Adriano Celentano interviene col suo atteso monologo a Sanremo e la rete si riempie subito dei primi commenti a caldo, quasi tutti critici verso le parole e la figura dell'ex Molleggiato. Noioso, lento, troppo lungo: questi i giudizi principali che compaiono sul social network Twitter pochi minuti dopo la performance di Celentano, durata quasi un'ora. "Non mi annoiavo così dalle lezioni sull'Ariosto", scrive Marta. "Credevo non ci fosse spettacolo più noioso del mio libro di anatomia", è il commento di Fabiola. E tanti i tweet che 'inneggiano' concordi alla pubblicità: "Mai stato così felice per la pubblicità", "non avrei mai pensato di dirlo, ma menomale che c'é la pubblicità". Accoglienza mista all'attacco di Celentano ad Avvenire e Famiglia Cristiana: c'é chi ne apprezza la schiettezza ("Finalmente qualcuno che dice chiaramente quanto siano inutili"), ma anche chi proprio non ci sta ("Prima di parlarne si sciacqui la bocca. Poi se li legga", "Il teologo Celentano lasci in pace Avvenire e Famiglia Cristiana: legga Topolino"). Non piace particolarmente nemmeno la critica dell'artista alla bocciatura del referendum sulla legge elettorale da parte della Corte costituzionale: "Attacco pieno di inesattezza", lo definisce Francesco; "Disinformazione e populismo", secondo Roberto. E c'é anche un pizzico di nostalgia per un Adriano diverso: "Non ci posso credere che è la stessa persona che cantava Azzurro", commenta Luigi; "Continuo a preferire il Celentano cantante rispetto al Celentano profeta", scrive Igor; "Per me l'apice della sua carriera è stato interpretare la scimmia di Bingo Bongo, ironizza Monica. Giudizi negativi arrivano anche dal mondo della musica: "Ma non era una manifestazione canora?", si chiede Enrico Ruggeri sul suo profilo Twitter. E poi: "Sono imbarazzato come operatore dello spettacolo e dispiaciuto per i miei colleghi che stanno aspettando la fine di questo delirio. Sono le 23.20 e hanno cantato in 6: è una sconfitta per la discografia e per la musica". "'Na poracciata'', è la bocciatura in romanesco di Fiorella Mannoia. E Francesco Facchinetti twitta: "Mio padre mi chiama e mi dice: 'ma siamo a scherzi a parte?''. Più ironico il commento di Leonardo Pieraccioni: "Celentano è come i giochi a Gardaland: prima di arrivare alla canzone devi fare 35 minuti di fila". Taglia corto Gerry Scotti, sempre su Twitter. "Non abbiamo bisogno di vedere questo. Punto".
Annullato il voto della giuria ma non il giudizio di chi guarda, ecco le pagelle della prima serata del Festival di Sanremo.
Giornali come Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi, si occupano delle beghe della politica e non parlano del Paradiso, un discorso che per loro occupa poco spazio, lo spazio delle loro testate ipocrite come le critiche che fanno a Don Gallo che ha dedicato la vita ad aiutare gli ultimi". Strali feroci sulla Consulta che ha bocciato il referendum sulla legge elettorale "buttando nel cestino un milione 200 mila voti". Critiche al direttore generale della Rai Lorenza Lei che "ha distanziato Santoro". Un insulto ad Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere della Sera, accenni al referendum sulla privatizzazione della Rai, riferimenti religiosi, il governo Monti definito "materiale di ottima resistenza, apparentemente indipendente, facile all'ossido dei partiti". La denuncia, citando il Corriere della Sera e il Wall Street Journal, che la Germania e la Francia hanno imposto l'acquisto di armamenti alla Grecia per concedere gli aiuti. Non resterà senza conseguenze l'intervento fiume di Adriano Celentano, quasi un'ora di performance tra il messianico e l'invettiva con quattro momenti musicali, incursioni nel rock'n'roll e il ripescaggio di una rarità, Il Forestiero, eseguita per sottolineare un passaggio dedicato al martirio di Gesù. E le prime reazioni non si fanno attendere.
