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Mercoledì, 26 Febbraio 2020

È dedicata al Trentennale della caduta del Muro di Berlino la nuova rassegna cinematografica del Goethe-Institut Palermo. Con 11 film, dall’8 ottobre al 17 dicembre 2019, IL MURO TRENT’ANNI DOPO guarderà indietro a un'epoca in cui un regime pensava di dover proteggere i propri cittadini dalla libertà con un muro.

"Rivoluzione in Germania? Non succederà mai. Se questi tedeschi vogliono prendere d'assalto una stazione, compreranno un altro biglietto per il binario!” ironizzava Lenin.

Eppure, il 9 novembre 1989, appena cinque mesi dopo la sanguinosa repressione del movimento democratico cinese in piazza Tienanmen a Pechino, cade il Muro di Berlino, che ha diviso la città e il Paese per oltre 28 anni. Meno di un anno dopo, la Germania si riunifica e i cinque nuovi Länder federali - e quindi la vecchia Repubblica Democratica Tedesca - entrano a far parte della Comunità europea. Non è un caso che soprattutto la globalizzazione economica e l'integrazione europea acquistino nuovo slancio. Il Patto di Varsavia e l'Unione Sovietica si disintegrano. Le frontiere e i mari - in particolare il Mediterraneo - diventano permeabili. Il mondo si avvicina, le distanze si accorciano e una grande promessa di nuove libertà sembra possibile non solo per i Tedeschi, gli Europei e i popoli del vecchio Occidente, ma per il mondo intero. Il lungo periodo della Guerra Fredda dopo la Seconda Guerra Mondiale finisce. Un punto di svolta, il cambiamento, una nuova era e la globalizzazione danno speranza per un mondo senza frontiere o almeno con meno confini e conflitti.

A trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino e dalla fine della Guerra Fredda, il Goethe-Institut Palermo guarda indietro a un'epoca in cui un regime pensava di dover proteggere i propri cittadini dalla libertà con un muro.

Isolamento, depressione e ansia hanno risvegliato in moltissime persone grandi idee e poteri enormi: la fuga verso l'"Occidente" era il grande obiettivo, mentre altre persone cercavano rifugio nell'"Est".

Una rassegna cinematografica con storie emozionanti sulla ricerca della libertà oltre il Muro e, a volte, semplicemente all'ombra del Muro.

A dare il via alla rassegna, martedì 8 ottobre, alle ore 17:30, sarà Barbara (La scelta di Barbara). Con questo film, in concorso alla Berlinale del 2012, il regista Christian Petzold vinse l’Orso d’argento per la miglior regia. La storia è quella di Barbara, giovane medico che nell’estate del 1980 richiede un visto d’uscita dalla Germania dell’Est e per punizione viene trasferita da Berlino in un piccolo ospedale di provincia.

Come sempre, tutti i film saranno proiettati in lingua originale, con sottotitoli in italiano e a ingresso gratuito. Anche tutti gli altri film in rassegna verranno proposti ogni martedì, alle ore 17:30, nella Sala Wenders del Goethe-Institut Palermo, ad eccezione di “Der geteilte Himmel” (Il cielo diviso) - tratto dal capolavoro omonimo di Christa Wolf – che sarà proiettato al Cinema De Seta (Cantieri Culturali alla Zisa), in collaborazione e nell’ambito di Efebo d’Oro, 41° Premio Internazionale di Cinema e Narrativa (13-19.10.2019).

A chiudere la rassegna ci sarà uno speciale omaggio a Bruno Ganz, grande e versatile attore e interprete, scomparso quest’anno, nel film di culto Der Himmel über Berlin (Il cielo sopra Berlino) di Wim Wenders, qui riproposto nella versione restaurata.

Per le scuole interessate sono previste proiezioni speciali di mattina, in giorni e orari da concordare. Per informazioni e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., T. 091 6528680, oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Il Pentedattilo Film Festival, il concorso internazionale di cortometraggi giunto alla XIII edizione, si è confermato un appuntamento particolarmente atteso dal pubblico, che ha popolato il borgo nei giorni scorsi per seguire la maratona di proiezioni. Dopo la proclamazione dei vincitori, ieri l'annuncio dei corti destinatari dei riconoscimenti della Direzione artistica e del premio della Critica, in conclusione della programmazione al borgo. Completata così la rosa dei corti giudicati migliori, tra gli oltre 90 in concorso nelle quattro sezioni Territorio in Movimento, Thriller, Music Video e Animazione, selezionati tra i 500 pervenuti da tutti i continenti dai direttori artistici del PFF, Americo Melchionda ed Emanuele Milasi, dall’ attrice Maria Milasi e dalla sceneggiatrice Alessia Rotondo.

