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Venerdì, 06 Dicembre 2019

Una città sempre più pulita. È, questo, l’obiettivo che la ECOROSS si prefigge di raggiungere per Corigliano, rimodulando le ore di servizio dei dipendenti del cantiere cittadino. Riorganizzazione, dunque, ma non solo. Al via anche nuove prestazioni a servizio della Città, che integrano e potenziano quanto già previsto nel “Piano dei Servizi” sottoscritto con l’esecutivo guidato da Pasqualina STRAFACE.

 

“Si tratta – dice Walter PULIGNANO – di importanti risultati che nascono, né potrebbe essere altrimenti dalla proficua collaborazione con gli amministratori, in particolare il Sindaco e l’Assessore all’Ambiente Giuseppe PUCCI. Si amplia e migliora l’offerta per Corigliano, con aumento di efficienza e più funzionalità per le energie e le risorse impiegate, a tutto vantaggio del maggior decoro urbano”.

Qualità ed efficienza. Erano e rimangono, queste, le parole d’ordine dell’Azienda ECOROSS, impegnata nel territorio dell’Area Urbana Rossano a garantire e superare gli standard di igiene, pulizia e decoro delle strade.

 

L’obiettivo di rendere Corigliano, la più grande città della Sibaritide, sempre più pulita ed ordinata trova dunque in comune accordo l’Azienda di Contrada S.Irene e l’Assessorato all’Ambiente guidato da Giuseppe PUCCI.

 

49 operatori addetti allo spazzamento, alla raccolta dei rifiuti solidi urbani e a quella della differenziata lavoreranno, ora, su 5 turni e non più sei, permettendo così di recuperare ore lavorative settimanali che saranno distribuite su due turni di lavoro di tre ore.

 

Dal mantenimento dello spazzamento stradale per le strade principali del centro storico, a quelle dello scalo e di località Schiavonea.

 

I servizi integrativi apportati dalla Ecoross prevedono interventi, oltre che nella fascia di orario che va dalle ore 15 alle 18, anche ulteriori attività di raccolta ed interventi specifici di pulizia aree, dalle ore 6 alle ore 9 e dalle ore 14 alle 17.

 

Le aziende che operano nel settore della forestazione e lavorano prodotti del bosco sono impossibilitate a partecipare al bando per l’accesso agli aiuti pubblicato dall’Assessorato regionale all’Agricoltura. Urge un incontro con l’Assessore ed il Dirigente al ramo. Sospendere o modificare la gara.

 

È quanto chiedono, in sintesi, in una lettera, Domenico Antonio DE RENZO – Presidente  del Consorzio regionale legno Calabria e del Consorzio regionale delle due Sile, Giovambattista BENINCASA – Presidente Consorzio regionale Cal. Sud forest, Giuseppe GALLO – Responsabile regionale Conal-A, Fabio FERRARO – responsabile provinciale Un.P.A.P.I- Fe.Na.p.i. Catanzaro, Giorgio AMELIO – Responsabile provinciale Un.P.A.P.I- Fe.Na.p.i. Crotone e Pasquale MUSCOLO – responsabile regionale A.R.P.A.C.

 

«La foresta per gli abitanti della montagna –scrivono- ha sempre rappresentato una fonte di sostentamento prima, e di reddito poi. Ancora oggi i boschi calabresi costituiscono una grande risorsa economica. Dal censimento Istat 2003, la Calabria si colloca ai primi posti tra le regioni d’Italia, con 480.528 ettari di consistenza boschiva, con una percentuale pari a 31,8 di indice di boscosità e 732.181 metri cubi di produzione legnosa annua. Se dagli inizi del Novecento sino agli anni novanta il tronco del pino o di altre essenze, venivano richiesti per la carpenteria edile, oggi è accertato che il 60% dell’intera produzione regionale è destinata agli usi energetici. L’attività di prima trasformazione è, diventata dunque, l’unico sostentamento per le industrie boschive operanti in Calabria. L’elevato costo della manodopera e la morfologia accidentata del territorio, porta a richiedere, da un lato, una migliore viabilità forestale e, dall’altro, strumenti di lavoro innovativi, ancora poco adottati in Calabria. Le imprese operanti nel settore solo se acquistano attrezzature e macchinari all’avanguardia possono essere competitive e rimanere sul mercato, il tutto ovviamente con costi elevatissimi. Per acquistare, infatti, un cippatore di piccole dimensioni si spendono almeno 600 mila euro. Per sostenere questi costi l’imprenditore può rivolgersi a società di leasing o di credito che vendono denaro a volte con interessi esorbitanti o attingere ai fondi della Comunità Economica Europea attraverso la Regione Calabria, opzione questa molto più favorevole, visto che si potrebbe accedere ad un finanziamento in conto capitale pari al 50% di fondo perduto. Ma come si suol dire, fatta la legge trovato l’inganno. A tal proposito, l’Assessorato Agricoltura, e giusto per usare un eufemismo “Foreste”, ha pubblicato il bando per l’accesso agli aiuti riguardanti le misure 121 e 123 del P.S.R. Calabria. Mentre per il bando 121 non è nemmeno menzionata la filiera legno come tipologie d’investimento prioritario, per la mis. 123 invece se è  vero che è stata inserita la priorità della filiera legno, nelle note dello stesso bando è anche vero che è stata inserita la clausola capestro del “de minimis” che penalizza fortemente il settore della forestazione. Tradotto in termini pratici tutto ciò significa che un azienda che opera nel settore della forestazione e lavora solo prodotti del bosco, non può accedere all’aiuto pubblico massimo concedibile di 750 mila euro per la mis.121 e di un milione e 500 mila euro per la mis. 123, ma dovrebbe ridimensionare la richiesta di aiuto adeguandola alla quota “de minimis” di 400 mila euro. Questo è inaccettabile da parte dell’intero comparto. Se gli scriventi non dovessero ricevere comunicazioni nei prossimi giorni, - annunciano- non solo si autoconvocheranno presso la sede dell’Assessorato con tutti gli associati, ma inizieranno azioni legali atte a sospendere il bando pubblicato».

