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Giovedì, 27 Febbraio 2020

Lunedì 11 aprile scorso, si è tenuto a Morano, presso il Chiostro di San Bernardino da Siena, un forum monotematico avente ad oggetto la “manifestazione d’interesse per la partecipazione alla società di Distretto”.

L’evento, il primo dei due previsti, è stato organizzato dal Comitato del Distretto rurale del Pollino – versante Calabro, per sensibilizzare le imprese circa la costituente Società chiamata ad individuare nel tempo priorità e linee di sviluppo del territorio. Vi hanno preso parte i rappresentanti dei Comuni di Verbicaro e Morano, tutte le sigle delle organizzazione di categoria, l’Ordine degli agronomi di Cosenza, il presidente del Parco del Pollino Domenico Pappaterra, il presidente del Consiglio della Comunità Montana del Pollino, Rosanna Anele, nonché numerosi cittadini e operatori economici. Ha coordinato i lavori l’assessore delegato alle Politiche agricole presso il comune di Morano, Giannatale Tramaglino. Il quale, nell’introdurre gli argomenti in scaletta, si è soffermato sul metodo assembleare, aperto e proposto per agevolare la condivisione attiva dei soggetti interessati.

L’accento è caduto sull’importanza che il Distretto avrà sulle imprese aderenti alla società, in termini di vantaggi fiscali nonché di programmazione e utilizzo degli strumenti di finanziamento pubblico, come i Piani Integrati di Sviluppo Locali (PISL), con circa 38 mln di euro confermati dalla Regione per l’annualità in corso.

Afferma Tramaglino: “Siamo di fronte all’evoluzioni delle economie dei sistemi rurali, intesi non solo come luogo di produzione agricola, ma più propriamente associato al momento produttivo anche con finalità di carattere culturale ed ambientale. L’impegno di tutti i membri costituiti nel Comitato, punta al recupero ed al rafforzamento dei legami in ambito rurale tra l’agricoltura e altre attività economiche (esterne alle produzioni manifatturiere), tra il territorio e l’ambiente, valorizzando i prodotti tipici e dei servizi di qualità, iniziando proprio dal superamento di ogni spirito di rivalità sterile, per rafforzare il rapporto solidale tra i vari territori. Noi crediamo e lo abbiamo ribadito durante la discussione dell’assemblea, che la società di distretto abbia il compito fondamentale di coniugare gli interessi, dalle attività agricole a quelle turistiche, artigianali, culturali, ambientali, piccola industria e dei servizi. In questa ottica il distretto, lo dico senza alcuna velleità, diventa una occasione di occupazione e di reddito di tutte le aree rurali del Pollino. Le numerose manifestazione d’interesse pervenute sinora, danno buone speranze di poter nel più breve tempo possibile costituire la Società di distretto, poiché le imprese di tutto il territorio guardano con fiducia a questo nuovo strumento, il Distretto, appunto, nonostante, e lo dico senza vena polemica, la poca partecipazione all’assemblea dei Comuni purtroppo risultati assenti”.

La serata si è conclusa con la registrazione delle adesioni pervenute; e con la determinazione del Comitato di prorogare i termini per la presentazione delle istanze (manifestazioni d’interesse) nonché la decisione della data ultima e definitiva per la costituzione della società.

Anche quest'anno è prevista la possibilità di destinare il 5 per mille dell'Irpef ad attività di carattere sociale svolte dal Comune di residenza per aiutare chi vive disagi economici e sociali. A promuovere l'iniziativa, finalizzata a preferire il comune di Cariati tra i beneficiari, è Filippo ASCIONE Assessore alle Politiche Sociali.

Questa facoltà – sottolinea ASCIONE – permette al cittadino di diventare parte attiva della vita sociale e civile della propria città.

 

Il cinque per mille offre la possibilità di destinare una quota, pari il 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, per sostenere quelle attività di carattere sociale attivate nel comune come ad esempio l'assistenza domiciliare agli anziani, assistenza ai non sufficienti (già attivo dal dicembre 2009), integrazione scolastica nelle scuole inferiori e superiore per alunni diversamente abili, contrasto alla povertà, sportello immigrati (attivo da giugno 2010), centro diurno interdistrettuale per diversamente abili (attivo da dicembre 2008), asilo nido interdistrettuale.

