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Renzi, basta chiacchiere, faccia qualcosa di concreto

Incassata la fiducia anche alla Camera, sceglie una scuola multietnica alla periferia di Treviso Matteo Renzi per la sua prima uscita pubblica da premier: il primo incontro con le scolaresche e gli insegnanti perché, spiega, "l'Italia diventa grande ed importante solo se riesce ad investire nella scuola". Sottolinea che si deve sì guardare a spread e mercati, "ma poi i Paesi si salvano solo se le scuole funzionano". Annuncia che ogni settimana andrà nelle scuole e "se c'è qualcosa che non va - ricorda - poi me lo segnalate alla casella Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..". Poi incontra gli amministratori.
"Noi abbiamo annunciato l'intenzione di ridurre di almeno 10 miliardi il cuneo fiscale. Come lo riduci? E' modulabile" ha detto il premier dopo aver incontrato anche gli imprenditori. "Ho trovato un clima molto bello c'è il dolore e le difficoltà ma anche l'attesa e la speranza. Sono consapevole del durissimo lavoro da fare".
Scrive Vittorio Feltri sul quotidiano Il Giornale : E veniamo al dunque. La premessa serve a inquadrare i problemi che il nuovo premier, Matteo Renzi, si illude di risolvere, ritenendosi un fenomeno. Intendiamoci, fenomeno lo è. Un incantatore di serpenti e di lucertole. Su questo non ci sono dubbi. Basta guardarlo. Ha un linguaggio totalmente diverso dai tromboni della politica ed è in grado, senza fatica, di piacere al popolo sul quale le sue parole agiscono quali endorfine, producendo effetti euforizzanti. Egli dice una bischerata qualsiasi? Viene bevuta come rosolio. A forza di mandar giù rosolio, però, la gente si sbronza e si persuade che il guru di Pontassieve sia l'uomo della provvidenza. Il quale, nel discorso pronunciato alle Camere allo scopo di ottenerne la fiducia, ha promesso mille cose senza, tuttavia, precisare dove andrà a prendere i soldi per realizzarle

Se noi riduciamo l'Irap, che vale oltre 30 miliardi, di una decina di miliardi le aziende hanno subito una riduzione di un terzo": così Renzi dopo aver visto gli imprenditori. "Viceversa se segniamo la strada della riduzione fiscale di 10 miliardi sull'Irpef è evidente che i lavoratori si trovano in tasca solo qualche ventina di euro. Non abbiamo ancora deciso - ha concluso - quale delle due strade". Poi ancora ha aggiunto: "Noi rispetteremo i vincoli modificando il patto di stabilità interno".

Rispetto alle contestazioni, il premier ha replicato dicendo che "e' normale, e noi non facciamo passerelle o tagli di nastri parliamo con il paese reale".

A Treviso Renzi ha ribadito l'importanza della scuola: "per noi la scuola è un luogo da cui ripartire, e nelle prossime ore con il ministro Giannini a palazzo Chigi studieremo come attuare il piano straordinario per l'edilizia scolastica, uno dei motori di sviluppo". "Da presidente del Consiglio - ha aggiunto - l'incontro di oggi mi ha lasciato come segno nel cuore il dolore e l'impegno dei genitori che decidono per i loro figli di investire sulla scuola".

''Da qui al 17 marzo quando avremo il bilaterale con Angela Merkel andremo con le idee chiare sul piano del lavoro e con il jobs act sostanzialmente pronto''. Lo ha detto il premier Matteo Renzi incontrando a Treviso una settantina di sindaci locali ed il governatore Luca Zaia. Incontrando i sindaci del Trevigiano Renzi ha anche annunciato l'intenzione di fare entro il 10 marzo "una sorta di censimento per una verifica puntuale" per capire quanto si può sforare per allargare le maglie del patto di stabilità ai Comuni. Il premier ha ribadito poi la volontà di "una procedura d'urgenza" per "rammendare" le scuole durante la pausa estiva. "Vorrei tempi certi per accelerare le gare su questo non prendo impegni perché dobbiamo fare delle verifiche".

Il premier è stato contestato arrivando a Palazzo Rinaldi: da un gruppo eterogeneo di persone sono partite grida di "buffone buffone" e sono anche volate alcune arance che non hanno però raggiunto il premier. Del gruppo fanno parte anche alcuni esponenti del movimento dei forconi del gruppo del cosiddetto 9 dicembre. Dai dimostranti è partito lo slogan "assassino, assassino" mentre vengono esposti altri manifesti dello stesso tenore. I manifestanti chiedono inoltre a gran voce di poter votare per un referendum "che dia l'indipendenza al Veneto".
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è andato a Treviso con i ministri dell'Istruzione Stefania Giannini e del Lavoro Giuliano Poletti. Prima tappa la scuola media statale 'L.Coletti' alla periferia della città veneta, esempio di integrazione visto l'alto numero di figli di immigrati che frequentano l'istituto. Una visita andata "bene, molto bene" come si è limitato a dire il premier dopo un'ora passata a parlare con i ragazzi e gli insegnanti. Nel corso della visita a Treviso il premier avrà incontri con i sindaci della Marca trevigiana e poi con le imprese.
Parlando con i ragazzi e gli insegnanti il premier li ha esortati a segnalargli i problemi: "Se c'è qualcosa che non va - ha detto - poi me lo segnalate alla casella Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Ogni settimana andrò nelle scuole ad ascoltare le richieste e poi torno a Roma con i compiti a casa". La casella di posta per ascoltare richieste e problemi sarà aperta nei prossimi giorni. Renzi ha sottolineato più volte l'importanza dell'educazione scolastica come "punto di ripartenza del Paese".
Un piccolo gruppo di esponenti di Forza nuova ha dato vita, a Treviso, ad una manifestazione di protesta in attesa dell'arrivo del premier Renzi davanti alla scuola media 'Coletti'. I dimostranti hanno sventolato bandiere italiane ed esposto uno striscione con lo slogan 'Dopo Monti e Letta ecco Renzi la terza marionetta!'.

"Renzi, in Senato e alla Camera ha sicuramente captato i problemi su cui dobbiamo intervenire", dice il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che si riserva ancora un giudizio. Dopo aver "atteso sei/otto mesi" per un giudizio sul governo Letta, "ora vogliamo essere tranquilli che Renzi mantenga queste promesse", dice.

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