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Domenica, 17 Novembre 2019

L'amicizia è come un bocciolo, nasce piccola ed esile ma, con il passare del tempo cresce alimentata da segreti, emozioni, sensazioni , fiducia e diventa un bel fiore. Un esempio di amicizia è proprio quella tra Max e Kevin . Kevin è un ragazzoaffetto dalla sindrome di morquio, ma estremamente intelligente; Max un ragazzone ,ma poco perspicace. Due persone completamente diverse che riescono a trovare un punto di contatto, ciò che "manca" all'uno viene compensato dalle capacità dell'altroe questo rafforzerà il loro rapporto fino a trasformarlo in una profonda e solida amici zia.L'amicizia può influire sulla nostra vita, può aiutarci a percorrere la giusta direzione, può aiutarci ad affrontare i problemi di ogni giorno perché l'amicizia è la chiave per affrontare tutto con forza e a testa alta.Molti ragazzi hanno poca fiducia in se stessi, avere un amico che li possa aiutare ad essere coraggiosi e forti è indispensabile, soprattutto quando il resto del mondo sembra essere assente. La persona che possiamo considerare amica è colei/colui di cui abbiamo fiducia e il sentimento deve essere reciproco.Un altro argomento affrontato nel libro è il bullismo, un fenomeno molto diffuso ai nostri giorni. Max e Kevin trovano un modo tutto loro per affrontare questo problema. I due si ispirano alle vicende di re Artù e dei suoi cavalieri. L'unione li rende forti .Tutti cercano di demolirli come se fossero vetro, come se fossero carta ma insieme si sentono un grattacielo, con i vetri rotti, ma in piedi. Questo libro ci ha insegnato che nella vita non bisogna arrendersi mai, anche quando abbiamo

problemi e ci sembrano insormontabili. Come i cavalieri di re Artù nelle battaglie anche noi dobbiamo affrontare gli ostacoli guardandoli in faccia e avendo fiducia principalmente in noi stessi e poi negli altri. Cosa succederebbe se ci arrendessimo senza nemmeno provare a combattere?

Anna Grillo e Linda Maria Zizza

II C Don Milani

 

 

 L'amico è il dono più bello che la vita ci ha donato.

Il mio migliore amico è il sole che brilla,

 è come una stella che scintilla, per illuminarmi la corretta via.

L'amico è il dono più grande che ci potessero dare,

per questo va ricordato e rispettato.

 L'amicizia col denaro non si può comprare,

è l'unico sentimento che solo l'amore può dare.

 

Sara Teresa Brunetti

 

I E, I.C. Vittorio Alfieri

 

 

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Basta guardare il cielo per immaginare un mondo senza confini, per leggere negli occhi del nostro amico quello che prova per noi ... Basta guardare il cielo per vivere con il tuo compagno un'avventura mai affrontata ... una sensazione mai provata.Quando ormai giunge il tramonto guardando il cielo trovi solo l'oscurità, il tuo amico resta con te per proteggerti ... resta con te per salvaguardarti ... resta con te per il semplice fatto che è il tuo migliore amico.

Il mio amico mi consola,

 io e lui siamo una cosa sola ... io il cavallo e lui il cavaliere, io l'arco lui l'arciere

Il mio amico mi ha salvato

 da mio padre mi ha liberato adesso però non c'è

senza di lui lo stesso più non è.


Sara Teresa Brunetti, Rebecca Primerano, Fabiola Muscarà

 

