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Mercoledì, 18 Settembre 2019

Nina Tichman

Primo piano per tre giorni, a partire da oggi 23 ottobre a domenica 25 presso l’AUDITORIUM di via Tammone, sulla Masterclass pianistica che eccezionalmente ospita l’interprete e didatta di caratura internazionale NINA TICHMAN.Lo straordinario evento di formazione,organizzato dal CONSERVATORIO DI MUSICA “CARLO GESUALDO DA VENOSA” DI POTENZA con la direzione di Umberto Zamuner,è statoproposto e coordinatodal docente referente di Dipartimento Tastiere Vincenzo Marrone d’Alberti che, nell’occasione, ha dichiarato:«Nina Tichman, è una grandissima didatta. Professoressa della Musikhochschule di Colonia, docente a Salisburgo, New York, depositaria delle più alte conoscenze della tecnica pianistica della scuola Matthay-Taubman. Allieva di Kempff,è stata vincitrice dei concorsi “Busoni” di Bolzano e “Mendelssohn” di Berlino. Averla a Potenza? Un grande onore».

Americana di nascita, Nina Tichman si è laureata alla Juilliard School, dove ha anche ricevuto l'Eduard-Steuermann-Prize. Dopo l'affermazione nel prestigioso Concorso “Busoni”, vive in Europa. Altri premi ottenuti da questa musicista sono il Premio Mendelssohn (Berlino), il primo premio al Concorso Casagrande (Italia) e il Premio dell'Organizzazione degli Stati Americani. Ha suonato come solista con orchestre e in recital in Nord America, Nuova Zelanda, Germania, Spagna, Grecia, Turchia, Israele, Messico, Giappone e il Lontano Oriente. Le sue attività come solista, camerista e insegnante, le hanno procurato molti inviti a suonare e insegnare presso importanti festival: Marlboro, Tanglewood, Salem, Styriarte, International Musicians Seminar at Prussia Cove, Frankfurt Feste, RheingauMusikfestival, Beethoven Festival Bonn. Nel 1993 è stata nominata docente di pianoforte presso la Hochschule di Colonia. Acclamata come "una delle migliori pianiste della sua generazione", Nina Tichman ha un repertorio amplissimo che va da Frescobaldi fino ai compositori contemporanei. La sua discografia include Chopin, Beethoven, Mendelssohn, Penderecki, Bartók e Reger, Copland. L'integrale dell'opera pianistica di Debussy realizzata dalla Tichman è stata salutata in America e in Europa come una delle migliori registrazioni oggi reperibili del compositore francese.

In parallelo, proseguono con successo gli appuntamenti proposti nel calendario de I CONCERTI DEL CONSERVATORIO anno 2015.

Prossimo capitolo in ascolto, “L’oboe tra l’Italia e la Germania”, splendido itinerario settecentesco ospitato domani sabato 24 (ore 20), nella CHIESA S. FAMIGLIA DI NAZARETH al quartiere Rossellino. Protagonista, l’ENSEMBLE PROGESUALDO formato dagli oboisti Pasquale Tronnolone e Adriano Gianfredi, dal violinista Carlo Tronnolone, dalla violista Rosalba Potenza e dal violoncellista Ugo Tronnolone. In programma, il Quartetto n. 1 di Domenico Cimarosa, il Quintetto n. 3 op. 11 dell’ultimo figlio maschio di Bach, Johann Christian, il Quartetto n. 4 op. 8 di Carl Stamitz e il Quintetto n. 6 op. 9 di Giuseppe Cambini.

 

A seguire, lunedì 26, il calendario dei concerti torna in AUDITORIUM per proporre (ore 18.30) il quinto tassello del Progetto Brahms. In ascolto, una raffinata maratona monografica che vedrà esibirsi il pianista RAFFAELE BATTILOROper la prima delle quattro Ballate op. 10 e per il Capriccio op. 76 n. 2, il duo di violino e pianoforte formato dai docenti MAURO TORTORELLIe MICHELE D’AMBROSIOper la Sonata op. 108 n. 3, il duo pianistico a quattro mani che vedrà affiancati il direttore e docente UMBERTO ZAMUNER ad AMELIA LAPADULA nei 18 Liebeslieder Walzer op. 52a.Infine l’allievo VINCENZO LOISIdarà forma alle impervie Variazioni sul tema di Paganini (I Libro).

