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Venerdì, 17 Gennaio 2020

A nostro modesto avviso, un rilancio degli investimenti pubblici, in particolare, nel Mezzogiorno è fondamentale per ridurre la disparità economica con il resto del Paese.  Nel particolare, l'idea è, anche quella, di rilanciare un sistema di investimenti infrastrutturali che si prefigga, innanzitutto, di collegare tra loro le diverse realtà economiche e territoriali del Mezzogiorno. Stiamo parlando della realizzazione di un Piano con l'Alta capacità ferroviaria per il Mezzogiorno. Ma c'è di più. Una Relazione della Banca d'Italia ha affermato: " Investire al Sud non fa bene solo al Sud, in quanto un incremento degli investimenti pubblici al Sud, pari all'1% del suo Pil per 10 anni(4 miliardi all'anno) potrebbe avere un moltiplicatore pari a 2% nel medio- lungo periodo, dando una spinta decisiva a redditi e occupazione. Ma creerebbe, anche, un effetto espansivo su tutto il Paese". Peraltro, non è un caso, se dal Rapporto Svimez è risultato che" il mercato del Sud è il principale sbocco, per le imprese del Nord" Noi riteniamo, infatti, che di tutto questo il Centro-Nord d'Italia ne beneficerebbe, grazie, alla maggiore domanda  e all'integrazione commerciale con il Mezzogiorno.

In primis, noi diciamo che storicamente sono state le aree più deboli del Paese, ovvero, il Mezzogiorno a trascinare la crescita delle aree più ricche del Paese, ovvero il Centro- Nord d'Italia. A questo punto, c'è da dire, senza mezzi termini, che, ora, il Nord ha bisogno che sia, anche, il Sud a crescere economicamente. Vediamo perchè.

La riduzione degli investimenti pubblici, in particolare, ha ridotto contestualmente, la domanda interna e il tasso di crescita della produttività del lavoro. Ancora, la contrazione della domanda interna ha fatto si che il Mezzogiorno non rappresenti più, un rilevante mercato di sbocco per le produzioni delle imprese del Centro- Nord d'Italia. Purtroppo, va detto anche, che se storicamente sono state le aree più deboli del Paese, ovvero, il Mezzogiorno, a trascinare la crescita delle aree più ricche dell'Italia, è dovuto alla persistente "Questione meridionale", ad ,oggi, ancora, non risolta. dalla Politica nazionale. In conclusione, noi diciamo ben venga il "Piano per il Sud, annunciato dal Governo, con maggiori investimenti pubblici, sperando che si attui con una programmazione di lungo periodo, finalizzata a ridurre i divari regionali esistenti tra Nord e Sud del Paese.

Il Governo Conte avrebbe deciso di aumentare l’aliquota della cedolare secca sugli affitti abitativi a canone calmierato, che si applica anche alle locazioni degli studenti universitari. L’aliquota è attualmente pari al 10 per cento, per effetto della decisione del Governo Renzi nel 2014, confermata dal Governo Gentiloni nel 2017, e la sua misura ridotta è motivata dalla finalità di favorire l’accesso all’abitazione da parte delle famiglie che non possono rivolgersi al libero mercato.

“Se il Governo confermerà questa decisione – ha dichiarato il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa – sarebbe un clamoroso autogol. La cedolare sugli affitti calmierati è una misura sociale, condivisa da forze politiche, sindacati inquilini, operatori ed esperti del settore immobiliare. In questi sei anni di applicazione ha garantito un’offerta abitativa estesa, favorendo la mobilità di lavoratori e studenti sul territorio. Inoltre, come rileva la nota di aggiornamento del Def, la cedolare ha determinato una riduzione senza precedenti dell’evasione fiscale nelle locazioni. Insomma, c’è una misura che funziona, apprezzata unanimemente, ad alto impatto sociale: il Governo vuole davvero modificarla in peggio?”   

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