 

Il prossimo 7 febbraio, dalle ore 15 alle 16, presso il Centro Territoriale di Via Spirito Santo a Cosenza, si svolgerà la seduta per lo svolgimento del test sulla conoscenza della lingua italiana da parte degli stranieri, al cui superamento è subordinato il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, ai sensi del comma 2 bis dell’art. 9 del Testo Unico sull’Immigrazione. Ciò in ottemperanza del decreto del Ministero dell’Interno e del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e secondo l’accordo quadro stipulato lo scorso 11 novembre. Per la provincia di Cosenza, in base alle indicazioni del Ministero dell'Interno, le attività rivolte agli stranieri sono supervisionate dall'Ufficio VII Ambito Territoriale, struttura dell’Ufficio Scolastico Regionale alla cui guida vi è il dirigente Luigi Troccoli. La prima sessione di prova prevederà un test strutturato in tre prove (prova di comprensione orale; prova di comprensione scritta; prova di interazione scritta) ed avrà una durata di 60 minuti. La seconda sessione, invece, si svolgerà con identiche modalità il prossimo 22 marzo. Il risultato della prova sarà comunicato tempestivamente al cittadino straniero ed inserito, a cura del personale della Prefettura di Cosenza, nel sistema informativo del Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno. In caso di esito negativo, la prova potrà essere ripetuta ripresentando la domanda, considerando che i test saranno ripetuti periodicamente ogni bimestre.

Si è tenuto a Cosenza, alla “Casa delle Culture”, il secondo di un ciclo di Seminari promosso dal Dipartimento regionale Urbanistica, con la collaborazione dei cinque Comuni capoluogo di provincia.

Gli incontri – riferisce una nota dell’ufficio stampa della giunta regionale – sono strutturati in forma di veri e propri Laboratori Urbani, e finalizzati al consolidamento di un rapporto diretto che il  Dipartimento Urbanistica regionale intende istituire con tutti gli enti locali calabresi impegnati nelle attività di redazione dei nuovi strumenti di governo del territorio (PSC e PSA), che prenderanno il posto dei vecchi Piani Regolatori Generali. Come è noto infatti, tutti i Comuni della Calabria dovranno portare a termine la redazione dei Piani urbanistici entro il prossimo mese di giugno ed è per tale motivo che l’Assessore regionale  Pietro Aiello ed il  Dirigente Generale del Dipartimento Saverio Putortì hanno ritenuto di rafforzare, mediante l’avvio di azioni di ascolto, monitoraggio e  accompagnamento, l’attenzione della Regione verso i problemi e le criticità che le Amministrazioni locali stanno vivendo.

Pur essendo già attiva, presso il Dipartimento di Catanzaro, un’unità operativa  dedicata agli incontri con i tecnici e gli amministratori locali, si è ritenuto opportuno dare luogo ad incontri su scala provinciale al fine di facilitare ulteriormente il dialogo interistituzionale, consentire lo scambio informativo e formativo tra le diverse metodologie pianificatorie adottate dagli Enti e verificare il livello di comprensione e di conoscenza maturato sulla legislazione urbanistica regionale.

