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Martedì, 20 Febbraio 2018

Più che l’inaugurazione di una semplice sede, quella di oggi per Confagricoltura Catanzaro ha rappresentato una vera e propria conquista “sul campo”: «Per prima cosa non è stato facile acquistare lo stabile e in secondo luogo è stato ancora più difficile uscire dall’empasse economica che questo ci ha comportato. Ma ce l’abbiamo fatta». Con queste parole il Presidente di Confagricoltura Catanzaro Walter Placida ha aperto la conferenza stampa della cerimonia d’inaugurazione dei nuovi uffici della sede provinciale di Confagricoltura siti in via L.Marsico 28 a Catanzaro. L’evento è stato l’occasione per intitolare la Sala di Presidenza alla memoria di Mary Cefaly, imprenditrice agricola del lametino, una tra le prime donne calabresi ad essersi distinta per intraprendenza e lungimiranza nel settore, al punto di fare della propria cooperativa la migliore della regione. Quella di Mary Cefaly è una storia poco conosciuta e prima di oggi nessun altro in Calabria aveva pensato di darle un riconoscimento. «Mary Cefaly era un’imprenditrice avveduta, una che guardava al futuro, e noi di agricoltori e di agricoltrici come lei continuiamo ad averne tanti, e questa esperienza di Confagricoltura Catanzaro, con questa sua nuova sede ne è la dimostrazione. Le idee ci sono, manca il contesto su cui far produrre e valorizzare queste idee: dobbiamo ricostruire l’Italia e c’è bisogno che questo le istituzioni lo capiscano e dobbiamo far sì che l’agricoltura resti l’elemento centrale dell’economia nazionale» ha dichiarato il Presidente Nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti che ha presenziato la cerimonia assieme al Direttore Generale Franco Postorino, al Presidente di Confagricoltura Calabria Alberto Statti, a Walter Placida ed al Governatore Mario Oliverio per il quale: «Confagricoltura è un’organizzazione che svolge un ruolo importante nella nostra regione e devo dire che grazie a loro nel corso di questi anni abbiamo potuto mettere in atto gli attuali programmi di sviluppo del comparto agricolo».

La manifestazione è stata l’occasione per far un po’ il punto della situazione per un settore, quello agricolo, la cui crescita è vera e dichiarata ma che presenta ancora molte problematicità «che siamo pronti ad affrontare con chiarezza e buon senso, rivolgendoci sempre e solo alle persone politicamente competenti, perché le organizzazioni di categoria devono essere rappresentate da persone che antepongono gli interessi delle aziende a quelli personali e non devono essere un contenitore di poltrone» ha detto Giansanti.

Tra le presenze da segnalare anche quella del primo cittadino catanzarese Sergio Abramo che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza dell’agriocoltura e auspicato una maggiore collaborazione tra le istituzioni preposte allo sviluppo del settore primario. Nel parterre anche il vicepresidente nazionale di Confagricoltura Nicola Cilento, il consigliere regionale con delega all’agricoltura Mauro D’Acri, il consigliere regionale Arturo Bova, il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro Daniele Rossi, il Direttore di Arcea Maurizio Nicolai, il Direttore Generale del Dipartimento regionale dell’agricoltura Carmelo Salvino e molti altri tra dirigenti e funzionari.

Uno spettacolo esilarante in vernacolo pugliese ha divertito il pubblico del teatro Grandinetti di Lamezia Terme, che ha assistito alla commedia in due atti “La banda degli onesti” di Antonello Avallone, con la regia di Silvano Picerno, nell'ambito della rassegna regionale “Vacantiandu”, organizzata dall'associazione culturale “I Vacantusi”, sotto la direzione artistica di Nicola Morelli e Diego Ruiz, e direzione amministrativa di Walter Vasta.
Una rivisitazione del famosissimo film di Totò, offerto però in chiave moderna: la banconota da 200 euro che devono stampare i tre protagonisti sventurati della banda rivela infatti l'attualità dell'ambientazione che, con ritmo elevato, rende lo spettacolo  accattivante e ricco di colpi di scena.
Una commedia leggera, che ha divertito molto il pubblico, soprattutto quando gli attori si sono lasciati andare al dialetto pugliese e quando hanno inserito nel loro copione passaggi legati alla vita cittadina di Lamezia Terme.
Bravi tutti gli attori sul palco, che con la loro verve e la loro mimica perfetta, sono riusciti a tenere sempre alto il ritmo in scena. 

Tutto ruota intorno al portiere morto di fame di nome
Antonio, interpretato da un bravissimo Silvano Picerno, che ha ereditato l’occorrente per fabbricare biglietti da 200 euro da un ex incisore della Zecca. Così, l'uomo convince il tipografo Giuseppe Lo Turco, magistralmente interpretato da Leo Coviello, e il pittore Tommaso Cardoni, interpretato dal bravissimo e promettente Giorgio Zuccaro, ad aiutarlo a fabbricare le banconote. Dopo diversi tentativi di convincimento, soprattutto per necessità impellenti dei tre “amici”, il portiere, il tipografo e il pittore si recano nella bottega del tipografo e iniziano a stampare le prime banconote da 200 euro. I tre non riescono però subito a “piazzare” i soldi falsi, perchè la loro onestà tenta di prevalere sulla disonestà. Alla fine, è toccato ad Antonio spacciare la prima ed unica banconota falsa, utilizzata per acquistare una schiuma da barba in una tabaccheria. Ma appena torna a casa, il portiere scopre che suo figlio Michele (interpretato da Pasquale Ceglie), che è finanziere, è stato trasferito dal Veneto proprio nella sua città e a lui è stato affidato l'incarico di trovare la banda di falsari presente in città. Ecco perchè alla fine, Antonio convince i suoi complici a desistere dall'impresa e non spacciare più banconote false. Anche se in realtà, nessuno dei tre del gruppo era riuscito a mettere a segno questo intento di spacciare soldi falsi, in quanto la loro onestà è prevalsa su tutto. In carcere è invece finita un'altra banda di falsari, che operava prima di loro e in modo più capillare. Il tutto, arricchito dalla superba interpretazione di altri due personaggi, che hanno resto ancora più divertente la commedia: il ragioniere Matera (interpretato da Michele Santomassimo) e Olga (interpretata da  Antonella Macella) moglie tedesca del portiere.

Nei giorni scorsi a Lamezia Terme presso il Gran Hotel, si è riunito  il coordinamento regionale  del PVU, Partito Valore Umano, partito nato a novembre scorso e presente in tutte le province italiane, alla presenza del coordinatore nazionale Pasquale Ruga, e alcuni delegati calabresi, individuati dalla direzione nazionale. Nell’occasione è stata ufficializzata la nomina del coordinatore regionale,  nella persona dell’imprenditore crotonese Franco Iona. Nei primi giorni dell’anno il coordinatore Franco Iona, in sintonia con la direzione nazionale, ed ai Referenti Calabresi,  provvederà ad ufficializzare i componenti  il Direttivo regionale, i coordinatori provinciali e i Coordinatori delle principali città calabre. Questo nuovo partito si pone l’ambizioso obiettivo di ridare  dignità al territorio calabrese, e riconquistare la  fiducia dei cittadini ormai sempre più lontani dalla politica attiva. Meritocrazia e territorio saranno i pilastri programmatici.

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