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Giovedì, 20 Febbraio 2020

Venerdì 27 settembre alle ore 11.00, in occasione dei festeggiamenti per i suoi 500 anni di attività, sarà presentato il libro “La Campana. Ricordi e pensieri a tavola nel ristorante più antico di Roma”. Alla conferenza stampa saranno presenti gli autori delle storie, l’autore della copertina e i clienti storici più affezionati, oltre alla storica Emanuela Maggi che ha lavorato alla ricostruzione storiografica del ristorante. “Nei suoi 500 anni di attività – ha commentato Paolo Trancassini, proprietario del locale - ‘La Campana’ ha avuto il piacere di ospitare tanti personaggi famosi che hanno contribuito a far conoscere la tradizione di una famiglia che ancora oggi, dopo tanti anni, si dedica con passione alla cucina.

“La Campana” è da sempre meta amata da chi va alla ricerca della tradizione e dei buoni sapori di una volta, dell’arte dell’accoglienza, dell’atmosfera familiare e riservata e del piacere di sedersi a tavola per un viaggio nel gusto delle antiche ricette della tradizione romana e non solo. E anche questo libro, è un libro d’orgoglio e tradizione e che zittisce la globalizzazione riaffermando con forza l’importanza dei prodotti Made in Italy e della tradizione culinaria italiana e, in particolar modo, di quella romana”.

In primis, noi diciamo che l'emergenza  climatica è un problema serio, ma che in ballo non ci sono solo scenari di devastazione ma, enormi prospettive di investimenti, a livello, ambientale.  Sono gli osservatori più attenti a candidare il Mezzogiorno come uno dei motori delle politiche green italiane ed europee, come lo definisce l'ultimo Rapporto Green Italy di Fondazione Symbola e UnionCamere. Gli orizzonti green sono totalmente invitanti e positivi che  richiedono una forte scossa istituzionale e una riscossa. Il Mezzogiorno se vuole, può mettere al centro del settennato europeo il recupero dei suoi gap infrastrutturali e nella logistica, politiche di difesa dei territori, dai fenomeni naturali più estremi, progettare possibili ri-localizzazioni e arretramenti verso l'interno di colture agricole ed aree portuali e industriali e turistiche, costiere a rischio desertificazione e rialzo del livello del mare, l'adattamento delle città, ai cambiamenti climatici epocali. Ancora, i dati dei Rapporti Svimez indicano che tante imprese del Mezzogiorno sanno innovare e che potrebbero trainare l'intero sistema produttivo nazionale verso leadership europea nelle performance ambientali, affiancate a comparti come l'aerospazio, l'agroalimentare, l'abbigliamento. In conclusione, noi diciamo che il Mezzogiorno con un  Piano di misure green, ovvero, con "investimenti verdi"potrebbe essere, un trampolino di lancio, per l'intero Paese Italia.    

Il Mezzogiorno arranca e a stento riesce a mantenere il motore di crescita al minimo; il Nord-Est viaggia spedito ai livelli del resto d’Europa, il Centro e il Nord-Ovest si muovono con qualche difficoltà. La ripresa del Meridione ferma a + 0,4% contro + 0,9% della media nazionale e +1,4% di Veneto ed Emilia Romagna. E’ questa la fotografia, scattata dall’Istat, dell’andamento del Pil 2018, nell’Italia ripartita per grandi zone geografiche. A questo punto, noi diciamo, senza mezzi termini, che il Mezzogiorno sconta un gap enorme con il resto del Paese Italia. Pertanto, è necessario che la Politica nazionale crei un sistema di connessione, ovvero, un vero piano per le infrastrutture, dell’Italia, materiali ed immateriali, per ridurre i divari rilevati dall’Istat, creando le basi di uno sviluppo inclusivo. Ad esempio, l’alta velocità deve caratterizzare il Sud, come caratterizza il Nord del Paese. Purtroppo, per il Mezzogiorno si è fatto poco sulle infrastrutture, è stata un’occasione persa. In conclusione, ci auguriamo che la Politica nazionale incerta, su una possibile crescita del Mezzogiorno, si adoperi con decisioni specifiche per risollevare il Sud che cresce meno del resto del Paese.

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