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Martedì, 23 Gennaio 2018

Dopo tanti anni ho rivisto con piacere Elisabetta Viviani, attrice, soubrette, cantante e conduttrice televisiva e sono rimasta colpita dal suo aspetto di eterna ragazzina, con lo stesso splendido sorriso di quando, giovanissima, comincia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo.
Tutti la ricordiamo nel 1978 interprete del 45 giri "Heidi", sigla dell'omonima fortunata serie televisiva di cartoni animati giapponesi. Questo disco ha venduto qualcosa come un milione e mezzo di copie, un vero successo. Ma la sua carriera artistica inizia molto tempo prima; dall'età di otto anni era già attrice nei "caroselli"; qualche decennio fa gli attuali spot pubblicitari si chiamavano così! Numerose le sue esperienze teatrali, nonchè quelle televisive al fianco di nomi illustri, quali Ernesto Calindri, Lia Zoppelli, Erminio Macario, Gianrico Tedeschi, Claudio Lippi e tanti altri.
Appassionata del suo mestiere, continua a raccogliere consensi e grandi soddisfazioni  dalla sua attività teatrale, alla quale affianca le serate in veste di cantante-conduttrice.
Nell'intervista ha parlato con entusiasmo dell'importante lavoro teatrale dedicato alla vita di Sua Santità Francesco, un recital rappresentato in varie parti d'Italia che la vede protagonista e del suo inarrestabile desiderio di far progetti per il futuro. Recentemente è tornata in sala d'incisione per realizzare il brano "Le donne della mia età" (di C. Damiani e M. Traverso).
Apprezzabile anche la sua attività di pittrice; le sue opere sono presenti in mostre allestite presso vari spazi espositivi italiani.

La tua brillante carriera di cantante, attrice e conduttrice televisiva attraversa un lungo arco temporale. Vorresti parlarmi degli inizi, da bambina, con i Caroselli Rai?
Si, io ho iniziato sin da piccola a lavorare in televisione; la mamma mi accompagnava sul set, dove si giravano gli spot per i caroselli. Ricordo che avevo poco più di otto anni e tutto mi sembrava meraviglioso; mi ha sempre affascinato il cinema, la televisione e il teatro. Mio papà mi portava spesso a vedere i film e a me sembrava di vivere in prima persona ogni storia raccontata sullo schermo... sempre!

Il grande pubblico ti ha conosciuta negli anni ’70 per aver interpretato l’operetta “No no Nanette” accanto a Claudio Lippi. Cosa ricordi di questa esperienza?
Ricordo che lavoravamo continuamente, non ci si fermava mai; ore ed ore di prove, di ciak continui, il tutto alternato a brevissime pause, mai sufficienti per recuperare energie. Però, nonostante la stanchezza, era bello; provavo un entusiasmo continuo, che poi è rimasto inalterato nella mia vita, come agli inizi della mia carriera e continua a stimolarmi ed emozionarmi ogni giorno, sempre più!  Ho lavorato con grandi professionisti, quali appunto Claudio Lippi in "No no Nanette", Leo Colonna con "Medemoiselle Nitouche", il grande Erminio Macario ed ancora Marcello Marchesi, Ernesto Calindri, Gianrico Tedeschi, Lia Zoppelli, Ombretta Colli. Ricordo con particolare affetto il regista Vito Molinari. Tutti artisti e compagni di lavoro meravigliosi e poi tantissimi altri; difficile ricordarli tutti... Posso affermare di amare moltissimo il mio lavoro, che non cambierei per nessun motivo al mondo.

