi del monastero di S. Filippo di Agira  fondatori di ben tre monasteri in provincia di Reggio. Si possono definire tre zone monastiche greche nel versante jonico dell’Aspromonte: la vallata del Torbido, la zona di Gerace e la vallata del Bonamico dove domina nel cuore dell’Aspromonte, il grande Santuario della Madonna della Montagna di Polsi, sovrappostosi ad un antico monastero di Popsi, già menzionato nel XIII sec.»

La relazione dell’archeologo Francesco Cuteri ha coinvolto con i racconti di eremiti e monaci nelle serre calabre «L’essenza della vita certosina, oltre le prove e le tentazioni sulle quali san Bruno si sofferma poco, le descrive in un passo famoso che paragona la montagna al deserto, dove gli uomini coraggiosi possono rientrare in se stessi quanto vogliono e dimorare nel loro cuore, coltivare intensamente i germi delle virtù e gustare con gioia i frutti del paradiso. La montagna –ha detto Cuteri – conserva le tracce storiche della fede delle popolazioni che hanno vissuto i diversi territori. Tracce ancora incontaminate e da scoprire». Per finire, il docente Unical, Mario Panarello si è soffermato sulle opere d’arte commissionate dai diversi monasteri nel tempo, e che rappresentano patrimonio ancora in gran parte sconosciuto e da valorizzare.

Al termine del convegno, un ampio e stimolante dibattito ha registrato gli interventi di Padre Bruno Macrì, Filippo Racco, Giacinto Marra, Luigi Morrone, Antonio Macchione, Vincenzo Naymo, Riccardo Allevato, Salvatore Spagnolo, Giulia Fresca, Salvatore Zurzolo e Maria Gabriella Morrone, presidente del Club per l’UNESCO di S.Giovanni in Fiore.

L’appuntamento a Torre Camigliati sarà nel mese di settembre 2019 mentre continuano le giornate di incontro e studio del Circolo “Le Calabrie” come quella che si svolgerà il prossimo  28 ottobre nel borgo di Gallicianò nonchè l’uscita del numero 11 della rivista “Studi Calabresi. Storia Arte Archeologia”

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