Appuntamento per clarinetto e pianoforte dal curioso titolo “Clarinetto all’opera con … gusto”, quindi, per martedì 27 (ore 18.30), sempre in AUDITORIUM. FERNANDO DE CESARIOe FRANCESCO PAOLILLOguideranno gli ascoltatori fra gli “assaggi di melodramma nel solco del connubio tra belcanto e cibo nell’Ottocento” attraverso le pagine da loro scelte:Sinfonia dalla “Luisa Miller” di Verdi nella versione di Michele Mangani, un Divertimento sulla “Favorita” donizettiana elaborato da Luigi Bassi, l’omaggio sulla “Norma” di Bellini composto da Antonio Spadina, la Fantasia da Concerto sulla “Traviata” di Verdi scritta da Donato Lovreglioe la celebre Carmen Fantaisie di Pablo de Sarasate sulle note di Bizet, in ascolto nell’arrangiamento di Baldeyrou.

Un tuffo nelle sonorità del Mediterraneo, invece, con il concerto di mercoledì 28 (ore 20) al TEATRO FRANCESCO STABILE, dal titolo “A tarantella c’avimmo a mente”. Interpreti: FABIO FASANO (voce, chitarra, mandoloncello, chitarra battente), PAOLA PASCALE(voce, flauto), RAFFAELE PEPE(chitarra elettrica), MICHELE PERRONE(basso), FABIO MACCHIA(batteria), CHIARA MINNITI(voce). Testi e musiche di Fabio Fasano.

“Twentyfingers” s’intitola l’appuntamento di giovedì 29 (ore 18.30) in AUDITORIUM: dunque, serata per pianoforte a quattro mani con DARIO BONUCCELLI e ALESSANDRO STELLA. In ascolto, brani di Bach, Mozart, Ravel, Grieg, Dvořák e Brahms.

Per il gran finale a chiusura della serrata stagione, come di consueto, serata imperdibile con l’Orchestra (recentemente ribattezzata GESUALDO DA VENOSA SYMPHONY ORCHESTRA) e il CORO DEL CONSERVATORIO, rispettivamente diretti da SIMONE GENUINIe MARILÙ DE SANTO. Di sicuro effetto il programma, con musiche di Haendel, Beethoven (Fantasia per pianoforte e orchestra op. 80) e Dvořák, fino a concludere con una carrellata di pagine sonore per il cinema firmate Ennio Morricone e una selezione dal musical per eccellenza,West side story, di Leonard Bernstein.

 

 

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Sotto l’austero e compiaciuto sguardo dell'antico Orologio, che da secoli dimora sul campanile della chiesa di San Rocco, una folla di amici, parenti e curiosi si è raccolta - sabato 22 agosto - nella suggestiva piazzetta, trasformandola in un accogliente salotto. L'iniziativa, promossa dalla Proloco e fortemente voluta da Antonio Erario, è nata per condividere un patrimonio culturale che fin dal 1790 ha scandito il tempo per il popolo cancellarese. È il prestigioso "Orologio della Piazza", un rarissimo esemplare dal quadrante a sei ore e una sola lancetta, sul quale - sabato scorso - si sono accesi i riflettori, rendendolo famoso quasi quanto il "Big Ben" di Londra. Diverse le testimonianze e i contributi audio da parte di presenti e assenti, durante la serata, a conferma della grande devozione dei cancellaresi verso l'Orologio. Notevole è stata l’interpretazione del prof. Giuseppe Biscione di alcune delle sue composizioni poetiche e di altre del dott. Andrea Ianniello dove, in un colorato dialetto cancellarese, viene dipinto l'Orologio e il suo sofisticato meccanismo.

Ma non c'è orologio senza custode e questo lo sa bene Rocco Saracino o meglio “Màste Ròcchë” che per 50 anni ha vissuto in simbiosi, recandosi quotidianamente tra i suoi ingranaggi per caricarlo. E dopo anni di accurata manutenzione, per Màste Ròcchë è scoccata l’ora di un meritato riconoscimento. Infatti, nel cuore della serata, la Presidente della Proloco, Donata Claps, gli ha consegnato una targa, ringraziandolo a nome di tutti i cancellaresi per il prezioso servizio reso alla comunità. Tra emozione, stupore e applausi, la Presidente è riuscita a strappargli la promessa di individuare un degno erede a cui affidare i segreti per il corretto funzionamento dell'Orologio e soprattutto con la stessa dedizione che lui gli ha riservato per tanto tempo.

