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Giovedì, 20 Febbraio 2020

Vignette Maometto, da Lega Araba-Ue-Ua 'No a odio religioso'

Condanna dell'incitamento all'odio religioso, rispetto della libertà di espressione ma anche di tutti i profeti. E' quanto afferma una nota congiunta di Lega araba, Unione africana (Ua), Ue e Conferenza islamica (Oic) che condanna i recenti atti di violenza e ribadisce l'impegno per misure internazionali anti-blasfemia.

"Siamo uniti nella convinzione della fondamentale importanza della libertà di religione e della tolleranza", scrivono nella nota il segretario generale della Lega Nabil el Araby, l'alto rappresentante Ue per la Politica estera Catherine Ashton, il segretario dell'Oic Ekmeleddin Ihsanoglu e il responsabile Ua per la Pace e la sicurezza, Ramtane Lamamra, alla vigilia del venerdì di preghiera, che si teme possa rivedere lo scatenarsi di violenze contro le vignette pubblicate da Charlie Hebdo.

Sono 9 i morti in diverse citta' del Pakistan. A Peshawar, sono in corso proteste contro il film anti-Islam prodotto negli Usa. Lo riferiscono i media locali. La vittima è un autista che lavorava per una troupe di una tv privata. Una folla inferocita stamattina aveva dato alle fiamme due cinema nella città nord occidentale dove la polizia ha creato un massiccio cordone di sicurezza intorno al consolato Usa.

Il governo pakistano aveva indetto per oggi una "giornata di devozione per il Profeta" per protestare contro la pellicola blasfema. Violente proteste si sono registrate  a Islamabad, Rawalpindi e Faizabad. I servizi di telefonia mobile sono stati sospesi in 15 città pachistane oggi per cautela. Il servizio sarà sospeso nelle metropoli di Islamabad, Karachi, Lahorei fino alle 18 ora locali (le 15 in Italia). A Islamabad e nella città gemella di Rawalpindi sono in corso violente manifestazioni contro il film anti-Islam

Tunisi  invece tranquilla dopo che ieri il Ministero dell'Interno, avvalendosi delle prerogative legate al cosiddetto "stato di emergenza", ha vietato, nella capitale e nel resto del Paese, ogni manifestazione o assembramento, nel timore di proteste per la pubblicazione delle caricature di Maometto sul giornale francese Charlie Hebdo. E' ben visibile il dispositivo di sicurezza approntato dalle forze dell'ordine, in special modo nella zona dell'ambasciata di Francia che è chiusa, così come gli uffici consolari e le scuole francesi. Per misura cautelare sono state chiuse all'attività pubblica anche le ambasciate di Stati Uniti e Germania. L'ambasciata d'Italia, come fa in occasione simili, ha chiesto ai connazionali di evitare luoghi dove si possano svolgere manifestazioni e di usare la massima prudenza negli spostamenti. E con un provvedimento che non era stato attuato neppure nelle giornate della "rivoluzione" è stato oggi vietato il transito di automezzi nelle principali strade di Tunisi, a partire dalle 11:00.

Centinaia di yemeniti stanno protestando a Sanaa contro il film anti-Islam prodotto negli Usa. Al grido "Morte all'America" e "Morte a Israele", i manifestanti si sono riversati per le strade della città, subito dopo la preghiera del venerdì, e hanno tentato di dirigersi verso l'ambasciata Usa che si trova nel nord della capitale yemenita. Ma le forze di sicurezza con veicoli blindati e camionette munite di idranti hanno fermato i dimostranti a 600 metri dalla sede diplomatica. Slogan anche contro l'ambasciatore americano che è stato "invitato" a lasciare il Paese insieme alle forze straniere.

- L'ex first lady tedesca, Bettina Wulff, fra le braccia del profeta Maometto. Anche in Germania potrebbe esplodere un caso simile a quello suscitato dalle pubblicazioni del francese 'Charlie Hebdo': il magazine satirico tedesco Titanic, già protagonista di un contestato attacco a Benedetto XVI, avrebbe infatti deciso di dedicare un titolo del numero di ottobre all'Islam, ironizzando sul profeta dell'islam. Lo anticipa il Financial Times Deutschland.

