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Domenica, 12 Luglio 2020

Il Ministero dello sviluppo economico ha espresso ultimamente l’avviso che – anche dopo le recenti modifiche al regime delle incompatibilità di cui all’art. 5. l. n. 39/’89 ad opera della legge europea 2018 – gli agenti di affari in mediazione non possano svolgere in via professionale l’attività di amministratore di condominio. In particolare, nella nota in questione, il Ministero ricorda preliminarmente che le suddette incompatibilità “sono ora limitate alle sole, seguenti ipotesi: a) attività imprenditoriali di produzione, vendita, rappresentanza o promozione dei beni afferenti al medesimo settore merceologico per il quale si esercita l’attività di mediazione; b) attività svolta in qualità di dipendente (ad esclusione delle imprese di mediazione) di ente pubblico o privato, o di istituto bancario, finanziario o assicurativo; c) esercizio di professioni intellettuali afferenti al medesimo settore merceologico per cui si esercita l’attività di mediazione; d) situazioni di conflitto di interessi”. Ciò posto, il Ministero prosegue precisando che deve ritenersi permanere l’incompatibilità tra l’attività di agente di affari in mediazione e quella di amministratore condominiale: “sia ove quest’ultima venga intesa come professione intellettuale afferente al medesimo settore merceologico per cui viene esercitata la mediazione (rientrando, quindi, l’incompatibilità nell’ipotesi della sopracitata lettera c), sia ove venga considerato l’aspetto imprenditoriale di rappresentanza di beni afferenti al medesimo settore merceologico (rientrando, quindi, nell’ipotesi di incompatibilità della lettera a)”. Sussiste altresì – secondo il Ministero – un “evidente conflitto di interesse per il mediatore immobiliare” che, contemporaneamente, cura “per il proprio cliente la vendita/acquisto di un immobile, lo amministra e lo gestisce per conto del condominio (lettera d)”.

Quanto disposto è, palesemente, una delle conseguenze – sempre più evidenti – della regolamentazione quale autonoma professione dell’attività di amministrazione degli immobili operata dalla legge di riforma dell’istituto condominiale nel 2013, con conseguenti obblighi di formazione sia iniziale che periodica. Obblighi che – chi più chi meno – accomunano ormai tutte le professioni.

A nostro modesto avviso, solo, dagli investimenti pubblici è possibile il progresso del Mezzogiorno. Nel particolare, solo un programma di riforme strutturali, intese nel senso di maggiore spesa pubblica, in conto capitale, consentirebbe di far crescere l'economia meridionale, per dare maggiore impulso, allo sviluppo economico delle aree, particolarmente, periferiche del Mezzogiorno. In primis, diciamo che servono più risorse pubbliche, per aiutare il Mezzogiorno, al fine della crescita economica, nei settori: della formazione; delle infrastrutture e del Green New Deal. In tal senso,  qualcosa si sta muovendo, da parte del Governo nazionale.  Il ministro per il Sud, Peppe Provenzano, il 14 febbraio, a Gioia Tauro, ha annunciato un Piano Sud da 100 miliardi di euro. Noi pensiamo, che questa può essere una svolta positiva economicamente, per l'area meridionale, ma solo se c'è una visione strategica. Ovvero, creare opportunità lavorative per frenare la fuga dei giovani cervelli, in atto; poi, mettere in moto i cantieri dei lavori, per le infrastrutture al Sud e creare una banca del Mezzogiorno.

A nostro modesto avviso, una opportunità di crescita del Mezzogiorno può nascere, in primis, da progetti innovativi e creativi, per giovani talenti. Ecco un primo esempio da prendere in considerazione: i ragazzi che si inventano un mestiere nuovo, in ambito turistico: in un anno incantano 150.000 viaggiatori da tutto il mondo sulla Sila. Guardate quei ragazzi che, in Sardegna, si sono inventati una moneta virtuale. Nel Salento un giovane imprenditore calzaturiero prende il sogno di famiglia, quando tutto sembrava perso e reinventa, l'impresa familiare, conquistando il mondo e anche la stima e l'apprezzamento. Ancora, a Lecce, è nato il progetto "Officine Mezzogiorno", una sfida per l'innovazione, per aziende e scuole. Sarà una sorta di Accademia dei mestieri del futuro, puntando sull'innovazione e diffondere l'uso della tecnologia e la grande impresa; ma c'è di più: fermare l'esodo dei giovani salentini e creare connessioni nazionali e internazionali con il Mezzogiorno del Paese Italia. In conclusione, noi ci auguriamo che che la Politica nazionale sostenga economicamente, la speranza di un Paese di giovani, più dinamico e innovativo e più interessato, al proprio futuro.

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