Màste Ròcchë, però, non è stato solo il custode dell'Orologio, come ha ricordato il prof. Giuseppe Biscione, con un pizzico di nostalgia in alcuni suoi versi. Infatti, faceva anche il barbiere e nel suo locale accadeva di tutto: si suonava, si chiacchierava, si scherzava. Era un ritrovo per ogni età, una sorta di oratorio per i ragazzi e di circolo per gli anziani.

Durante la serata, un tributo speciale è andato alla piazzetta di San Rocco, mai così gremita, che un tempo rappresentava il fulcro della vita cancellarese. Era, infatti, il luogo dove si prendevano decisioni, si scambiavano notizie, si ascoltavano comizi; era un po' come l'agorà nell'antica Grecia. D'estate, poi, diventava un ufficio di collocamento perché venivano reclutati i cosiddetti “marënéisë”, ovvero mietitori che provenivano dalla Puglia in cerca di lavoro e che di notte trasformavano la piazza in un dormitorio sotto le stelle.

La serata è proseguita sotto il segno della spontaneità degli interventi, dei ricordi e delle emozioni che intrecciandosi hanno creato un alone di struggente e divertente nostalgia.

piazza S. Rocco

gruppofolk

Fervono i preparativi per il tradizionale appuntamento “Festival Internazionale del Folklore” che, giunto alla XX edizione, torna dopo 4 anni a Cancellara. L’evento, previsto per il prossimo 14 agosto è organizzato dal gruppo folk di Cancellara “La Rondinella” con il patrocinio del Comune di Cancellara. Saranno in sei i gruppi folkloristici che parteciperanno all’attesissimo appuntamento: India, Messico, Argentina, Tricarico, Genzano e Cancellara. Alle ore 19.00, con partenza dal Centro Sociale di Cancellara, i gruppi sfileranno per le vie del paese, creando l’atmosfera perfetta per lo spettacolo serale che si svolgerà in Piazza Sedile alle ore 20.30. La serata sarà presentata da due componenti de “La Rondinella”, Rossella Genzano e Francesca Basile; il saluto di benvenuto in lingua sarà, invece, fatto da Antonella Basile per l’inglese e Angela Cammarota per lo spagnolo. Gruppi italiani e stranieri si alterneranno deliziando il pubblico con canti e balli della tradizione locale. Inoltre, per i più golosi, sarà possibile degustare, negli stand allestiti in piazza, prodotti tipici cancellaresi dolci e salati. Uno degli stand sarà dedicato all’illustrazione della storia del gruppo folk “La Rondinella”, che ormai vanta 27 anni di onorata carriera. Il gruppo, infatti, continua a diffondere da anni la cultura e le tradizioni folkloristiche cancellaresi, oltre che quelle culinarie, coronate dalla vittoria del primo premio al Festival “Italia e Regioni”, svoltosi a Troina nel 2010. L’impegno dei vari componenti e la passione di Pietro Basile, Presidente del gruppo “La Rondinella”, nonché della FTP Basilicata a partire dal 2010, hanno permesso il conseguimento di tanto e meritato successo. Non rimane, dunque, che gustare lo spettacolo del 14 agosto; sarà un’occasione imperdibile per fare un tuffo nei colori, nelle musiche, nei balli e nelle tradizioni di sei gruppi internazionali che sapranno divertire, emozionare e stupire. Infatti è previsto un momento finale di ballo di tutti i gruppi, all’insegna dell’improvvisazione e della condivisione, nella convinzione che la danza sia un prezioso strumento per mettere in contatto popoli e storie così lontani e diversi.

