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Salemi - 150° dell’Unità d’Italia: Sarbi invita Berlusconi a Salemi

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi potrebbe presto recarsi in visita a Salemi, la città amministrata da Vittorio Sgarbi.

Il critico d’arte nella tarda mattinata di ieri, accompagnato dal Vice Sindaco Antonella Favuzza e dall’Addetto Stampa Nino Ippolito, ha incontrato il Premier nella residenza di Arcore per un colloquio, durato circa 40 minuti, nel corso del quale Sgarbi ha spiegato l’importante ruolo che Salemi ha avuto nelle vicende storiche che portarono all’Unità d’Italia.

Il 2011 è infatti l’anno delle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia, e sebbene Salemi abbia già onorato la ricorrenza nel maggio del 2010 durante la visita di Napolitano, si stanno definendo nuove, importanti iniziative per i mesi di aprile, maggio e giugno.

 

Berlusconi ha mostrato di conoscere molte delle iniziative promosse in questi anni durante la sindacatura di Vittorio Sgarbi, ed in particolare il progetto delle «Case a 1 euro» di cui ha detto di aver letto alcuni articoli.

 

Durante la visita il Vice Sindaco Antonella Favuzza ha donato al Presidente del Consiglio alcune pubblicazioni sulla città, ed in particolare il catalogo fotografico «Salemi e il suo territorio» di Mimmo Jodice edito da Electa, i libri «Da Cicerone a Sgarbi» di Giuseppe Scavone,  edito da Bompiani,   «Salemi, il castello e le campane: storia, arte, tradizioni di Salemi» di Paolo Cammarata, edito da Sellerio, «Rollus Rubeus», il cosiddetto «Libro Rosso», una raccolta di documenti sovrano medioevali che possedevano le città demaniali, quale è stata Salemi, pubblicato da Ugo La Rosa Editore e curato dallo storico locale Paolo Cammarata.

 

Salemi è stata la prima Capitale dell’Italia Unita. Il 14 maggio del 1860, poche ore prima della celebre battaglia di Pianto Romano tra i «Mille» di Giuseppe Garibaldi e l’esercito borbonico, il Generale, dalla sede del Palazzo Municipale, nominatosi «Comandante in capo delle forze nazionali in Sicilia», emanò un decreto in cui dichiarava di assumere i poteri della Dittatura in nome del re Vittorio Emanuele II. Con un altro decreto ordinò «la leva in massa di tutti gli uomini validi dai 17 ai 50 anni», istituendo la Milizia Nazionale. Salemi fu dunque il primo paese ad inalberare il tricolore.  La notte tra il 13 e il 14 maggio Garibaldi fu accolto nel Palazzo del Marchese Gaetano di Torralta.

Di queste notizie vie è testimonianza in numerosi libri.

 

Giuseppe Cesare Abba nella «Storia dei Mille» scrive: «A levata di sole, il giorno appresso che era domenica, la colonna si mise in cammino… verso Salemi. La salita lassù fu faticosissima, però quando le compagnie vi giunsero, provarono un forte compiacimento. Tutta la gente aspettava gridando: “Garibaldi ! Garibaldi !... Le campane squillavano a festa e una banda suonava delle aree eroiche. Via via che le compagnie giungevano nella piazza si trovavano avvolte da uomini, da donne, persin da preti; e tutti abbracciavano, molti baciavano, molti porgevano boccali di vino e cedri meravigliosi… Intanto gli artiglieri avevano già impiantato una sorta di officina, dove lavoravano a costruir gli affusti per i cannoni di Orbetello…»

 

Ancora Abba, nel libro nel libro «Da Quarto a Volturno. Noterelle di uno dei Mille» nella cronaca della giornata del 13 maggio del 1860:

«…Quando muovemmo dal campo di Rampingallo eravamo aggranchiti per aver dormito là come capitammo… arrivando fummo accolti da una folla d’uomini, di donne, di fanciulli. Quasi non si sentiva la banda che suonava il trionfo…»

Nello stesso libro, nella cronaca della giornata del 14 maggio 1860 a Salemi, Abba annota: «Il Generale ha percorso la città a cavallo. Il popolo vede lui e piglia fuoco… Il Generale ha assunto la Dittatura…»

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