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Venerdì, 20 Settembre 2019

Quali sono i rischi, le vulnerabilità, i sogni e i bisogni dei minori stranieri non accompagnati (Msna) ospiti dei centri di prima e seconda accoglienza in Italia? La risposta arriva dal rapporto L’ascolto e la partecipazione dei minori stranieri non accompagnati in Italia frutto di un lavoro congiunto dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (AGIA) e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Il dossier è stato presentato oggi al Museo dell’Ara Pacis a Roma dalla Garante Filomena Albano e dalla Portavoce UNHCR per il Sud Europa Carlotta Sami.

Ventidue le strutture visitate in 11 regioni per un totale di 203 minorenni coinvolti (età media 17 anni) di 21 nazionalità diverse. Nell’ambito delle visite sono stati realizzati focus group e attività di partecipazione e ascolto. Al termine sono state adottate dall’Autorità garante raccomandazioni che rappresentano la sintesi e la voce dei ragazzi che hanno preso parte all’attività.

Tra le problematiche più segnalate, nell’80% dei centri vitati sono state rilevate diffuse e sostanziali carenze nelle informazioni e nelle attività di orientamento destinate ai ragazzi. Nel 53% è stata denunciata la mancanza di attività di socializzazione e nel 47% dei casi è risultato che la permanenza nei centri di prima accoglienza o emergenziali si è protratta ben oltre i 30 giorni massimi fissati dalla legge. I gestori dei centri hanno lamentato tempi lunghi per la nomina dei tutori. Insieme ai ragazzi hanno inoltre segnalato l’impossibilità di far giocare i giovani in squadre di calcio iscritte alla Figc, poiché per il tesseramento è richiesta la firma di autorizzazione da parte di un genitore.

L’80% dei minorenni coinvolti poi nelle attività di partecipazione ha chiesto approfondimenti e chiarimenti sulla procedura di richiesta di protezione internazionale e il 60% li ha chiesti sul funzionamento della Commissione territoriale, competente sulla valutazione delle richieste. Il 70% ha dichiarato di aver percepito ostilità o pregiudizi, mentre il 50% ha manifestato l’esigenza di condividere tempo e spazi con i coetanei italiani. Il 40% ha dichiarato di non essersi sentito coinvolto nelle scelte al proprio percorso legale in Italia.

“Ascolto e partecipazione sono stati gli assi su cui è stato sviluppato il ricco e articolato piano di lavoro realizzato in questi due anni con UNHCR”, dice Filomena Albano. “Grazie all’ascolto è stato possibile impostare le attività di partecipazione avviate nel 2018. Pur trattandosi di attività sperimentali le azioni hanno rappresentato una grande occasione di crescita. I giovani ospiti del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) di Firenze e Pescara ad esempio hanno portato la loro testimonianza ai corsi di formazione per aspiranti tutori volontari. Quelli di Roma hanno partecipato a laboratori di fotografia che sono stati l’occasione per realizzare la mostra Io So(g)no, in esposizione al Museo dell’Ara Pacis dal 19 giugno. Le attività hanno permesso ai minori di sentirsi parte di un processo in cui loro, al pari degli adulti, sono stati parte attiva”.

“Quasi la metà della popolazione rifugiata nel mondo è costituita da bambini, molti dei quali trascorrono tutta la loro infanzia lontano da casa”, dichiara Carlotta Sami. “E’ molto importante collaborare con i minori stessi per garantire loro protezione, rafforzando i meccanismi di partecipazione attiva nelle decisioni che li riguardano, anche attraverso la collaborazione con le autorità nazionali come AGIA”.

Oggi 3 luglio 2019, alle ore 10:30, in Roma, presso la sede dell’Ambasciata della Repubblica di Croazia in Italia, il Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), Generale di Brigata Fabrizio Parrulli, in rappresentanza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Giovanni Nistri, ha restituito all’Ambasciatore, S.E. Jasen Mesić, il volume “Hevelii Johannis Selenographia” – Gedani 1647, asportato il 5 ottobre 1987 dalla Biblioteca Universitaria di Zagabria.

L’importante volume, nella disponibilità di un ricettatore della provincia di Frosinone, è parte di numerosi libri sequestrati dal personale del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, nell’ambito di un’attività investigativa finalizzata all’identificazione dei ricettatori di beni provento dei furti in danno di biblioteche statali ed istituti religiosi nazionali ed esteri.

L’indagine ha permesso di ricostruire il percorso di questa e di diverse altre opere librarie dal furto, alla commercializzazione nei mercati antiquariali della provincia di Roma (soprattutto in quello capitolino di Porta Portese) e anche attraverso varie piattaforme internet, dedicate alla vendita di libri antichi.

Gli investigatori grazie alla comparazione delle immagini del bene recuperato, con quelle censite nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, la più grande banca dati al mondo di opere d’arte rubate gestita da questo Comando, lo hanno immediatamente individuato nel libro il cui furto, segnalato dalle Autorità croate all’Italia corredato dagli elementi identificativi dell’opera, risultava censito e lo rendeva oggetto di ricerca.

Grazie alle preziose informazioni contenute in Banca Dati, anche a distanza di oltre trent’anni, il bene sottratto, ormai creduto disperso, farà finalmente ritorno a casa.

La restituzione odierna dimostra l’importanza dello scambio di informazioni, anche tra le Forze di polizia di diversi Paesi, attraverso un sistema consolidato di cooperazione internazionale in grado di contrastare efficacemente i crimini in danno del patrimonio culturale.

 

Il primo luglio 2019 è partito il semestre di presidenza finlandese dell’Unione Europea e rese note le sue priorità operative sintetizzabili nel il rafforzamento dei valori comuni e dello stato di diritto per rendere l'UE più competitiva e socialmente inclusiva per rafforzarne la posizione come leader globale nell'azione per il clima finalizzata alla sicurezza dei suoi cittadini in modo completo. L’Unione Europea deve fronteggiare un ambiente operativo globale imprevedibile: crescenti competizioni di potere e unilateralismo assertivo sono in aumento, e il sistema basato su regole internazionali e le sue norme e principi sono in discussione. Abbiamo anche visto mettere in discussione i valori comuni dell'UE. Inoltre, uno stato membro sta per lasciare l’Unione. I pilastri dell'integrazione europea - pace, sicurezza, stabilità, democrazia e prosperità - devono essere protetti. È solo agendo d’intesa e difendendo i valori comuni che l'UE può affrontare le principali sfide del nostro tempo, promuovendo nel contempo il benessere e la prosperità dei suoi cittadini. La storia europea di successo è radicata nelle istituzioni democratiche, nei diritti umani e nello stato di diritto. La presidenza finlandese intende rafforzare lo stato di diritto per consentire all'Unione europea di difendere in modo credibile un sistema multilaterale basato su regole e istituzioni internazionali per i diritti umani consentendo ai propri cittadini di godere della pace e di pari diritti. L'UE può dimostrare il suo valore creando benessere e prosperità socialmente, ecologicamente ed economicamente sostenibili. L'accettazione pubblica dell'UE dipende dal processo decisionale efficiente e dalla capacità di attuare quanto concordato. L'Europa può esercitare l'influenza globale solo se è forte ed efficace. Trasparenza, migliore regolamentazione, partecipazione dei cittadini e rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità sono fondamentali per rafforzare la fiducia nell'UE. La Finlandia sarà la prima Presidenza ad integrare le nuove priorità dell'Agenda Strategica 2019-2024 nei lavori del Consiglio. Come sottolineato nel programma del Trio.

 

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