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Anche quest'anno si rinnova il tradizionale appuntamento del 3 febbraio, dedicato alla festa di San Biagio - Santo Patrono - e alla Sagra della Salsiccia a Catena. Un appuntamento tanto atteso quanto imperdibile per devoti e golosi, organizzato e promosso dal Comune di Cancellara e dalla Pro Loco.
Alla solenne messa della mattina del 3 febbraio in onore del Santo, seguirà la processione che si snoderà per le vie del paese. La benedizione della gola e la consueta distribuzione del pane benedetto concluderanno i riti religiosi cedendo il posto alla "Sagra della Salsiccia a Catena" che quest'anno si fa in
due. Proprio così, perché sabato, 7 febbraio, la Sagra verrà replicata per consentire la partecipazione di coloro che non potranno essere presenti nella prima serata. Dunque, doppio appuntamento con il divertimento e le numerose prelibatezze che si potranno degustare tra gli stand, dove la Salsiccia a
Catena, regina dei palati, conquisterà il variegato pubblico. E se le temperature saranno polari, poco importa perché verrà allestita in piazza Sedile un'accogliente e riscaldata tendostruttura che ospiterà
intrattenimenti musicali e permetterà il riparo ai più freddolosi. E se non bastasse si può sempre sorseggiare del buon vino locale con risultati sorprendenti. Via libera, dunque, a qualche peccato di gola
sotto la benedizione e l'indulgenza del Santo Patrono.

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Simpatica e bella iniziativa quella presa dagli ex alunni della classe IV B dell’Istituto Magistrale “Emanuele Gianturco” di Potenza, diplomatisi nell’anno scolastico 1963/64, vale a dire la bellezza di ben 50 anni fa. Grazie all’iniziativa di due fra i “più giovani” di quella classe, il Prof. Angelo Raffaele Telesca, preside emerito del Liceo Scientifico “Pasolini” di Potenza, e del Prof. Rocco Saracino, si sono ritrovati il 20 agosto scorso a Cancellara per rivedersi dopo tanto tempo e raccontarsi le esperienze di vita, nonché provare profonde emozioni nel riabbracciare compagni, alcuni mai più incontrati dopo quella lontana data. Non è stato facile, per i due promotori dell’iniziativa, rintracciare tutti i sopravvissuti, visto che più di qualcuno, subito dopo aver conseguito la maturità magistrale, è stato costretto ad emigrare verso il nord o, addirittura, come nel caso di uno, in Svizzera, dove ha trovato lavoro e messo su famiglia; ma la costanza e la determinazione dei due sono riuscite a far sì che l’iniziativa andasse in porto con somma soddisfazione di tutti. Purtroppo, però, il lavoro di ricerca, oltre che consentire di contattare tutti i compagni, ha fatto scoprire un aspetto dolente della situazione generale di quella classe: ben 6 elementi, sui trenta alunni che la componevano, sono deceduti, alcuni anche prematuramente e in circostanze tragiche, come un incidente stradale al rientro da una giornata al mare o, addirittura, durante il viaggio di nozze. Per ricordare loro, si è pensato di far celebrare una messa nella Chiesa dell’Annunziata di Cancellara e rivolgere una preghiera in suffragio, provando una prima intensa emozione man mano che si leggevano i nomi dei deceduti. Dopo il rito religioso era prevista una breve passeggiata nel centro storico del piccolo centro lucano per conoscere qualche monumento di interesse architettonico o storico-culturale, interrotto, però da una dispettosa pioggia che non ha consentito di portare a termine il percorso preventivato. Poco male, perché la comitiva, composta da ben 16 tra i “sopravvissuti” (gli altri 8 non erano potuti intervenire o per la distanza – vedi “lo svizzero”- o per altri motivi contingenti) si è diretta verso un vicino agriturismo dove ha festeggiato con un’abbondante cena l’avvenimento, rievocando non senza emozione fatti e situazioni particolari che ciascuno aveva custodito nella mente nel corso del lungo periodo di vita. Un piccolo rimpianto per la verità c’è anche stato: quello di non aver potuto avere con loro alcuni professori, ormai vicini ai novant’anni, che pure, contattati, avevano dato la loro disponibilità ad intervenire, ma che per motivi contingenti erano stati costretti a rinunciarvi. Oltre che con i calorosi saluti d’obbligo, la serata si è chiusa con l’augurio di ritrovarsi non fra altri 50 anni ma, magari, con cadenza annuale, visto il grande piacere che ha accompagnato tutti per l’intera serata.

Prof. Rocco Saracino

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