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Giovedì, 19 Aprile 2018

Crowdbooks e Magazzini Fotografici dedicano un’intera giornata alla fotografia e alle pubblicazioni Crowdbooks.

La piattaforma, che da poco fa parte del mercato editoriale, si basa sulla raccolta di fondi attraverso le prevendite online di libri fotografici. Nata recentemente, Crowdbooks, vanta già grande successo nel settore fotografico.

La giornata, sarà scandita da una serie di eventi che sposano la dinamicità e l’originalità di Magazzini Fotografici, spazio dedicato alla fotografia, nel centro storico di Napoli.

Programma

Dalle 11:30 alle 13:30

Letture Portfolio con Stefano Bianchi, editore e fondatore della Piattaforma Crowdbooks.

13:30

Slideshow dei lavori You Could Even Die For Not Being a Real Couple di Laura Lafon e Terra Nullius di Viviane Dalles.

Dalle 14:30 alle 17:00

Talk con gli autori e fotografi Crowdbooks:

- 14:30 Francesco Faraci

    Malacarne

- 15:00 Fabio Sgroi

   Past Euphoria Post Europa

- 15:30 Gianluca Balocco

   The Image Through the Senses / Witjai

- 16:00 Filippo Romanelli

   Just Another Gender Theory

- 16:30 Carlo Bevilacqua

   Utopia, Dreaming the Impossible

A fare da corollario all’evento, ci sarà la mostra del progetto Just Another Gender Theory di Filippo Romanelli che rimarrà in esposizione fino all’8 aprile 2018.

Durante la giornata, sarà possibile sfogliare e acquistare i libri Crowdbooks.

 

L’evento e le letture portfolio sono a titolo gratuito.

Magazzini Fotografici è un’APS (associazione di promozione sociale) con obbligo di tesseramento. La tessera ha un valore di 5 euro ed è valida per un anno solare. L’evento è supportato con un patrocinio morale dal Comune di Napoli.

 

La Tunisia è un Paese oppure uno stato dell’anima o un mito? si sono chiesti i numerosi visitatori presenti all’inaugurazione della mostra fotografica all’Aeroporto Internazionale di Napoli a cui a presenziato anche l’ambasciatore di Algeria in Italia, Abdelhamid Senouci Bereksi. Tutti rapiti dalla bellezza delle immagini che ritraggono una Tunisia antica e pur così moderna, attraendo il visitatore nel mondo catturato nell’istante stesso dello scatto, quasi come in un “matrix” oltre il tempo e lo spazio, facendolo partecipe di una realtà che Nostrale ha fermato per sempre nella foto che risulta quindi viva e capace di trasmettere forti emozioni, mostrando un paese bellissimo e dando una visione particolare anche a chi conosce a fondo i luoghi ritratti. La mostra è allestita nello “spazio dell’arte “dell’aeroporto di Capodichino situato al primo piano, area partenze,  prima dei controlli di sicurezza, e si potrà visitare fino al 16 Aprile. Gigino Nostrale ha commentato: Il fotografo parla con le sue opere”, lo stesso  si interessa professionalmente di fotografia dal 1972. È socio fondatore e Presidente dell'Associazione Culturale " Image Club" che tutela e propaganda la fotografia artistica. Docente di corsi di fotografia in diversi istituti,  ha curato servizi fotografici  di libri d'Arte,  pubblicando numerosi volumi. Svariate sono le mostre fotografiche in Italia e all'estero che ha realizzato. Ha curato gemellaggi economici e culturali con: Tunisia, Iraq, Spagna, Turchia , Cuba, Giordania, Marocco e Messico con la collaborazione dei relativi Consolati e Ambasciate. Collabora inoltre con le sovrintendenze di Caserta, Benevento, Avellino, Urbino e Ancona per la documentazione fotografica del Patrimonio artistico e archeologico.

La mostra verrà visitata da non meno di  ottocento mila persone”, ha dichiarato Margherita Chiaromonte, responsabile Sviluppo Business Aviation dell’Aeroporto di Napoli GESAC Spa, tanti i viaggiatori previsti in partenza nei due prossimi mesi dell’esposizione.

Il Console di Tunisia a Napoli, Beya Ben Abdelbaki, da soli quattro mesi in città ma già un importante punto di riferimento per la conoscenza del paese,  intervenendo all’inaugurazione della mostra fotografica ha detto:”Vorrei  ringraziare in particolar modo l’Aeroporto Internazionale di Napoli, nella persona del Dott. Armando Brunini e dell’ Ing.Alessandro Fidato e tutto lo staff della GESAC, per aver reso possibile la realizzazione di questo evento odierno che coincide con la giornata nazionale dedicata all'abito tradizionale tunisino” - a così continuato il Console -