Nel 2015 insieme a Dario Baldan Bembo, noto cantante e compositore e all’attore Franco Romeo hai messo in scena un recital sulla vita di Papa Francesco dal titolo "Il primo a chiamarsi Francesco". Dove avete rappresentato lo spettacolo?
Questo recital è nato da un'idea di Gigi Reggi e Adriano Bonfanti, noti autori di programmi televisivi per le reti Mediaset, fra cui "La sai l'ultima" (tutta la serie), "Buongiorno amica", "È domenica" etc. L'adattamento teatrale è stato curato da Franco Romeo, con musiche originali del M° Dario Baldan Bembo,  autore di grandi successi. Chi non ricorda le splendide "Minuetto" e "Piccolo uomo" interpretate da Mia Martini e poi "Spiagge", "L'amico è..." etc.?
Questo lavoro mi ha dato la possibilità di ritornare al primo amore, il teatro, dopo quasi trent'anni. Un'emozione fortissima, che si ripete ad ogni rappresentazione. Ci siamo esibiti in ogni parte d'Italia, in Liguria, Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia e due volte a Milano. Ora ci stiamo preparando per un debutto a Roma, nella speranza di poter incontrare il Santo Padre ed omaggiarlo di questo spettacolo.

Recentemente sei tornata nel mondo della discografia con il brano "Le donne della mia età"  (di C. Damiani e M. Traverso), un testo che affronta in note il tema della maturità delle donne. Com'è stato finora accolto il tuo messaggio dall’universo femminile?
Mi ha proposto la canzone l'amico Claudio Damiani, collega di lavoro da oltre vent'anni, che ha scritto il testo e la musica insieme a Maurizio Traverso, come hai anticipato. In effetti, mi è piaciuta subito e fra me ho pensato - Beh, Heidi è crescita, no?! Quindi, bisogna raccontare alle persone come vede il mondo, la vita e tutto il resto una donna della mia età. Pertanto, animata dall'entusiasmo di cui vi parlavo prima, mi sono rimessa in gioco verso una nuova avventura musicale. Il brano ha ottenuto notevoli riscontri, anche numerose visualizzazioni e consensi nei social, oltre a centinaia di richieste del disco, poichè molte donne si riconoscono nel testo. Spesso nel corso delle mie serate vengono a dirmelo di persona, creando un'immediata e piacevole complicità.
Vorrei sottolineare che stiamo realizzando un Cd, contenente dieci brani inediti, che dovrebbe uscire, tempi tecnici permettendo, entro l'inverno, oppure al massimo verso l'inizio della primavera prossima. A seguire, la realizzazione di nuovi video clip per alcuni pezzi contenuti nel Cd. Sono molto soddisfatta, certa della buona qualità del prodotto.

Ascoltando il disco, mi ha colpito molto la frase – metto le ali all’anima mia – che suggerisce il desiderio di volare e sorvolare i limiti temporali legati all’età che scorre, per raggiungere una dimensione libera da ogni vincolo. Cosa desidereresti correggere o aggiungere alla mia chiave di lettura?
Beh, in effetti è così. Credo che la frase si riferisca al sempre crescente desiderio, che presumo abbia ognuno di noi, di poter continuare ad innamorarsi, superando ogni limite d'età. È meraviglioso innamorarsi in ogni stagione della vita, con gioia e desiderio tanto forti da regalare  metaforicamente le  ali; il risultato di tale condizione è il raggiungimento di una felicità che consenta di volare e vivere appieno l'amore.

Vorresti parlarmi della tua amicizia con il musicista Claudio Damiani, coautore e produttore del Cd che contiene anche il sopracitato brano?
Come ho già detto, conosco Claudio da tantissimi anni e oltre la grande amicizia e la confidenza reciproca, siamo legati da tanto lavoro portato avanti insieme, fra serate, eventi, radio, televisione e tanto altro. Lavoro volentieri con lui, mi trovo bene.
Claudio è un vero professionista, meticoloso e pignolo in tutto ciò che fa, un perfezionista. Sono felice per la fiducia che ripone in me in merito a questo nuovo progetto artistico e ce la metterò tutta al fine di conseguire validi risultati per entrambi.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Per ora pensiamo al Cd, per il quale dopo l'uscita partirà la promozione. Come ti dicevo, sto girando alcuni video, poi si vedrà. Ho in mente tante idee e progetti da poter sviluppare, ma per scaramanzia non anticipo mai ciò che è ancora a livello embrionale. Continuerò a fare il mio lavoro, a dipingere, altra mia grande passione; quindi, a fare qualche mostra qua e là, oltre le serate, le ospitate...Insomma, tutto ciò che fa spettacolo e che mi da emozioni ed entusiasmo.
D'altra parte Heidi non è uno spettacolo di bambina?! Ovviamente scherzo!

