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Martedì, 24 Novembre 2020

Martedì 13 dicembre, alle ore 9,30, presso il salone dell’I. C. “A. Rosmini” di Crotone, organizzata dalla D’Ettoris Editori e dalla Fondazione D’Ettoris, si terrà la presentazione del libro “Elementhal” di Ludovica Fisco pubblicato dalla D’Ettoris Editori. Il volume inaugura la collana “Fiabilandia”, una collana di libri per bambini scritti da bambini.

Interverranno Ida Sisca, dirigente scolastico dell’I.C. “A. Rosmini”, Ugo Pugliese, sindaco di Crotone, Antonella Cosentino, Assessore alla Cultura del Comune di Crotone, Alessia Colurcio, collaboratrice D’Ettoris Editori.

Modererà l’incontro Maria Grazia D’Ettoris, Direttore della Biblioteca “Pier Giorgio Frassati” della Fondazione D’Ettoris.

Saranno presenti l’autrice e l’editore.

Angela Merkel ha detto ieri che finché sarà viva non ci saranno gli eurobond. A Bruxelles Monti proporrà che il fondo europeo salva-stati intervenga per ridurre lo spread dei titoli dei paesi virtuosi, idea sulla quale il ministro tedesco delleFinanze Schauble ha manifestato ieri una cauta apertura. E oggi a Parigi Angela Merkel incontra Francois Hollande

Basta mediazioni e trattative. Mario Monti sceglie la linea dura con Berlino: entro lunedì, quando riapriranno i mercati, l'Europa deve dotarsi di un meccanismo anti-spread che tuteli i Paesi virtuosi o l'intera costruzione dell'euro rischia di crollare. E per far capire che non scherza si dice pronto a trattare a oltranza al tavolo europeo pur di ottenere questo risultato. Parole pesantissime che il premier accompagna con un appello al Parlamento: in questo "difficilissimo negoziato" il governo ha bisogno del pieno appoggio delle forze politiche.

Per il presidente del Consiglio è un'altra giornata intensissima. Dopo aver presieduto un lungo Cdm, riceve il Cavaliere, Angelino Alfano e Gianni Letta (in serata incontra Bersani, mentre il colloquio con Casini ci sarà al rientro da Bruxelles). Illustra loro la posizione che intende tenere al summit di Bruxelles, compresa la proposta di usare il fondo salva-Stati per abbassare la febbre dello spread pur precisando, come rivelerà poi Berlusconi, che una proposta scritta in merito ancora non c'é. Forse per questo l'ex premier, con i suoi deputati, definisce di una "indeterminatezza assoluta" la strategia dell'Esecutivo.

Anche se a palazzo Chigi rassicura il Professore: capiamo la delicatezza del momento e non faremo mancare il nostro appoggio. Perché, spiegherà ai suoi, una crisi ora sarebbe "catastrofica". Visione 'sposata' da Bersani che però non manca di criticare il Pdl che non vuole "approvare un documento comune sul tema europeo: sono in gioco interessi nazionali e non è il momento di scartare", dice il segretario del Pd. Monti si reca quindi alla Camera. Incontra Gianfranco Fini per una ventina di minuti. Il presidente della Camera, forse non a caso, si lamenterà poi con il Pdl per la mancata mozione unitaria a sostegno della missione europea del professore.

"Dico subito quello che non sarà detto mai abbastanza: non esiste alcuna soluzione facile e veloce a questa crisi". Lo ha detto Angela Merkel parlando al Bundestag, aggiungendo che con Mario Monti l'Italia ha affrontato un percorso di "solidità" e "crescita"

Secondo la Cancelliera, la situazione spagnola dimostra che serve una "sorveglianza" delle banche. Ha insistito, quindi, sugli Eurobond: 'Sono la strada sbagliata".  La Merkel ha poi aggiunto di non farsi illusioni sul Summi: ''Mi aspetto a Bruxelles discussioni controverse. E se non tutti, molti occhi saranno puntati ancora una volta sulla Germania".

L'Italia ha il "pieno appoggio politico" della Francia e Hollande "aiuterà" Monti sulle soluzioni per uscire dalla crisi, inclusa l'ipotesi di utilizzare il fondo salva-Stati europeo per un meccanismo di stabilizzazione degli spread a favore dei paesi più virtuosi: lo ha detto a Parigi una fonte dell'Eliseo.

La Commissione Ue condivide il senso di urgenza di Paesi "più vulnerabili" come Italia e Spagna "che subiscono una pressione pesante" da parte dei mercati, ma ritiene che "risposte parziali per fare calare la febbre non siano sufficienti". Così il portavoce di Rehn a proposito del meccanismo anti-spread chiesto da Italia.

Angela Merkel ha detto ieri che finché sarà viva non ci saranno gli eurobond. A Bruxelles Monti proporrà che il fondo europeo salva-stati intervenga per ridurre lo spread dei titoli dei paesi virtuosi, idea sulla quale il ministro tedesco delleFinanze Schauble ha manifestato ieri una cauta apertura. E oggi a Parigi Angela Merkel incontra Francois Hollande.

La Spagna non potrà continuare "a finanziarsi sul lungo periodo" ai tassi attuali, visto il livello dello spread tra i bund e i titoli spagnoli: ne è convinto il premier Mariano Rajoy. Rivolgendosi ai deputati, Rajoy ha detto che "è molto difficile finanziarsi oggi e sarà ancora peggio se non inviamo un chiaro segnale, che prendiamo sul serio" il risanamento delle finanze pubbliche e la riduzione del deficit.