 I E, I.C.Vittorio Alfieri

Il film "Basta guardare il cielo" che io è la mia classe abbiamo visto partecipando al progetto “Leggifilm” è stato prodotto da Peter Chelsom nel 1998 ed e' basato sul romanzo “Freak the Mighty” di Rodman Philbrick. Kevin, uno dei protagonisti è un ragazzo affetto da una malattia molto rara: la sindrome di morquio, mentre Max è un ragazzo molto robusto, alto, ma con una seria difficoltà a socializzare, anche perché suo padre è in galera per aver  ucciso la  madre di Max. Questi  due ragazzi  diventeranno molto amici e insieme vivranno una straordinaria avventura. Kevin è il cervello e Max è la forza,  unendosi formeranno un essere umano perfetto. Kevin diventerà così il cervello di  Max, e Max le  sue          gambe.    Così facendo, insieme,  riusciranno a superare ogni ostacolo. Lo scopo principale di questo film   è quello di far capire a noi umani il vero significato della  parola   "UNIONE"   o   come  si  suol dire "L'UNIONE FA LA FORZA",  detto che vuol farcapire che ognuno ha bisogno di qualcuno e che solo insieme si otterranno grandi risultati. Lo scopo secondario, invece, è quello di farci capire che il vero amico, o il vero gruppo di amici, è quello che ti accetta per quello che sei, e non bisogna mai nascondere la propria personalità per adattarsi a quella del gruppo, altrimenti, non si mostra quel che davvero si è. Lo scopo terziario è invece quello di apprezzare quel che si ha e quel che si è, perché ci sono persone, che non hanno avuto la fortuna che hai tu.

 

Gioacchino Buonaccorsi

 

I E I.C. Vittorio Alfieri



Il sedici novembre 2013 io e la mia classe, accompagnati dalla professoressa Asturi, siamo stati alla Biblioteca D'Ettoris per il progetto "Leggi-Film". Appena arrivati la responsabile della Biblioteca ci ha letto delle pagine del libro "Basta guardare il cielo" e poi ci ha fatto Vedere il film relativo. Questo film parla della fiducia e dell'amicizia di due ragazzi, Kevin e Max . Kevin è un ragazzo molto magro che ha una malattia che lo rende invalido, in compenso ha un'intelligenza straordinaria e trascorre tutto il suo tempo a leggere libri.Max al contrario, è un ragazzo robusto, molto timido e con un cervello piccolo che lo rende facile bersaglio dei bulli del quartiere. L'amicizia tra Kevin e Max nasce da quando si troveranno ad essere vicini di casa e diventeranno inseparabili. Kevin aiuta molto Max nello studio e cerca di farlo appassionare alla lettura e Max aiuta molto Kevin nei movimenti, se lo carica sulle spalle e lo porta in giro per la città.Il padre di Max era andato in prigione per aver ucciso la madre del ragazzo e quando esce rapisce suo figlio. Kevin riesce a scoprire il nascondiglio del padre di Max facendo chiamare la polizia da una bambina e riuscendo così a far rimettere in galera il padre di Max. Un giorno però Kevin muore perché i suoi organi erano diventati troppo grandi per il suo corpo e Max decise di scrivere il libro che racconta della sua amicizia con Kevin. Questo libro mi ha insegnato che il bullismo non ci deve essere perché sono degli atti di pura cattiveria e crudeltà verso le persone più deboli e indifese e mi ha fatto comprendere che la vera amicizia come quella di Kevin e Max può sconfiggere i bulli e farci superare ogni tipo di ostacolo.

 

Gianluca Pugliese

I A, I.C. Giovanni XXIII


Il sedici novembre io e la mia classe accompagnati dalla prof.ssa Asturi· siamo stati alla biblioteca D'Ettoris e abbiamo ascoltato la lettura del libro "Basta guardare il cielo" e poi abbiamo visto il film relativo. "Basta guardare il cielo" è un film fantastico ed emozionante. E' un film con significato profondo per noi adolescenti; credo che sia stato di molto aiuto per farci capire tristi situazioni di amicizia. Non tutti accettiamo di avere un amico storpio o di colore, ma dopo aver guardato questo film so che io non tratterò mai male un ragazzo di colore o particolare come "Storpio". Alla fine mi sono emozionata perché' ho capito che è molto triste quando muore un’amicizia. Tempo fa una mia cara amica mi hadeluso profondamente con insulti e poi l'amicizia è scomparsa. Adesso ci salutiamo appena e c'è da dire che io l'ho sempre preferita a tutte le altre tranne alle mie migliori amiche Federica e Alessia. Questo film mi è stato molto d'aiuto e mi sono divertita a sentire la brillante lettura della bibliotecaria che ci ha letto alcune pagine importanti del libro. Ho già scelto il regalo di Natale, che mi farà mio zio cioè due libri. "Quando il cielo non basta" e "Prima di compiere 16 anni". Il primo, cioè "Quando il cielo non basta" è la continuazione di "basta guardare il cielo". Spero che sarà bello quanto il primo e che leggerò con molto interesse.