Al Laboratorio Urbano hanno partecipato moltissimi Comuni della provincia di Cosenza, alcuni dei quali hanno avuto modo di illustrare specifiche attività di studio e conoscitive inserite nella attività pianificatoria in corso. I lavori seminariali, moderati dall’architetto Barresi, dirigente del settore urbanistica di Cosenza, sono stati aperti dall’Assessore all’urbanistica del comune bruzio Domenico Genise il quale ha avuto parole di apprezzamento per l’iniziativa regionale. “Riteniamo imprescindibile - ha precisato Genise - recuperare lo scollamento che per troppo tempo vi è stato, tra la Regione e il territorio, particolarmente con i Comuni più piccoli che per molti versi detengono la gran parte del patrimonio storico e culturale regionale, e che pertanto meritano grande attenzione e collaborazione. Il recupero dell’orgoglio della calabresità passa per la diffusione della conoscenza. Chi non ha consapevolezza della propria identità non può programmare il futuro”.

Il terzo Laboratorio Urbano programmato per il prossimo 11 febbraio 2011 si svolgerà Reggio Calabria.

Confermano la loro dimensione sempre più territoriale i festeggiamenti in onore di san Biagio, Patrono della Diocesi di Cassano allo Ionio, in calendario per il 3 febbraio. Quest’anno, infatti, sulla scia d’un processo di recupero e valorizzazione dell’antica festività, avviato nel 2009 dal Vescovo, monsignor Vincenzo Bertolone, col sostegno del Clero, dei laici e dei sindaci dei 21 comuni diocesani, le celebrazioni s’arricchiranno di nuovi appuntamenti liturgici e civili: alla tradizionale processione della statua del santo per le vie di Cassano, ripristinata due anni fa dopo oltre mezzo secolo di desuetudine, si aggiungeranno la confermata offerta del dono dell’olio per l’accensione della lampada votiva, stavolta da parte del Comune di Trebisacce, ed una serie di eventi religiosi di primo piano, coronati da momenti di svago culturale.

Al centro della meditazione e della preghiera, la figura di san Biagio: medico e vescovo, visse tra il Terzo e il Quarto secolo d.C. a Sebaste, in Armenia. Perseguitato dai Romani a motivo della sua fede, venne imprigionato, senza mai rinnegare Cristo. Per punizione, fu straziato con pettini di ferro. Mentre veniva portato a morire, guarì un bambino che stava per soffocare a causa di una lisca di pesce in gola. Il suo corpo fu sepolto nella cattedrale di Sebaste, ma una parte dei suoi resti mortali approdò sulle spiagge di Maratea, nella cui Basilica è ora custodita. «Il martire armeno – commenta monsignor Bertolone – è un simbolo dell’intangibilità della dignità umana che nessun potere può deturpare, come invece ad esempio avviene con i costanti attacchi al diritto alla vita, la mortificazione delle legittime aspettative di tanti giovani, l’adozione di stili di vita e di comportamenti in stridente contrasto con l’etica e col normale buon senso». Aggiunge il Pastore della Chiesa cassanese: «Proprio il martire che accetta di morire, come anche oggi in più parti del mondo avviene specie tra i cristiani perseguitati a causa dell’orgogliosa affermazione della loro fede in Cristo, è il segno della distinzione netta fra ciò che è bene e ciò che è male: in un’epoca in cui si esalta come una conquista il relativismo morale, la memoria di san Biagio offre un contributo di straordinario valore perché può aiutare ad evitare la caduta nella confusione più grave, quella fra bene e male, che rende impossibile costruire una vera comunità umana».

Ricco e articolato il programma: le celebrazioni, iniziate oggi, proseguiranno domani, giornata della vita consacrata, con la santa messa, officiata in Cattedrale alle 17.30 dall’arcivescovo emerito di Catanzaro, monsignor Antonio Cantisani. A seguire, mercoledì 2 febbraio, ancora in Cattedrale, alle 17.30 il Vescovo emerito di Lamezia Terme, monsignor Vincenzo Rimedio, officerà la messa preceduta dalla benedizione delle candele nel cortile del palazzo vescovile, mentre in serata, sempre a Teatro, sul palco salirà l’orchestra della scuola media “Biagio Lanza”. Infine, il 3 febbraio, solennità di san Biagio, da segnalare: in mattinata, benedizione della gola; nel pomeriggio, alle 16.30, processione in città (lungo corso Garibaldi, via Terme e via Amendola) con la statua del Santo Patrono; alle 18 solenne pontificale officiato in Cattedrale da monsignor Antonio Ciliberti, arcivescovo di Catanzaro. In chiusura, spettacolo pirotecnico.

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