“l’aeroporto di Capodichino da sempre rappresenta un ponte di unione tra l’Italia meridionale e la Tunisia grazie ai due voli diretti a settimana, gestiti dalla Compagnia di bandiera "Tunisair Express", il  lunedì e il  venerdì. Tale rotta è, e deve essere sempre, un incentivo per promuovere il turismo e il commercio italo-tunisino. La nostra vicinanza geografica è  di 45mn di volo e ciò spiega il legame storico fra i due paesi sin dai tempi antichi. La Tunisia è un paese piccolo come superficie ma con una grande  storia che risale ad  oltre 3000 anni. Il simbolo di tale periodo è "Annibale" che fu considerato il nemico giurato dell’impero romano adesso invece è considerato il trait d'union tra le due sponde del mare nostrum. Il mio paese Nord Africano, è una terra di contrasti che gode di un clima favorevole che può essere goduto dai turisti in  tutte le stagioni dell’anno. Non è un caso che la Tunisia sia una meta preferita da tanti italiani per godere della loro pensione. Inoltre vi sono tanti prodotti offerti dai nostri fertili e generosi campi che sono la delizia del palato sulla scia della  salutare dieta mediterranea”.

Dall’inizio dell’anno fino a novembre 2017, si sono recati in Tunisia oltre 6,4 milioni di turisti, nel 2018 si prevede un flusso turistico di 8 milioni di persone. La Tunisia è il paese più settentrionale del continente africano e, con i suoi 1.148 km di costa, è separata dall’Italia solamente dal canale di Sicilia. Il grande condottiero e stratega tunisino, il Generale Annibale, unì queste due terre già all’epoca di Cartagine, grazie al suo passaggio in Italia. Una delle foto della mostra ritrae il suo busto e l’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere, il cui museo è diretto da Ida Gennarelli - intervenuta all’inaugurazione - che ha in via di definizione un’importante mostra su Annibale.

 

Nei giorni scorsi presso il teatro  Italia di Acerra, in via Francesco Castaldi, organizzato dall'associazione ” Parthenope” onlus  presieduta da Vincenzo De Maria si è tenuto un evento per sottolineare gli antichi legami del popolo meridionale con la Tunisia. L'arte napoletana e quella tunisina si fondono creando un universo magico e avvolgente. Il concerto di M'Barka Ben Taleb, famosa cantante tunisina che ha eletto la nostra regione a sua residenza; l’esibizione del maestro Peppe Renella, sono stati i momenti magici della serata.  Nel foyer sono stati esposti  oggetti di alto artigianato tunisino  ed è stata collocata la mostra fotografica di Gigino Nostrale, fotografo professionista che spesso ritrae persone e paesaggi della Tunisia in una luce del tutto particolare, scoprendo aspetti insoliti e meravigliosi del Paese.

All’evento è intervenuto il nuovo Console di Tunisia a Napoli Beya Ben Abbdebaki, al quale abbiamo chiesto: quale è il significato della Sua presenza:

“Un Console viene nominato per difendere i diritti dei suoi concittadini ma anche per far apprezzare la cultura del proprio paese nella nazione in cui è accreditato. Perché la cultura è così importante? Perché la cultura costituisce un insieme di conoscenze, di competenze, di tradizioni, di usi e costumi, propri a un gruppo di uomini, ad una civiltà. La cultura si trasmette socialmente, di generazione in generazione, e non attraverso l’eredità genetica, e condiziona in gran misura i comportamenti individuali. La cultura è un insieme di fenomeni, materiali ed ideologici, che caratterizzano un gruppo etnico o una nazione, una civiltà, in contrapposizione ad un altro gruppo o un’altra nazione. Ed è per tale motivo che la cultura è riconosciuta sul piano internazionale il quarto pilastro dello sviluppo, insieme all’economia, all’ecologia e al sociale.

La diversità culturale  - ha continuato il Console Ben Abbdebaki -  è fonte di arricchimento. Una società che riconosce la diversità in maniera positiva si adopera a consolidare, per lo stesso principio, il dialogo e gli incontri, l’interculturalità, così come la lotta contro la discriminazione culturale.

Le recentissime inquietudini culturali che siamo costretti a vivere, come il progressivo aumento del terrorismo e delle violenze interetniche, la diseguaglianza tra uomini e donne, la povertà, la crisi del dialogo interculturale, le minacce all’incolumità dell’intera umanità, rendono le nostre società più rinchiuse in se stesse, incerte del loro avvenire e, allo stesso tempo, del loro passato. È dunque urgente concentrarci sulle nostre azioni mirate ad incrementare gli scambi culturali.

Ed è in questo contesto  - ha concluso il Console -  che si colloca la nostra serata tuniso-italiana, animata dalla cantante tunisina M’Barka Ben Taleb, definita dalla sfera dei giornalisti “La Leonessa del Maghreb”, nonché dall’artista italiano Peppe Renella, i quali mescoleranno i loro generi musicali tipici delle due sponde del Mediterraneo.

 

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