Riconosciuto dalla Regione Calabria come Grande Festival di rilievo internazionale, nell'ambito della programmazione dei fondi Pac Calabria 2014/2020 annualità 2019, prodotto da Ram Film e patrocinato dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, la XIII edizione del  Pentedattilo Film Festival, con oltre 120 cortometraggi di cui 90 in concorso, anche in questa occasione ha proposto al pubblico numerose e originali produzioni del cinema  breve provenienti da 38 paesi differenti, rendendo la Calabria e questo borgo un cinema all'aperto di livello internazionale.

Un respiro universale dilatatosi tra le vie del borgo custodi di segni identitari forti e radicati e arricchite dall'istallazione, consistente in un percorso segnato da carte da gioco napoletane formato gigante contenenti tracce della nostra storia, curata da Kalura Meridionalismo, associazione impegnata a promuovere un modo nuovo di pensare il Sud, tra sapere e creatività. Una collaborazione frutto del gemellaggio con Face Festival.

“Si conclude la nostra programmazione al borgo in questa XIII edizione del Pentedattilo Film Festival che proseguirà nei prossimi mesi con tour itineranti di proiezioni e la realizzazione di una produzione originale. Questo festival si propone di valorizzare la potenza immaginifica di luoghi come questo, attraverso la circolazione di nuove idee e opere inedite. In questi giorni il numeroso pubblico ha potuto vedere gioielli della contemporanea cinematografia internazionale del film brevi, nell’ambito della quale stiamo registrando una significativa crescita della produzione italiana. Siamo particolarmente contenti anche della grande partecipazione di pubblico che, fino all’ultimo giorno, ha avuto la possibilità di confrontarsi con registi, attori, sceneggiatori e produttori dopo avere visto i corti. Crediamo che questo sia un tratto qualificante del nostro festival, capace di creare e alimentare incontri e relazioni”, ha commentato Maria Milasi, direttrice di Produzione del Festival.

“Mi sento felice. Anche quest’anno il
fascino di questo borgo e le emozioni del festival hanno contaminato l’atmosfera e creato magia. Ringrazio davvero tutti per la loro partecipazione e collaborazione. Questa XIII edizione del festival, occasione preziosa per il pubblico di appassionati per vedere corti da tutto il mondo in esclusiva a Pentedattilo, si conferma un fiore all’occhiello dell’offerta culturale della nostra regione. Il festival non si ferma qui. Ci saranno altre proiezioni in Calabria e in altre regioni d’Italia nei prossimi mesi e a breve sarà avviata anche la sezione Cineducational riservata agli studenti delle scuole del territorio metropolitano di Reggio Calabria. Dunque questo è un arrivederci a presto”, ha concluso il direttore artistico Americo Melchionda.
 

Quella di domenica è stata un’altra giornata di riconoscimenti per i cortometraggi in gara, questa volta assegnati dalla Direzione artistica. In piazza SS Pietro e Paolo il concerto della band Cagliostro ha preceduto l'intervento dei selezionatori che hanno indicato i corti destinatari dei loro riconoscimenti. Premio Migliore regia al corto australiano All these creatures di Charles Williams, palma d'Oro a Cannes,
Migliore attrice al corto Takleef di Ali Farahani (Iran)
mentre la prova attoriale maschile migliore, secondo i selezionatori del Festival, è stata quella del giovanissimo Peter Del del corto My name is Petya (Russia) della regista Daria Binevskaya presente al borgo e che ha ritirato il premio.

Premiati dai selezionatori del Festival anche i corti Night Walks di Lizete Upīte (Lettonia), Fauve di Jeremy Comte (Canada), Jemand und Niemand di Joscha Douma (Germania) e Take care di Itamar Giladi (USA), rispettivamente per il Miglior Sonoro, il Miglior Montaggio, la Migliore Fotografia e la Migliore Sceneggiatura.