Presentato con successo a Venezia nella Selezione Ufficiale – Fuori Concorso della 74a Mostra internazionale d'Arte Cinematografica, BUON INVERNO - HAPPY WINTER, il lungometraggio documentario ambientato a Mondello (Palermo), opera prima del giovane regista palermitano Giovanni Totaro, cofinanziato dalla Sicilia Film Commission, nell'ambito del programma "Sensi Contemporanei" e prodotto da Indyca, Zenit Arti Audiovisive e Rai Cinema.

Il film coniuga felicemente uno sguardo antropologico sulla comunità dei bagnanti che popola il lido e “le capanne” della stazione balneare di Mondello con una accurata “messa in scena” cinematografica che si avvale di un cast tecnico in ampia misura siciliano. Si aggiungono Paolo Ferrari come direttore della fotografia e Andrea Maguolo al montaggio (David di Donatello per “Lo chiamavano Jeeg Robot”). Giovanni Totaro, è un ex allievo della Sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia, sostenuta dalla Sicilia Film Commission con “Sensi Contemporanei”, così come parte della troupe impiegata (regista, direttore produzione, operatore, datamanager/assistente al montaggio). Il film, presentato a Venezia, trae spunto infatti dalla rielaborazione e dallo sviluppo del brillante saggio di diploma con cui Totaro concluse a Palermo nel 2015 il suo triennio di studi in Cinema Documentario.

Il cinema siciliano continua a ricevere importanti apprezzamenti nei Festival e nei contesti più prestigiosi, - dichiara  Anthony Emanuele Barbagallo, Assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana - La sede Sicilia del Centro Sperimentale di Cinematografia, che contribuiamo a sostenere e da cui proviene il giovane regista Giovanni Totaro,  è un punto di riferimento d’eccellenza nel panorama nazionale e sta formando una squadra ogni anno sempre più nutrita di giovani talenti che si fanno strada nel mondo del cinema”.

L’emergere di tante professionalità - aggiunge Alessandro Rais, Direttore dell’Ufficio Speciale Cinema / Sicilia Film Commission - è il segno che il lavoro che stiamo portando avanti con convinzione e continuità va nella giusta direzione, anzi almeno in tre: nella scelta delle opere da cofinanziare, il cui valore viene ancora una volta riconosciuto dai festival internazionali più prestigiosi; nella scelta di creare in Sicilia una struttura d'eccellenza per la formazione cinematografica, proprio a partire dal cinema documentario, da cui proviene il giovane Totaro; e nella scelta di aver portato in Sicilia ormai da anni un importante evento dedicato all'internazionalizzazione dei documentari italiani, gli IDS - Italian Doc Screenings Academy, dove nel 2015 questo progetto è stato presentato per la prima volta ed ha trovato i suoi primi produttori italiani e stranieri”.

HAPPY WINTER sarà presentato in anteprima nazionale a Palermo, dopo la presentazione ufficiale alla Mostra del Cinema di Venezia, domenica 1 ottobre al Cinema Rouge et Noir proprio nell’ambito della nuova edizione degli IDS AcademyIII edizione, che si svolgeranno dall’1 al 4 ottobre 2017.

BUON INVERNO (Italia, 2017, 91'), regia: Giovanni Totaro; Fotografia: Paolo Ferrari;

SINOSSI: Ogni anno d'estate sulla spiaggia di Mondello a Palermo, vengono costruite centinaia di cabine pronte ad ospitare altrettanti nuclei di bagnanti che vi passeranno la stagione. Per queste persone le capanne sono lo scenario perfetto per nascondersi dietro al ricordo di uno status sociale che la crisi degli ultimi anni ha minato. Una famiglia s’indebita per fare le vacanze al mare e apparire benestante tra i bagnanti; tre donne si abbronzano per sentirsi ancora giovani e diventare le star dell’estate, mentre nella stessa spiaggia un barista pensa a guadagnare più soldi possibili per superare l’inverno. Tutti aspettano la notte di ferragosto per vivere da protagonisti la fiera della vanità estiva e continuare a fare finta che la crisi economica non esista.