 

Maria Brio

I A, I.C. Giovanni XXIII

La I A, il 16 novembre accompagnata dalla profssa Asturi, è andata nel centro storico di Crotone, alla biblioteca D’Ettoris.

Questa biblioteca è stata dedicata a Pier Giorgio Frassati, fìglio di un ambasciatore. La signora ci ha parlato della biblioteca, e poi ci ha letto un libro intitolato "BASTA

GUARDARE IL CIELO".

 

Questo film parla di Kevin, un ragazzo di costituzione molto esile affetto da una malattia chiamata Sindrome di Morquio, ma con straordinaria intelligenza. Max al contrario, è un ragazzo di corporatura massiccia, timido e con una grave difficoltà a socializzare, il che lo rende facile bersaglio degli altri ragazzi del quartiere anche perché suo padre è in galera per aver ucciso sua madre . L'amicizia che unirà Kevin e Max quando si troveranno ad essere vicini di casa, li farà diventare inseparabili. Compiono diverse gesta,come recuperare la borsetta di una signora dalle fogne, ma quando l'oggetto viene portato alla legittima proprietaria, Max scopre che quest'ultima è la moglie del compagno di cella di suo padre. Insieme diventano imbattibili, nulla potrà dividerli, ispirati soprattutto dalla storia di re Artù e dei suoi cavalieri. Intanto il padre di Max,(appena uscito di prigione), rapisce suo figlio e Kevin riesce a scoprire il nascondiglio del padre facendo chiamare la polizia da una bambina. Kevin riesce a rimettere in galera il padre di Max. In seguito Kevin muore (gli organi interni erano diventati troppo grandi per il suo corpo), la madre si trasferisce e Max decide di scrivere il libro che racconta della su amicizia con Kevin .

Per me l 'amicizia è una cosa stupenda che si trova sempre più difficilmente.

 

Benedetta Renda

IA, I.C. GIOVANNI XXIII

Sabato,con la professoressa Asturi siamo andati alla biblioteca D'Ettoris tramite un progetto "Leggifilm". La biblioteca è intitolata a Pier Giorgio Frassati, ma è stata fondata da D'Ettoris Giuseppe. Il progetto consiste nel leggere dei libri e nel visualizzare dei film relativi; sabato 16-11-13 la dottoressa D'Ettoris ci ha letto un libro dal titolo "Basta guardare il cielo" e dopo abbiamo visto il film. Questo libro narra di due ragazzi Maxuel e Kevin; Maxuel è un ragazzo grasso di 12 anni, è definito stupido, invece Kevin era un ragazzo con una malattia che faceva crescere gli organi interni più del normale. Una mattina a scuola nella palestra,·c'era Maxuel con gli altri compagni, tra cui Tonidì detto Blaide con il suo branco che giocavano a basket; Blaide tirò la palla alle gambe di Kevin mentre lui stava camminando. L'allenatore chiese chi fosse stato a far cadere Kevin e Blaide disse che era stato Maxuel così lo sospesero. Kevin Aautò Maxuel a imparare a leggere e i due pian piano diventarono amici; loro si immaginavano di essere come "l cavalieri della tavolarotonda", un giorno Blaide con il suo branco rubò una borsa a una ragazza e la gettò nel tombino. Maxuel e Kevin ripresero la borsetta e la restituirono alla ragazza. Durante le loro passeggiate Kevin disse a Maxuel che c'era un posto dove l'avrebbero fatto tutto nuovo. Maxuel stava mangiando alla mensa con Kevin, lui si ingozzò di spaghetti e stava per morire, i medici dissero che aveva solo un anno di vita. Festeggiato il Natale tutti insieme,il giorno dopo Kevin morì e Maxuel cominciò a piangere e dopo un po' di tempo scrisse il libro delle pagine bianche che gli aveva regalato Kevin.Questo film è un film un po' triste che ci insegna come due persone totalmente diverse possono diventare amici veri; amici vuoi dire accettare un rimprovero,un difetto dell'altro e completarsi a vicenda, come Maxuel e Kevin. Kevin era la mente Maxuel era le gambe e così insieme formavano una persona sola.