 
Enunciato anche il Premio della Critica che pure quest’anno è stato assegnato dalla giuria del circolo del cinema Cesare Zavattini di Reggio Calabria composta da Stefano Denaro, Tonino De Pace, Stefania Guglielmo, Pauldavid Ligorio, Lidia Liotta e Ornella De Stefano. Quest’ultima, plaudendo al livello alto dei corti selezionati e all'importante attenzione riservata alle tematiche dei giovani e degli adolescenti, ha rappresentato la giuria al borgo, decretando San Miguel (Messico) di Cris Gris, corto vincitore del premio della Critica ”Per il racconto dell'infanzia ferita da un senso di colpa insanabile, che fa sentire fuori posto la piccola protagonista rispetto alla famiglia, dall'impossibilità di una completa elaborazione del lutto e da una assoluta incomunicabilità con il mondo degli adulti, resa molto bene sia nella direzione degli attori, sia nella scelta di una regia che focalizza l'obiettivo sempre all'altezza della piccola protagonista”.

Ricordato con un riconoscimento e un applauso anche un amico del festival prematuramente scomparso, Demetrio Laganà, già collaboratore della manifestazione, al quale si deve il disegno che ha ispirato la targa che rappresenta il premio del Pentedattilo Film festival, raffigurante una mano protesa verso l’alto appoggiata su un margine di pellicola e i contorni del borgo al suo interno.

Spazio anche all’Anac, associazione nazionale Autori Cinematografici che patrocina il Festival, rappresentata da Tino Franco, giurato della sezione Territorio in movimento, che ha illustrato con uno spot l’impegno a difesa della visione dei film al cinema, in quella dimensione collettiva
che genera condivisione e che alimenta genuina passione alla settima arte.

Ricco anche il programma di appuntamenti dell’ultima giornata al borgo con i tavoli tematici promossi dall'associazione Pro Pentedattilo che ha così festeggiato i suoi 25 anni di attività, le proiezioni di corti di animazione per bambini nella scalinata Santa Barbara e gli incontri alla biblioteca delle Donne e della Legalità Daniela Longo.

 

Il reggino Demetrio Marra, cofondatore e talentuoso redattore della rivista Birdmen - Rivista di Cinema, Teatro e Serie TV, nata dall’iniziativa realizzata grazie al contributo della Commissione Permanente Studenti dell’Università degli studi di Pavia, che ospita ormai da anni le recensioni dei corti presentati al PFF, ha analizzato, in occasione della masterclass dedicata alla composita sezione Thriller del concorso, uno dei corti vincitori a pari merito della categoria, La Bête di Filippo Meneghetti (Francia), ponendo in evidenza alcuni tra i tanti interessanti aspetti critici rilevanti. “Questo corto propone un interessante linguaggio cinematografico in cui risalta tutta la forza anticipatrice del significante, inteso come elemento formale rivelatore di segni, mentre la tensione cresce senza esasperare lo spettatore. Altro aspetto pregnante attiene alla ritualità di cui ha scritto l'antropologo ed etnografo Ernesto De Martino, propria di una narrazione che, anche nel cinema, ritrae la natura plasmata dalle tradizioni e ne fa un punto di grande forza espressiva”, ha spiegato Demetrio Marra.

Registi e attori ancora protagonisti di una conversazione condotta poi da Alessia Rotondo, selezionatrice del festival, e da Paola Abenavoli, in rappresentanza del nuovo partner del PFF, il Gispe gruppo di specializzazione dei giornalisti dello spettacolo, fondato a Reggio Calabria nei mesi scorsi su iniziativa del Sindacato Giornalisti della Calabri, con lo scopo di valorizzare e tutelare l’attività professione in questo poliedrico settore. Quella di ieri a Pentedattilo è stata la prima iniziativa pubblica promossa dal direttivo dopo il suo insediamento. 

