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Lunedì, 17 Febbraio 2020

L ’Organizzazione mondiale della sanità dichiara che non si può ancora parlare di ‘emergenza globale’, ma intanto sono stati confermati in Francia i primi due casi, uno a Bordeaux e l’altro vicino a Parigi. “Probabilmente ne avremo altri”, ha detto il ministro della Sanità francese, Agnes Buzyn. 

Intanto, continua a contagiare anche fuori dai confini cinesi. È stato confermato un secondo caso negli Stati Uniti. Si tratta di una 60enne di Chicago, tornata il 13 gennaio da Wuhan. 

La donna è “in condizioni stabili”. A livello nazionale, oltre 2.000 viaggiatori di ritorno negli Usa sono stati sottoposti a screening negli aeroporti americani e 63 pazienti in 22 Stati sono sotto controllo; finora 11 sono risultati negativi al virus. Aumentano, nel frattempo, i contagi in Corea del Sud, Giappone e Singapore. L’ambasciata d’Italia a Pechino ha reso noto che non risultano al momento casi di coronavirus tra gli italiani a Wuhan. 

La Cina si ‘blinda’ contro il diffondersi del nuovo coronavirus 2019-nCoV, che nel Paese del Dragone ha raggiunto la soglia delle circa 900 persone contagiate e 26 morti, il più giovane un 36enne ricoverato all’inizio del mese dopo aver avuto la febbre per tre giorni. Segnalate le prime vittime fuori dalla provincia di Hubei, il cui capoluogo Wuhan è l’epicentro da cui è partito il focolaio. 

Mentre in città iniziano a mancare maschere e dispositivi medici, è stata avviata in tempi record la costruzione di un nuovo ospedale da mille posti letto dedicato alla cura della malattia. La struttura prefabbricata, il cui completamento è previsto per il 3 febbraio, è modellata sull’ospedale Xiaotangshan di Pechino, realizzato nel 2003 per l’emergenza Sars: i lavori, partiti da zero, erano durati appena sei giorni. E in tempi record potrebbe essere pronto per i primi test sull’uomo anche un vaccino: meno di tre mesi, rispetto ai 20 mesi che furono necessari per arrivare a un vaccino sperimentale per la Sars.

E Pechino è corsa ai ripari per cercare di arginare i flussi massicci di questi giorni in vista del capodanno cinese, che cade sabato 25, una delle festività tradizionali più sentite. Il governo ha ordinato a tutte le agenzie di viaggio e agli operatori del settore di sospendere le vendite di tour nazionali e internazionali. Inoltre, ha bloccato i trasporti di almeno 13 città della Cina centrale, dove vivono almeno 36 milioni di persone.

Chiuse numerosissime sale, in quello che di solito è uno dei periodi migliori per il botteghino, che l’anno scorso ha generato oltre 800 milioni di dollari in biglietti venduti.Il virus

La sezione Juyongguan della Grande Muraglia, quella più vicina a Pechino, le tombe dei Ming e la foresta della pagoda Yinshan Talin sono stati temporaneamente chiusi, come già avvenuto per la Città proibita. Anche Disneyland a Shanghai, una delle maggiori destinazioni turistiche, ha annunciato lo stop fino a data da destinarsi. Annullate migliaia di prenotazioni nei ristoranti, mentre McDonald’s ha annunciato la sospensione delle attività in cinque città della provincia di Hubei. 