 

Tanti progetti e servizi messi in atto in questi anni di buon governo – precisa ASCIONE – da un esecutivo, guidato da Filippo SERO, che sui servizi sociali ha investito tempo, energie e risorse, ricostruendo una rete di assistenza di importanza fondamentale.

 

È possibile effettuare la donazione utilizzando i modelli predisposti dalla Agenzia delle Entrate, come il Cud, modello 730, modello unico persone fisiche. Le destinazioni dell'8 e del 5 per mille non sono in alcun modo alternative tra loro e quindi possono essere espresse entrambe. I fondi destinati al Comune di Cariati saranno spesi finanziando progetti per anziani, handicap e nuove povertà.

 

Si tratta – conclude l’Assessore alle Politiche Sociali Filippo ASCIONE – di un iniziativa che l’Amministrazione Comunale mette a disposizione dei cittadini meno fortunati di altri. È senza dubbio – aggiunge – un tassello dal carattere sociale che va ad aggiungersi ai tanti altri che in cinque anni di buon governo si è riusciti a completare e rendere operativi.

 

Per avere maggiori informazioni sui servizi attivati, ci si può rivolgere all’Ufficio Relazioni con il pubblico, visitando il sito www.comune.cariati.cs.it oppure telefonando allo 0983.9402.

 

“La battaglia all’illegalità e alle infiltrazioni mafiose nei cantieri è una battaglia che riguarda tutti. Nessuno può essere esente. Noi come Cgil, convinti come siamo che la legalità porta al riconoscimento dei diritti, e che solo dal riconoscimento dei diritti scaturisce lo sviluppo di qualità, la nostra dichiarazione di guerra alla criminalità organizzata che fa di tutto per mettere le mani sugli appalti la abbiamo lanciata con la creazione dell’osservatorio nazionale <Edilizia e legalità>” e con la campagna <Stop al caporalato e al lavoro nero>”. E’ quanto sostenuto dal segretario generale nazionale della Fillea Cgil, Walter Schiavella, concludendo il convegno sul tema: <Cantieri liberi dalle mafie in un Paese libero dall’illegalità. Prevenire le infiltrazioni criminali nel settore delle costruzioni. Analisi e prospettive dei protocolli di legalità e delle linee guida antimafia”. Il convegno è stato organizzato dalla Fillea nazionale e dalla Fillea comprensoriale Pollino - Sibaritide - Tirreno  e si è  tenuto presso il Chiostro di San Bernardino a Morano Calabro. I lavori sono stati coordinati dal segretario generale della Cgil comprensoriale Pollino - Sibari - Tirreno, Angelo Sposato, il quale, dopo aver ringraziato e salutato i partecipanti, ha illustrato, a grandi linee, le iniziative portate avanti dalla Cgil comprensoriale per garantire la legalità e i diritti dei lavoratori in tutti i posti di lavoro del comprensorio. La relazione introduttiva al convegno è stata tenuta da Salvatore Lo Balbo, segretario della Fillea Cgil nazionale. Lo Balbo, nel sostenere che “ in Italia non ci può essere sviluppo credibile perchè la tolleranza per le mafie, per la corruzione, per le evasioni fiscali e per il lavoro nero è  a livello inaccettabile”, ha evidenziato come la campagna <Stop al caporalato e al lavoro nero> e la costituzione dell’Osservatorio nazionale <edilizia e legalità>, presentato ufficialmente lo scorso 25 marzo nella sede del Cnel,  testimoniano la coerenza e la volontà della Fillea di non voler mollare in tema di legalità. “L’obiettivo dell’osservatorio - ha spiegato Ivan Cicconi, presidente di Itaca e componente dell’Osservatorio, nel presentare i risultati della ricerca sui Protocolli di Legalità e sulle Linee Guida Antimafia - è contrastare le infiltrazioni mafiose nei luoghi di lavoro, lo sfruttamento degli essere umani, l’uso distorto  del denaro pubblico, lo scempio del territorio, ma anche dar vita - ha aggiunto - a una struttura con funzioni conoscitive, di studio e di proposta per evidenziare la diffusione della illegalità e rendere consapevoli tutti i cittadini dei danni che ciò provoca alla collettività”. Ivan Cicconi, nel premettere l'utilità e l'importanza di tutti i protocolli, “perché comunque producono una attenzione e un confronto che lasciano il segno”, ha inteso rilevare come, nella generalità dei casi, detti “protocolli” non abbiano ancora prodotto effetti evidenti nel contrasto delle illegalità e della penetrazione mafiosa. “Non  basta una firma per sconfiggere la criminalità. Le mafie continuano a operare e lo Stato non si è ancora ripreso il controllo del territorio”, ha concluso. Il convegno è stato, altresì, impreziosito dagli interventi del dottor Cuzzolo, in rappresentanza di Italcementi, del vice prefetto di Reggio Calabria, Demetrio Martino, del vice presidente dell’Ance, Vincenzo Bonifati, del segretario generale della Fillea Calabria, Luigi Veraldi, del segretario generale della Fillea Abruzzo, Rita Innocenzi, del dottor Perrotta, in rappresentanza dell’Anas,  di Franco Garufi, dipartimento Mezzogiorno della Cgil nazionale, e di Marco Di Girolamo, segretario generale Fillea Lombardia. Prima delle conclusioni del segretario generale Schiavella, è toccato ad Antonio Di Franco, segretario generale della Fillea comprensoriale, illustrare la situazione che si vive in tema di legalità in questo territorio. Per Di Franco “ragionare sulla prevenzione delle infiltrazioni mafiose in questo territorio assume un certa centralità e importanza, anche e soprattutto, in relazione alla recente apertura dei cantieri dei lavori di ammodernamento della A3, Sa/Rc, lavori che impiegheranno 800 lavoratori, al prossimo affidamento dei lavori della Roseto - Sibari  e alla prossima costruzione dell’ospedale della Sibaritide. Un fiume di danaro pubblico che sicuramente fa gola alla criminalità organizzata”. Di Franco non ha mancato di sottolineare come in questo territorio negli anni scorsi e nei mesi scorsi vi siano state operazioni di polizia come “Omnia” e “Santa Tecla” che “hanno messo a nudo la gravità e la drammaticità della presenza della criminalità organizzata nel settore dell’edilizia e dei lavori pubblici. La mafia - ha concluso il segretario generale della Fillea comprensoriale - è mancato sviluppo, è oppressione da parte di chi si libera la coscienza sotterrandola nel cemento. La legalità è invece la libertà di dire, di ascoltare di decidere del nostro futuro”.

