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Giovedì, 04 Giugno 2020

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Il Museo ha riorganizzato i servizi e gli spazi e ha attivato tutte le misure necessarie per migliorare la fruizione e rendere l’esperienza dei visitatori piacevole e sicura.

Le visite, solo su prenotazione a partire da lunedì 18 maggio, si svolgeranno secondo l’orario consueto dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 19.

turni di visita saranno sempre di 120 minuti per accogliere in modo sicuro il pubblico negli spazi museali e gestire in maniera ottimale i flussi di ingresso e di uscita al museo.

Il Museo riapre tutte le sale, dove i visitatori saranno accolti in piena sicurezza e nel rispetto delle normative e delle misure anti-contagio. All’interno del Museo sarà d’obbligo l’uso della mascherina.

A garanzia del mantenimento della distanza tra i visitatori, è stato ridotto il numero complessivo limitandolo a 80 persone per turno. Una necessità, questa, che diventa un’occasione straordinaria e irrpetibile per ammirare le sale apprezzandone le meraviglie in piena tranquillità.

servizi di accoglienza - biglietteria, guardaroba, bookshop - sono situati nei box lungo il viale esterno della Galleria in modo da limitare la permanenza dei visitatori all’interno dell’edificio per il tempo strettamente necessario alla visita del museo.

 

Il pubblico potrà tornare presto ad ammirare lo splendore delle opere di Raffaello, riunite eccezionalmente alle Scuderie del Quirinale in occasione della mostra “Raffaello 1520 – 1483”. Le porte dello spazio espositivo romano riapriranno dal 2 giugno, una data che avrebbe dovuto sancire la conclusione della rassegna e che invece - in coincidenza con le celebrazioni per la Festa della Repubblica - rappresenterà un nuovo inizio per il grande evento con cui l'Italia rende omaggio al sommo artista rinascimentale, nell'anno del cinquecentenario della sua morte.

La mostra, sospesa per circa tre mesi a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19, resterà aperta fino al 30 agosto 2020, in virtù di una lunga proroga resa possibile grazie alla disponibilità e alla solidarietà delle istituzioni museali e dei collezionisti che hanno prestato le opere. 

Allo scopo di assicurare la tutela della salute dei visitatori e dei dipendenti, in occasione della riapertura le Scuderie del Quirinale applicheranno misure di sicurezza straordinarie, delineate in uno specifico progetto tecnico-sanitario elaborato da un esperto del Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell'Università Sapienza e armonizzato con le linee guida del Comitato Tecnico Scientifico.

“Ricominciamo. Riapriamo le porte delle Scuderie del Quirinale pronti ad accogliere i visitatori nelle più scrupolose condizioni di sicurezza, offrendo allo stesso tempo l'opportunità di fruire di tanta bellezza e ritrovare in essa la forza per ripartire. Siamo grati alle Gallerie degli Uffizi, al suo direttore Eike Schmidt e a tutti i prestatori che hanno concesso con generosità l'opportunità di prolungare le date di un'esposizione così importante per il nostro Paese” ha dichiarato Mario De Simoni, Presidente e A.D. Ales - Scuderie del Quirinale.

“La mostra 'Raffaello' ha un valore inestimabile dal punto di vista artistico e offre la possibilità di ammirare una concentrazione di opere del Maestro urbinate nello stesso contesto come mai era stato possibile fino ad oggi - spiega il direttore degli Uffizi Eike Schmidt - Ogni sforzo per garantire al maggior numero di persone possibile di godere di tale meraviglia è doveroso: le Gallerie sono dunque ben liete di prolungare il loro prestito di una cinquantina di capolavori a questa mostra unica ed epocale per tutto il tempo che sarà necessario".

Con oltre 200 opere, tra le quali 120 dello stesso Raffaello, la mostra - realizzata dalle Scuderie del Quirinale insieme alle Gallerie degli Uffizi e curata da Marzia Faietti e da Matteo Lafranconi, Direttore di Scuderie del Quirinale - rappresenta la più grande rassegna mai tentata in precedenza, con capolavori provenienti dalle più importanti collezioni e realtà museali italiane e internazionali.