Il tono grottesco per raccontare un dramma familiare intenso e profondo che esce dalla dimensione intima per diventare corale, sul filo di una ironia tanto amara quanto necessaria, nel corto Clac (di Fabien Ara), interpretato da Serge Barbagallo, ed il processo creativo di trasposizione nella cinematografia breve del fumetto con il ricorso all’io narrante e senza dialoghi del regista Davide Arosio, regista del corto Un’altra via, sono stati alcuni dei temi al centro della conversazione. Centrale in questa occasione e in questa edizione del festival anche la produzione russa che si sta ponendo sulla scena internazionale con lavori interessanti e di estrema qualità. Se n’è discusso con il regista Aleksandr Maslov e con lo sceneggiatore Maksim Lagunov, che a Pentedattilo hanno presentato in anteprima mondiale il loro corto Charon, frutto di "un lungo lavoro di elaborazione grafica e di due anni di post produzione", incentrato su un traghettamento da una sponda all'altra di dantesca memoria, con una forte impronta immaginifica che sfida la durata breve del film. Dalla Russia è arrivata a Pentedattilo anche Daria Binevskaya che ha proposto al festival My name is Petya, il corto ispirato ad una storia vera. E' il racconto di un incontro poetico avvenuto in ospedale dove un bimbo orfano con la sindrome di down spegne sempre la luce e disegna sui vetri paesaggi luminosi. In questo luogo particolare le vite dei protagonisti si intrecciano per caso ma per sempre, davanti ad un vetro attraversato dal sole che contrasta il buio e diventa una tela su cui dipingere i colori della Speranza e dell’Amore.
“Una storia reale che ho fatto mia, che ho sviluppato lasciandola poi approdare ad un finale fiabesco di grande rilievo sociale”, ha spiegato la regista Daria Binevskaya.

 

 

 

Dopo la conferenza stampa di presentazione del "Premio Città di Velletri alla carriera cinematografica" che si è svolta lo scorso 23 agosto 2019, fervono i preparativi per I edizione dell'evento, che avrà luogo il prossimo 28 settembre  a Velletri alle ore 11.00 presso la Sala del Consiglio del Palazzo Comunale   per la consegna del Premio ad Antonio e Pupi Avati e alle ore 17.00 al Teatro Artemisio "Gian Maria Volontè", dove si terrà la cerimonia di consegna dei Premi alla carriera a:

Martine Brochard (Attrice)
Lando Buzzanca (Attore)
Sebastiano (Nino) Celeste (Direttore di fotografia)
Benito Morelli (Chef Ristoratore, legato al mondo del cinema)
Renato Sardini (Capo elettricista cinema, Premio alla memoria)

La realizzazione della manifestazione, patrocinata  dalla Cittá di Velletri e dall'Associazione culturale FondArC Velletri, fa seguito ai risalenti  impegni assunti la scorsa estate dall’Amm.ne Comunale negli studi dei fratelli Avati ed è stata possibile grazie al contributo di:

Orlando Pocci (Sindaco di Velletri)
Romina Trenta (Assessore alla Cultura Comune di  Velletri)
Maria Paola De Marchis (Consigliere Comunale di  Velletri)

Il "Premio Città di Velletri alla carriera cinematografica" nasce da un’idea di Fernando Mariani, con l'ausilio di Patrizia Audino  e si avvale della collaborazione nell'organizzazione di Cinzia Scaramacai Conti per la II tappa dell’evento “Future Stars” e di Ciro Del Ferraro, Leonardo Palone, Giorgio D’Urso.
Si preannuncia un evento emozionante, al quale seguirà una cena conviviale  presso l'Hotel Ristorante “Benito al Bosco” con spettacolo, al quale si aggiungeranno piacevoli sorprese.
Info e prenotazioni: Tel. 360503384  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
L’ingresso al Teatro Artemisio è libero fino ad esaurimento posti.