L’amministrazione comunale di San Marco Argentano, attraverso l’operosa e sensibile attività di tutti i componenti della Commissione Comunale alle Pari Opportunità, da sempre in prima linea sui temi fondamentali della società civile, ha organizzato un incontro tra esponenti della Polizia di Stato e giovani studenti degli istituti superiori “Fermi” e “Candela” del comune normanno. L’iniziativa si inserisce nell’attività di formazione e sensibilizzazione denominata “A scuola di politica” che la Commissione Pari Opportunità tiene nelle scuole di San Marco Argentano già da qualche anno. L’evento di questo appuntamento con le giovani generazioni si tiene in occasione della visita ufficiale che il Questore di Cosenza, Alfredo Anzalone, terrà nel centro principale della Valle dell’Esaro il prossimo martedì 19 aprile. Il programma prevede un primo incontro a Palazzo Santa Chiara con i rappresentanti dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alberto Termine e, successivamente, nell’aula magna dei due istituti, con gli studenti e il corpo scolastico. Ad accoglierli, i due dirigenti scolastici Giuseppe Giudice e Antonietta Converso, oltre al primo cittadino e alla presidente della Commissione P.O., Leonilda Artusi. All’incontro interverrà anche il responsabile della Squadra Volante di Cosenza, Luciano Lupo, che spiegherà ai ragazzi presenti come alcuni comportamenti siano spesso da ritenersi piccole azioni illegali. Ma si parlerà anche di bullismo e di stalking, oltre che di rispetto delle regole. Risulterà, poi, certamente interessante il dibattito che il responsabile dell’ufficio staff del sindaco, Valerio Caparelli, stimolerà tra i giovani partecipanti e il questore Alfredo Anzalone. “A scuola di politica” è un progetto che vuole sensibilizzare i giovani sul tema della legalità e del rispetto per gli altri, ma anche, e soprattutto, per invitarli ad essere le vere sentinelle del rispetto delle regole formali contro quelle che vengono indicate come “regole occulte”. Per questo anno scolastico, a seguito delle brillanti operazioni della magistratura calabrese e delle forze dell’ordine in contrasto alla criminalità organizzata, ma anche per l’increscioso incremento di notizie di reato che vedono i giovani vittime e autori di abusi e crimini, i componenti della Commissione Pari Opportunità di San Marco Argentano hanno voluto fortemente promuovere tra gli studenti delle scuole superiori incontri di formazione sui temi della legalità e dell’illegalità. Due aspetti sociali, come due facce della stessa medaglia, da intendersi e analizzarsi come «dimensione del vivere comune» e non di costume sociale.