"Davvero un bello spettacolo. Bravo, viva Sanremo e viva la Rao", replica dal sito il direttore di Avvenire Marco Tarquinio. "Tutto questo, perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo e farle funzionare per un anno intero". E il segretario della Fnsi Franco Siddi parla di "battute senza senso sui giornali" da parte di Celentano. Già l'inizio è stato violento, scene di guerra, bombardamenti, ragazzi che crollavano sul palco. Celentano è partito attaccando "preti e frati che non parlano mai del motivo per cui siamo nati, non parlano mai del Paradiso, come so fossimo nati per morire". Poi l'attacco all'Avvenire e Famiglia Cristiana, prima di una citazione degli operai che dall'otto dicembre sono sulla torre della stazione di Milano per protestare contro la cancellazione di vagoni letto. Il momento più teatrale è stato quello dedicato alla bocciatura del referendum sulla legge elettorale: Pupo dalla platea, Gianni Morandi e Rocco Papaleo hanno inscenato un dialogo a quattro sul concetto del popolo sovrano, un diritto sancito dalla Costituzione, che nel testo di Celentano, è stato calpestato dalla decisione della Consulta. Anche Morandi ha pronunciato parole di critica contro la bocciatura e contro l'allontanamento dalla Rai di Santoro. Elisabetta Canalis ha fatto una pallida apparizione, come incerta materializzazione dell'Italia. Prima dell'attacco alla Germania e alla Francia, un riferimento al martirio di Gesù, prologo a una denuncia dell'inutilità delle preoccupazioni terrene, l'insulto ad Aldo Grasso, le critiche alla Merkel e Sarkozy. Un momento molto lungo, concepito come se le canzoni fossero un premio per chi ascoltava il sermone. Certo quando canta il rock, Prisencolinensinainciusol, Il Forestiero, Celentano è irragiungibile ma la musica in un contesto messianico di questo genere non è l'elemento determinante, né sembra la sua principale preoccupazione che, come da collaudato copione, è quella di entrare a piedi uniti sulle convenzioni, comprese quelle della narrazione televisiva
In una giornata difficile per Sanremo con i controlli a tappeto in centro città della Guardia di Finanza, al festival il forfait della signorina Ivana Mrazova davvero non ci voleva. Un violento torcicollo, più tecnicamente una "cervicalgia acuta con blocco vertebrale", la costringe a rinunciare al debutto sul palco dell'Ariston. I dolori sono talmente forti che nel pomeriggio la bella top model ceca sale su un'ambulanza per raggiungere l'ospedale, dove viene sottoposta a una risonanza magnetica. Ma niente paura: si tratta solo di un problema muscolare. E forse già domani la potremo vedere all'opera nella seconda serata del festival. "Sono molto dispiaciuta per quello che è successo - dirà una volta tornata in hotel - aspettavo questa serata ormai da mesi, mi sono preparata tanto, ho studiato e provato. Era tutto pronto e io ero felicissima. Purtroppo i medici mi hanno imposto riposo assoluto. Spero di poter salire sul palco al più presto, spero domani, e di non deludere il pubblico di questo grande evento. Faccio un in bocca al lupo enorme a Gianni e Rocco e questa sera li seguirò dalla tv". E intanto dall'Ariston Rocco Papaleo ci scherza su: "Su questo palco non sono mai mancate le donne. Possibile che proprio adesso, che sono vestito come Dio comanda, le donne non ci siano?". E infatti, dopo che la prima 'valletta' Tamara Ecclestone è stata cacciata perché faceva i capricci, la seconda invece finisce in ospedale, assistita da madre e sorella. Eppure, a detta del direttore artistico Gianmarco Mazzi, Ivana è una ragazza "molto forte, ha un'anima di acciaio in un'apparenza vellutata". Ma teme che abbia "chiesto troppo al suo fisico. A volte anche i giocatori di calcio hanno problemi improvvisi, ma ci sono dei modi per metterli in piedi", aggiunge speranzoso. In ogni caso, the show must go on: quando nel tardo pomeriggio si capisce che non ce la può fare, parte il piano B. Vengono richiamate di corsa Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, previste domani sera. La prima è già a Sanremo e la seconda arriva di gran carriera da Milano. "Se l'anno scorso mi fosse successa una cosa così sarei andato nel panico", aveva detto Morandi in mattinata. Pochi minuti prima dello show, al Tg1 afferma: "Speriamo che Ivana recuperi per domani. Sono molto felice che ritornino. Le abbiamo chiamate e abbiamo detto loro: siamo in difficoltà, venite"
DOLCENERA - Ci vediamo a casa - 5 - Look un po' datato, ma meno panterona del previsto. Un pop elettronico che cerca l'orecchiabilità ma rimane impantanata nelle solite note. In più i primi versi sono stati condizionati da una più che giustificabile emozione.
