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Vertice Europeo, Renzi: il popolo italiano ha salvato decine di migliaia di persone

"Le frasi che Tusk ha usato in Parlamento non sono state le piu' idonee non tanto verso il governo, quanto verso il popolo italiano che in questi mesi ha fatto un lavoro straordinario, salvando decine di migliaia di persone. Parole non rispettose dei suoi sforzi". Lo ha detto il premier Matteo Renzi, lasciando il Consiglio Ue. "Credo che le parole che sono scappate al presidente Tusk - ha aggiunto Renzi - non sono state rispettose degli sforzi del popolo italiano. E quando qualcuno tocca gli italiani, il presidente del Consiglio risponde e difende con umilità ma anche con orgoglio un popolo che sta dando lezioni di generosità e di civiltà a tanti".

Intanto solo dieci paesi su 28, con la Germania che ha messo complessivamente 108 milioni e il Regno Unito 137 milioni, hanno finora risposto alle richieste di contributi finanziari presentate dalla Commissione europea, che ha messo a disposizione 500 milioni di euro per il trust fund per la Siria, 1,8 miliardi per il trust fund per l'Africa e 500 milioni per gli aiuti umanitari a favore di World Food Program, Unhcr e altri organismi chiedendo agli Stati membri di contribuire individualmente per raddoppiare tali cifre.

Soltanto Italia e Germania hanno finora contribuito, con 3 e 5 milioni rispettivamente, al fondo per la Siria. A quello per l'Africa, Germania, Spagna e Lussemburgo hanno fornito 3 milioni l'una. Il contributo di Londra e altri sei paesi è limitato agli aiuti umanitari.

"Sulle 775 persone chieste da Frontex" agli Stati membri, questi "finora ne hanno garantite solo 41". E' l'atto di denuncia del presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker davanti all'Europarlamento, chiedendo di "smettere di criticare le istituzioni Ue" ai 28 che "invece non hanno fatto con la dovuta responsabilità e rapidità quello che ci si aspetta dall'Europa". "Non posso più accendere la televisione tedesca e non solo di questo paese", ha aggiunto, "l'Ue viene criticata massicciamente" quando invece agisce. Chiedo, anzi esigo, che domani gli Stati membri mettano a disposizione i 225 milioni di aiuti già decisi in passato: non si possono fare solo promesse, bisogna passare ai fatti". Così il Presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, striglia con toni molto bruschi i ritardi con cui gli Stati membri stanno onorando i loro impegni, parlando al Parlamento europeo, alla vigilia del Consiglio Ue. "Presto presenteremo una proposta legislativa sull'immigrazione legale: una questione che sarà sempre più decisiva in futuro". Lo ha detto il Presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, parlando alla plenaria del Parlamento europeo.

"Abbiamo bisogno di un meccanismo permanente per far fronte alla sfida dei profughi, ed è quello che la Commissione ha detto che farà e farà", ha promesso Juncker, sottolineando che questa "non si allontanerà dall'intenzione di arrivare a una proposta giuridica per l'immigrazione legale". E' quindi "opportuno dire ai nostri concittadini che questa crisi non sarà superata per Natale ma continuerà per anni e anni ancora". Di conseguenza, ha aggiunto il presidente della Commissione, "non si tratta di solo di trovare una soluzione nel breve termine, ma con tranquillità e calma scevra di qualsiasi passionalità per quanto comprensibile però stupida, trovare una soluzione per il lungo termine". E gli Stati membri devono "seguire questo approccio della Commissione Ue", ha ribadito Juncker, ricordando che "l'Europa è sempre stato un continente di immigrazione".

Dopo i primi 19 rifugiati eritrei ricollocati dall'Italia alla Svezia venerdì scorso, il programma continuerà la prossima con altri 100 che saranno distribuiti tra Finlandia, Germania, Francia, Spagna e Portogallo. Lo indicano fonti della Commissione europea, specificando che assieme alle ricollocazioni della settimana scorsa sono partiti anche i primi rimpatri di migranti senza diritto d'asilo: 28 tunisini e 35 egiziani, che sono stati riportati nei loro paesi di origine.

"Noi abbiamo bisogno della Turchia come la Turchia per altri aspetti ha bisogno di noi". Così il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, sottolineando di "non ignorare nessun dei suoi problemi" ma che "nonostante questo l'agenda sulla migrazione è stata ben accolta dal presidente" turco Recep Tayyp Erdogan. L'inserimento della Turchia nella lista dei 'paesi sicuri' è stato un passaggio "obbligato", altrimenti "se così non è bisogna toglierla dalla lista dei paesi candidati" all'Ue.

Il piano d'azione con la Turchia è "un passo importante per affrontare la crisi dei migranti". Lo dice il presidente del Consiglio Donald Tusk aggiungendo che "ringrazio Jean Claude Juncker" perché "ha fatto un grande lavoro" e "i leader sono rimasti impressionati".

"Nelle prossime settimane" i governi hanno "promesso" che rispetteranno gli impegni presi nel vertice straordinario di settembre, per i "2,3 miliardi che mancano" per i trust fund per Africa e Siria. Lo riferisce Jean Claude Juncker nella conferenza stampa finale del vertice europeo.

Intanto ci sarebbero una ventina di fermi tra i manifestanti anti-austerity e anti-Ttip, secondo quanto denunciano su Twitter alcune delle organizzazioni che partecipano alle azioni di protesta. Si tratterebbe, sempre secondo quando gli attivisti spiegano su Twitter, di cittadini spagnoli. Sono state innalzate un paio di barricate, anche con l'aiuto di trattori, nelle arterie principali che portano verso il palazzo del vertice Ue, dove stanno arrivando i leader dei 28. La polizia è in tenuta antisommossa.

La manifestazione è stata organizzata dai movimenti e gruppi anti-austerity e anti-Ttip, che sono arrivati a Bruxelles da tutta Europa per far sentire la propria voce al vertice Ue. Diverse centinaia di persone sono giunte nella capitale europea dopo aver compiuto marce in provenienza da diversi paesi europei tra cui Spagna, Grecia, Portogallo, Francia, Germania, Romania e anche Italia. Si sono aggiunti anche alcune organizzazioni agricole con diversi trattori. L'obiettivo è circondare il quartiere europeo dove nel pomeriggio prenderà il via la riunione dei 28.

"Stop Ttip. Basta! Oxi! Stop austerity", "Costruiamo un'altra Europa" i messaggi principali sugli striscioni e i cartelli dei manifestanti. Numerose le forze di polizia mobilitate sotto le sedi di Commissione e Consiglio Ue, dove alcuni manifestanti hanno montato stand con musica e cartelli, mentre l'ingresso principale del Parlamento europeo è stato sbarrato e chiuso. Il perimetro di sicurezza con il blocco della circolazione previsto per i vertici Ue è scattato in anticipo. Circa un centinaio le associazioni, i gruppi politici e i movimenti a partecipare alle manifestazioni e iniziative previste sino a domani, tra cui Blockupy, Attac, Alliance D19-20, alcune sigle sindacali belghe (Fgtb, Cgsp), e diversi eurodeputati della Gue-Sinistra Unita, fra cui rappresentanti di Podemos e L'Altra Europa con Tsipras, con Eleonora Forenza.

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