Intanto Ivana Jelinic Presidente Nazionale della FIAVEST parlando con il Corriere Del Sud ci dichiara : “Anche a noi operatori è stato confermato il totale fermo dei viaggi verso la Cina, dalla Cina ed anche di spostamenti interni alla Cina. Coloro i quali avevano programmato un viaggio di piacere in Cina, possono chiedere alle agenzie un cambio di destinazione senza costi aggiuntivi. Tante le mete curiose dal Senegal al Perù, dal Nicaragua al Ruanda. Poi c’è la grande opportunità di vedere un’Italia diversa e sempre bella. No al fai da te, spesso non si pensa a stipulare una polizza sanitaria. Sul fronte dell’asse Cina – Italia, nel 2019 abbiamo avuto 3 milioni di turisti cinesi. Il mercato turistico cinese è in forte crescita sulla Sicilia ma anche Umbria, Marche, Puglia, Veneto e Trentino”.  
“Ora anche a noi operatori turistici è giunta la conferma ufficiale che tutti i viaggi da e per la Cina sono stati fermati ed anche gli spostamenti interni. Cosa possono fare quelle persone, quei turisti italiani che avevano programmato un viaggio di piacere, magari un viaggio di nozze o qualsiasi altro percorso turistico verso la Cina? Possono tutti loro, tranquillamente e semplicemente chiedere senza costi aggiuntivi, agli operatori turistici, alle agenzie di viaggio, un cambio di destinazione, non bisogna allarmarsi.  Per quanto riguarda destinazioni alternative, ci possono essere molti altri Paesi in questo momento attenzionati, anche mete diverse, di tendenza. Ad esempio tra le mete curiose, un poco fuori dal circuito di viaggi di massa possiamo segnalare il Senegal, il Nicaragua che sta venendo fuori bene grazie anche ad una certa stabilità politica degli ultimi tempi sta andando bene il Sud Africa o ancora l’emergente Ruanda, ma anche il Perù, il Cile, il Canada. Poi c’è sempre anche la nostra bella ed amata Italia con le zone interne dell’Appennino, borghi meravigliosi da scoprire e riscoprire ma anche quelle di costa che complice un clima non eccessivamente freddo, stanno offrendo colori e paesaggi fuori stagione davvero da non perdere.  Gli italiani invece che sono già in Cina per turismo devono attenersi alle indicazioni delle autorità”. Lo ha dichiarato Ivana Jelinic, Presidente Nazionale della FIAVET, la Federazione Italiana delle Agenzie di Viaggio e delle Imprese del Turismo.  

“Spesso accade che chi decide di non avvalersi di operatori turistici – ha proseguito Jelinic – non pensa a stipulare una polizza sanitaria con cattive sorprese soprattutto quando si va all’estero. In Cina, ad esempio non tutta la sanità è gratuita. Dunque sconsigliamo vivamente i viaggi fai da te ed inoltre è particolarmente conveniente affidarsi operatori turistici per tanti motivi come ad esempio la necessità di cambiare un volo all’ultimo momento”.

“I nostri dati ufficiali dicono che ben 3 milioni di turisti cinesi hanno visitato l’Italia nel 2019 – ha concluso Jelinic – e si tratta di un mercato in crescita.  E pur non essendoci voli diretti c’è la Sicilia che è meta sempre più frequentata dai turisti cinesi. La Sicilia è tra le mete turistiche più gettonate da molti turisti orientali. Da quando il presidente cinese Xi Jinping ha visitato Palermo, la Sicilia è stata inserita in molti itinerari turistici, per questo vi è una grande affluenza. I cinesi preferiscono le città d’arte e sono comunque in cima sempre Roma, Milano, Firenze, Venezia ma stanno scoprendo anche altro dell’Italia. Lo scorso semestre ha avuto un ottimo dato la Sicilia che sarà per il prossimo futuro una delle destinazioni di maggiore interesse sul mercato cinese e ci sono anche l’Umbria, le Marche, la Puglia, il Veneto e il Trentino che stanno iniziando ad attrarre sempre maggiori flussi”. Il Presidente è in stretto e costante contatto con le autorità cinesi ed italiane. Ivana Jelinic è su Roma, anche domani ci saranno riunioni importanti e dunque disponibile ad incontrare la stampa per fornire tutte le informazioni ritenute utili