SAMUELE BERSANI- Un pallone 6 - Uno swinghettino gradevole accompagna uno dei testi migliori del festival. Bersani è chiaramente bloccato dall'emozione, ma il pezzo ha potenzialità radiofoniche.
NOEMI - Sono solo parole - 8 - E' una bella canzone, scritta da Fabrizio Moro e prodotta benissimo da Corrado Rustici. Noemi la canta con la sua caratteristica intensità e la sicurezza di una veterana. Performance che nobilita il festival.
FRANCESCO RENGA- La tua bellezza 6 - Evento raro, Renga all'inizio è impreciso, ha bisogno di qualche verso per ritrovare l'intonazione. Il brano, uno dei candidati alla vittoria, è un mix di aria pop e rock, scritta su misura per le doti vocali di Francesco Renga che stasera ha pagato lo scotto della tensione da Ariston.
CHIARA CIVELLO - Al posto del mondo - 5 - Chiara Civello è un'interprete che in un ambito jazz ha ottenuto meritati riconoscimenti. Per arrivare a Sanremo le hanno affidato un brano datato, che suona come un maldestro tentativo di suonare alla Piazzolla. Un'occasione sprecata per far arrivare all'Ariston sonorità diverse dal solito.
IRENE FORNACIARI - Grande Mistero - 5 - Ci mette grinta come se fosse sufficiente a ottenere il passaporto per la qualità. Come se volesse scrollarsi di dosso il peso di essere presentata ogni volta come "una cresciuta a pane e rhythm and blues", che è un po' come dire che i neri hanno il ritmo nel sangue, ha cantato un pezzo, in italiano, di Davide Van De Sfroos. Ma sembra ancora in cerca dell'autentico status di big. EMMA - Non è l'inferno 6 - Candidata alla vittoria finale, sempre molto compresa nel ruolo di cantante tutta grinta, si presenta con un pezzo impegnato su un reduce che non trova lavoro. Per le sfumature e l'eleganza ci sarà tempo.
MARLENE KUNZ - Canzone per un figlio 5 - Peccato. Godano e compagni, presentati come "l'unico gruppo che fa rock in Italia", sono arrivati all'Ariston con un brano innocuo che non lascia tracce. Le emozioni sono rimaste lontane.
EUGENIO FINARDI - E tu lo chiami Dio 6 - Chiamato a rappresentare la categoria cantautori, Finardi ha portato all'Ariston una riflessione su Dio cantata con elegante disinvoltura e il giusto disincanto.
GIGI D'ALESSIO-LOREDANA BERTE' - Respirare 5 - Il brano per certi aspetti è una sorpresa. Sul look della Berté il bon ton impone di sorvolare. C'è una certa orecchiabilità, ma continua a sfuggire il senso della strana coppia.
NINA ZILLI - Per sempre 7 - Nina Zilli è uno dei personaggi più interessanti della musica italiana. Il pubblico la conosce come italica soul sister: in gara porta un brano molto Italia anni '60, impegnativo, appassionato, accattivante, che ricorda Mina.
PIERDAVIDE CARONE - LUCIO DALLA - Nani 4 - Carone e' l'autore dei leggendari versi "in tutti i luoghi in tutti mari". Quest'anno si inserisce nel filone delle storie di prostituzione disperata con la benedizione di Lucio Dalla che dirige l'orchestra e vocalizza. Niente di più.
