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Domenica, 22 Settembre 2019

A conclusione del ciclo di seminari promossi dal Comitato Unico di Garanzia del CNR e dell’Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo (ISAFOM) del Consiglio Nazionale delle Ricerche che hanno visto protagonisti tre istituti scolastici di secondo grado della Città di Rende (Liceo Scientifico Pitagora, ITE - IPAA Cosentino–Todaro e Liceo Classico Gioacchino da Fiore), sono stati consegnati, presso la Sala di Rappresentanza dello stesso comune, gli attestati agli studenti che vi hanno preso parte.

Il percorso formativo, denominato “Ambiente. Rischi, Risorse, Opportunità per costruire Benessere”, tre incontri per tre scuole, ha visto la partecipazione di ben 135 studenti, attirando interesse anche da fuori, da altre realtà scolastiche della provincia e della regione.

Nel corso della cerimonia, introdotta da Luigi Pandolfi, giornalista e saggista, hanno preso la parola, illustrando i risultati del progetto e spiegando le motivazioni istituzionali e culturali alla base dello stesso, il direttore del CNR-Isafom, dott. Giorgio Matteucci, la dott.ssa Antonella Veltri, ricercatrice presso lo stesso istituto, la dott.ssa Sonia Vivona in rappresentanza del Cug, la dott.ssa Nelide Romeo, psicologa e ricercatrice presso l’Istituto di Scienze Neurologiche del Cnr, i dirigenti scolastici e gli insegnati delle scuole coinvolte e gli assessori Domenico Zicarelli e Marina Pasqua in rappresentanza del Comune di Rende che ha patrocinato l’iniziativa.

“Questo percorso formativo rientra nella missione che ci siamo dati come Istituto, quella di trasferire ai territori, ai giovani, alla società i risultati dell’attività di ricerca”, ha dichiarato il direttore del CNR Isafom Matteucci. “Nello specifico, vorrei segnalare che l’impatto delle attività umane sull’ambiente ed i cambiamenti climatici ci dicono che l’uomo è nelle condizioni di determinare il degrado dell’ambiente nel quale è inserito. Per questo, è importante aumentare il grado di consapevolezza dei rischi tra le nuove generazioni”.

“Quella della conservazione dell’ambiente, del rispetto della natura, è una questione cruciale al giorno d’oggi, che non si affronta soltanto con un approccio sanzionatorio, a valle, ma attraverso la cultura dell’ambiente”, ha sottolineato, da parte sua, l’assessore all’ambiente Zicarelli.

Un concetto, quello dell’accrescimento della consapevolezza ecologica, ripreso anche dalla dott.ssa Veltri, che ha aggiunto: “Proprio perché parliamo di percorso e non di semplice evento, lo stesso non può finire qui. Faremo in modo che lo stesso abbia una sua prosecuzione e coinvolga altre realtà del territorio. Intanto, sarebbe opportuno pubblicare gli atti di questo primo ciclo”.

Di lotta alle discriminazioni, di pari opportunità e di violenza, invece, ha parlato nel suo intervento la dott.sa Vivona. “Mai come in questo momento il tema della violenza, del rispetto dell’altro, è stato così centrale nella nostra società. Dire ambiente, nell’approccio che al tema si è dato nei seminari, significa parlare anche di relazioni umane e di condizioni di vita migliori, di pari opportunità, di abbattimento di barriere culturali e di pregiudizi”.

Temi che la dott.ssa Romeo ha ulteriormente sviluppato accostandoli a quello della bellezza: “Un obiettivo da raggiungere, a maggior ragione se si lavora con i giovani. Alcuni temi del seminario, come il bullismo, rimandano ad universi oscuri, ma nella cooperazione, nella solidarietà, i ragazzi possono e devono trovare la bellezza che alberga in ciascuno di loro”.

Temi, questioni, argomenti, che sono stati al centro anche dell’intervento di chiusura dell’assessora alle pari opportunità del Comune di Rende Marina Pasqua. “Di questa iniziativa – ha detto nel suo intervento – mi ha colpito, entusiasmato, l’approccio nuovo al tema dell’ambiente e delle relazioni, con e nell’ambiente stesso. Centrale, in questa cornice, la questione del benessere. Per stare bene bisogna lavorare sulle relazioni, non c’è dubbio”.

