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Venerdì, 20 Settembre 2019

Monti riferisce alla Camera in vista del consiglio europeo del 28 giugno

E' una ''fase particolarmente intensa e cruciale per l'Italia e l'Europa'' e conto ''sull'appoggio e il retroterra importantissimo del Parlamento'' in vista del consiglio europeo del 28 giugno. Così il premier Mario Monti alla Camera.
In ogni caso, afferma, ''la situazione italiana si è adeguatamente rafforzata rispetto a qualche mese fa''. E aggiunge: ''Dobbiamo contemporaneamente essere consapevoli delle sfide e del lavoro, che si è fatto in queste aule, nel governo e nel Paese''. ''La disciplina di bilancio sarà la nostra compagna di viaggio, non necessariamente foriera di recessione se adeguatamente accompagnata da politiche adeguate'', prosegue Monti aggiungendo: ''Siamo tutti consapevoli dell'ansia per la crescita'' e c'è chi sostiene che adesso ''potremmo chiudere la fase uno della disciplina di bilancio e aprire la fase due della crescita. Non è così''. Il premier sottolinea inoltre che le misure per la crescita sono già state avviate dall'inizio del lavoro di governo: ''Udite udite, anche se non si è ancora visto nei risultati, alle azioni per la crescita il governo si è messo al lavoro già all'inizio della propria attività'' quando ha varato le misure per ''evitare situazioni compromettenti per il Paese. Al loro interno abbiamo già ricavato le misure per la crescita''.

 

E comunque, ''provvederemo nei prossimi giorni a un altro piccolo concentrato di misure per la crescita, propongo di non chiamarl 'decreto crescita' o 'decreto sviluppo''' perché si inserisce in una ''operazione di crescita''. Il decreto sullo sviluppo, sottolinea il premier, è un ''tassello importante'', ma non è l'unica cosa da fare perché sullo sviluppo ''ci vuole tempo perché gli input per la crescita diano luogo a un output''. Monti poi rivendica: ''L'attenzione a crescita e sviluppo è nell'architettura di questo governo'', visto che ''abbiamo creato un ministero per lo Sviluppo e le infrastrutture''.

 

''Se messa in cantiere in modo credibile, la crescita aiuterà a risolvere il problema con i mercati finanziari'', afferma Monti che poi ne approfitta "per correggere quanto scritto su un quotidiano per il quale ieri avrei avuto una telefonata con il Cancelliere Angela Merkel nella quale ci sarabbe stata una serie di 'no'. Né ieri, né in questi giorni ci sono state telefonate con la Merkel''. ''Se al Consiglio Ue del 28 giugno ci sarà un pacchetto credibile di misure per una maggiore crescita, allora lo spread italiano diminuirà'' e saremo fuori dal contagio, ha assicurato.

 

Anche Monti come Berlusconi ha ricevuto all'inizio del mandato a palazzo Chigi "consigli paterni, a volte materni" perché l'Italia chiedesse aiuto al Fmi o al fondo salva Stati ma abbiamo preferito che il Paese cercasse di fare da sé". "Non è disdicevole - ha aggiunto - essere aiutati" ma un aiuto generalizzato e non mirato sulle banche, come la Spagna, "vorrebbe dire troika" ossia una cessione di sovranità a favore di un governatorato formato da Fmi, Bce e Commissione europea. "Credo che il Parlamento condivida - ha detto Monti - il favore alle cessioni parziali di sovranità, ma altra cosa è la cessione asimmetrica della propria sovranità. Ci sono sforzi duri da accettare" ma sarebbero stati ancora più duri da accettare "perché dettati da una troika".

 

Monti si dice poi "grato" ai segretari dei partiti di maggioranza per l'incontro accordato ieri a palazzo Chigi. Però gli chiede di "intensificare l'azione anche per quanto riguarda i tempi" sul piano delle riforme importanti che giacciono in aula e in commissione. Monti si rivolge a tal proposito anche ai presidenti delle Camere: lo scopo è anche quello di sconfessare diversi osservatori non sempre benevoli verso l'Italia che sostengono tesi del tipo: in Italia "le riforme sono buone ma chissa' se il Parlamento le approvera'". Insomma il premier chiede uno scatto in avanti ai partiti che lo sostengono: ''Confido che sapremo avvalerci di questa grossa, nuova difficoltà che si è profilata, per raddoppiare gli sforzi in Europa ma anche sul fronte delle politiche italiane'' che riguardano le riforme. ''Io ho grande rispetto e speranza per il Parlamento'', assicura Monti che lancia un invito alle forze della maggioranza per ''togliere quell'idea di 'mezza cottura' da parte di osservatori non sempre ben disposti nei nostri confronti, e pronti invece a dire 'sì, è una buona riforma ma chissà se il Parlamento l'approverà''.

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