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Salemi - Sgarbi: esposto alla Procura contro il maresciallo Teri e il questore Esposito

Vittorio Sgarbi ha inviato un esposto al Capo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, il magistrato inquirente Alberto Di Pisa, contro il maresciallo dei carabinieri della locale Stazione Giovanni Teri, e il questore di Trapani Carmine Esposito.

Ecco qui di seguito alcuni stralci dell’esposto:

 

«…Sono abituato a riconoscere i falsi e le opere non autentiche; per questo, dopo tre anni di impegno di Sindaco a Salemi, mi vedo costretto a denunciare la sistematica falsificazione, a mio danno, della realtà amministrativa del Comune di Salemi da parte di rappresentanti delle Forze dell’Ordine come il questore di Trapani Carmine Esposito e il maresciallo dei Carabinieri della Stazione di Salemi Giovanni Teri. I due, per finalità a me non chiare, ma di evidente efficacia politica, hanno rappresentato un’immagine totalmente distorta e infedele delle realtà politica ed amministrativa di Salemi.

A margine di un’inchiesta per riciclaggio su un noto esponente politico locale, l’ex deputato Giuseppe Giammarinaro, sulle cui vicende penali non voglio entrare, hanno arbitrariamente e mendacemente ipotizzato una «regia occulta» e «un vero e proprio condizionamento mafioso di tutta l’attività amministrativa del Comune di Salemi».

 

Ora, si dà il caso che non sia affatto «occulto» che il detto Giammarinaro, nella funzione dichiarata (con nomina della segreteria provinciale di Trapani del 9 giugno 2007) di Commissario comunale della Democrazia Cristiana, sia stato l’animatore e il sostenitore della mia candidatura a sindaco, come risulta su tutti gli organi d’informazione dell’epoca e in un mio libro, «Clausura a Milano. Da Suor Letizia a Salemi. E ritorno», e dalle stesse premesse nelle indagini della Questura di Trapani e della Stazione dei Carabinieri di Salemi.

Avendo vinto le elezioni ed essendo il gruppo politico di Giammarinaro maggioranza in Consiglio comunale con l’elezione di 12 consiglieri, è inaccettabile e in perfetta malafede interpretare e presentare come «regia occulta» la normale attività politica e la dialettica trasparente tra sindaco, assessori e consiglieri comunali di maggioranza.

 

Le riunioni politiche assolutamente ordinarie, vengono successivamente dipinte come incontri clandestini tra uomini controllati da Giammarinaro, il quale, nella ridicola ricostruzione dei carabinieri, si sarebbe alzato il bavero del giubotto «come per volersi nascondere alla vista del Maresciallo Teri».

 

Tutta la ricostruzione del Questore e del Maresciallo dei Carabinieri è in senso contrario, palesemente e gravemente diffamatoria nei confronti degli amministratori del Comune, con il ridicolo alibi di agire a mia tutela descrivendomi come un ingenuo circondato da famelici gruppi di interesse che «si contendono l’egemonia politica del Comune e la gestione di risorse e finanziamenti». Conclusioni palesemente non vere dal momento che neppure la maggioranza eletta è stata messa da me nella condizioni di potere esercitare alcuna egemonia. E non risulta in alcun modo che nessuna delle persone arbitrariamente indicate come «mafiose» abbia gestito o ottenuto risorse o finanziamenti.

 

Nell’azione deviata, densa di pregiudizi, e nelle conclusioni del Questore e del Maresciallo dei Carabinieri, si cerca di avvalorare una realtà inesistente di condizionamenti con il continuo riferimento alla status, ripetuto con malizia, di «ex sorvegliato speciale» di Giuseppe Giammarinaro, come per attribuirgli una pericolosità prevalente sul riconoscimento delle regole democratiche e dei diritti costituzionali di ognuno.

 

Per questo risultato si è messa in atto una abnorme attività investigativa con intercettazioni sulla mia e altre utenze, come quella del vice Sindaco Antonella Favuzza, per arrivare a conclusioni insensate e contraddittorie. Nella fattispecie, pur essendo io dotato di scorta, che mi ha seguìto in ogni mio movimento, si è disposto un servizio di videoripresa in prossimità dell’ingresso del mio albergo a Mazara del Vallo per registrare le persone da me convocate a una riunione né segreta né clandestina.

 

Una indagine pleonastica, oltre che inutile, essendo mia consuetudine fare riunioni a Mazara come altrove, fuori orario, e di contenuto politico e amministrativo.

 

L’inutilità di una misura come questa è dimostrata dalle ridicole conclusioni che rivelano come «frutto delle intercettazioni» ciò che era stato in realtà pubblicamente dichiarato proprio al momento della mia candidatura senza alcuna reticenza o mistero. Non è tollerabile allora leggere, a riprova dello spreco di indagini insensate, le conclusioni: «Dalle intercettazioni e dalle altre indagini è infatti emerso che la candidatura a sindaco di Salemi di Vittorio Sgarbi è stata sostenuta proprio da Giammarinaro Giuseppe».

E’ il colmo: sprecare soldi pubblici per scoprire ciò che è di dominio pubblico ed è stato dichiarato, in mille occasioni, coram populo.

 

…L’interpretazione di intercettazioni e le insinuazioni gravi sul vice Sindaco Antonella Favuzza, hanno portato a iniziare un procedimento contro il Maresciallo dei Carabinieri Giovanni Teri per calunnia, perché mostrano uno stravolgimento grave della realtà politica salemitama e un tradimento delle funzioni giudizarie di garanzia delle Forze di Pubblica Sicurezza.

 

…La concessione dell’accesso agli atti, su proposta di un Prefetto ingannato e orientato in una direzione sbagliata e non corrispondente al vero, deriva da una rappresentazione falsata della realtà, assolutamente arbitraria e diffamatoria, ed è conseguentemente strano e sospetto che ad esercitare l’acquisizione e il controllo degli atti del Comune siano stati incaricati gli stessi uffici della Questura e dei Carabinieri che hanno condotto le indagini in modo superficiale, approssimativo e non fededegno. Ispirate da pregiudizi e non da verifica dei fatti, al punto da considerare i consiglieri comunali di maggioranza, regolarmente eletti, complici, se non per perversa conseguenza, «associati di mafia».

 

…Chiedo di procedere nei confronti del Questore, per evidente incapacità, abuso d’ufficio, calunnia, diffamazione, mistificazione della realtà e falso ideologico, e contestualmente nei confronti del Maresciallo della Stazione dei Carabinieri di Salemi, Giovanni Teri…

 

Sono reati gravi la falsa testimonianza di un Pubblico Ufficiale, la falsificazione della realtà e, parimenti, l’utilizzazione di maldicenze o di leggende con il continuo e ridicolo richiamo ai cugini Salvo per creare arbitrariamente eredità «mafiose» inesistenti.

Si processi Giammarinaro, ma non si trasformi la sua attività politica in una interferenza criminale.

Se la mafia c’è, si combatte; se non c’è, non la si inventa…»

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