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Domenica, 05 Aprile 2020

La fabbrica della pace

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La Fondazione “La Fabbrica della Pace”ha organizzato un importante evento, che si svolgerà domenica 15 novembre 2015 presso la sede della Casa dell’Aviatore – Viale dell’Università 20 (Roma). Nel corso della serata verrà presentato il progetto “E’ l’ora della Pace!”che ha, tra le varie finalità, quella di promuovere l’adozione di una famiglia di profughi provenienti da realtà di guerra.

La serata di beneficenza sarà presentata da Pippo Baudo, che illustrerà ad autorevoli personalità, fra le quali Carla e Anna Fendi e tanti altri artisti, la famiglia di profughi nigeriani, una madre con due figlie, che “La Fabbrica della Pace” ha in animo di adottare, impegnandosi ai fini del loro inserimento sociale e didattico.

Con l’occasione, verrà anche presentato il dono-simbolo del progetto legato alle adozioni: “L’orologio della Pace”, consegnato dai bambini a Papa Francesco durante l’udienza generale dello scorso 4 novembre in Piazza San Pietro. In questa occasione la Fondazione, nella persona della sua vice Presidente prof.ssa Maria Rita Parsi, ha incontrato il Santo Padre e presentato al Pontefice la prima famiglia di profughi che la Fondazione adotterà.

La famiglia è stata accompagnata dall’On. Emma Bonino, dal Procuratore aggiunto della Repubblica di Roma dott. Michele Prestipino Giarritta, da Padre Gaetano Greco, che ha accompagnato una bambina dal carcere minorile e da Rafael de Jesùs Minaya Silvero, un bambino della repubblica dominicana, che Sua Santità ha già avuto modo di conoscere nel corso dell’incontro organizzato dalla Fondazione lo scorso 11 maggio.

La scelta dell’orologio, come oggetto da donare al Santo Padre, ha un forte significato simbolico, quale segno della vita che scorre. Infatti, i primi ad avere urgente necessità di tempo, un’inestimabile ricchezza, sono proprio le migliaia di profughi che ogni giorno, in condizioni a dir poco disagiate, lottano per la sopravvivenza, per l’accettazione e per ottenere il diritto all’inserimento in una società che permetta loro di vivere, nel tempo che scorre.

Durante la serata, prestigiosi relatori, quali il Premio Nobel per la Pace del 1976 Betty Williams, esperti di politica internazionale e vari rappresentanti delle Istituzioni, il dott. Raoul Felipe Abella Anton – Consigliere, la dott.ssa Lorenza Lei – Presidente della Fondazione e la prof.ssa Maria Rita Parsi, illustre rappresentante per l’Italia del Comitato ONU per i diritti del Fanciullo e vice Presidente della Fondazione, illustreranno agli ospiti la mission de “La Fabbrica della Pace” ed alcuni tra i principali eventi e progetti presenti e futuri.

Inoltre, saranno proiettate alcune significative immagini del momento in cui Papa Francesco ha ricevuto “L’orologio della Pace” ed altri filmati, al fine di coinvolgere pienamente tutti i partecipanti all’evento.

La Fondazione “La Fabbrica della Pace” è nata con la finalità di promuovere la pace nel mondo, in un’ottica di fratellanza e tolleranza. Il concetto di pace, che abbia una valenza universale, è un qualcosa che prevede la collaborazione di tutti. Quindi, all’interno di questo grande laboratorio, ognuno conferisce il suo contributo per progettare e costruire un futuro migliore; sono coinvolti bambini e ragazzi i quali, attraverso l’animazione, l’arte, le moderne tecnologie e lo sport, assimilano e divulgano i valori- pilastro afferenti la fratellanza, per mantenere viva nel nostro Paese una cultura proiettata all’incontro dialettico ed interculturale, anche al di fuori dei nostri confini. Solo in questo modo possiamo sperare di istaurare dialoghi costruttivi, frutto delle umane sinergie.

Lo scorso anno “La Fabbrica della Pace”, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e la prof.ssa Maria Rita Parsi, ha realizzato un ambizioso progetto-pilota, denominato “W le scuole animate”. La Fondazione ritiene che sia fondamentale iniziare proprio dalle scuole elementari italiane un progetto che introduca un percorso formativo, all’interno del quale convivano bambini di ogni etnia, cultura e religione, per affrontare insieme tematiche come la pace, la tolleranza e l’accoglienza, attraverso la “Psicoanimazione”: la metodologia di intervento psicologico-culturale della prof.ssa Parsi, che consente ai bambini di esprimere , sotto la supervisione dei docenti, le loro emozioni mediante la danza, la musica, la poesia, il disegno, la scrittura, la narrazione. Alcuni psicoanimatori, tutti formati dalla psicoterapeuta prof.ssa Maria Rita Parsi, si occuperanno di affrontare le tematiche riconducibili alla pace, intesa come uguaglianza, integrazione ed accoglienza.

L’obiettivo finale è quello di costruire e mantenere salda, nel nostro Paese, una cultura dell’inclusione e dell’incontro.

Lo scorso 5 maggio, in occasione di un evento in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministero per gli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Roma Capitale, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, la Fondazione “La Fabbrica della Pace” ha presentato il suo progetto presso la FAO.

A conclusione di questo progetto-pilota, lo scorso 11 maggio la Fondazione ha organizzato presso l’Aula Nervi in Vaticano un incontro con Papa Francesco ed oltre 7000 bambini delle scuole primarie delle Nazioni Unite, ma anche di quelli più svantaggiati, tra cui i figli dei carcerati. Durante l’incontro, al quale ha partecipato anche l’On. Emma Bonino, i bambini hanno dialogato in prima persona con il Santo Padre il quale, oltre a rispondere ad alcune domande dei bambini, ha espresso piena soddisfazione per il lavoro svolto dalla Fondazione.

“La Fabbrica della Pace” mira a proseguire il percorso iniziato lo scorso anno, al fine di creare un grande laboratorio, in grado di coinvolgere tutte le scuole primarie italiane in un network educativo.

Questi i progetti futuri della Fondazione:

-          W Le scuole animate, che quest’anno diventa un progetto a tutti gli effetti, da implementare nelle scuole primarie italiane, sempre attraverso il metodo della “psicoanimazione”.

 

-          Divulgare la buona alimentazione, un progetto finalizzato al raggiungimento dell’autosufficienza alimentare in ogni parte del mondo, tale da garantire un’alimentazione adeguata a tutte le popolazioni, specie ai bambini. Tale progetto, che ben rappresenta gli obiettivi della Fondazione, intende responsabilizzare i più piccoli, creando in loro la consapevolezza degli effetti derivanti dai nostri comportamenti.

La diffusione di questo messaggio avverrà anche tramite istituzioni quali la FAO, il WFP (Programma Alimentare Mondiale) e l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Come afferma Papa Francesco: “Non cambieremo il mondo, se non cambiamo l’educazione”.

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