"La sfida di questo Vertice europeo è ora più che mai prima, segnalare, in un modo chiaro e concreto, che stiamo facendo tutto ciò che è richiesto per rispondere alla crisi": lo scrive il presidente Herman van Rompuy nella lettera di invito ai leader europei per il consiglio Ue di domani e venerdì.

La parola federalismo non è mai scritta nel documento. Ma le proposte presentate dal presidente del Consiglio Herman van Rompuy e che i leader si ritroveranno sul tavolo del vertice di giovedì e venerdì muovono verso una prospettiva federalista della Ue. E' una scommessa contro il tempo ("restano tre mesi per agire", secondo il Fmi), contro i mercati, anche oggi nervosi, con lo spread volato a 465 punti base, e contro l'impasse politica creata dalla dicotomia tra austerità e solidarietà. Una scommessa probabilmente troppo ambiziosa. Mentre dalla Francia infatti giungono aperture anche all'ipotesi di cessioni di sovranità sui bilanci nazionali, da Berlino Angela Merkel frena ancora su tutto.

La cancelliera esprime "perplessità" sul piano scritto da van Rompuy con i presidenti di Commissione, Eurogruppo e Bce, e ribadisce il suo no senza appello ad ogni ipotesi di condivisione del debito: "Finché sarò in vita, non avverrà", avrebbe sentenziato la Merkel durante un incontro con i parlamentari del partito liberale Fdp. La situazione però rischia di arrivare presto al punto di non ritorno. Anche per questo Roma sottolinea l'urgenza di misure di più immediato impatto, con il premier Mario Monti che oggi a Montecitorio ha esortato l'Unione ad adottare misure concrete per stabilizzare l'Euro entro la riapertura dei mercati di lunedì, dicendosi pronto ad andare avanti "ad oltranza" nelle trattative del vertice anche fino a domenica sera. Un richiamo condiviso dall'Ocse - servono risposte forti o c'é il rischio "contagio" per Italia e Spagna, mette in guardia l'organizzazione - e dalla Casa Bianca, che invita i leader Ue a risolvere la crisi. Il rapporto van Rompuy sarà comunque al centro del summit di Bruxelles.

In 7 pagine si propone un tabella di marcia verso "un'effettiva unione monetaria ed economica" basata su quattro "mattoni" (integrazione finanziaria, di bilancio, economica e democratica) e si rompono alcuni tabù decennali. Secondo i quattro presidenti, sono necessari "passi adeguati verso una comune emissione di debito" (attraverso gli Eurobill o un fondo di riscatto) e una cessione di sovranità sui bilanci nazionali, fino a prefigurare un 'super ministero' del Tesoro della zona euro in grado, se necessario, di 'riscrivere' le finanziarie dei singoli Paesi. "Le politiche nazionali non possono essere decise in isolamento se i loro effetti si propagano rapidamente nell'insieme dell'area euro", motivano van Rompuy, Draghi, Barroso e Juncker. In particolare, gli obiettivi "per l'equilibrio di bilancio e il livello del debito sovrano dovranno essere concordati insieme" e un loro sforamento potrà essere possibile "solo previa autorizzazione".

Anche la proposta per un'Unione bancaria per mettere in sicurezza il sistema del credito rompe schemi consolidati, suggerendo di affidare alla Bce il compito di supervisione e al fondo salva stati Esm di agire come fonte di finanziamento diretto. "Sono elementi molto interessanti", commenta il ministro degli Affari europei Enzo Moavero, precisando che si parla di un rapporto e non di una decisione. "L'Italia apprezza in particolare che si affrontino in modo parallelo la questione di una maggiore disciplina e controllo fiscale con l'aspetto solidaristico, con proposte per una comune emissione dei titoli del debito", spiega il ministro. Ma l'attenzione di Roma è rivolta all'urgenza di agire subito ed ora, perché i mercati e gli spread incalzano mettendo in difficoltà Italia e Spagna. In questo momento - è il ragionamento di Moavero - sono "necessarie anche decisioni di più "immediato impatto e applicazione". C'é soddisfazione per il 'compact sulla crescita e l'occupazioné, che sarà approvato venerdì dai leader, perché raccoglie in gran parte le sollecitazioni italiane. E si sottolinea che le proposte di Roma per un meccanismo anti-spread e lo scorporo di investimenti mirati dal calcolo del deficit pubblico "restano sul tavolo e sono diventati elementi di condivisa riflessione".

A Parigi ne hanno parlato stasera i ministri delle Finanze di Italia, Germania e Spagna, invitati dal loro collega francese Moscovici. Un mini vertice a quattro "cruciale", lo definiscono qualificate fonti europee, per l'individuazione di misure anti-crisi a breve termine. Stretto riserbo sui risultati della riunione, ma Berlino - secondo quanto trapela - avrebbe aperto uno spiraglio sull'ipotesi di utilizzare il fondo salva-Stati europeo per un meccanismo di stabilizzazione degli spread a favore dei paesi più virtuosi, così come fortemente auspicato da Monti. Nella geometria preparatoria del Consiglio Ue ha un ruolo molto importante anche la cena di domani sera tra il presidente francese Hollande e la cancelliera tedesca, con il Professore che oggi ha rivendicato all'Italia il merito di avere riavvicinato Francia e Germania. L'ultima parola spetterà però ai leader. "Sono convinto che non sarà una riunione per apporre visti formali a documenti pre-preparati", ha assicurato il Professore, dicendosi convinto, con Berlusconi, che "lo spazio negoziale è molto aperto

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