“Sono pienamente d’accordo – è stata la sua conclusione – che il percorso non si fermi e, soprattutto, che si possa in qualche modo raccogliere in una pubblicazione i contenuti dei seminari. Mi piacerebbe che in futuro, oltre alle scuole, si coinvolgesse la città in queste esperienze di formazione”.

 

 

 

 

Ancora un riconoscimento per l’Istituto comprensivo Crosia Mirto, guidato con sistematico spirito di abnegazione dal dirigente scolastico Rachele Anna Donnici.  Stavolta si è contraddistinto in ambito regionale. Allo scopo di stimolare nelle giovani generazioni una riflessione sul tema dell’Olocausto, in occasione del Giorno della Memoria, il Miur – Direzione generale dello studente – ha promosso sul territorio nazionale un’iniziativa ispirata all’opera di collocazione  delle “Pietre d’inciampo” dell’artista tedesco Gunter Demnig, che  deposita nelle città europee la memoria dei cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti incorporando, nel selciato stradale, davanti alle ultime abitazioni delle vittime, dei blocchi in pietra ricoperti da una piastra di ottone posta sulla facciata superiore.  Al Comprensivo Crosia Mirto è stato riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione l’impegno attivo nello studio della Shoah,  che ha coinvolto docenti, alunni e la comunità sociale,  grazie a un’attiva collaborazione di studio con enti e istituzioni internazionali. Come si ricorderà lo scorso mese di agosto la professoressa Carmela Vulcano, docente di inglese presso l’Istituto comprensivo Crosia, si è recata nello Yad Vashem (Gerusalemme) dove ha partecipato, per la Calabria, al  seminario di formazione docenti sull’insegnamento della Shoah. L’insegnante crosiota è stata designata dall’Ufficio scolastico regionale della Calabria. Per di più, c’è da sottolineare che l’istituzione diretta dalla dottoressa Donnici ha recentemente attivato una rete nazionale e internazionale sulla tematica. Varie azioni positive, dunque, hanno consentito che l’Istituto comprensivo Crosia Mirto venisse individuato fra le 10 scuole calabresi destinatarie del riconoscimento “Pietra di Inciampo”. La cerimonia di consegna è avvenuta a Catanzaro, mentre a Mirto è stata effettuata la collocazione della targa commemorativa, con su scritto espressamente “La giornata della Memoria. Per non dimenticare”. La manifestazione, avvenuta presso la sede dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria, è stata presieduta dal Direttore generale dell’Usr, Maria Rita Calvosa. Consegnataria di tale riconoscimento è stato il dirigente scolastico della scuola crosimirtese,  Rachele Anna Donnici, accompagnata dalla docente di riferimento Carmela Vulcano, in rappresentanza di tutta la comunità educante del Comprensivo di Crosia. Ampia la soddisfazione espressa in ambito locale. Dopo aver ricevuto il riconoscimento, la scuola della cittadina ionica, guidata dalla dirigente Donnici, ha strutturato un’apposita cerimonia per la collocazione della “Pietra di Inciampo”, avvenuta presso il plesso scolastico di Viale della Scienza. Una manifestazione, in segno anche di partecipazione multireligiosa, effettuata alla presenza di tante autorità civili, militari e religiose, numerosi alunni, docenti, personale Ata, genitori di tutti i plessi scolastici del Comprensivo cittadino, sacerdoti, amministratori comunali, forze dell’ordine e tanti rappresentanti delle associazioni locali, fra cui la Croce Rossa cittadina, l’Uciim, L’Age, il Circolo culturale “Zanotti Bianco”, i Carabinieri e la Polizia municipale. Nell’introdurre i lavori la dirigente Donnici ha sottolineato il bisogno oggettivo di educare soprattutto i giovani su queste tematiche,  affinché – ha detto testualmente - non avvengano più eccidi come quello dell’Olocausto. I docenti Franco Ausilio e Carmela Vulcano hanno coordinato un folto gruppo di alunni, strutturando un’ottima attività di sintesi della tematica trattata, attraverso varie forme artistiche. 