 Alessandra Rullo

I A, I.C. Giovanni XXIII

Giorno 16 novembre 2013 noi alunni della IA, accompagnati dalla professoressa Asturi siamo andati alla biblioteca fondata da Giuseppe D'ettoris e dedicata a Pier Giorgio Frassati, un ragazzo molto studioso, generoso che aveva molti amici, l'hanno intitolata a lui anche per dare esempio ai bambini. Se noi leggiamo un libro immaginiamo quello che stiamo leggendo,invece se guardiamo un film e tutto descritto. li libro é un occhio interno e possiamo imparare anche nuovi vocaboli. La storia che ha raccontato la dottoressa D'Ettoris si chiama "Basta guardare il cielo". Il libro parla di amicizia, un sentimento fondato sulla fiducia, un grande studioso diceva di stare attenti a chi raccontiamo i segreti,perché nessuno ci capisce bene, l'amico che ti vuole davvero bene è qualcuno che non è invidioso e geloso di te. La storia parla dell'amicizia tra Kevin e Maxwell. Kevin è affetto da unamalattia e però ha una grandissima intelligenza e i due si completano l’uno con l'altro. Papa Francesco dice di amare chi è diverso. Ritornando al racconto si parla anche del bullismo. I bulli sono prepotenti e sono delle persone che non hanno autostima e bisogna aiutare anche loro. Maxwell non amava essere toccato dalle persone. Dopo anni vide Kevin che sarà il suo nuovo vicino. Nel frattempo passano dei giorni e inizia la loro conoscenza. Maxwellnon sapendo leggere e scrivere aveva come insegnante Kevin che gli diceva che se non leggeva molte volte non poteva sapere la verità. l primi giorni il ragazzo non fece niente, ma un po' alla volta imparò a leggere.In seguito in città c'era una festa con i fuochi d'artificio e Kevin non li aveva mai visti e si fece portare di Maxwell e incontrarono i bulli, ma arrivò la polizia e li fermò. Appena iniziarono i fuochi Kevin non civedeva con le teste degli altri e Maxwelllo prese e lo mise sulle sue spalle ma appena finirono incontrarono i bulli e andarono fino allo stagno e uno di loro si bloccò nel fango e non li seguì più ma intervenne ,la polizia. Dopo dei giorni i due ragazzi si immaginarono di essere dei cavalieri e sconfissero anche un uomoche cercava di prendere i soldi a una signora. Kevin vedendo i bulli che avevano rubato a Loretta la borsetta mettendola in un tombino andò a chiamare Maxwell che aveva paura dei topo, ma poi entrò e prese la borsetta ma arrivarono i ragazzi che avevano preso quella borsa armati, ma quando attacarono Kevin Maxwell si arrabbiò e scapparono. Maxwell era il figlio di un killer e il padre era in prigione perché aveva ucciso la madre,perciò da piccolo non voleva essere abbracciato. A scuola tutto si fece più semplice ma purtroppo la maestra gli disse che il padre era uscito di prigione e Maxwell si preoccupò. La madre di Kevin invitò a mangiare a casa loro l'amico e ad un certo punto Kevin non potendo mangiare veloce stava per affogare. Il giorno dopo a scuola, Kevin chiamato storpio mentre faceva lo spiritoso si affogò e Maxwell chiese aiuto e lo fece portare in ospedale, appena arrivati il dottore disse alla madre che il figlio aveva un anno di vita. Alla vigilia di Natale il padre prese Maxwell e lo portò con lui a casa del suo amico,la moglieera la donna a cuoi portarono la borsetta mentre Kevin spruzzò del peperoncino al padre di Maxwell venne la polizia e lo portarono in prigione. A Natale Kevin lo storpio regalò all'amico un libro vuoto perché visto che sapeva leggere poteva anche scrivere, ma Kevin morì perché aveva il cuore troppo grande per il suo corpo e non ce la fece. Maxwell nel suo libro scrive che chi alla fine è grande resta grande e concluse disegnandola tomba di Re Artù che per loro era come un esempio, ma si ricordò sempre le paròle che disse·Kevin cioè il cielo è come una fotografia di milioni di anni fa e loro vedono una replica.Questo film è un insegnamento per tutti noi ragazzi perché avere un amico o un'amica vera è la cosa più importante e non bisogna farsi sottovalutare dai bulli.

