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Giovedì, 19 Settembre 2019

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) é venuta a conoscenza - dalla lettura del Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata n.4 del 1 febbraio 2011 - che la società "Consorzio Seari srl" ha presentato agli Uffici del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata, al fine del rilascio del parere VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) ai sensi della L.R. 47/98, un progetto di "ampliamento dell'impianto di trattamento dei rifiuti rinvenienti dalla raccolta differenziata multimateriale e dei rifiuti industriali per la produzione di Combustile Solido Secondario (CSS). Il progetto prevede l'aggiunta di una linea di trattamento meccanico all'interno dello stabilimento Seari di Atella". La nuova linea consentirà di produrre il combustibile per gli inceneritori ed i cementifici lucani.

Da quanto sopra esposto la OLA evidenzia come, a parole, la Regione vuole incrementare la raccolta differenziata, nei fatti invece favorisce prima lo smaltimento dei rifiuti ?tal quale? nelle discariche e poi la loro termodistruzione presso inceneritori e cementifici, prevedendo la creazione di centri di produzione del combustibile. Questo discutibile modello di gestione dei rifiuti viene chiaramente indicato dalla società Sogesid spa (una cosiddetta spa pubblica interamente controllata dal Ministero dell'Economia, in house del Ministero dell?Ambiente e del Ministero delle Infrastrutture), che prevede proprio la costruzione di due inceneritori (uno per provincia) e l?utilizzo dei cementifici come smaltitori di rifiuti e ceneri prodotte dalla termocombustione nel clinker cementizio.

A tal proposito lo studio Sogesid spa ha in previsione la realizzazione di centri per la produzione del combustibile derivato dai rifiuti, così come quello previsto nell'area industriale di Atella. La nostra Organizzazione, nel preannunciare le proprie osservazioni entro il termine dei 45 giorni previsti dalla procedura VIA, denuncia la mistificazione attuata dalla Regione sulla problematica, laddove si spaccia la cosiddetta "raccolta multimateriale" per "raccolta differenziata dei rifiuti", con lo scopo di affossare le pratiche virtuose dei Comuni ed incrementare il business delle società private, facendo gravare gli oneri sugli ignari cittadini lucani che vedranno aumentare il costo pagato per lo smaltimento dei rifiuti e, contemporaneamente, i rischi per la salute, dovuti alla combustione e lo smaltimento/riutilizzo delle ceneri prodotte da inceneritori e cementifici.

La OLA evidenza come nell'area del Vulture-Alto Bradano venga sostuituita la vera raccolta differenziata con la raccolta multimateriale come avviene ad Atella, ad esempio, dove opera, assieme a Venosa e Rionero in Vulture, il Consorzio Seari, intenzionato evidentamente a produrre combustibile per l'inceneritore Fenice-EDF spa di Melfi e i cementifici, con il comune di Atella che annuncia con manifesti pubblici l'incremento della presunta ed ingannevole "raccolta differenziata" del 40% a dicembre 2010.

Utc cancellara

Non solo tecniche di allevamento di trasformazione del suino nero di Parma e del suino della Marca, ma cultura, storia e gastronomia il tutto legato al territorio. Questo è quello che ha appreso il gruppo di allevatori di suini di Cancellara che ha partecipato al viaggio-studio organizzato dall’Azienda Agraria Sperimentale Dimostrativa “Pantano” di Pignola dell’ALSIA con il contributo della Comunità Montana “Alto Basento” e il supporto dell’Amministrazione locale di Cancellara la scorsa settimana.

Gli allevatori, in particolare, sono rimasti particolarmente colpiti di come le realtà visitate, se pur distanti più di 800 km, siano simili dal punto di vista orografico a quelle del territorio rurale della montagna potentina, e di come nella cosi detta foodvalley della provincia di Parma si producono le eccellenze del Made in Italy alimentare (parmigiano reggiano, il salame felino, il culatello, il fiocco) legandole strettamente al territorio. Una intuizione questa che ha portato gli allevatori cancellaresi a studiare come i colleghi emiliani comunichino ai consumatori la bontà delle proprie produzioni artigianali.

 

Un primo passo su cui concentrarsi, a detta dei partecipanti al viaggio studio, è quello di vincere nella categoria salami “extravaganti” il primo premio in occasione del “il BonTà” di Cremona Fiere il salone delle eccellenze enogastronomiche artigianali e delle attrezzature professionali. Nella stessa manifestazione lo scorso 15 novembre il salame degli stessi allevatori cancellaresi si è classificato al secondo posto per gusto, profumo e aspetto, dopo essere stato degustato da una giuria composta da esperti e gourmet che ha esaminato con attenzione decine di produzioni provenienti da ogni regione italiana.

