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Venerdì, 27 Novembre 2020

Castellammare del Golfo - Nettezza urbana, il sindaco: “Vogliamo pagare quello che conferiamo in discarica”

«Vogliamo pagare quello che conferiamo in discarica e, alla ditta che gestisce il servizio, le spese per il personale e quelle generali, ma di certo non vogliamo regalato alcunché esigendo al contempo maggiore correttezza amministrativa». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola in riferimento ai servizi di nettezza urbana. Spiegando il lavoro svolto nel primo anno di mandato, il sindaco afferma: «Mi sono parecchio dedicato alla questione dei servizi di nettezza urbana ed ho partecipato al passaggio dall’ATO alla SRR, ed in particolare al ritorno della gestione al Comune, con un servizio però ereditato dall’appalto ATO /AIMERI. Saltava subito agli occhi che non quadravano i conti, ed infatti era incomprensibile che costasse così tanto il servizio che prima, seppure senza il porta a porta, costava la metà. Il sistema di calcolo usato dall’ATO (e approvato dall’assemblea) aveva preso come moltiplicatore la quantità di rifiuti prodotti e non il dato ovvio che è quello del personale impiegato aggiungendovi poi quello delle spese generali sostenute. Questo non ci sta bene, ma soprattutto non può stare bene ai nostri concittadini».

«Va detto che nel 2016 dobbiamo essere pronti all’affidamento del nuovo servizio –continua il sindaco Nicolò Coppola- che richiede scelte che vanno fatte nel pieno spirito della condivisione di tutte le forze politiche affinché si possano avviare soluzioni economicamente sostenibili che tutelano la salute, la pulizia, il decoro urbano, i livelli occupazionali ma altresì l’economicità di spesa per la nostra amministrazione, beneficiando di costi di gran lunga inferiori e un servizio più moderno anche attraverso l’impiego di tecnologie capaci di fronteggiare l’evasione (oggi gli evasori sono circa il 30% degli utenti) e far pagare in proporzione a ciò che si produce».

Il sindaco Nicolò Coppola informa anche sui problemi legati al servizio idrico. «Abbiamo seguito con impegno la vicenda annosa del servizio idrico e ipotizzato il passaggio al Comune, così come indirizzato dal consiglio comunale passato, con quello che resta dell’EAS. Avevamo anche realizzato una ipotesi di passaggio che prevedeva un periodo di accompagnamento di due anni, anche al fine di recuperare il credito che dovrebbe essere di circa 2.000.000 di euro (di cui 900.000 euro di canoni di depurazione) -spiega il sindaco Nicolò Coppola-. I Comuni ci siamo “incartati” su una norma che consente da un lato di acquisire il servizio, mentre dall’altro ci obbliga a forme di associazione tra Comuni, che non siamo ancora in grado (non tutti almeno) di affrontare con la maturità e la serietà necessaria. La finanziaria ter del governo regionale aveva fatto chiarezza, ma il commissario dello Stato ha emesso l’impugnativa e quindi ad oggi siamo impantanati, come ormai succede da tanti anni e paghiamo parecchio in termini di manutenzione che l’EAS di fatto non è più in condizione di garantire».

«Personalmente sto svolgendo con insistenza un ruolo di “educatore” delle amministrazioni meno mature nell’accettare forme di associazionismo che ci consentano l’attivazione di modelli aziendalistici virtuosi per la gestione dei servizi idrici –conclude il sindaco Nicolò Coppola- . Qualche passo si è fatto, ma non con quell’energia che avrei sperato. Ciò spinge questa amministrazione ad insistere e farsi modello virtuoso per gestire da capofila l’associazione con le altre amministrazioni».

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