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Tragedia nel grossetano

"Il Capo dello Stato esprime la propria solidarietà alle Comunità coinvolte, la sua commossa partecipazione al dolore delle famiglie delle vittime, e al tempo stesso il vivo apprezzamento a quanti sui territori colpiti sono impegnati nella gestione dell'emergenza e nelle operazioni di soccorso". Lo afferma il Quirinale.

"Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sta seguendo l'evolversi della situazione determinatasi a seguito degli eventi alluvionali su vasti territori delle regioni del Centro e del Nord Italia, attraverso il Dipartimento della Protezione Civile e le Prefetture interessate", aggiunge la nota del Quirinale.

Omicidio colposo: questo il reato su cui la procura di Grosseto ha aperto un'inchiesta per la morte dei tre dipendenti dell'Enel, secondo quanto si apprende dalla procura di Grosseto.
Tragedia nel Grossetano: tre dipendenti dell'Enel (tra loro anche una donna) sono morti dopo che la loro auto è finita in una vera e propria voragine che si è aperta sulla "spalla" della strada sul ponte del fiume Albegna. Il crollo ha interessato il ponte in quel punto, la struttura e' rimasta intatta quindi per quasi la sua intera gittata, tranne che nel tratto in cui inghiottito l'auto sulla quale erano a bordo. La procura aprirà un'inchiesta sulla morte dei tre operai.

Secondo quanto spiegato dal direttore del Dipartimento lavori pubblici della Provincia di Grosseto, il dirigente della Protezione civile, Massimo Luschi, l'acqua dell'Albegna arrivata a livello del ponte, "erodendolo" nella parte vicina all'appoggio su una delle sponde. "Qui si è aperta una voragine di circa 10 metri e l'auto con a bordo i tre operai dell'Enel è finita al suo interno". La strada - secondo Luschi - "era chiusa, come molte altre delle strade intorno, fin dalla notte precedente".

Le vittime sono Antonella Vanni, 48 anni, che era responsabile del personale degli impianti geotermici in Toscana di Enel Green power e Paolo Bardelloni, 59 anni, e Maurizio Stella, 47 anni, addetti alla sicurezza. Tutti erano coniugati e lavoravano nell'impianto di Larderello dove sono riuniti gli uffici della geotermia di Enel. Tornavano a casa dopo essere stati a Roma per un corso.

E' salva per miracolo una giovane donna che vicino a Bolzano è finita con la sua auto nelle acque impetuose del torrente Talvera, ingrossate dalle piogge degli ultimi giorni. Dopo aver perso il controllo della sua Volkswagen Polo, la donna è precipitata per decine di metri in un burrone, ma è rimasta praticamente incolume. La donna è stata tratta in salvo con un elicottero della Protezione civile, che l'ha issata a bordo con il verricello.

Ha 92 anni, stava dormendo nella sua stanza, ha sentito un boato, visto le mattonelle spaccarsi ed entrare terra e acqua. L'hanno salvata i vigili del fuoco facendola uscire dalla finestra. E' successo ad Alteta, frazione di Massa, la notte di domenica. Adesso c'é un buco nella sua stanza e l'anziana si è trasferita presso conoscenti. La vicenda è emersa oggi tra le storie della gente alle prese con l'emergenza alluvione in provincia di Massa Carrara. Dieci le famiglie evacuate ad Alteta nella stessa strada dove vive l'anziana e che è ancora sommerso dal fango.

"L'unica cosa da fare" per smettere di contare i danni - e soprattutto i morti - ogni volta che piove, è "investire in un programma serio" di messa in sicurezza del territorio, che consenta "a questo paese di non cadere a pezzi più di quanto stia cadendo". Dopo l'ennesima tragedia, il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli torna a ribadire che l'unica soluzione in questo campo si chiama prevenzione. Che si può fare con le risorse che ci sono e che, spesso, "vengono utilizzate come alibi per non fare le cose".

Parlando dell'ultima ondata di maltempo, il capo della protezione civile ha spiegato che ci sono indubbiamente stati "eventi importanti ed eccezionali", tanto che su alcune zone sono caduti in 48 ore oltre 400 mm di pioggia. Ma questi fenomeni, aggiunge, "hanno impattato su un territorio dove la fragilità è nota e arcinota e dove si è costruito dove non si doveva costruire".