ARISA - La Notte 6 - Canta bene un brano intimista che promette emozioni che non arrivano. Manca un ritornello, altrimenti poteva essere un successo.
MATIA BAZAR - Sei tu 5 - Per tornare a Sanremo si è rimessa insieme la formazione con Silvia Mezzanotte. Nella lunga carriera del gruppo si sono ascoltate cose migliori
Non bastavano i controlli della Guardia di Finanza in città e il forfait di Ivana Mrazova. A segnare il debutto del festival di Sanremo questa sera è un altro incidente: si inceppa il sistema tecnico di voto usato dalla giuria demoscopica dopo l'esibizione del secondo big, Samuele Bersani, e alla fine Rai1 e l'organizzazione del festival decidono di sospendere la gara, tra le contestazioni di pubblico e giurati. A dare l'annuncio è capitan Gianni Morandi a fine serata, nel momento in cui dovevano essere resi noti i nomi dei primi due artisti esclusi. "In deroga al regolamento del festival, Rai1 e la direzione artistica, preso atto del blocco del sistema di voto, hanno deciso di sospendere la gara di stasera, permettendo a tutti e 14 gli artisti di riesibirsi domani", dice il conduttore tra i 'buuh' del pubblico e dei giurati che, dalla galleria, lanciano in aria le schede cartacee su cui stavano registrando i loro voti dopo lo stop al meccanismo elettronico. Il caos, ha spiegato la Rai, è stato determinato da un problema tecnico alla centralina del sistema della Ipr Marketing, la società demoscopica che si occupa del festival. In un primo momento i giurati sono stati invitati a votare su carta, in attesa del ripristino del sistema. Poi, per evitare qualsiasi tipo di contestazione e garantire la regolarità della gara, si è deciso di sospenderla. Domani sera tutti i big potranno riesibirsi e a fine serata saranno eliminati in quattro.
Il festival di Sanremo ricomincia da Ti Sputtanerò. Luca e Paolo, protagonisti dell'edizione dell'anno scorso, hanno aperto l'edizione 2012 con un altro centone, modellato su Uomini soli, la canzone dei Pooh che ha vinto nel '90. Un testo dedicato ai comici orfani di Berlusconi. Ce n'é per tutti, la Dandini, la Guzzanti, Fazio, Nanni Moretti, Luciana Littizzetto. Non ci sono più cattivi, "le battute su Schettino hanno rotto già il belino", "non si può far battute sui tassisti, Saviano e i giornalisti" sono alcuni dei passi della canzone che si chiude "te lo chiedo inginocchiato che ritorni quel pelato". Poi una citazione dell'intervento di Roberto Benigni dell'anno scorso, con Paolo come impossessato da Benigni che mitraglia sinonimi degli organi genitali e un lungo pezzo, condito da "sti c..zi, sulle tasse, il canone Rai ("ma si può pagare il canone per vedere Giletti?"), l'orgoglio di essere italiani e una rilettura ironica del Va Pensiero. Un prologo insolitamente lungo, con l'inevitabile riferimento a Celentano sfidato da Luca e Paolo con un silenzio di qualche minuto, un omaggio al Fantastico e alla celebre frase alla lavagna. Poi l'ingresso di Gianni Morandi.
Questo il testo del Và pensiero versione Luca e Paolo: "Và pensiero, sull'ali dorate/ per dorarle ci han fatto una gara/e l'ha vinta quel Silvio a Segrate/che ha volato per ben 15 anni/Gli indignati hanno vinto e ci salutan/or c'é Monti non c'e Berlusconi/Ci ha lasciato le ali e un cerino/che possiamo darci fuoco ai coglioni".
