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Martedì, 15 Ottobre 2019

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ai piedi del castello

Da sempre le auto d'epoca con il loro stile, le caratteristiche meccaniche, le linee sinuose e il luccichio delle cromature, hanno evocato nell'immaginario collettivo fascino ed emozioni mescolate, talvolta, ad un alone di nostalgia. Queste le sensazioni vissute domenica 10 agosto a Cancellara da un numeroso pubblico che ha assistito alla terza edizione del concorso di auto d'epoca e speciali dedicato al prestigioso marchio Alfa Romeo, l’orgoglio dell’automobilismo italiano. A contendersi il podio c’erano 14 vetture provenienti dalla provincia di Potenza, Matera e Bari che si sono date appuntamento nel “Casale” che rappresenta il salotto del suggestivo borgo lucano. In attesa del giro panoramico, le vetture proprio come delle sofisticate signore durante un cocktail si sono offerte, con una punta di narcisismo, agli sguardi compiaciuti di curiosi, collezionisti e appassionati alfisti. Talmente forte l’attrazione di un alfista chenon ha esitato a venire dalla Calabria per poterle ammirare. Da segnalare la presenza di Rocco Picardi di Accettura, grande esperto del marchio, che ha posseduto nella sua vita circa 70 Alfa Romeo. L’iniziativa “cofani aperti” ha entusiasmato i presenti che hanno ammirato i potenti motori 4 e 6 cilindri.Grande sorpresa per i collezionisti che sono stati salutati al telefono da Stefano Agazzi del prestigioso Museo “Automobilismo Storico Alfa Romeo” di Arese, partner dell’evento. Il giro panoramico ha coinvolto anche altre vetture Alfa Romeo fuori gara ed ha preceduto la sfilata avvenuta nel pomeriggio in Piazza Sedile di fronte ad una doppia giuria: una composta da esperti appassionati e l’altra da spettatori.

esposizione delle vetture nel Casale

Le 14 vetture in gara si sono presentate al variegato pubblico con i rispettivi proprietari in tutta la loro ammiccante seduzione. Ognuna aveva la sua storia da raccontare, persino drammatica per qualcuna che ha sfiorato la rottamazione. L’evento è stato presentato da Antonio Erario che in ordine severamente cronologico, a partire dagli anni ‘50, ha fatto sfilare le auto descrivendo ognuna con dovizia di particolari e soffermandosi sui vari stilisti che si sono avvicendati nel tempo. L’atteso verdetto, difficilissimo per la giuria di fronte a gioielli di rara bellezza, ha tenuto il pubblico col fiato sospeso. Il prestigioso premio “regina del pubblico”, decretato dalla piazza, è andatoall’intramontabile Giulietta Spider del 1961, meglio nota come “la fidanzata d’Italia” del sig. Nicola Tiraboschi. Design Pininfarina, un mito nel mondo del collezionismo che ha fatto breccia nel cuore del pubblico e di tanti italiani. A conquistare il primo premio di giuria, uno dei capolavori di Franco Scaglione: la Giulia Sprint Speciale del sig. Iannuzzi Domenico che con una coinvolgente rappresentazione ha raccontato la rocambolesca avventura per poterne entrare finalmente in possesso. Il secondo premio è andato all’Alfetta 1600 di proprietà del sig. Mauro Antonio Madio che con i suoi amici ha rimontato il motore fino a tarda notte di sabato pur di portare a Cancellara la sua vettura. L’Alfetta era stata disegnata da Giuseppe Scarnati del Centro Stile Alfa Romeo. Infine, il terzo premio è stato attribuito alla rarissima Alfa Giulia GTC di Giuseppe Samela, vettura disegnata da Giugiaro e assemblata dalla carrozzeria Touring in 1008 esemplari, gelosamente custodita ed in perfette condizioni, rossa di colore e soprattutto targata PZ. Degne di nota le altre affascinanti vetture presenti: Giulia Berlina, Giulia Sprint GT, Giulia Junior Z, Giulia Spider duetto, 2000 Berlina, Alfetta GTV, Sprint QV, Alfa 75 Evoluzione, Alfa RZ, Alfa 156 GTA, portate dai collezionisti, tutti alimentati dalla grande passione per il marchio del Biscione. Nel corso della manifestazione, la Pro Loco di Cancellaraha voluto omaggiare Antonio Erario consegnandogliuna targa in segno di riconoscimento per il prezioso contributoofferto per la realizzazione dell’evento.Antonio Erario, concittadino e appassionato Alfa Romeo, ha portato quest’anno ad altissimi livelli la manifestazione non solo per i 14 meravigliosi esemplari di auto che ha accuratamente selezionato per l’occasione, ma per aver ravvivato e fatto conoscere a tanti il grazioso e accogliente borgo di Cancellara, rendendolo fiero di aver ospitato un pezzo di storia dell’Alfa Romeo. La manifestazione conclude con successo il ciclo degli eventi dedicati ai motori della Pro Loco di Cancellara ma, ai più ottimisti piace pensare che si tratti solo di una pausa in attesa di ripartire alla grande.