Ovazione ai protagonisti di "Carmen" messa in scena dal Taormina opera stars al Teatro Antico. Il festival, giunto ormai alla sua quinta edizione, si è confermato, con questa produzione, alla quale hanno preso parte migliaia di spettatori, l'unico appuntamento di musica classica internazionale del periodo d'agosto della cavea taorminese. "Sold out" annunciato e confermato, dunque, per una serata che ha lasciato tutti con la voglia di tornare al Teatro Antico proprio per assistere a spettacoli di tale livello. E non poteva essere altrimenti visto che in scena si è fatto quasi ...il giro del mondo. "Gli artisti - ha tenuto a sottolineare il direttore artistico, Davide Dellisanti - provengono, addirittura, da Cina, Giappone, Serbia ed Italia". Una selezione importante, dunque, che ha portato nel palcoscenico siciliano il meglio del panorama artistico internazionale che ha convinto il pubblico assiepato fino alla fine del capolavoro di Geoge Bizet nella splendida area storica. Interessante anche la scelta di accompagnare la rappresentazione, in francese, con "sovra titoli" in italiano che hanno permesso di seguire, per filo e per segno, un'opera così difficile e lunga. A dirigerla non poteva che essere una donna di grande tempra del calibro di Gianna Fratta, direttore d’orchestra tra i più apprezzati al mondo, che si è fatta notare per la sua capacità interpretativa dello spartito ed una naturale predisposizione al coordinamento generale. Assieme a lei ha contribuito e non poco a fare di questo spettacolo uno dei momenti più belli del programma estivo internazionale, il cast "stellare" di Carmen. La protagonista del dramma è stata impersonata dallo splendido mezzo soprano, Sanja Anastasia, dalla voce possente, adatta al ruolo di una donna così intensa e forte. Accanto a lei si è affiancato il tenore che ha impersonato Don José, Dario Di Vietri. Apprezzatissima dal pubblico è stata la performance di un cantante che ha solcato i più importanti palcoscenici internazionali. E che dire poi di Maria Tomassi, che, nel ruolo di Micaela, è stata al tempo stesso precisa ed espressiva. Il tutto è stato accompagnato da un potente Escamillo dagli "occhi a mandorla", Shi Zong. Bravi tutti gli altri che hanno contribuito alla riuscita dello spettacolo e precisamente: Frasquita, Ripalta Bufo; Mercedes, Angelica di Francesco; il Dancaire, Hata Shinnosuke; il Remendado, Fabio Perillo; Zuniga, Ogai Michio e Morales, Alessandro Vargetto. Assolutamente scorrevole la Regia di Antonio De Lucia. Apprezzatissimi sono stati l'Orchestra e Coro del “Taormina Opera Stars”, quest'ultimo guidato da Carmelo Pappalardo. Il Coro delle voci Bianche “Vincenzo Bellini”, decisamente impeccabile, ha visto come direttore, Daniela Giambra. Apprezzatissime sono state le coreografie del corpo di ballo “Danza Taormina” della maestra, Alessandra Scalambrino che ha visto in scena i ballerini: Andrea Bambara, Giulia Barbera, Michela Caruso, Gaia Melluzzo, Nicole Pitino, Giordana Seminara, Emma Vitalone e Fabio Gambuzza. All'insegna della tradizione le scene della "Bottega Fantastica" di Daniele Barbera che hanno, finalmente, dato il senso di un'opera completa nei minimi particolari al teatro antico. Un’iniziativa questa del presidente dell’Associazione “Aldebaran”, Antonio Lombardo che ha visto numerosi collaboratori: Francesco Briguglio (aiuto regista), Francesco Maesano (direttore di palcoscenico), Azzurra Romano (maestro collaboratore e di sala), Carlo Gullotta (capo attrezzista), Rosario Pagano (capo macchinista), Giuseppe Sapuppo (datore luci), Ge.Ca. Taormina (service luci), A&R Pulvirenti (service audio), Cettina D'Angelo (capo sartoria), Studio3 di Alfredo Danese (trucco e parrucco), Massimo Leotta (capo truccatore), Cooperativa Ajax (servizi) e Daniele Lombardo (produttore esecutivo). Il tutto si è svolto sotto la stretta osservazione dell'organizzatore dell'evento, Maurizio Gullotta. Insomma una rappresentazione all’insegna della qualità assoluta che ha anche visto qualche simpatico siparietto. Tra le quinte si è potuta notare la figura del cantante, Piero Pelù, sentimentalmente legato al direttore d'orchestra, Gianna Fratta. Pelù al termine della performance, al momento dell'uscita dal teatro, ha intonato il "tanti auguri a te" alla compagna, assieme agli amici. Uno spettacolo nello spettacolo, dunque, che ha incuriosito gli stupiti spettatori.