Gli 'Uomini soli' diventano i comici, spaesati e a corto di vittime nel dopo Berlusconi e con l'avvio dell'era Monti: questo il testo della parodia del brano dei Pooh, riadattato da Luca e Paolo in apertura del festival di Sanremo. "Ci vedi in televisione con la faccia mogia mogia, facciam battute più tristi di un dossier sulla Cambogia, sperduti senza più vittime vere, vanno a puttane le nostre carriere, ci manca tanto il Cavaliere". "Si strugge sul suo divano tutta sola la Dandini, ritorna in tv la Guzzanti sì, ma hanno tolto Minzolini, non si può fare satira davvero, senza più la Carfagna al ministero... adesso c'é sto legno, la Fornero". Poi il ritornello: "Dio che fine farà la mia comicità se manca manca proprio lui che ha trombato più di noi, con Mario Monti no, non si posson fare lazzi, né Chiabretti né Luttazzi, per la satira son cazzi. Ma dimmi se si può fare i comici così, con il Pdl che sta inciuciato col Pd, non ci sono più cattivi, le battute su Schettino hanno già rotto il belino". "I conti sono alla frutta senza Scajola né Borghezio, Emergency raccoglie fondi per Littizzetto e Fazio, non c'é uno straccio si intercettazione, le escort sono in cassa integrazione, Emilio Fede va in pensione". "Ho visto Nanni Moretti sulla vespa a Ponte Milvio, ma quando manca il Caimano porta pizze a domicilio e Vauro per uscire un po' dal coro ha fatto una vignetta su Santoro: l'han fucilato a freddo contro il muro". "Ma che fine farà la mia comicità, se si è dimesso lui chi mi censurerà? Potrei forse fare il botto, se dicessi che ci ha rotto questo articolo 18, ma lo dico con rispetto, lo sai che non si può far battute sui tassisti, su Saviano e i giornalisti, e se tocchi la Camusso come comico sei fesso perché perdi il posto fisso. O signore del creato, te lo chiedo inginocchiato, fà che torni quel pelato".
Dopo il prologo di Luca e Paolo, la serata ha fatto scoprire la scenografia molto tecnologica e il palco occupato da una spettacolare coreografia di Daniel Ezralow (in scena con il costume da astronauta) sulla conquista della luna (l'arca della musica, dice Morandi) e le note di Also Sprach Zarathustra versione Deodato.
Rocco Papaleo "conduttore tecnico". Chiamato in anticipo sul palco, Papaleo, che indossava un cappotto, ha confessato di essere paralizzato dall'emozione, "ho preso i tranquillanti" e si è definito un conduttore "tecnico" "Guarda Rocco, che se il festival va male la tua carriera è rovinata" gli ha detto ironicamente Morandi. Papaleo, com'era prevedibile, da subito sembra il personaggio in grado di dare un tono diverso al festival.
Fiamme gialle in azione nel tardo pomeriggio di oggi nel centro di Sanremo, a poche ore dall'inizio della 62/a edizione del Festival della canzone italiana. Non si è trattato di un vero e proprio blitz, come avvenuto a Cortina e Milano nei mesi scorsi, ma di controlli di routine che - come ha precisato la guardia di finanza - vengono effettuati ogni anno. Sono state impegnate nei controlli un paio di pattuglie, mentre complessivamente sono una trentina i finanzieri in servizio 'speciale' in occasione del Festival. Obiettivo della Gdf era la verifica del regolare rilascio di scontrini e ricevute da parte dei titolari di esercizi pubblici, soprattutto bar e ristoranti che in questi giorni stanno registrando un massiccio afflusso di clienti. La zona interessata è stata quella compresa tra la centralissima via Matteotti, il Teatro Ariston e il Casinò. I finanzieri hanno verificato se bar, ristoranti o altri pubblici esercizi avessero rilasciato o meno regolari scontrini e ricevute fiscali. I controlli, secondo quanto si è appreso, proseguiranno anche nelle prossime ore, in corrispondenza del debutto del festival che ha richiamato a Sanremo centinaia di curiosi da tutta Italia. La notizia ha comunque destato un certo clamore. In un primo momento si è pensato ad un blitz analogo a quelli eseguiti a Cortina e Milano che avevano portato a milioni di euro di sanzioni amministrative. Successivamente la guardia di finanza ha precisato che si tratta di controlli periodici - già compiuti in occasione di precedenti edizioni del festival - per contrastare il fenomeno dell'evasione fiscale

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