foto di gruppo

conviviale banchetto di emigrati cancellaresi e dintorni di fonte allo stand pro loco

Nel secondo week-end di Maggio si è svolta a Nizza Monferrato la tradizionale manifestazione enogastronomica denominata “Nizza è Barbera”, organizzata dall'Enoteca Regionale di Nizza, in collaborazione con il Comune, la Pro Loco e l’Associazione Produttori del Nizza-Barbera d’Asti. Il presidente della Pro loco cancellarese, Donato Cammarota, su invito del sindaco, Flavio Pesce e del presidente della Pro Loco nicese, Bruno Verri, ha intrapreso un lungo viaggio verso questa generosa terra che da tempo offre pane e lavoro a numerosi concittadini. Ad accompagnarlo c’era il primo cittadino, Antonio Lo Re e numerosi cancellaresi. In segno di ospitalità, il comune di Nizza ha concesso alla Pro Loco di Cancellara un’area pubblica per l’allestimento di due stand, al fine di diffondere un assaggio della tradizione culinaria cancellarese.
il sindaco di Cancellara co uno dei primi datori di lavoro
Alla protagonista indiscussa dell’evento, la Barbera, sono state, infatti, abbinate prelibatezze tipicamente lucane: "strascnat" con funghi cardoncelli e salsiccia, formaggio artigianale, olio d'oliva, biscotti, taralli, pane e origano. Inutile dire che la qualità e la genuinità dei prodotti lucani sono risultate vincenti, ma va aggiunto che l'evento ha significato anche un incontro emozionante tra cancellaresi e parenti emigrati da anni a Nizza e dintorni. Notevole, infatti, è stata l’affluenza dei cancellaresi emigrati a Nizza e numerosi quelli accorsi dai paesi limitrofi che hanno trasformato l’area antistante gli stand in un salotto a cielo aperto dove tra presentazioni, baci e abbracci, non sono mancate lacrime e rievocazioni dei tempi passati. Una vera e propria overdose di nostalgia in quella che sembrava una festa dell’emigrante alla rovescia, in quanto fatta in casa dell’emigrato. Nel corso della manifestazione, domenica 11 maggio, presso il prestigioso Foro Boario, ci sono stati i saluti dei rispettivi sindaci di Cancellara e Nizza, nonché dei presidenti delle due Pro Loco, con i quali si è consolidato un profondo legame.

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C’è stato, inoltre, uno scambio di doni e di promesse da parte di tutti di continuare e rafforzare questo sodalizio. Davvero interessante, poi l’incontro avvenuto con il proprietario di una nota distilleria che, all'inizio degli anni ’60, ha offerto lavoro a molti cancellaresi, di cui ricordava ancora alcuni nomi. Più che meritati, dunque, i complimenti al presidente della Pro loco, Donato Cammarota e a tutti i soci che hanno permesso, con il loro profuso impegno, la realizzazione di questa piacevole esperienza. Il presidente, dichiarandosi soddisfatto dell'evento, ha ringraziato tutti, auspicandosi una maggiore partecipazione dei giovani alle attività della Pro Loco.
Fra abbracci, baci e ricordi, questo viaggio non solo ha fatto scoprire i sapori lucani a chi non li conosceva, ma li ha fatti anche riscoprire a chi ne conservava un piacevole ricordo. Un po’ come la “madeleine proustiana” dove sapori e ricordi si sono combinati alla perfezione in questo viaggio verso il passato, il presente e potremmo dire anche il futuro. Infatti, al momento della partenza, durante i saluti, non sono mancate da parte di tutti promesse di rivedersi e di ripetere l’esperienza.
Dunque, non solo “Nizza è Barbera”, ma Nizza è anche Cancellara.