“Sporca ebrea smetti di raccontare la tua bugia”.
Con queste parole di Liliana Segre, vittima sfuggita all’Olocausto, oggi senatrice a vita impegnata ogni giorno nel ricordo degli orrori della Shoa, si è aperto martedì 21 gennaio a Roma il convegno su “Le vittime dell’odio”, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a cui hanno partecipato anche la Ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia, Elena Bonetti, e la Ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese.
L’apologia del nazismo e i continui attacchi antisemiti, i cori razziali nelle curve degli stadi, gli atti di bullismo contro i disabili, le vigliacche discriminazioni contro le comunità gay: tutti crimini legati dal filo rosso dell’odio contro chi è diverso per razza, religione, orientamento sessuale.
Organizzato dall’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti di discriminazione (OSCAD) della Direzione centrale della polizia criminale, ad una settimana dalla giornata della Memoria che si celebra il 27 gennaio, il convegno moderato dal giornalista Paolo Berizzi ha voluto richiamare l’attenzione su tutte le forme di discriminazione e sui pericoli del terrorismo di matrice suprematista, che desta il massimo allarme negli Stati Uniti e la cui minaccia non può essere sottovalutata neanche in Europa.
Il racconto della sofferenza di vittime dell’odio e l’impegno di testimonial del mondo dello sport, dello spettacolo, della vita civile sono stati i protagonisti della mattinata: dal Presidente dell’Associazione italiana calciatori Damiano Tommasi alla capitana della nazionale di calcio femminile Sara Gama, dall’attore Jonis Bascir a Imma Battaglia leader del movimento LGBTI, dalla ex nuotatrice paraolimpica Cecilia Camellini al padre di Valerio Catoia, giovane atleta con la sindrome di Down che ha salvato una bambina di 10 anni che stava affogando e che ha subito le peggiori infamie sui social.
Seduti nello stesso tavolo nel panel dedicato alla discriminazione religiosa, Padre Ibrahim Faltas, frate francescano, parroco di Gerusalemme, impegnato quotidianamente nel promuovere il dialogo tra israeliani e palestinesi, l’Imam Yahya Pallavicini, Presidente della Comunità religiosa islamica italiana che ha parlato di islamofobia e Nando Tagliacozzo, ebreo sopravvissuto all’Olocausto in cui sono morti i suoi familiari.
“Si nasce buoni o cattivi? E’ più forte l’odio e l’amore? Domande antiche quanto la storia dell’uomo e che continuano ad essere attuali in una società complessa dove alle minacce del mondo reale si affiancano i pericoli dell’odio on line con potenzialità devastanti sulle vittime, a fronte di strumenti di contrasto che non hanno ancora quella tempestività che imporrebbe la velocità diffamante del web. E allora l’antidoto più potente non può essere che la cultura per combattere l’ignoranza e la paura del diverso; dove le forze di polizia hanno un ruolo fondamentale nel bloccare ogni forma di intolleranza prima che degeneri in sofferenza, distruzione e morte”, queste le parole del Prefetto Vittorio Rizzi, Direttore centrale della polizia criminale, che ha introdotto il convegno.
Un impegno quello delle forze di polizia che parte dalla formazione volta a contrastare l’under-recording, vale a dire il rischio di non intercettare il carattere discriminatorio di questo tipo di reati (siano minacce, danneggiamenti, aggressioni, fino a crimini ancor più gravi). L’OSCAD ha formato più di 11.000 operatori di polizia nei suoi dieci anni di attività in stretto collegamento con le Agenzie internazionali che si occupano di discriminazione e con il mondo delle associazioni che rappresentano una parte fondamentale della società civile nell’emersione del fenomeno e nella tutela delle vittime, spesso spaventate anche di denunciare le sofferenze subite.
Un impegno che parte dalla conoscenza del fenomeno criminale resa difficile dai problemi legati alla raccolta dei dati, che soffre di una copertura normativa solo di alcune forme di discriminazione, di previsioni speciali su alcune categorie, come la disabilità, e del fenomeno dell’under-reporting, relativo alla scarsità di denunce motivata dalla paura e dalla mancata conoscenza degli strumenti di tutela.
Un indirizzo mail dedicato dell’OSCAD è a disposizione per segnalare ogni episodio di razzismo e discriminazione che viene gestito ed eventualmente inoltrato alle forze di polizia territoriali per tutti gli approfondimenti investigativi: e-mail che può servire a segnalare anche casi che non costituiscono ancora reato ma che possono essere dei precursori di forme di intolleranza e violenza.