 

Il sindaco di Crosia, Antonio Russo, nel complimentarsi con l’Istituito comprensivo cittadino per l’ennesimo riconoscimento, ha evidenziato l’importanza della giornata, quindi, la necessità di riflettere sulla drammatica tragedia della Shoah. <<I giovani - ha commentato il Primo cittadino -  dovranno essere i pionieri per costruire la pace nel mondo>>. La presidente dell’Uciim Mirto – Rossano, Mirella Pacifico, ha sottolineato alla folta platea che la Shoah ha rappresentato una delle pagine più tristi della storia mondiale. Il vicario foraneo della vicaria di Longobucco, don Giuseppe Ruffo, ha messo in risalto il bisogno oggettivo di attuare un’azione educativa, finalizzata a creare “La città dell’amore”. Queste cerimonie – ha aggiunto don Ruffo – rappresentano i primi passi in tal senso. La presidente dell’Age Jonio cosentino, Vittoria Paletta, ha fatto notare ai genitori presenti che grazie agli ottimi educatori presenti nella scuola locale si ha la possibilità di migliorare concretamente le condizioni oggettive della comunità. Il parroco di Crosia centro storico, don Salvatore Spataro, ha raccontato la propria esperienza vissuta nel 1983 in Polonia. Ha avuto l’occasione di effettuare una visita presso il campo di concentramento di Auschwitz. <<Un incubo. Un silenzio assoluto. Tutti sgomenti – ha riferito - nel visitare i luoghi del grande massacro>>. Ha ricordato, infine, il gesto di San Massimiliano Kolbe, che si offri di morire al posto di un padre di famiglia.  Il maresciallo Dario Iurlaro, vice comandante della Stazione dei Carabinieri di Mirto Crosia, nel far notare l’ottima riuscita della manifestazione, ha lanciato un monito ai ragazzi, evidenziando il bisogno oggettivo di saper effettuare una scrematura degli input che arrivano dall’esterno.

 

“Il mercato spinge le imprese ad innovare. La Calabria ha necessità di cavalcare l'onda dell'innovazione per recuperare competitività, colmare i divari di capacità produttiva, assicurare livelli di eccellenza alle produzioni locali”. Lo ha dichiarato Fortunato Amarelli, Presidente della sezione Agroalimentare di Unindustria Calabria nel corso del seminario di presentazione dei bandi relativi al “PON Imprese e Competitività 2014/2020”, organizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico, Invitalia e Confindustria presso la sede cosentina di Unindustria Calabria.
Ammontano a circa 3 miliardi di euro i fondi messi a disposizione attraverso il PON Imprese e Competitività che combina agevolazioni in risposta ai fabbisogni delle imprese e interventi infrastrutturali per migliorarne il posizionamento. Quattro sono gli obiettivi tematici: rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione, migliorare l’accesso e l’utilizzo del ICT, promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori.
Dopo l’introduzione del Presidente della sezione Agroalimentare di Unindustria Calabria Fortunato Amarelli e del Direttore Digital Innovation Hub Calabria Luigino Filice che ha parlato di “fase di costruzione di innovazione che va nella direzione giusta”, è intervenuta Nicoletta Amodio dell’area Politiche Industriali, Ricerca e Innovazione di Confindustria sul sistema di finanza per la ricerca e innovazione, sottolineando che “Confindustria collabora quotidianamente con i tecnici del Ministero condividendo l’obiettivo finale di portare risultati concreti sul territorio, sostenendo le aziende a svilupparsi ed a creare ricchezza”.
Moderati dal Direttore di Unindustria Calabria Rosario Branda, i lavori hanno registrato gli interventi di esperti del Ministero dello Sviluppo Economico e di Invitalia che hanno illustrato le misure finanziarie agevolative nel dettaglio.
Il Dirigente Giuseppe Bronzino della Direzione generale per gli incentivi alle imprese del Mise ha presentato il “PON IC a sostegno della competitività” con tutte le misure già attivate ed i bandi di prossima pubblicazione. Per il Mise è intervenuto anche il Dirigente Romeo Angelo Petti che ha approfondito gli aspetti relativi al bando sui macchinari innovativi.
Per Invitalia hanno relazionato gli esperti Pietro Parisella che ha presentato le misure di “Sostegno ai progetti di ricerca e sviluppo. Fondo Crescita Sostenibile: Agrifood, Fabbrica Intelligente” e Massimo Calzoni che ha relazionato sul tema degli incentivi per le startup innovative “Smart & Start Italia".
Per il presidente degli industriali calabresi Natale Mazzuca “accrescere gli investimenti nelle regioni meno sviluppate, tra cui la Calabria, è una priorità su cui lavoriamo ogni giorno. Presentare bandi di agevolazione e creare occasioni di confronto tra imprenditori e tecnici che gestiscono le misure di agevolazione significa aumentare le probabilità che i fondi vengano concretamente utilizzati”.