Giovanna Pietragalla
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mons. Ricchiuti in compagnia di alcuni allievi dell'Unitre


“Pregate per me e per il Vescovo che verrà”. Con questa esortazione, Mons. Giovanni Ricchiuti ha salutato, durante l’omelia, la comunità parrocchiale di Cancellara. Dal prossimo 4 gennaio, infatti,  lascerà l’Arcidiocesi di Acerenza che ha guidato per ben 8 anni e, per volontà del Santo Padre, si trasferirà presso la sede episcopale di  Altamura - Gravina - Acquaviva delle Fonti. Lo scorso 5 dicembre, ha celebrato una Messa nella Chiesa dell’Annunziata di Cancellara dove, ad attenderlo, c’era una folla immensa di fedeli e numerosi bambini. Davvero tanta la commozione che traspariva dalle sue parole, a tratti smorzata da qualche battuta scambiata con i bambini, insieme ai quali  ha recitato le preghiere davanti alla statua della Madonna. Sebbene affettivamente dispiaciuto per il distacco dall’Arcidiocesi di Acerenza, Mons. Ricchiuti, in segno di obbedienza e confortato dall'affetto dei fedeli, si è detto pronto per questa nuova missione. Al termine della celebrazione, non sono mancati i saluti del parroco don Giuseppe Calabrese e del sindaco Antonio Lo Re. Entrambi  hanno rievocato i momenti più belli del suo passaggio: dall'inaugurazione della Chiesa dell’Annunziata alle feste patronali, senza dimenticare la recente visita pastorale. Durante lo scambio dei saluti gli hanno donato una pergamena, in segno di riconoscenza per aver condiviso con la comunità cancellarese momenti di coinvolgente vita sociale e di solenne religiosità. Anche l’Associazione Unitalsi, con profonda gratitudine, si è unita ai saluti. Dopo la Santa Messa, il Vescovo si è diretto presso la sede dell’Unitre per offrire la sua consueta conferenza annuale. C’è sempre stato un particolare legame con questa Associazione, sarà perché è stato proprio lui a tenerla a battesimo. Ai saluti e auguri per la sua nuova missione da parte del prof. Rocco Saracino, è seguita una riflessione del Vescovo in merito alla visione di Papa Francesco sulla Fede cristiana e sulla Chiesa. Tanta è stata la partecipazione dei presenti per l’argomento trattato, quanta l’ammirazione verso il nuovo Pontefice che, con la sua disarmante semplicità, ha conquistato il cuore di tutti fin dal suo primo saluto. Al termine, la Presidente Rosa Lioi ha ringraziato affettuosamente Mons. Ricchiuti, in particolare per la sua generosa disponibilità verso la sezione Unitre. Il 28 dicembre l’Arcidiocesi Acheruntina dedicherà a Mons. Ricchiuti una cerimonia di commiato prima di partire alla volta della sua nuova sede da dove, chissà se un giorno, posando lo sguardo sulle cime innevate della Basilicata, il suo cuore sarà attraversato da una punta di nostalgia per i luoghi dove ha vissuto la sua prima esperienza di Vescovo.

 

Orchestra del Conservatoriod i Musica Carlo Gesialdo da Venosa

 

Si inaugura domani sera alle ore 19,30, presso la chiesa di S. Maria del Sepolcro con l’esecuzione della Missa Sancti Nicolai di Haydn affidata al Coro “Gesualdo da Venosa” diretto da Maria Luigia De Santi, l’edizione 2013 dei CONCERTI DEL CONSERVATORIO GESUALDO DA VENOSA DI POTENZA: 22 appuntamenti con la grande musica in poco più di cinque settimane, tutti ad ingresso gratuito, al via dal 1 ottobre al 7 novembre.