GIOVANNI TOTARO, Regista

Nato a Palermo nel 1988, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, sede di Palermo, è co-regista dei due cortometraggi “La conservazione della specie”, “Sfidare il Tempo” e del mediometraggio “What I’ve to do to make you love me”. Ha lavorato ai film collettivi “Appunti per un film su Palermo” e “1963 – Quando a Palermo c’erano le lucciole”. Ha scritto e diretto il documentario “La traiettoria ideale”. Con il progetto “Happy Winter” ha vinto il premio per lo sviluppo Doc/It IDS Academy, il premio MISE al Mercato internazionale Mia 2015, il premio come miglior progetto ad Hot Docs -Toronto-2016 e il premio di post-produzione promosso dal Milano Film Network nel 2016.

 

Con l’ennesimo successo di pubblico si chiude la rassegna teatrale “La giara ed il gelsomino” al Teatro Xenia del residence Marsa Siclà a Sampieri, promossa dall’Associazione Vento e diretta da Carlo Cartier. Venerdì sera l’ultimo, esilarante e seguitissimo spettacolo con una poliedrica Tiziana Foschi impegnata in “Cibami”, un “one woman show” tutto da ridere. Divertimento assicurato da una capacità comica fuori dal comune che conferma la Foschi tra le attrici più meritevoli del panorama italiano ed una scrittura scoppiettante, curata da Stefano Benni e da Cinzia Villari, che è anche regista dello spettacolo.

Una scelta che conferma il grande successo di questa stagione e di tutta la rassegna, entrata nel cuore di un pubblico sempre più numeroso, composto da tanti turisti, i villeggianti dell’intera costa iblea e dai fedelissimi. E proprio in occasione dell’ultimo spettacolo, come omaggio per il calore e l’affetto mostrato in questi anni, tra i tesserati dell’associazione è stato sorteggiato un soggiorno di un fine settimana presso l’Hotel Intercontinental di Malta.

Bilancio dunque più che positivo per la stagione 2017: “Sono molto soddisfatto del grande, sincero e caloroso riscontro che il pubblico ci ha manifestato in ogni spettacolo – commenta il direttore artistico Carlo Cartier – Numeri importanti che testimoniano il grande desiderio della gente di andare a teatro e che certamente ci ripagano del nostro lavoro volto ad offrire ogni anno proposte varie e di qualità”. 

Ben sette gli spettacoli della stagione appena conclusa con alcuni degli attori più famosi del panorama italiano, tra cui Max Paiella, Roberto Ciufoli, Marco Falaguasta, Maria Pia Timo, Marco Cavallaro, Piji Siciliani, Claudia Campagnola. Presenti anche Michele Iovane, Jey Libertino, Nicolò Innocenzi, Mirko Cannella e da ultima Tiziana Foschi. 

“In questi anni sono stati nostri ospiti gli attori più importanti e affermati sulla scena nazionale e non solo - continua Cartier - che hanno potuto apprezzare le bellezze della nostra terra, il mare, il sole, le spiagge, il buon cibo e l’accoglienza calorosa del nostro pubblico: una cornice assolutamente irresistibile, come irresistibile e meravigliosa è stata come sempre la location del residence Marsa Siclà e del suo teatro all’aperto che hanno certamente aggiunto suggestione agli spettacoli. Queste sono le caratteristiche che hanno permesso alla rassegna di crescere in questi anni, sia in termini di presenze, che di qualità e ricchezza del cartellone, e che l’hanno resa ad oggi un appuntamento atteso, amato e richiesto dell’ estate siciliana Un ringraziamento particolare va agli sponsor che in questi anni ci hanno appoggiato, alcuni presenti sin dalla prima edizione, altri aggiunti solo di recente, e che con il loro sostegno hanno reso possibile lo svolgimento della rassegna e soprattutto dimostrato la vicinanza del territorio alla nostra stagione teatrale. La speranza - conclude Cartier - è che la rassegna possa proseguire nei prossimi anni e che lo possa fare sempre sotto il segno del successo e del teatro di eccellenza. C’è un pubblico ormai desideroso di divertirsi e certamente la rassegna ha saputo rispondere a questa richiesta”.