Con la conferenza stampa di apertura nella saletta verde del Palacongressi si è alzato il sipario sulla 65° edizione del Taormina Film Fest. Un’edizione importante per il rilancio del Taormina Fillm Fest, come il Festinal del cinema in cui si identifica la città di Taormina, tornato alle stelle nazionali ed internazionali del grande schermo, capace di raccontare la realtà e le grandi tematiche sociali con vere e proprie opere d’arte. Significative le parole d’apertura del “padrone di casa” il sindaco Mario Bolognari, «Il Festival attira l’attenzione sulla società  - ha detto - è importante per la promozione del turismo e della Sicilia, quella bella, che ci deve vedere tutti protagonisti. Volevo soffermarmi su un concetto molto importante. Nessuno a Venezia o a Cannes, non sto facendo nessun paragone improprio, sì permetterebbe di inventare una serata o qualcosa dedicato al cinema, sarebbe fuorviante per il pubblico e addetti ai lavori. Una città deve avere un solo Festival e una sola vetrina. Quest’anno avremo purtroppo ancora qualche serata legata al cinema, ma questa è una situazione che va cambiata. La città propone un solo Festival non altre manifestazioni. I Nastri d’Argento li consideriamo all’interno del contesto sia del cartellone di Taormina Arte, che del Taormina Film Fest, perché ci sono degli accordi strettissimi. Tutto il resto non avrà né il mio appoggio, né la condiscendenza di nessuno di noi». Pietro Di Miceli, commissario Fondazione Taormina Arte, ha manifestato il proprio orgoglio per il lavoro fatto. «Quest’anno abbiamo di nuovo un cartellone importante, tutti hanno dato il massimo e si è fatto squadra. Così siamo riusciti a ripartire. Il secondo motivo di orgoglio è la presenza al Festival di tre film della Film Commission». Maria Guardia Pappalardo e Lino Chiechio rispettivamente Amministratore unico e General manager di Videobank, hanno ringraziato gli intervenuti e sottolineato il grande lavoro di tutta la squadra e gli sforzi di Videobank, a cui poi si sono aggiunti gli sponsor. Chiechio ha poi concluso ricordando un grande fotografo che ha sempre seguito il Festival Pietro Coccia, scomparso recentemente a cui è stata dedicata la tribunetta speciale per i fotografi in cui la sua poltrona resterà vuota in suo ricordo. Alessandro Rais presidente di film Commision Sicilia e dirigente regionale ha parlato del sostegno all’intera filiera del cinema, che sostiene sostenendo anche la Sede Sicilia del Centro sperimentale di Cinematografia, esprimendo il proprio orgoglio per la presenza al Festival di due lungometraggi siciliani in concorso e uno fuori concorso. «Il festival di Taormina –ha concluso - è fondamentale per rilanciare l’audiovisivo siciliano e l’impegno con la Fondazione Taormina Arte è costante». Fuori scaletta è stato chiamato ad intervenire Felice Laudadio, per anni direttore artistico del Festival, che successivamente ha tenuto una masterclass su Bertolucci con la presentazione del primo numero della rivista Bianco e Nero alla Casa del cinema inaugurata lo scorso 18 maggio con la mostra “Le stelle di Taormina. La madrina del Festival Rocío Muñoz Morales e la presentatrice della serate al Teatro Antico, Carolina Di Domenco hanno salutato i giornalisti presenti dichiarandosi emozionate per i ruoli loro assegnati. Nel corso della conferenza stampa non è mancato anche un intervento di un componente della giuria, Carlo Siliotto. « Il nostro è un Compito difficile, ci sono film molto diversi e molto interessanti per la loro origine, ma sono contento che già, mai come quest’anno, si parla in tutto il mondo del Festival del Cinema di Taormina, primo risultato già ottenuto». Ninni Panzera, segretario generale della Fondazione Taormina Arte, alla sua 33esima edizione, ha ribadito il grande lavoro fatto nella produzione di questa 65°edizione lanciando il nuovo ruolo della Casa del Cinema. Sono stati poi i direttori artistici Silvia Bizio e Gianvito Casadonte a sottolineare alcuni contenuti determinanti che faranno grande il Taormina Film Fest 2019. «A differenza dell’anno scorso – ha dichiarato Silvia Bizio - quando abbiamo organizzato il Festival in due settimane, quest’anno ci siamo preparati per ben nove mesi, quasi un anno, e questo spiega anche la varietà e qualità dei film. Abbiamo iscritto il festival sulla piattaforma internazionale e quindi sono arrivati tantissimi film da tutto il mondo. Ha espresso grande soddisfazione l’altro direttore artistico Gianvito Casadonte. «Siamo molto felici del lavoro fatto. Il filo conduttore è stato quello di raccontare la realtà. È importante ritrovare un grande rapporto con le grandi case di produzione che hanno deciso di investire sul cinema di Taormina. Invito i giovani a frequentare a chiedere, soltanto frequentando e chiedendo si ha la possibilità di innamorarsi di questo lavoro. Avremmo tanti incontri coordinati dal nostro staff che porteranno bene a Taormina. Vi aspettiamo si parte buon festival a tutti».

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