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Lunedì, 13 Luglio 2020

In primis, noi diciamo che, con l'avanzamento della fase 2, da 4 maggio scorso, tutti quelli che spingono per ripartire non sempre si rendono conto, delle conseguenze, a lungo termine; i rischi sono tantissimi, perchè, è ancora, tantissima la trasmissione tra le persone: tremila casi al giorno, sono, ancora, molti. Ma c'è di più. La ripartenza comporta l'allentamento delle misure restrittive: la riapertura di molte fabbriche ed esercizi commerciali. Ancora, tanti medici e scienziati dicono che è pericoloso e si chiedono: perchè, non si è capito, ancora, che bisogna fare i tamponi di massa?. A questo punto, noi diciamo che in questo tempo tragico, della diffusione del corona virus, i sistemi migliori saranno quelli che meglio lotteranno per combattere la relativa pandemia, ripartendo, soprattutto, da una sanità, nazionale, più efficiente. In tal senso, diciamo che la politica nazionale, debba mettere in atto, gli articoli 1 e 2 della Costituzione italiana, che riconoscono il lavoro e la salute, come diritti fondamentali della persona e della collettività.  

Oltre 300 mila metri quadrati di superficie sanificati nelle officine, circa 130 dispenser igienizzanti installati, diffusione delle informazioni di prevenzione ai dipendenti attraverso 15 maxi tabelloni e 25 monitor video, oltre 6000 brochure informative consegnate e 18.000 locandine affisse, una decina di termo camere di controllo della temperatura corporea agli ingressi e oltre 600 punti di dotazione disinfettante per i dipendenti per pulire quotidianamente le attrezzature che utilizzano durante il turno di lavoro. Sono solo alcuni dei numeri che caratterizzano il ritorno oggi al lavoro della maggior parte degli oltre 6.000 dipendenti dello stabilimento Sevel di Atessa, joint venture con il Gruppo PSA, che produce veicoli protagonisti del mercato internazionale nel settore dei commerciali.

Queste ed altre misure fanno parte dell’accordo firmato lo scorso 9 aprile con le organizzazioni sindacali nazionali FIM-CISL, UILM-UIL, FISMIC, UGLM, AQCFR e FIOM-CGIL per attuare in tutte le sedi italiane di FCA ogni possibile azione per garantire ad ogni lavoratore del Gruppo la massima sicurezza sanitaria in occasione del riavvio delle attività produttive che erano state sospese a causa del COVID-19. Contemporaneamente a Sevel, sono ripartiti anche alcuni piccoli reparti a Cassino, Pomigliano, Termoli e Mirafiori connessi allo stabilimento abruzzese per la componentistica.

Ciò che abbiamo dimostrato oggi alla Sevel di Atessa – commenta Pietro Gorlier, COO della regione EMEA di FCA - è l’esempio concreto del nostro impegno prioritario nella protezione dei nostri lavoratori. La riapertura di oggi in Abruzzo, insieme alle attivita’ di ricerca, sviluppo e produzione pre-serie dei modelli elettrici e ibridi a Torino e Melfi, sono il frutto di un lavoro approfondito con esperti e virologi concluso con un accordo con tutte le organizzazioni sindacali.  Lavoriamo quotidianamente con il Governo e con tutte le autorità locali – aggiunge - per rilanciare la produzione in Italia ma senza ammettere nessuna deroga alla sicurezza delle persone in ogni impianto produttivo o ufficio di FCA”. 

Prima del rientro dei lavoratori, sono state aggiornate in Sevel tutte le opere di pulizia, igienizzazione e sanificazione che erano state già intraprese in occasione della sospensione dall’attività avvenuta lo scorso 17 marzo: tra gli altri, sono stati fatti interventi in 18 aree relax, 52 servizi igienici, 29 spogliatoi con oltre 7.400 armadietti, 2 sale mediche e 4 mense che avranno una capienza ridotta e turnazioni ampliate per rispettare la norma della distanza di un metro tra le persone. Tutte queste zone sono state attrezzate con materiale sanitario a disposizione dei dipendenti (gel igienizzanti, saponi più aggressivi per i microrganismi, kit per le pulizie delle superfici, etc) per ogni esigenza e salvaguardia. Specifiche segnaletiche di sicurezza sono state disposte in tutto lo stabilimento.