Sostenitori della stagione 2017 sono stati: Banca Agricola Popolare di Ragusa, “Residence Marsa Siclà” e gli sponsor Avi.Med., Cannizzaro, Acqua Santa Maria e Gruppo Scar. Mediapartner sono stati: Comunicazione integrata Zero, Arnò e Publinova, mentre l’ufficio stampa è stato curato da MediaLive. Un ringraziamento per la collaborazione va a DolceCasa e Ficima alluminio.

Un premio prestigioso per il Macbeth di Emma Dante, che ha aperto la stagione del Teatro Massimo a gennaio scorso e che è coprodotto dal Teatro Massimo. Lo spettacolo è stato insignito sabato scorso a Edimburgo dell’Angel Herald Award, assegnato dai critici del quotidiano The Herald, come “uno degli spettacoli più interessanti e innovativi visti in questa settantesima edizione del Festival”.

Il Macbeth, accolto a Palermo con dieci minuti di applausi, ha replicato il suo successo al Festival di Edimburgo, con un tributo di ovazioni. Un nuovo allestimento del capolavoro shakespeariano, denso di richiami alla Sicilia – dai riferimenti alle processioni sacre ai fichi d’India che rappresentano la foresta di Birnam – in coproduzione con il Teatro Regio di Torino e con lo Sferisterio di Macerata. “Siamo molto felici di questo riconoscimento a uno spettacolo di una grande artista siciliana alla quale facciamo le più vive congratulazioni, un riconoscimento che conferma il Teatro Massimo come luogo di produzione culturale capace di sfide di alto profilo internazionale”, dicono Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro Massimo, e Leoluca Orlando, sindaco e presidente della Fondazione.

Si è conclusa la prima edizione del concorso internazionale di cortometraggi Sicily International Short League, nata nell’ambito della programmazione annuale del “Via dei Corti “- Festival Internazionale di Cinema Breve. A disputarsi la finalissima, giovedì 10 agosto presso la Terrazza della Sala delle Arti di Gravina di Catania, sono stati i 6 cortometraggi che hanno ricevuto il favore del pubblico nelle semifinali del 20 luglio, 27 luglio e 3 agosto: Lurna di Nani Matos (SPA), Outcast di Yury Sysoev (RUS), Che altri occhi ti guardino di Antonella Barbera e Fabio Leone (ITA), Il viaggio di Sarah di Antonio Losito (ITA), Al di là del mare di Fabio Schifilliti (ITA) e Polis Nea di Pierluigi Ferrandini (ITA).

A vincere su tutti, il corto Che altri occhi ti guardino dei registi ennesi Antonella Barbera e Fabio Leone che hanno ritirato entusiasti l’AUDIENCE AWARD - BEST FILM e il GLOBUS TELEVISION PRIZE (oltre all’accesso diretto alla finale del Festival Via dei Corti 2017). Secondo classificato Al di là del mare di un altro regista siciliano, il promettentissimo Fabio Schifilliti, mentre al terzo posto invece si piazza lo spagnolo Lurna di Nani Matos.

Uno spettacolo sotto le stelle davvero degno di nota e un’organizzazione impeccabile che ha servito al pubblico un evento ricco di cinema e tanti ospiti. A orchestrare il tutto, l’Associazione No_Name in cooperazione con l’Associazione Gravina Arte e con il Patrocinio del Comune di Gravina di Catania e dell’Università degli Studi di Catania. Presentatori della serata, Cirino Cristaldi, direttore artistico e presidente dell’Associazione No_Name, e Adriana Scalia, artista poliedrica.

Un successo che ha gettato le basi per la seconda edizione, fortemente voluta dal pubblico che in queste serate si è dimostrato entusiasta sia per la scelta della location, sia per l’evoluzione delle serate. L’appuntamento, adesso, si sposta a dicembre, per la ricca settimana della terza edizione del Festival Internazionale di Cinema Breve “Via dei Corti” che quest’anno presenterà un calendario corposo con master class e ospiti di rilievo. Via dei Corti vi aspetta presso il Teatro “Angelo Musco” di Gravina di Catania dal 13 al 17 dicembre 2017.

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