Da un’indagine condotta dall’Ufficio Informazione Turistica di Altomonte, è emerso che le presenze dei visitatori nel borgo sono aumentate esponenzialmente nell’ultimo anno. Dai dati raccolti e confrontati con quelli relativi agli anni precedenti, è  emerso come   i flussi  più    importanti    di turisti in arrivo nel borgo,    provengono  da un numero costantemente maggiore  di nazioni straniere  e non solo europee, che  scelgono  Altomonte  quale meta preferita  delle loro vacanze  o anche solo  per un   fine settimana  da trascorrere all’insegna  dell’arte, dalle manifestazioni teatrali,  della cultura religiosa  e delle eccellenze gastronomiche offerte  da un territorio votato  al biologico.

Questa vitalità registrata nel borgo con i tanti visitatori  alla scoperta del patrimonio  architettonico ed artistico  - in un percorso che  parte dalla Chiesa di San Francesco di Paola alla Chiesa in stile gotico angioino di Santa Maria della Consolazione (simbolo distintivo di Altomonte) - rappresenta una nuova “rinascita del territorio” che negli ultimi tempi  aveva  risentito un calo delle presenze, anche dovuto alla crisi economica  generale che ha colpito   in modo particolare il Sud Italia.

L’incremento dei turisti, infatti, dimostra un segno evidente che qualcosa si muove anche sul versante culturale e della promozione turistica, che questa Amministrazione da anni ritiene fondamentale per la crescita socio-culturale del borgo. Anche nel 2018 il Comune di Altomonte pur essedo commissariato ha dato continuità alle manifestazioni estive e ad una politica di rilancio del territorio e del suo patrimonio culturale, enogastronomico e teatrale.

Il riconoscimento di Altomonte quale borgo più bello d’Italia è stato consacrato nel 2018 anche da programmi della tv nazionali tra i quali: il TG RAI, alle Falde del Kilimangiaro (11 posto Borgo dei Borghi) e TGCom24, quest’ultimo ha definito Altomonte “Borgo bello nel cuore della Calabria”.

 

Dopo aver ricevuto dal Touring Club Italiano il riconoscimento “Buona Cucina”, lo chef resident dell’Agorà, Michele Rizzo, ha ospitato nel suo ristorante il Club di Territorio di Cosenza dell’associazione di promozione turistica, che ha inteso organizzare nel locale di Rende, inserito nell’edizione annuale della guida Alberghi e Ristoranti d’Italia, la sua cena sociale che, nel festeggiare il compleanno della sezione, ha avuto come sfondo solidale un’iniziativa di raccolta fondi a favore del Centro Contro la Violenza alle Donne “Roberta Lanzino”.

La serata, che ha registrato la presenza del Console accompagnatore Raffaele Riga, della rappresentante del centro antiviolenza Roberta Corbo, del giornalista esperto di marketing territoriale Valerio Caparelli e dell’amministratore della rinomata cantina Magna Graecia Vini di Spezzano della Sila, Vincenzo Granata, ha voluto sottolineare l’impegno di valorizzazione e promozione del TCI rispetto alle emergenze naturalistiche e alle eccellenze enogastronomiche del territorio, ma soprattutto premiare la talentuosa cucina dello chef Michele Rizzo, già molto apprezzato dai numerosi avventori che da tempo gustano le raffinate pietanze offerte nel menù del suo ristorante.

Il menù, studiato per l’occasione dallo chef originario dell’Alto Jonio Cosentino, che caratterizza la sua linea di cucina con le tradizioni della terra di Calabria, ha proposto uno spettacolare mosaico di prodotti della gastronomia calabrese: freselle di grano antico con baccalà; sgombro all’arancia; cappuccini di seppia di Trebisacce; cappellacci ripieni di gallinella del banco di Amendolara e tartufo nero del Pollino; unghia di Maiorca e senatore Cappelli, ventresca di tonno, soia, pomodorini e basilico; alici croccanti e maionese d’alici; ricotta pecorina con miele allo zafferano di Motta San Giovanni e biscotto classico croccante.

Nato e vissuto a Trebisacce, formato e contaminato dagli uomini della tradizione marinara di uno dei mari più pescosi d’Italia, educato sin dalla giovanissima età alla cucina del buon pesce selezionato dagli abili pescatori della secca di Amendolara, lo chef Michele Rizzo seleziona in maniera molto accurata e responsabile il pesce che propone nei suoi piatti, sempre gustosi e salutari proprio per la scelta di qualità della materia prima.

 

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