 

Da febbraio a settembre 2020 la città di Roma ospiterà un progetto espositivo pilota al quale hanno aderito 86 artisti che si alterneranno in cinque Musei civici, secondo una rigorosa divisione per ordine alfabetico e con la prospettiva di realizzare una prima rassegna dedicata all’arte presente oggi nella capitale. Un dialogo innovativo che consentirà di apprezzare le scelte artistiche degli autori che hanno la possibilità di interagire con le opere da loro amate e collezionate nelle prestigiose realtà museali capitoline. Ma sarà anche un modo per conoscere e capire i “gusti” e i “piaceri dell’arte” dei singoli artisti attraverso le loro scelte collezionistiche. Collezionare arte del resto è sempre un piacere, il piacere appunto di possedere un’opera per poterla ancor più apprezzare nel tempo, soprattutto se il collezionista è a sua volta un artista “possessore” di opere di altri artisti che in qualche modo hanno influito sul proprio percorso stilistico e di vita.

La mostra “Le altre opere. Artisti che collezionano artisti” è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con Hidalgo, Associazione Culturale per la promozione delle Arti Visive e Dreamingvideo. Progetto e ideazione di Lucilla Catania e Daniela Perego; cura scientifica di Lucilla Catania, Claudio Crescentini, Daniela Perego e Federica Pirani; coordinamento tecnico-scientifico di Arianna Angelelli, Laura Panarese, Ileana Pansino, Roberta Perfetti e Carla Scicchitano. Con il supporto tecnico e organizzativo di: Associazione Culturale TRAl e VOLTE, Artiamo group, Zètema Progetto Cultura.

Si tratta di un confronto diretto fra artisti, stili, linguaggi del XX e XXI secolo, iniziato nel 2018 grazie a un notevole impegno organizzativo e portato a termine nel 2020. 550 opere esposte in 5 musei del sistema Musei Civici: Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna e Museo Napoleonico.

Prima tappa il Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese, dal 27 febbraio al 29 marzo 2020, con: Ak2deru, Giovanni Albanese, Alessio Ancillai, Sonia Andresano, Paolo Angelosanto, Andrea Aquilanti, Gianni Asdrubali, Ali Assaf, Paolo Assenza, Laura Barbarini, Sara Basta, Angelo Bellobono, Jacopo Benci, Simone Bertugno, Arianna Bonamore, Pino Boresta, Martha Boyden e Aurelio Bulzatti.

A seguire, Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, dal 6 marzo al 19 aprile 2020: Oreste Casalini, Tommaso Cascella, Gea Casolaro, Massimo Catalani, Lucilla Catania, Auro e Celso Ceccobelli, Bruno Ceccobelli e Francesco Cervelli.

Museo di Roma in Trastevere, dal 13 marzo al 19 aprile 2020: Primarosa Cesarini Sforza, Silvia Codignola, Marco Colazzo, Giulia Del Papa, Gianni Dessì, Alberto Di Fabio, Mauro Di Silvestre, Davide Dormino, Stefania Fabrizi, Mariana Ferratto, Emanuela Fiorelli, Ileana Florescu, Stefano Fontebasso De Martino, Ines Fontenla e Pietro Fortuna.
Galleria d’Arte Moderna, dall’8 aprile al 3 giugno 2020: Licia Galizia, Paola Gandolfi, Silvia Giambrone, Luca Grechi, H.H. Lim, Francesco Impellizzeri, Myriam Laplante, Donatella Landi, Giancarlo Limoni, Massimo Livadiotti, Adele Lotito, Serafino Maiorano, Roberta Maola, Gian Maria Mazzei, Vittorio Messina, Daniela Monaci, Matteo Montani, Veronica Montanino, Gianfranco Notargiacomo, Luca Padroni, Claudio Palmieri, Laura Palmieri, Marina Paris, Daniela Perego, Alessandro Piangiamore, Giuseppe Pietroniro, Roberto Pietrosanti, Alfredo Pirri, Gioacchino Pontrelli, Claudia Quintieri, Paolo Radi, Renzogallo, Fiorella Rizzo, Pietro Ruffo e Massimo Ruiu.