Una serrata maratona disegnata dal direttore dell’Istituzione, Umberto Zamuner, e dal vicedirettore Felice Cavaliere, con maestri e allievi protagonisti fra classica e jazz, recital solistici, ricercate proposte da camera, salotti musicali, pagine per coro polifonico e voci per il teatro musicale: dal Barocco al pieno Romanticismo passando per il primo Settecento buffo del più celebre Intermezzo pergolesiano, la Serva padrona sul palco del Teatro Stabile, e i grandi classici Haydn, Mozart, Beethoven (per un Settima Sinfonia con l’organico dell’epoca) fino a toccare il repertorio moderno, contemporaneo e le sperimentazioni della musica elettronica. Il tutto con un occhio di riguardo, naturalmente, per le celebrazioni dei vari anniversari con eventi dedicati a Carlo Gesualdo da Venosa, Verdi, Wagner, Poulenc e Hindemith.

Sette saranno inoltre, quest’anno, i luoghi della città deputati ad ospitare gli eventi realizzati dal Conservatorio intitolato al grande polifonista cinquecentesco di cui, quest’anno, ricorrono i 400 anni dalla morte: la Chiesa di S. Maria del Sepolcro, l’Auditorium del Conservatorio, il Grande Albergo Potenza, il Museo Provinciale, il Teatro Francesco Stabile, l’Università degli Studi della Basilicata e la Galleria Civica di Palazzo Loffredo.

«L’edizione 2013 dei Concerti del Conservatorio – ha dichiarato il direttore Umberto Zamuner – esprime all’interno di un calendario che in novembre vedrà la nostra partecipazione alle grandi celebrazioni gesualdiane promosse dalla Regione Basilicata e, in maggio, il Festival di Musica Antica accanto agli incontri con le scuole, la volontà di rinnovare le coordinate specifiche di un’iniziativa da sempre attenta alla promozione del più ampio repertorio classico mirando, al contempo, ad un’ulteriore valorizzazione e divulgazione dei tracciati di produzione e ricerca messi a segno in chiusura dell’intero anno accademico. Di qui la varietà e la sperimentazione – ribadisce – nella scelta degli organici e dei repertori, ma anche dei nuovi siti di fruizione, con l’obiettivo di rendere ancor più viva la dialettica tra la sfera didattica e la prassi esecutiva, fra brani di tradizione e produzione contemporanea, fra rappresentazione scenica e approfondimenti musicologici, fra gli interpreti – docenti e allievi – ed un tessuto cittadino in fondamentale sinergia con la crescita culturale del principale polo di formazione musicale del territorio».

In locandina, dopo la pagina sacra di Haydn proposta in apertura, fra i prossimi appuntamenti si segnalano:

Mercoledì 2 (ore 18.00), presso il Grande Albergo Potenza, il concerto dal titolo “Ascoltando le cose dal … basso” con l’OSTINATObassTRIO, originale ensemble formato dai due contrabbassisti Carmine Laino, prima parte del Teatro S. Carlo di Napoli nonché docente del Conservatorio “Carlo Gesualdo da Venosa”, e Andrea Macellaro al fianco della pianista Cira Lariccia. Insieme daranno vita ad un raffinato itinerario settecentesco che, attraverso i compositori d’Italia (Porpora, Tartini, Lorenziti, Alessandro Marcello) e d’Europa (Haendel, Haydn, Hoffmeister), approderanno su pari tema amoroso al pieno virtuosismo ottocentesco firmato Bottesini e alle rarefatte atmosfere del Novecento britannico di sir Edward Elgar.

giovedì 3 (ore 18.00), presso l’Auditorium del Conservatorio di Musica “Carlo Gesualdo da Venosa”, musica da camera interamente dedicata al Novecento storico con il duo di viola e pianoforte formato da Ilario Gastaldello e Marina Baudoux. Si ascolteranno la Sonata op. 11 n. 4 di Paul Hindemith, l’op. 48 di Benjamin Britten ("Lachrymae" scritta nel 1950 per il famoso violista William Primrose) e la Sonata op. 147 di Dmitri Shostakovich.

Venerdì 4 (ore 18.00), il Grande Albergo Potenza ospita da Weber a Poulenc, bel capitolo dedicato alla letteratura per clarinetto e pianoforte. Protagonisti, il Maestro Francesco Garzione al clarinetto e Stefania De Santi al pianoforte. In ascolto: il Gran Duo concertante op. 48 di Carl Maria von Weber, la Sonata n. 1 op. 120 di Johannes Brahms, la Sonata op. 167 di Camille Saint-Saëns e la Sonata in Si bemolle di Francis Poulenc.