 Flavia Gallo
I A, I.C. Giovanni XXIII

 

 

 

 

                                                                                          


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come fare allora a civilizzare i“nuovi barbari”? Utilizzando il suo stile argentino, Papa Francesco risponde che bisogna “ricominciare da capo”, che significa iniziare dalle piccole cose, educare a “tre o quattro certezze”, ripartire dall’essenziale. Ripartire dalla buona educazione, imparare a dire:“Posso-permesso? “per favore”, “grazie”, “scusa”. Poi, “partire dalle grandi certezze esistenziali. Per esempio, fare il bene per evitare il male rappresenta una delle certezze morali elementari”. Tra le cose fondamentali che Papa Francesco ripete spesso, da prendere in forte considerazione, c’è l’azione del diavolo che vuole farci dubitare della misericordia di Dio. “Credo nell’esistenza del demonio. Forse il suo maggiore successo in questi tempi è stato farci credere che non esiste”.

Il testo che sto commentando di Massimo Introvigne, “Il segreto di Papa Francesco”, Sugarco edizioni (Milano, 2013), scrive che proprio qui sta la chiave dello stile di Papa Francesco: “non una negazione dei vertici della filosofia e della teologia cui ci aveva abituato Benedetto XVI. Ma l’idea che di fronte al ‘regresso antropologico’, prima di arrivare ai vertici, occorre ripartire con pazienza da ‘certezze elementari’ che ci sembrano evidenti ma che a molti evidenti non sono più”. Forse oggi è il caso che molta gente torni a frequentare la scuola elementare, per riscoprire i primi elementi della vita. Una metafora prediletta dal Papa è quella del naufrago, che ricomincia da quello che trova: “deve cominciare a costruirsi una capanna utilizzando le assi della barca affondata”.

Introvigne peraltro si rende conto che il linguaggio un po’ “essenziale” di Francesco, rispetto a Benedetto XVI, non è indolore, né sempre facile da capire o da apprezzare, infatti ci sono uomini e donne appartenenti alla Chiesa che criticano lo stile di Francesco. “Ma quello che va capito è il suo scopo: spogliarsi di molto perché resti e si veda bene l’essenziale”.

In questo anno appena trascorso di pontificato, Papa Francesco lo ha ripetuto più volte: incontrare i naufraghi vuol dire, “uscire dalle sagrestie di una Chiesa autoreferenziale e andare alle periferie dell’esistenza, andare a cercare i poveri”. Ma chi sono i poveri? Questo è un grande tema del Papa. Di poveri ce ne sono di due tipi: “il povero materiale e il povero spirituale”. Per capire il problema ci aiuta il film danese “Il pranzo di Babette”.

Babette era una cuoca in fuga dalla repressione della Comune di Parigi, e si rifugia in un villaggio danese totalmente protestante, qui si viveva in maniera austera e puritana, era“una comunità che non sapeva che cosa fosse la felicità”. Babette vince il primo premio della Lotteria Nazionale e decide di spendere tutto il denaro della vincita per organizzare un memorabile banchetto nel villaggio, con cibi raffinati e i vini migliori. Qualcuno rimprovera a Babette di essere pazza: “ora sarai sempre povera”, ma Babette, risponde: “un’artista non è mai povera”.

