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Domenica, 07 Giugno 2020

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A nostro modesto avviso, a seguito dell'epidemia del "corona virus", è necessario un  nuovo rapporto tra Stato-Regioni. Vediamo, perchè. C'è l'annosa questione dell'organizzazione territoriale del nostro Paese, ovvero, non possiamo continuare a permetterci, un regionalismo, così, confuso e litigioso. A questo punto, diciamo che, dal punto di vista legislativo, bisogna permettere che lo Stato possa adottare norme generali, immediatamente, applicabili, anche, attraverso l'introduzione di un'accordo, di supremazia del diritto  statale. Purtroppo, nel contesto attuale, un ampio regionalismo ha bisogno di un centro forte e intelligente; pertanto, se questo manca, diviene frammentazione e confusione sociale. Ancora, è' necessario, un nuovo  regionalismo che superi la grettezza schematica della contrapposizione tra "centralismo" e "territorio". In conclusione, noi diciamo che, in  determinate circostanze, il ruolo dello Stato è fondamentale e insostituibile, per garantire i cittadini da rischi gravi e vitali, come l'epidemia, in corso, del "corona virus".

In primis, noi diciamo che la spesa per investimenti, in sanità, in questi 18 anni, è stata  molto squilibrata, territorialmente. Al Sud è un  terzo del Nord-Est d'Italia. Vediamo, perchè. Dei 47 miliardi totali, oltre 27,4 sono stati spesi nelle regioni del Nord, 11,5 miliardi in quelle del Centro e 10,5 in quelle del Mezzogiorno. (Cfr. Il Messaggero del 30 marzo 2020). Pertanto, l'emergenza "corona virus" sta mettendo, in luce, le conseguenze del grave sotto finanziamento del sistema sanitario nazionale(SSN), documentato da molte fonti; da ultimo, l'Ufficio Parlamentare del Bilancio. Ancora, i bilanci sanitari regionali sottolineano  la più difficile situazione delle risorse economiche delle regioni del Mezzogiorno, in termini finanziari e conseguenti esiti delle cure mediche. A questo punto, è auspicabile - alla luce della drammatica diffusione epidemica del corona virus,- che in un prossimo futuro, vengano dedicate risorse economiche, molto maggiori non solo per il personale medico ma, anche, per investimenti e attrezzature, in tutte le regioni, con un'attenzione, a quelle, particolarmente, penalizzate, nell'ultimo decennio, ovvero, le regioni del Mezzogiorno. In conclusione, diciamo che, in questo modo, avremo una sanità nazionale, che unirà il Sud al Nord d'Italia.

In primis, noi diciamo che il  Report, realizzato da Svimez, è un faro acceso, sugli effetti che il covid 19 ha prodotto sul settore economico del Mezzogiorno. Nel particolare, c’è stato il blocco delle attività produttive(il cosiddetto lockdown), imposto con il decreto del 7 marzo scorso, per contrastare il corona virus(oggi, covid 19), con un impatto che è  costato, al Mezzogiorno, 10 miliardi di euro. Il blocco ha colpito duramente, sia pure con diversa intensità, indistintamente: l’industria, le costruzioni, i servizi e il commercio. Poi, la perdita complessiva di fatturato è del 7,7% nel Mezzogiorno; nel particolare, Basilicata e Abruzzo sono le regioni dove le imprese potrebbero registrare, nel 2020, i maggiori cali di fatturato. Ancora, vi sono, certamente alcune attività particolarmente colpite, in primo luogo quelle relative ai viaggi: in alcune aree del Sud come, Lecce e Trapani. In conseguenza, ci sarà un crollo del turismo e del relativo lavoro, nelle Regioni meridionali. In conclusione, noi diciamo che sulla base di questi dati, dai quali risulta che il Mezzogiorno pagherà di più gli effetti della crisi, in corso, nel disegno delle politiche nazionali, è necessario che prevalga, sempre, un approccio rivolto a tutti questi territori coinvolti, nella crisi economica, dal covid 19.

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