Cin Cin Calabria, Cin Cin Cosenza. E’ partita con i brindisi, ieri a Verona,  la missione-Vinitaly,  per i ventotto espositori delle eccellenze enologiche e gastronomiche cosentine presenti alla Fiera scaligera a cura della Camera di Commercio di Cosenza. Ieri, con la presentazione in anteprima della nuova Doc “Terre di Cosenza”, il quartiere cosentino della Cittadella-Calabri al Vinitaly si è ritrovato a festeggiare un’occasione fra le più propizie per lanciare la sfida del gusto e dell’eccellenza del “made in Cosenza”.

La nuova denominazione - che sta per ottenere il riconoscimento ufficiale ministeriale - è stata illustrata anche in lingua inglese dalla giornalista esperta di enogastronomia, Antonella Millarte e da Mayumi Nakagawara, giornalista (scrive per la rivista nipponica Winart) e sommelier. La nuova denominazione, è stato spiegato, servirà a valorizzare la straordinaria riscoperta di preziosi vitigni autoctoni, come il Magliocco dolce, presenti in questa parte d’Italia come in pochissime altre aree del Mondo insieme all’utilizzo delle tecniche più moderne e a una nuova mentalità imprenditoriale.

A Verona, il presidente della Camera di Commercio di Cosenza, Giuseppe Gaglioti, ha voluto portare il meglio dei vini, degli olii e delle ghiottonerie: le bottiglie più preziose della “Cantina Calabria”, insomma, e i fragranti extravergini, le conserve alimentari, le tipicità dolciarie, golosità ai fichi e alla liquirizia, della “dispensa Calabria”. Tutte le nostre ventotto aziende espongono negli stand - nei padiglioni del Vinitaly ( pad.7B F6/7-G6/g7), del Sol e di AgriFood (Pad. C)  - le loro migliori produzioni e stanno presentando in anteprima le ultime prove delle loro capacità.

La presenza cosentina alla rassegna scaligera non è, però, una vetrina statica. Tutt’altro.“L’enogastronomia della nostra provincia – spiega a Verona Domenico Bilotta, Vicepresidente dell’ente camerale cosentino – trova al Vinitaly una passerella d’eccezione. Ma è una presenza più che mai dinamica. Si susseguono, infatti, decine di appuntamenti ed eventi da non perdere per scoprire identità, diversità, tipicità e qualità enogastronomiche delle terre cosentine.”

Per le ventotto aziende  della “Missione” cosentina al Vinitaly, c’è un programma fitto, messo a punto in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommeliers Calabria (AIS), che propone degustazioni, banchi d'assaggio, approfondimenti, confronti, talk-show, incontri e "test and buy" con esperti e giornalisti del settore, specialisti e buyers.

Un programma ricco e di notevole livello, ha registrato tra l’altro la visita ieri pomeriggio di Jean Pierre Ritler, importante giornalista svizzero (del Merum) e di Antonello Maietta, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Sommeliers-AIS.

Maietta -ai microfoni del sito web Vinocalabrese.it,  che sta seguendo on-line tutti gli eventi cosentini al Vinitaly- ha sottolineato che “la presenza, sempre più qualificata delle aziende della provincia di Cosenza a Verona, è la conferma dell’eccellenza e della dinamicità dimostrata negli ultimi anni da imprenditori, quasi sempre giovani, capaci di creare un polo produttivo importante non solo nel panorama regionale”.

 

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