 

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Nel torrido pomeriggio dello scorso 11 agosto, un autobus, affidato a due giovani conducenti, attendeva presso il Centro di Aggregazione Giovanile di Cancellara, il gruppo folk locale “La Rondinella” per partire alla volta di una nuova avventura all’estero. Il gruppo lucano, prossimo a festeggiare le nozze d’argento e attualmente presieduto da Pietro Basile, è stato infatti ospite del comune di Pont-l’Abbé-d’Arnoult, un paese francese del dipartimento della Charente-Maritime situato nella regione di Poitou-Charentes. Dopo un lungo viaggio che ha previsto una sosta di 12 ore nella città di Nimes, le “Rondinelle” sono arrivate a destinazione nel tardo pomeriggio del 13 agosto e ospitate per una settimana all’interno di un ex seminario, pronte per trascorrere giorni a ritmo di tarantelle e non solo. Nell’arco della settimana, il gruppo lucano si è esibito più volte in vari paesi della Charente-Maritime, più precisamente a Saujon e a Courcoury in occasione della festa dell’Oca in compagnia del gruppo folk francese “Les Batégails” di Saintonge, di quello rumeno “Carpati” e degli “Hibiscus”, gruppo originario delle Antille francesi. Inoltre, i vari gruppi si sono esibiti con successo il 15 agosto a Pont-l’Abbé-d’Arnoult, in occasione del Festival del Folklore. Il programma della giornata ha previsto una sfilata per le vie del paese, la partecipazione dei vari gruppi alla celebrazione eucaristica delle 10.30 e lo spettacolo seguito dal tradizionale scambio di doni con il sindaco del comune. Ritmi, danze, costumi e canti appartenenti a tradizioni culturali molto distanti tra loro si sono incontrati nell’arco di pochi giorni generando curiosità, ammirazione e applausi in quantità. Le “Rondinelle” si sono impegnate ancora una volta a diffondere le tradizionali danze e musiche cancellaresi al di là dei confini italiani, suscitando, come prevedibile, il successo degli anni precedenti. Per i componenti del gruppo non sono mancati momenti di relax e di divertimento che li hanno portati a scoprire le bellezze paesaggistiche e culturali della regione di cui sono stati ospiti. Il programma della settimana ha infatti previsto la visita alle città di Brouage, Saintes, Royan ed anche un tuffo nelle acque oceaniche della località marina di Saint Georges de Didonne. Inoltre, il gruppo lucano ha avuto la possibilità di visitare una distilleria locale dove, al termine della visita guidata, è stato offerto un aperitivo a base di cognac e pineau. E per ogni scambio culturale che si rispetti esiste anche uno scambio gastronomico. Infatti, i ragazzi italiani, rumeni e francesi hanno avuto la possibilità di gustare alcune pietanze tipiche regionali tra cui la hachis parmentier, un piatto a base di patate, carne macinata e formaggio. Gli italiani hanno risposto, grazie alle capacità culinarie dello stesso Presidente Basile, con un bel piatto caldo di rigatoni al ragù con tanto di scamorza filante che ha fatto leccare i baffi a tutti. Insomma la genuinità, il coinvolgimento, i sapori, la vivacità delle tradizioni lucane sono state ancora una volta apprezzate. Non resta dunque che augurare a tutti i componenti de “la Rondinella” di continuare ad esportare in futuro in Italia, ma soprattutto all’estero, la passione per le tradizioni folkloristiche lucane. Le “Rondinelle”, tornate in patria il 20 agosto hanno portato con loro non solo souvenir di tutti i tipi ad amici e familiari ma anche e soprattutto tanta soddisfazione e orgoglio per i sapori, i ritmi, i costumi di una terra che ha sempre voglia di raccontarsi. Quale sarà la meta del prossimo anno? È ancora tutto da decidere. La favorita resta per ora la Romania, ha dichiarato il Presidente, dal momento che durante tale esperienza sono nati legami di amicizia e stima reciproca con il gruppo “Carpati” che potrebbero portare le ”Rondinelle” lucane ad esibirsi, perché no!… forse proprio nel castello di Dracula.

Giovanna Pietragalla

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