Museo Napoleonico, dal 19 giugno al 27 settembre 2020: Guendalina Salini, Giuseppe Salvatori, Sandro Sanna, Vincenzo Scolamiero, Donatella Spaziani, Silvia Stucky, Alberto Timossi, Francesca Tulli, Edith Urban e Fiorenzo Zaffina.

Raccontare la vitalità culturale a Roma nel terzo millennio e indagare le intime relazioni tra gli artisti attraverso le raccolte appassionate delle opere dei colleghi sono le finalità della mostra Le altre opere. Artisti che collezionano artisti, presentata in sei musei civici: Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica, Museo di Roma in Trastevere, Galleria d’Arte Moderna e Museo Napoleonico.

Il progetto espositivo ideato nel 2018 da due artiste, Lucilla Catania e Daniela Perego, si sviluppa da febbraio a settembre 2020 e si presenta come una rassegna sperimentale che coinvolge più di ottanta artisti e più di cinquecento opere, ponendosi l’obiettivo di realizzare una prima ampia riflessione sullo stato dell’arte contemporanea nella Capitale.

Lo slancio innovatore di questo dialogo a molte voci si esprime musealmente nell’accostamento di opere provenienti dalle raccolte private degli stessi artisti, con un anelito passionale legato alle azioni che precedono il dono dell’oggetto estetico e l’ammirazione per il lavoro altrui. Protagoniste di questa grande rassegna sono, quindi, le opere come collezione d’arte autoriale che gli artisti si regalano svelandosi al grande pubblico per far conoscere e capire i loro “gusti” e i “piaceri dell’arte”.

Percorrendo le sale delle mostre si percepiscono storie bellissime di amicizia e ammirazione reciproca e gli artisti, con i loro lavori, rendono omaggio alla Roma dell’arte contemporanea. Il visitatore intraprenderà un viaggio culturale attraverso un doppio registro di lettura: quello sentimentale che lega reciprocamente gli artisti e quello documentario che racconta la vita culturale e la ricerca estetica di Roma contemporanea.

L’esposizione delle collezioni si snoda nelle affascinanti cornici dei musei civici secondo un criterio alfabetico rigoroso. La rassegna si apre al Museo Carlo Bilotti - Aranciera di villa Borghese dove sono ospitati gli artisti/collezionisti i cui nomi vanno dalla "A" alla "B" (Ak2deru, Giovanni Albanese, Alessio Ancillai, Sonia Andresano, Paolo Angelosanto, Andrea Aquilanti, Gianni Asdrubali, Ali Assaf, Paolo Assenza, Laura Barbarini, Sara Basta, Angelo Bellobono, Jacopo Benci, Simone Bertugno, Arianna Bonamore, Pino Boresta, Martha Boyden e Aurelio Bulzatti). Dialogo, legame, incontro, condivisione, relazione, amicizia: queste sono le parole che ricorrono quando si chiede agli artisti di parlare della propria esperienza di collezionisti. Esperienza che, finalizzata alla ricerca di una interazione con il lavoro di colleghi e maestri, si rivela essere un passaggio fondamentale nella costruzione di uno stile di lavoro personale. La mostra permette allora di mettere in comunicazione questo collezionismo, che si realizza soprattutto attraverso lo scambio o il dono, con quello di Carlo Bilotti il quale, moderno mecenate, è stato piuttosto un importante acquirente e committente di opere d’arte.