La comunità danese dove viveva Babette non era alla fame, ma era povera.

Che cosa gli mancava? Era povera perché non aveva la felicità, non conosceva il senso della vita, si era imbarbarita. “La cucina, il vino, lo splendore delle tovaglie, dei piatti, dei bicchieri – tutte cose poco ‘calviniste’ e molto cattoliche – offrono agli abitanti di quella remota landa danese molto di più di qualche aiuto materiale: offrono la bellezza, l’arte, l’occasione di camminare verso la civiltà”. Il Papa, in pratica, ci indica un bel film pieno di grande significato, da vedere, che potrebbe fare tanto bene. Un ultima considerazione sul tema: qui il pauperista, avrebbe detto: perché tutto questo ben di Dio non lo ha distribuito ai poveri? Ha ragione Babette, e ha torto il pauperista, anche quando interpreta in un certo modo alcuni gesti di Papa Francesco. Infatti, “c’è la povertà materiale, che per Bergoglio dev’essere assolutamente affrontata, e c’è la povertà di senso, di felicità, di civiltà, patita da donne e uomini a loro modo nuovamente imbarbariti che devono essere civilizzati”.

Ritorna il grande tema dell’arte, della bellezza. Peraltro, la bellezza esiste anche nell’arredamento e nella gastronomia. Il pensatore cattolico brasiliano Plinio Correa de Oliveira (1908-1995) a questo proposito era convinto che anche le“arti minori, danno un contributo decisivo alla genesi di tendenza verso il bello, antidoto al moderno dilagare del brutto e primo elemento per civilizzare i nuovi barbari proprio come avvenne con i ‘gauchos’ argentini cui erano offerti cultura, Chiesa e diritto.

La grande arte può svolgere un ruolo importante. La comunità luterana, scrive Introvigne non sbagliava a dare importanza alla Croce, “ma doveva imparare a non separare la Croce dalla gioia”. Certo non dobbiamo trascurare la povertà materiale, e Papa Francesco non lo fa, ma bisogna ricordare sempre che non di solo pane ha bisogno l’uomo vittima del ‘regresso antropologico’”.

Oggi stiamo vivendo un periodo di crisi, in tutti gli ambienti, da quello morale a quello ambientale, fino a quello economico. Di fatto le tre crisi sono legate. In una udienza del 5 giugno 2013, Papa Francesco, ha collegato l’ecologia ambientale, all’ecologia umana, troppo spesso ignorata anche da tanti ecologisti. “La persona umana oggi è in pericolo, ecco l’urgenza dell’ecologia umana!” Da dove viene questo pericolo? “La causa del problema non è superficiale, ma profonda (…) è etica e di antropologia”. Per Papa Francesco, oggi“ciò che domina sono le dinamiche di un’economia e di una finanza carenti di etica(…) il denaro, i soldi comandano”, sull’uomo. E di conseguenza, “uomini e donne vengono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo: è la ‘cultura dello scarto’, questa è un’espressione che il Papa aveva già usato spesso in Argentina con riferimento all’aborto e all’eutanasia “silenziosa” praticata negli ospedali per liberare posti letto.

La “cultura dello scarto”, ormai “contagia tutti” e ci porta ad invertire la gerarchia tra le necessità e i valori. “Se si rompe un computer è una tragedia, ma la povertà, i bisogni, i drammi di tante persone finiscono per entrare nella normalità”.

Allora prima dobbiamo prenderci cura degli uomini, di tutti gli uomini, dai nascituri agli anziani, dal concepimento alla morte naturale.

Alla prossima con lo straordinario Papa Francesco.papa Francesco recita il rosario.