Ricevendo una delegazione ecumenica della Chiesa luterana di Finlandia, Francesco ha detto che “anche l’ospitalità fa parte della comune testimonianza di fede”. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani,dal 18 al 25 gennaio,“ci indica questa virtù ecumenica, e soprattutto ce la raccomanda”.. Ricordando un versetto degli Atti degli Apostoli, Francesco ha aggiunto: “Ci trattarono con rara umanità (At 28,2), dice l’Apostolo Paolo riferendosi agli abitanti dell’isola di Malta, che lo accolsero in modo ospitale insieme a centinaia di naufraghi. Come cristiani battezzati, noi crediamo che Cristo vuole incontrarci proprio in quelle persone che nella vita hanno fatto naufragio, in senso letterale e in senso figurato. Chi offre ospitalità non diventa più povero, ma più ricco. Chiunque dona, riceve a sua volta. Infatti, l’umanità che mostriamo agli altri ci rende misteriosamente partecipi della bontà del Dio fattosi uomo”. Il dialogo ecumenico serve ad approfondire lo “stare insieme” dei battezzati, la comunità dei quali “non è un mero ‘stare gli uni accanto agli altri’, e certamente non è uno ‘stare gli uni contro gli altri”. Il Papa ha detto che “il cristiano è una persona che può rendere grazie per il suo Battesimo; e questa gratitudine ci unisce nella comunità di tutti i battezzati”.  L’incontro con una delegazione ecumenica della Chiesa luterana di Finlandia in occasione dell’annuale pellegrinaggio ecumenico a Roma, per celebrare la festa di Sant’Enrico, patrono del Paese, è stato occasione per Papa Francesco di tornare a sottolineare l’importanza dell’ecumenismo.

Da parte sua, il vescovo luterano di Helsinki, Laajasalo, ha dichiarato di essere molto grato per l'opportunità di incontrare Papa Francesco. “Questo incontro è un'espressione di reciproco apprezzamento per il lavoro teologico di lunga data delle nostre chiese. È meraviglioso che il Papa sia in grado di trovare il tempo di incontrare un vescovo luterano finlandese “. La visita della delegazione finlandese a Roma è una tradizione che risale al 1985. Durante la Settimana di preghiera, la delegazione frequenta i servizi di culto ecumenico, apprende come opera la Chiesa cattolica e ha un incontro privato con il Papa. Per Laajasalo “il Papa è il volto della Chiesa cattolica, ma anche di tutti i cristiani. Con le sue azioni, Papa Francesco è stato un brillante esempio di fede, compassione e carità per tutti noi. Ha anche dimostrato come un leader competente possa rapidamente influenzare una comunità di oltre un miliardo di persone “. Ha aggiunto di aver trascorso molto tempo a pensare di cosa discutere con il Papa durante il loro incontro privato. Alla fine, ha deciso che “mi piacerebbe prendere una linea guida meravigliosa dalla sua omelia di Natale". Come dono papale, il vescovo Laajasalo ha offerto a Papa Francesco una donazione per l'opera di pace colombiana cui partecipa Felm, la missione evangelica luterana finlandese.

Ricordando sant’Enrico di Finlandia

La delegazione luterana partecipa anche alla tradizionale celebrazione ecumenica finlandese, in occasione della festa di S. Enrico di Finlandia, domenica 19 gennaio 2020 alle ore 16.00, nella sagrestia della basilica romana di Santa Maria sopra Minerva, rito presieduto dal padre Marco Pasinato, amministratore della diocesi cattolica di Helsinki, con la partecipazione di Teemu Laajasalo, vescovo della diocesi evangelico-luterana di Helsinki e di Elia, metropolita di Oulu della Chiesa ortodossa finlandese. In programma canti dal coro Cantores minores di Helsinki. La celebrazione ecumenica è organizzata dalle Chiese finlandesi in collaborazione con l’Ambasciata di Finlandia presso la Santa Sede. Intervengono anche il vescovo Brian Farrell e P. Augustinus Sander OSB, Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani. Lunedì 20, alle 17.30, invece sono previsti presso la chiesa di Santa Brigida (Piazza Farnese) Vespri ecumenici. Li presiede il Cardinale Kurt Koch e vi partecipano il Metropolita Elia, il Vescovo Teemu Laajasalo, P. Marco Pasinato,. Omelia curata dal Rev. Pekka Huokuna, Direttore generale del Consiglio nazionale delle Chiese in Finlandia, e coro "Cantores Minores".

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