Prima dell’avvio delle attività produttive, è stato inviato ai dipendenti Sevel tramite WhatsApp ed email un link a una pagina web dedicata alla condivisione e diffusione delle misure da adottare in ogni reparto aziendale e video tutorial esplicativi. Tra le altre, la distanza di oltre un metro tra ogni singola persona, le modalità per il lavaggio delle mani sia con acqua e sapone sia con liquido igienizzante, le modalità di approvvigionamento dai distributori d’acqua con bicchieri/borracce, le misure da rispettare nelle mense e le corrette modalità di gestione delle riunioni. Sono state inoltre fornite informazioni per la gestione di possibili sintomi di COVID-19 e attività di prevenzione da adottare nelle situazioni di emergenza.  Anche l’organizzazione del lavoro sulla linea e negli uffici è stata rimodellata in base alle esigenze sanitarie per permettere la ridistribuzione dei lavoratori e un maggiore distanziamento tra coloro che erano impegnati a distanza ravvicinata negli allestimenti dei veicoli. Nei reparti produttivi è stata inoltre limitata, per quanto possibile e in base a specifiche esigenze, la mobilità di personale tra le varie unità.  Analoghi azioni sono state adottate nelle aree comuni mentre negli 85 uffici dell’impianto sono state utilizzate barriere di protezione tra i dipendenti o diverse dislocazioni delle postazioni di lavoro. Le pause collettive sono state differenziate tra i singoli reparti e sono state distribuite all’interno di tutto il turno. 

Nei prossimi giorni la formazione sulle norme di sicurezza proseguirà attraverso le piattaforme on-line di e-learning, i normali canali di comunicazione interna e con i responsabili dei singoli settori con il supporto di personale specializzato e medico.

Ad ogni dipendente di Atessa è stato inoltre consegnato oggi da FCA un kit personale che comprendeva mascherine chirurgiche e guanti (che sarà rinnovato ogni giorno) e un paio di occhiali da utilizzare durante le operazioni di pulizia del proprio posto di lavoro. La dotazione di mascherine consegnata consentirà a coloro che utilizzano i mezzi pubblici di poter usufruire della mascherina aggiuntiva anche durante il tragitto casa-lavoro e viceversa. 

Ai cancelli d’ingresso della Sevel sono stati infine messi in atto anche i rigidi controlli previsti dall’accordo siglato da FCA e organizzazioni sindacali. A seconda delle situazioni per coloro che sono entrati a piedi o in macchina, personale addetto al primo soccorso e medico, opportunamente protetto da dispositivi specifici, ha misurato la temperatura corporea utilizzando telecamere termiche fisse e mobili e termometri manuali a distanza. 

 

 

 

A nostro modesto avviso, a seguito dell'epidemia del "corona virus", è necessario un  nuovo rapporto tra Stato-Regioni. Vediamo, perchè. C'è l'annosa questione dell'organizzazione territoriale del nostro Paese, ovvero, non possiamo continuare a permetterci, un regionalismo, così, confuso e litigioso. A questo punto, diciamo che, dal punto di vista legislativo, bisogna permettere che lo Stato possa adottare norme generali, immediatamente, applicabili, anche, attraverso l'introduzione di un'accordo, di supremazia del diritto  statale. Purtroppo, nel contesto attuale, un ampio regionalismo ha bisogno di un centro forte e intelligente; pertanto, se questo manca, diviene frammentazione e confusione sociale. Ancora, è' necessario, un nuovo  regionalismo che superi la grettezza schematica della contrapposizione tra "centralismo" e "territorio". In conclusione, noi diciamo che, in  determinate circostanze, il ruolo dello Stato è fondamentale e insostituibile, per garantire i cittadini da rischi gravi e vitali, come l'epidemia, in corso, del "corona virus".

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