'Liberiamo i Comuni dal patto di stupidita', scriviamo un nuovo patto per la crescita': è lo striscione che apre il corteo dei sindaci che si sta svolgendo a Milano. A tenerlo camminano a fianco i sindaci di centrodestra e di centrosinistra, da quello di Milano Giuliano Pisapia, a quello di Roma Gianni Alemanno, a quello di Torino, Piero Fassino, a quello di Venezia Giorgio Orsoni. I circa 500 sindaci con la fascia tricolore sono partiti da piazza S.Maria delle Grazie e si stanno dirigendo in piazza della Scala. Alla manifestazione è presente anche il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, del Movimento 5 Stelle, e prima della partenza ha portato un saluto anche il candidato presidente della Lombardia Umberto Ambrosoli. 'Il territorio non e' un costo ma una risorsà, 'I sindaci lombardi vogliono garantire opere pubbliche e servizi', sono alcuni degli striscioni che portano. 'Salviamo i Comuni, salviamo l'Italià, recita lo striscione portato da alcuni sindaci donne.

Il tar del Lazio deciderà sulla costituzionalità delle norme di riordino delle province prima delle elezioni politiche. La decisione è stata presa oggi in seguito ad un ricorso della provincia di Avellino. Chiamato per la prima volta a pronunciarsi sul decreto legge di riordino delle province, il Tar si e' riservato la decisione dopo la conversione in legge del decreto stesso. Su richiesta del legale della provincia di Avellino, Giancarlo Viglione, che ha proposto il ricorso, il Tar, tuttavia, ha assicurato che si pronuncera' prima della data delle elezioni politiche, valutando eventuali profili di incostituzionalita' della legge di riordino per affidarne l'esame alla Corte Costituzionale.

La provincia di Avellino contesta per un verso la costituzionalita' delle nuove norme per altro verso la designazione di Benevento quale capoluogo della nuova provincia, nonostante la stessa provincia di Benevento sia stata soppressa non avendo i requisiti previsti per la sua sopravvivenza

E’ stato firmato fra il Sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, e quello di San Nicola La Strada, Pasquale Delli Paoli, il protocollo d’intesa con il quale il sindaco di Caserta autorizza il Sindaco di San Nicola La Strada alla realizzazione di una pista ciclabile sul tratto di strada di loro pertinenza, considerato anche che il Comune di San Nicola la Strada ha proposto anche che si occuperà della manutenzione di entrambi i percorsi ciclabile. Il tratto di strada interessato è quello che riguarda il secondo tratto di Via Appia (tra Via Paul Harris e Via Monti) e Via Monti (in tenimento di San Marco Evangelista. Per il tratto che interessa Via Appia non è possibile realizzare una pista costituita da due percorsi (andata e ritorno) lungo il marciapiede di pertinenza del Comune di San Nicola la Strada. Però i tecnici comunali hanno considerato che è possibile dividere i due percorsi utilizzando il marciapiede di pertinenza del Comune di San Nicola la Strada per l’andata e quello di pertinenza di Caserta per il ritorno. La pista ciclabile in questione risale al 2009. Infatti, quell’anno l'assessorato all'Urbanistica della Regione Campania, con Decreto Dirigenziale pubblicato sul BURC n. 63 del 19 ottobre 2009, approvò la proposta preliminare di pista ciclabile dell'Amministrazione comunale di San Nicola La Strada. Sono tre i comuni interessati alla pista ciclabile: Maddaloni, San Marco Evangelista e San Nicola la Strada, per complessivi 3.8 km. La realizzazione di nuove piste ciclabili sul territorio regionale rappresenta un segnale significativo per la promozione della mobilità sostenibile in Campania. Ma è soprattutto un'occasione per mettere in campo un'infrastruttura strategica in grado di intercettare il fenomeno in espansione del turismo ciclabile europeo. L’Amministrazione Comunale guidata allora dal sindaco Angelo Antonio Pascariello all'inizio del 2009 partecipò al bando emanato dalla Regione Campania e pubblicato sul BURC n. 47 del 24 novembre 2008, con il quale, quest’ultima, stanziava risorse per la realizzazione di piste ciclabili con priorità a quei percorsi che sono in collegamento con altri percorsi ciclabili. L’allora Sindaco di San Nicola La Strada, Angelo Antonio Pascariello, e l’assessore ai Lavori Pubblici Giovan Battista Zampella, approvarono il progetto definitivo denominato “Itinerari ciclabili relativi alla mobilità ciclistica in ambito urbano ed extraurbano – Appia Ciclabile”, inserito nel programma triennale delle Opere Pubbliche 2010/2012, approvato con delibera di G.C. n. 115 del 24 settembre 2009. Si tratta, in pratica, dello stralcio funzionale sul territorio di San Nicola la Strada della proposta progettuale unitaria tra i Comuni di San Nicola la Strada, San Marco Evangelista, Maddaloni e Provincia di Caserta per un importo complessivo di euro 95.500,00. L’esecutivo ha dato atto che le risorse per l’esecuzione dei lavori, così come stabilito nel protocollo d’intesa, sottoscritto tra i Comuni di San Nicola la Strada, San Marco Evangelista e Maddaloni, saranno così ripartite: 50% a carico della Regione Campania per 47.750 euro; 25% Provincia di Caserta, con un costo pari a 23.875 euro; 25% a carico del Comune di San Nicola la Strada per complessivi 23.875 euro, per un totale complessivo pari a 95.500 euro. L’itinerario ciclabile partendo da Via Paul Harris (zona Saint Gobain) toccherà San Marco nelle zone di via 8 Marzo, via Monti, via Appia e Piazza Gramsci con interconnessioni in via Cornato con Maddaloni e in via Appia con San Nicola. A via Monti, in particolare, si realizzerà un’area di sosta con verde attrezzato, fontane e sosta per velocipedi.