Ospiti al Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, dal 6 marzo al 19 aprile, con il criterio dell’ordine alfabetico scelto da questa rassegna, otto artisti con la “C”: Oreste Casalini, Tommaso Cascella, Gea Casolaro, Massimo Catalani, Lucilla Catania, Auro e Celso Ceccobelli, Bruno Ceccobelli, Francesco Cervelli. Ognuno di loro ci porterà altri artisti della propria collezione privata, dandoci così modo di esplorare altra arte, la più diversa e lontana, guidati dal gusto personale di ciascuno di loro. Conoscere l’arte attraverso le preferenze e gli affetti degli artisti. Come del resto ha fatto lo scultore Pietro Canonica, a cui il museo è dedicato. Egli ha raccolto in questo luogo, oltre alle proprie opere, gli antichi arredi e gli oggetti d’arte collezionati nel corso della sua lunga vita, e soprattutto i dipinti dei pittori dell’Ottocento piemontese, suoi amici o maestri d’accademia, per offrire ai visitatori non solo se stesso e il proprio immaginario artistico, ma anche il suo mondo di riferimento.

Al Museo di Roma in Trastevere da marzo a maggio, le gallerie del primo piano ospitano la selezione di opere degli artisti il cui nome va dalla “C” alla “F”, proseguendo coerentemente con la propria missione di documentare le attività culturali che la complessità della vita urbana propone.

Il laboratorio artistico, dove i protagonisti di diverse generazioni si confrontano e si fondono attraverso le opere esposte, diventa un prezioso spazio, dinamico e attivo che interagisce con il Rione di Trastevere - cuore storico di Roma e voce della contemporaneità internazionale. Gli ospiti con le loro collezioni sono Primarosa Cesarini Sforza, Silvia Codignola, Marco Colazzo, Giulia Del Papa, Gianni Dessì, Alberto Di Fabio, Mauro Di Silvestre, Davide Dormino, Stefania Fabrizi, Mariana Ferratto, Emanuela Fiorelli, Ileana Florescu, Stefano Fontebasso De Martino, Ines Fontenla e Pietro Fortuna.

Alla Galleria d’Arte Moderna, dall’8 aprile al 3 giugno, la selezione di opere riguarda gli artisti dalla lettera “G” alla lettera “R”: Licia Galizia, Paola Gandolfi, Silvia Giambrone, Luca Grechi, H.H Lim, Francesco Impellizzeri, Myriam Laplante, Donatella Landi, Giancarlo Limoni, Massimo Livadiotti, Adele Lotito, Serafino Maiorano, Roberta Maola, Gian Maria Mazzei, Vittorio Messina, Daniela Monaci, Matteo Montani, Veronica Montanino, Gianfranco Notargiacomo, Luca Padroni, Claudio Palmieri, Laura Palmieri, Marina Paris, Daniela Perego, Alessandro Piangiamore, Giuseppe Pietroniro, Roberto Pietrosanti, Alfredo Pirri, Gioacchino Pontrelli, Claudia Quintieri, Paolo Radi, Renzogallo, Fiorella Rizzo, Pietro Ruffo e Massimo Ruiu. Gli spazi del museo fanno da cornice ad un’esposizione intima che disvela al pubblico gli oggetti del cuore collezionati dagli artisti che con le proprie creazioni mostrano una loro personale affezione con essi. Ciò è in linea con la natura espositiva della Galleria sempre volta a creare un suggestivo dialogo di connessioni e contaminazioni tra opere dell’arte moderna e contemporanea, sia proprie che appartenenti a diverse collezioni.

Per finire al Museo Napoleonico, da giugno a settembre, le quattro sale dedicate alle mostre temporanee ospitano la selezione di opere degli artisti il cui nome va dalla “S” alla “Z”, Guendalina Salini, Giuseppe Salvatori, Sandro Sanna, Vincenzo Scolamiero, Donatella Spaziani, Silvia Stucky, Alberto Timossi, Francesca Tulli, Edith Urban, Fiorenzo Zaffina. Il museo coglie questa bella occasione per inserirsi nel palinsesto del contemporaneo romano, prescindendo stavolta dalla tematica precipua della collezione napoleonica, sebbene la riflessione sul rapporto tra creatività, ispirazione e collezionismo ben si adatti all’origine ed alla storia del museo stesso.

É questa un’occasione unica per immergersi in un multiforme caleidoscopio di tecniche, stili, forme e linguaggi, in un viaggio collettivo e condiviso tra passato e presente, tra collezionismo e creatività.

 

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