Circa 10 mila persone sono scese oggi per le strade di Dacca, in Bangladesh, nel corso di una manifestazione organizzata contro il film anti-Islam e le vignette satiriche sul Profeta pubblicate dal settimanale francese Charlie Hebdo. Non ci sono stati scontri, ma è stata bruciata una fotografia del presidente Usa Barack Obama

- Il Dipartimento di Stato Usa esorta i cittadini americani ad evitare viaggi in Pakistan che non siano strettamente necessari, e chiede "con forza" a coloro che già si trovano là a tenersi alla larga da manifestazioni di protesta o assembramenti popolari. In un comunicato, il Dipartimento sottolinea che "la presenza di al Qaida, di talebani e militanti di gruppi settari locali pone un potenziale pericolo per i cittadini statunitensi in tutto il Pakistan".

- L'ambasciata degli Usa in Indonesia ha annunciato che chiuderà le sedi diplomatiche nel Paese per il timore di nuove proteste violente contro la diffusione del film anti-islam. L'ambasciata a Giakarta, così come gli uffici consolari Usa a Surabaya (est), Medan e Bali (al centro) saranno chiusi "a causa della possibilità di importanti manifestazioni davanti alle nostre strutture", si legge in un comunicato dell'ambasciata. Il venerdì, giornata di preghiera per i musulmani, è tradizionalmente il momento scelto per organizzare proteste. L'ufficio consolare americano di Medan è già chiuso da mercoledì dopo le manifestazioni di protesta che hanno avuto luogo nei giorni precedenti.

- L'accesso al film anti-islam che ha provocato episodi di violenza in diversi Paesi arabo-musulmani è stato bloccato a Singapore su richiesta delle autorità. Lo riferisce un giornalista della France Presse sul posto. I tentativi di vedere il film 'L'innocenza dei musulmanì su YouTube e su altri siti collegati mostrano una schermata nera dove è visibile la scritta 'Questo contenuto non e' disponibile nel nostro Paese su richiesta del governo". Il ministero degli Interni di Singapore aveva chiesto ieri il blocco del film, citando "le preoccupazioni riguardanti la sicurezza" e "probabilità (che il film) crei discordia e risentimento tra le diverse comunità a Singapore". YouTube aveva già bloccato l'accesso al film controverso in numerosi Paesi, tra cui la Malesia e l'Indonesia, Paesi con la più alta densità di musulmani al mondo, insieme a India e Arabia Saudita.

- Decine di manifestanti sono in marcia al Cairo in direzione dell'ambasciata di Francia, dopo la preghiera del venerdì, per protestare contro le vignette apparse sul settimanale Charlie Hebdo. La sede diplomatica è blindata dalle forze dell'ordine egiziane.

 

- “Chi ci accusa di opportunismo dimentica che abbiamo fatto solo il nostro lavoro: commentare l’attualità”. Così Gerard Biard, caporedattore del settimanale francese Charlie Hebdo, ospite a 24Mattino su Radio 24 sulle polemiche seguite alla pubblicazione delle vignette satiriche su Maometto che hanno provocato manifestazioni di protesta e la chiusura di ambasciate e scuole francesi in 20 paesi islamici.  “Dopo quello che era successo per il film, imbecille, «Innocence of Muslims » circolato sul web – ha spiegato Gerard Biard- e con l’assalto all’Ambasciata americana in Libia, cosa dovevamo fare. Parlare d’altro?”.


Sugli attacchi alla redazione del giornale subiti in passato per iniziative analoghe, il caporedattore di Charlie Hebdo, ha dichiarato: “ Tutti noi siamo consapevoli di vivere sotto ricatto di persone che ci minacciano e fanno attentati. Stiamo zitti o denunciamo senza piegarci alla violenza?”. Riprendendo, poi, un concetto espresso dal ministro dell’Istruzione francese Vincent Peillon ha aggiunto: “La libertà d’espressione è una cosa che non si può mettere in discussione, l’autocensura è l’inizio del totalitarismo”. “In Francia- ha concluso Biard- il cittadino non si identifica con la religione e i capi religiosi che sostengono il contrario mentono. La maggioranza dei musulmani francesi ci appoggia ma in molti hanno paura di esprimersi vedendo le reazioni di violenza che si innescano”.

 

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