Dunque la "vera scommessa" è "immaginare un percorso più strutturato di messa in sicurezza, che preveda investimenti non eclatanti ma certi e sicuri, che consentano di realizzare gli interventi necessari" per evitare tragedie. "Bisognerebbe mettere mano agli errori del passato - dice Gabrielli - avendo però il coraggio di stoppare gli errori del presente e del futuro. Perché se si continua con politiche di occupazione del suolo indiscriminate, allora non solo non si mette in sicurezza quello che è il frutto del passato, ma si continua a perpetuare comportamenti" sbagliati e pericolosi.

L'unica soluzione contro i danni provocati da alluvioni, terremoti e catastrofi naturali "è che i cittadini si assicurino in maniera obbligatoria", ha spiegato Gabrielli sottolineando che l'assicurazione sarebbe "supportata dallo Stato con forme di defiscalizzazione". "E' ora di rendersi conto - afferma Gabrielli - che lo Stato, per quelle che sono le sue risorse, non è più in grado di fornire in maniera equa risposte adeguate dal punto di vista del ristoro dei danni".

Già oggi, ricorda il capo della Protezione Civile, "ci sono stati alluvioni di serie A, B e C, terremoti di serie A, B e C", nei quali c'è stato un diverso trattamento nei confronti di chi ha avuto danni. "Qualcuno mi deve spiegare - dice Gabrielli - la differenza che passa tra il cittadino Franco Gabrielli che è stato colpito dal terremoto a L'Aquila o in Emilia e ha perso la casa e si vede riconosciuto quasi il cento per cento del ristoro, e il cittadino Franco Gabrielli di Mormanno o di Marsciano, al quale ciò non viene riconosciuto. Quale è la differenza? Quelli di Mormanno e Marsciano non pagano le tasse?. Eppure sono cose che si stanno verificando". Dunque, dice il capo del Dipartimento, "l'unica soluzione è che i cittadini si assicurino in maniera obbligatoria" in modo tale che "all'esito di catastrofi il ristoro sia fatto dall' assicurazione". "Perché questa - conclude Gabrielli - è l'unica risposta equa" che può essere data.

Di fronte alle tragedie e ai morti per le catastrofi naturali, tutti chiedono interventi. Poi però quando bisogna farli l'Italia mostra il suo vero atteggiamento mentale: "le cose importanti vanno fatte ma a casa degli altri", ha aggiunto il capo della Protezione Civile ricordando come si continua ad invocare la messa in sicurezza del territorio e, allo stesso tempo, si continua a costruire dove non si dovrebbe e si fa poco e nulla per mettere una pezza agli errori del passato. "La vicenda dei rifiuti è paradigmatica dell'atteggiamento mentale di questo paese: non si fa la differenziata, non si vogliono discariche vicino casa, non si fanno gli inceneritori e, siccome siamo un paese ricco, paghiamo per portare i rifiuti all'estero, dove li bruciano, producono energia e guadagnano". "Siamo quelli - conclude - del 'Not in my back yard', 'Non nel mio giardino'".

Diversi chilometri di fila si sono formati in alcuni tratti della E45 e del raccordo Terni-Orte per l'intenso traffico che sta interessando le due arterie in seguito alla chiusura dell'Autosole per il maltempo. In particolare sulla E45 nella zona di Fratta Todina, dove è stato istituito uno scambio di carreggiata per un cantiere, la polizia stradale riferisce che attualmente ci sono sei chilometri di coda verso sud e cinque verso nord (ma sono state toccate punte anche di una decina di chilometri).

Sul raccordo Terni-Orte traffico incolonnato a partire dallo svincolo di Capitone, nel comune di Narni, per i veicoli diretti a sud. Si è quindi praticamente formata - si è appreso ancora dalla stradale - una sorta di fila di circa 12 chilometri fino all'imbocco dell'Autosole. La polizia stradale umbra è quindi impegnata con tutte le pattuglie, anche per dare supporto in ambito autostradale alla sottosezione di Orvieto alle prese con le conseguenze del maltempo. 

"Presenterò al Cipe il piano contro i cambiamenti climatici e il dissesto idrogeologico e spero che se ne parli nella prossima riunione" del Comitato". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, a margine della visita in uno stabilimento di produzione di un'auto elettrica a Roma.

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