 

Da queste considerazioni si capisce come il viaggio studio sia risultato un momento di crescita, fornendo l’intuizione ai produttori cancellaresi, e a chi opera nella filiera agroalimentare regionale, e in questo caso comunale a fare rete portando il salame, insaccato di tradizione antichissima, alla ribalta nazionale promuovendo la bontà di un territorio e delle sue produzioni attraverso un’azione di marketing territoriale.

 

 

C'è un'etica politica e sociale verso la quale anche un commissario straordinario decisionista deve confrontarsi? E magari porsi qualche limite, nonostante la OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) e l'Associazione Ambiente e Legalità sappiano bene che i commissari
straordinari riassumono in sé, in un sol uomo, le funzioni di sindaco, giunta e consiglio comunale? Ma autorizzare un deposito di stoccaggio da un miliardo e mezzo di metri cubi di gas russo nel sottosuolo di Ferrandina, Pisticci e Salandra - nei pozzi esausti del metano di Enrico Mattei -, per un progetto che sicuramente condizionerà la vita
del territorio per decenni e che ha in sé un possibile rischio catastrofico, non è proprio equivalente ad approvare, in sostituzione di un consiglio comunale e di un sindaco decaduti, un bilancio municipale per realizzare piani commerciali, panchine e viali pubblici.

La dimensione del progetto della Geogastock spa e le mancanze di tutela ambientale e di rischio per la salute contenute in esso - e denunciate dalla OLA e dall'Associazione Ambiente e Legalità - dovrebbero consigliare ad una maggiore cautela nell'esprimersi e nel
decidere. Sia quando il commissario di Ferrandina, Alberico Gentile, parla a nome di una popolazione che non l?ha eletto, ma se l'è trovato imposto, sia quando dubita delle competenze delle associazioni ambientaliste che contestano un progetto del quale non conosciamo il numero di posti di lavoro che darà (forse qualcuno di guardiano),
essendo necessari requisiti tecnici non presenti in zona. Di certo sappiamo che genererà profitti per pochi, mentre desterà più di qualche preoccupazione alle popolazioni del territorio e non solo.

Ma poi, visto che il commissario Gentile dubita delle competenze delle associazioni ambientaliste, ci dica - visto che si appresta ad autorizzare le procedure per lo stoccaggio di gas russo nelle viscere del sottosuolo ferrandinese - dove pensa che la Geogastock spa si
libererà dei reflui altamente inquinanti? Nell'impianto consortile di Pantanello di Ferrandina costato 12 miliardi di vecchie lire e mai entrato in funzione, neanche dopo la gestione di Tecnoparco spa? O, magari, in maniera più comoda, nelle placide acque del Basento (tanto è già un fiume morto) e a Ferrandina, dove già si muore per l'amianto killer?

Forse il tecnico "burocrate-decisionista", politico più che amministrativo, non sa che la Geogastock spa, con la sua centrale di compressione, avrà lo stesso problema della centrale a turbogas di Salandra della Basento Energia, bocciata di recente dalla Regione perché non aveva come smaltire i reflui se non nel fiume e nel terreno? Lo ha dichiarato anche la Direzione Generale delle Risorse
Minerarie ed Energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico, in risposta ad una precisa denuncia delle associazioni ambientaliste "incompetenti", ribadendo "come i rifiuti di estrazione - prodotti all'interno del sito destinato a ricerca, coltivazione e stoccaggio di
idrocarburi - devono essere gestiti secondo le regole dettate dal Decreto Legislativo n.117/2008, che obbliga le compagnie a dotarsi di un Piano di gestione dei rifiuti già nella fase progettuale". Decreto legislativo che, invece, il colosso petrolchimico Calpine-Forest Oil, reale proprietaria della centrale di Salandra della Basento Energia, ben conosceva, tanto è che, stanca di attendere la messa in funzione di Pantanello di Ferrandina - dove la Calpine intendeva sversare i rifiuti per non inquinare terreni e fiume - ha poi venduto il progetto
all'americana Foster Wheeler, società che spesso collabora con Eni spa.

È il motivo per il quale, la OLA e Ambiente e Legalità hanno chiesto agli organi competenti che la Geogastock spa sia obbligata ad avere il Piano di gestione dei rifiuti già nella fase progettuale e sia anche obbligata a bonificare gli stessi pozzi esausti da utilizzare per lo
stoccaggio di gas, al fine di scongiurare che negli anni, i soliti ignoti, non ci abbiano buttato dentro di tutto di più. Magari qualche sostanza tossica incompatibile con le operazioni di stoccaggio.

Che farà, egregio commissario? Aspetterà che la Regione ed i Ministeri si pronuncino definitivamente sul megastoccaggio valutando le lacune da noi denunciate, oppure, dando per scontati gli esiti tecnici e di
valutazione finali del progetto, lo approverà, ritenendo marginali gli aspetti ambientali e già valido, invece, quel 1% di contropartita economica offerto al comune di Ferrandina dalla Geogastock spa?

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