"Credo che si possa quanto meno arrivare ad una riscrittura della norma" sulla responsabilità civile dei magistrati. Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani parlando con i giornalisti al termine di una visita al carcere di Regina Coeli. "Io sono dell'idea - ha proseguito - che su temi delicati come questi sia necessario ed utile il confronto, il rasserenamento dei fronti, così come ho detto anche per quanto riguarda le intercettazioni".
Schifani, che ha specificato che il ddl Comunitaria approvato dalla Camera avrà bisogno di qualche mese per completare il suo iter al Senato, ha rilevato "segnali positivi di apertura del Pdl e questo mi lascia ben sperare. Spero che si possa arrivare ad una soluzione condivisa perché il tema è delicato"


Rispetto al decreto sulle liberalizzazioni, ha poi detto Schifani, "ciascuna categoria si lamenta. Io penso che qualche lamentela degli avvocati non sia del tutto infondata. Ma saranno l'aula e le commissioni ad affrontare la questione".


Schifani ha risposto ai giornalisti anche sulla legge elettorale. "Non mi innamoro più di chi deve occuparsi della riforma elettorale, bensì dell'esigenza di dover riformare la legge elettorale in modo che i cittadini abbiano davvero la possibilità di scelta dei loro candidati e dei loro rappresentanti" ha affermato il presidente del Senato.


Quanto all'emergenza carceri, "la politica, le istituzioni, il Parlamento, il governo: tutti noi bisogna che ci si metta in discussione perché se non riusciamo a risolvere questo problema è giusto che ciascuno faccia un passo indietro. L'emergenza carceraria - ha sottolineato - è ormai un fatto ineludibile, perché ne va del senso di civiltà del nostro Paese. Dobbiamo avere questo coraggio: metterci in discussione" perché, ha scandito Schifani, "si può privare della libertà un individuo che sbaglia, ma non privarlo della sua dignità".


"Da parte mia - ha annunciato - chiederò al governo un nuovo dibattito sull'emergenza carceraria in Senato, dando la disponibilità del Parlamento ad essere pronto ad affrontare e a recepire legislativamente provvedimenti volti anche a dotare di ulteriori risorse la polizia penitenziaria a cui non possiamo che dire grazie".


Mentre decidere sull'amnistia "non compete al sottoscritto ma è un diritto sovrano del Parlamento per il quale occorre una maggioranza qualificata". "E' giunto il momento - ha aggiunto - che ognuno faccia la propria parte perché siamo quasi ad un punto di non ritorno. Ha ragione il ministro Severino: lo stato di civiltà di un Paese si riconosce anche dallo stato delle proprie carceri".

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