Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Domenica, 30 Aprile 2017

"Black Island"…

Apr 20, 2017 Hits:300 Crotone

"Maria Taglioni…

Apr 20, 2017 Hits:326 Crotone

A San Leonardo di Cutro s…

Apr 18, 2017 Hits:374 Crotone

Wecar Crotone perde in ca…

Apr 12, 2017 Hits:450 Crotone

A gonfie vele il gemellag…

Apr 04, 2017 Hits:764 Crotone

Santa Spina a Umbriatico…

Apr 01, 2017 Hits:690 Crotone

Viaggio nel Salento magico Taranta, pizzica e Salento, morsi senza rimorsi

Federico Capone col suo Viaggio nel Salento magico. Dove si racconta di folletti e streghe, di fate, orchi e sirene, del venefico morso della tarantola, di fatti di vita quotidiana, di usi, di costumi e di superstizioni, con fiabe e filastrocche ,ci guida in modo inusuale ed accattivante nel fascino della Terra d’Otranto dove sta nel suo sapere ancestrale arricchitosi nei secoli, e per tutto il medioevo, grazie al passaggio di genti e culture diverse, e conservatosi, poi, in epoca moderna, quando, col cambiare delle rotte, da snodo centrale del Mediterraneo, l’antica terra fra due mari, la Messapia appunto, divenne estrema periferia d’Italia

L’autore ,novello Virginio, ci traghetta in questa “Terra del rimorso”, come la descrisse Ernesto de Martino nel 1959.

Parimenti qui tutto è “tarantola, tarantismo, tarantella. pizzica”.

Il fenomeno del tarantismo è comunque iscritto in un sistema ideologico complesso e antico, presente sino a pochi decenni fa, oltre al Salento, solo in alcune regioni dell'Italia meridionale ed in Spagna.

Il viaggio antologico ha inizio con le testimonianze proposte risalenti ad epoche veramente insospettabili, che vanno dal II secolo a. C., quando Nicandro di Colofone narra nelle sue Metamorfosi della battaglia a passi di danza combattuta fra le ninfe Epimelidi e i giovani pastori messapi, per poi raccogliere le narrazioni di Goffredo di Malaterra, Alberto di Aquisgrana e Girolamo Mercuriale fino ad arrivare alla fine del XIX secolo.

Nella seconda parte del libro l’autore ci introduce nelle “terra del rimorso” attraverso le leggende raccolte da Giuseppe Morosi nella Grecìa Salentina, ma anche con le credenze, gli usi e le superstizioni annotate dai pionieri dell’etnologia salentina: Trifone Nutricati Briganti, Giuseppe Gigli e Sigismondo Castromediano.

Si delinea un quadro a tutto tondo di una Terra d’Otranto crocevia di genti e culture diverse,da quella messapica a quella greca, latina, turca,spagnola e da snodo centrale del Mediterraneo, estrema periferia d’Italia.

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI