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Mercoledì, 16 Agosto 2017

La scena nel crimine e' un saggio-inchiesta che ripercorre la storia dell'opera Pagliacci di Leoncavallo, "nata" in teatro nel 1892.

Attraverso varie fonti (cartacee, sonore, visive, web) che si interconnettono ad una memoria centrale che le rielabora, l'Autore parte dall' omicidio che impressiono' da vicino il giovane Ruggiero nella Montalto Uffugo del 1865 per investigare quel tragico evento e le modalita' con cui, successivamente, la fantasia del musicista dara'

forma alla Scena (teatrale) intravista nel Crimine (reale) perpetrato ai danni del domestico di casa.

Ma l'osservazione non si ferma all'antefatto, per come emerge da documenti processuali, ed e' addirittura preceduta da una analisi del ruolo che ebbe il padre dell'operista, il magistrato Vincenzo, nel seguito dell'infelice insurrezione di Sapri capeggiata da Carlo Pisacane nel 1857.

Nel volume vengono ripresi diversi episodi della biografia di Leoncavallo, in particolare quelli attinenti ai rapporti con Giacomo Puccini, Catulle Mendes, Enrico Caruso, Pietro Mascagni autore di Cavalleria Rusticana, con Giovanni Verga e l'ambiente europeo naturalista e verista di fine 800 e primo 900, compreso quello musicale del suo tempo, in primis Verdi, Bizet, Wagner.

Nel libro sono ripercorsi anche importanti passaggi di media sonori e visivi, sempre appunto seguendo, come cronologia, il filo conduttore dell'opera Pagliacci: la prima registrazione di Vesti la giubba nel 1902, il primo film muto nel 1915, e dopo la morte di Leoncavallo nel 1919, i film sonori del '31 e '36, e nel '42 il Pagliacci di Fatigati, prima pellicola girata in esterni in Calabria, fino alla prima fiction operistica prodotta dalla RAI/TV nel 1954.

Una "biografia" di un melodramma, dunque, che ha il proprio baricentro nell'archetipo del Clown, figura magica e tragica, compressa nel dualismo fra il dover ridere e far ridere mentre avrebbe di che piangere, in bilico fra verita' o/scena.

Insomma una maschera per molti versi pre/pirandelliana, da cui hanno attinto persino i Queen e i cartoni animati dei Simpson!

Ma e' tutto il lavoro teatral/musicale di Pagliacci a imporsi ancora oggi per vigore drammatico e forza spettacolare ed a rinnovarsi di continuo, eseguito da grandi orchestre e bacchette ed interpretato da ugole dorate, diretto da famosi registi d'opera.

Un melodramma di lunga durata la cui vita si protrae e rinnova da 125 anni e si offre ancora oggi come magistrale esempio di doppio teatrale su musica di impronta verista.

La scena nel crimine

In Pagliacci di Leoncavallo,

Amedeo Furfaro

(Musica News/Centro Jazz Calabria, 2017, pag. 128, 6,50)

 

Michela Marzano sarà in Sicilia per presentare il suo nuovo romanzo L’amore che mi resta (Giulio Einaudi editore) 

nelle seguenti date:

giovedì 22 giugno ore 18.30, a Marsala, Convento del Carmine, con Anna Maria Angileri 

venerdì 23 giugno ore 18, a Palermo, Palazzo Branciforte, con Donata Agnello

sabato 24 giugno ore 18, a Messina, libreria Feltrinelli Point, con Anna Mallamo

lunedì 26 giugno ore 16, a Taormina, San Domenico Palace Hotel, con Graziella Priulla – all’interno del festival Taobuk

L’amore che mi resta

La sera in cui Giada si ammazza, Daria precipita in una sofferenza che nutre con devozione religiosa, perché è tutto ciò che le resta della figlia. Una sofferenza che la letteratura non deve aver paura di affrontare. Per questo siamo disposti a seguire Daria nel suo buio, dove neanche il marito e l'altro figlio riescono ad aiutarla; davanti allo scandalo di una simile perdita, ricominciare a vivere sembra un sacrilegio. Daria si barrica dietro i ricordi: quando non riusciva ad avere bambini e ne voleva uno a ogni costo, quando finalmente ha adottato Giada e il mondo «si è aggiustato», quando credeva di essere una mamma perfetta e che l'amore curasse ogni ferita. Con il calore avvolgente di una melodia, Michela Marzano dà voce a una madre e al suo struggente de profundis. Scavando nella verità delle relazioni umane, parla di tutti noi. Del nostro desiderio di essere accolti e capiti, della paura di essere abbandonati, del nostro ostinato bisogno di amore, perché «senza amore si è morti, prima ancora di morire».  

 

In queste ultime ore La Giuria Tecnica del "XXIX Premio Letterario Camaiore", composta dalla Presidentessa del Premio Rosanna Lupi e da Corrado Calabrò, Emilio Coco, Vincenzo Guarracino, Paola Lucarini, Renato Minore e Mario Santagostini, in riunione congiunta presso l'Hotel Capri di Lido di Camaiore, dopo un'attenta e profonda valutazione dei volumi appartenenti alla prima rosa di selezione dei candidati al premio 2017, ha decretato i cinque finalisti, il Camaiore Proposta Opera Prima, il Premio Internazionale e le Menzioni Speciali della Presidenza.
Da segnalare, in luglio, la cerimonia di consegna dei 5 libri finalisti alla Giuria Popolare con la proclamazione dei vincitori dell’undicesima Rassegna “La poesia dei ragazzi”, che entreranno a far parte di diritto della Giuria Popolare.
Il Sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto ha ricordato il Presidente Francesco Belluomini, recentemente scomparso, affermando - "Oggi a questo tavolo manca una persona che è stata fondamentale per le sorti di un premio che negli anni è costantemente cresciuto. Ho chiesto e insistito perché Rosanna desse continuità al lavoro di Francesco Belluomini. Nel mio primo mandato ci sono state anche dure discussioni, che ricordo però con grande simpatia, poiché non è mai venuta meno la consapevolezza di essere lì per proteggere, tutelare e far crescere il nostro Premio”.
“Ho assunto questo compito oneroso con la voglia di portare avanti le idee di Francesco Belluomini, il suo rigore, la sua generosità e tutti quei valori che oggi ci mancano. Ringrazio tutti quanti mi hanno affiancato in questo periodo difficile e che mi hanno aiutato a tenere altissimo il livello di questo Premio” - questo il commosso commento della neo Presidentessa del "Premio Letterario Camaiore"  Rosanna Lupi, consorte del compianto poeta e scrittore Francesco Belluomini, ideatore, fondatore e giá Presidente del Premio di Poesia.

Di seguito i nominativi della ciinquina finalista della XXIX Edizione del "Premio letterarioCamaiore":
Lucetta Frisa – “Nell’intimo del mondo. Antologia 1970-2014” Puntoacapo
Francesco Scarabicchi – “Il prato bianco” Einaudi
Stefano Simoncelli – “Prove del diluvio” Italic Pequod
Alberto Toni – “Il dolore” Samuele
Silvia Venuti – “Sulla soglia della trasparenza” Interlinea
Vincitore Camaiore Proposta “Vittorio Grotti”
Mathias Pds – “Fra il silenzio e il rumore” Campanotto
Vincitore Premio Internazionale
Nuno Jùdice – “Formule di vita luce inesplicabile” (Portogallo) Kolibris
Premio Speciale 2017
Paolo Valesio – “Il servo rosso”
Puntoacapo
Menzione Speciale 2017
Rodolfo Di Biasio – “Mute voci mute”
Ghenomena
Luigia Sorrentino – “Inizio e fine”
Stampa
Norma Stramucci – “G. Apollinaire – Traduzione da Calligrammes”
Arcipelago Itaca

La Cerimonia di Premiazione di questo atteso  appuntamento con la Poesia, noto a livello nazionale ed internazionale, si svolgerà come di consueto nel prossimo mese di settembre.

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