Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Domenica, 12 Luglio 2020

Decretato il vincitore del concorso di  idee per la creazione del logo da riportare sulle iniziative per celebrare il cinquecentesimo anno dalla fondazione di Castellammare del Golfo: il progetto grafico che ha convinto la commissione appositamente costituita è quello redatto dallo “Studio Marchese”. L’elaborato, che intende sintetizzare l’identità ambientale, storica e sociale di Castellammare, è stato scelto all'unanimità dalla commissione: presidente è il dirigente del primo settore comunale, Simone Magaddino, componenti sono i docenti Piero Rotolo, Vincenzo Di Pasquale e Cinzia Plaia con il tecnico comunale Marcello Monacò . «C’è stata una partecipazione davvero considerevole, con 36 progetti pervenutici ed ammessi al concorso di idee per la creazione del logo-marchio celebrativo dell’anniversario dei 500 anni di Castellammare –affermano il sindaco Nicolò Coppola e l’assessore alla Cultura Marilena Barbara-. Ringraziamo la commissione per il lavoro svolto e tutti i partecipanti per le interessanti proposte. È chiaro che doveva esserci un vincitore, al quale è stato assegnato, come da bando, un premio di ottocento euro. L’elaborato scelto dalla commissione è davvero ben fatto e riassume tutte le caratteristiche di Castellammare; è stato valutato tenendo conto di parametri come l’originalità e la creatività, la progettualità e tecnica grafica». Per celebrare i cinque secoli dalla fondazione di Castellammare l’amministrazione comunale ha predisposto un calendario di manifestazioni curate da un comitato. «Il 22 ottobre 1516 fu fondata Castellammare e poiché quest’anno ricorre il cinquecentesimo anniversario e ci è stato anche concesso il titolo di città con decreto del Presidente della Repubblica -proseguono il sindaco Nicolò Coppola e l’assessore alla Cultura Marilena Barbara-, abbiamo costituito un comitato formato da sette componenti: Mimmo Como, Gaetano D'Anna, Vincenzo Di Pasquale, Giuseppe Vito Internicola, Cinzia Plaia, Piero Rotolo, Baldo Sabella»

«Altri 950 metri di cavi in rame sono stati portati via dagli impianti di sollevamento di Inici nella notte tra venerdì e sabato. Siamo intervenuti immediatamente ma nella giornata di oggi ci saranno sicuramente disagi ed in molte zone della città non arriverà l’acqua poiché occorrono alcune ore perché le pompe di sollevamento tornino funzionanti grazie al gruppo elettrogeno che abbiamo già installato. Domani l’acqua tornerà ad essere distribuita regolarmente ed entro mercoledì dovrebbero già essere sostituiti i cavi. Ci saranno disagi, come già verificatosi oggi,  poiché il pozzo rifornisce gran parte della rete idrica comunale». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola dopo l’ennesimo furto di cavi in rame che fornivano energia elettrica agli impianti di sollevamento idrico di Inici.

Negli ultimi anni sono stati portati via chilometri di cavi perché contenenti rame: quello interessato dal recente furto è tra gli ultimi tratti contenenti “oro rosso” rimasti nella zona.

«Sabato mattina abbiamo già contattato l’Enel e speriamo che a breve le pompe di sollevamento tornino ad essere funzionanti. I cavi in rame saranno sostituiti con quelli contenenti alluminio -spiega il sindaco Nicolò Coppola- ma devono arrivare da fuori ed i mezzi pesanti possono viaggiare solo nelle ore notturne. Riteniamo che entro mercoledì si possa risolvere definitivamente il problema. Intanto abbiamo già attivato un gruppo elettrogeno: occorrono alcune ore per la messa in funzione ma subito dopo sarà riassicurata la fornitura di acqua in città».

Il servizio idrico cittadino è alimentato dal pozzo gemello di Inici con 38 litri al secondo e da altri due pozzi per un totale di 52 litri al secondo. Altre fonti si trovano a Scopello e Balata di Baida per una dotazione complessiva è di 65 litri al secondo.

spiaggia Plaja

Quarantaquattro cittadini con disagio economico impiegati per la pulizia delle spiagge. Con buon anticipo rispetto agli anni passati, quando il bando è stato pubblicato tra maggio e giugno, anche quest’anno l’amministrazione comunale ripropone la pulizia delle frequentate spiagge cittadine a cura di chi ha difficoltà economiche. Il progetto di pubblica utilità “Spiagge pulite” ha un risvolto sociale non indifferente perché oltre a garantire la pulizia quotidiana di tutte le spiagge della città, dalla Plaja a Guidaloca, Mazzo Di Sciacca, Petrolo, Campana e Cala marina, offre supporto economico a cittadini che hanno difficoltà. Entro il 5 aprile, gli interessati a partecipare al bando di selezione, con un’età compresa tra i 18 ed i 65 anni, possono presentare domanda all’ufficio protocollo: l’ufficio Servizi Socio-Assistenziali predisporrà apposita graduatoria degli ammessi e, tra i richiedenti che hanno i requisiti indicati nel regolamento,  saranno selezionati 44 cittadini. Nello specifico: 40 si occuperanno del servizio di pulizia delle spiagge e 4 cittadini che hanno una specifica patente, guideranno alcuni mezzi per la pulizia dei litorali. Si tratta di 4 mezzi sequestrati alla mafia e concessi al Comune, dopo richiesta, in comodato d’uso precario: si tratta di un autocarro, una macchina operatrice semovente, un escavatore e un dumper. «Rimane alta la nostra attenzione per le fasce deboli che necessitano di sostegno economico. Il progetto di pubblica utilità “spiagge pulite” ormai da anni consente di coniugare i servizi di pulizia delle spiagge con quelli sociali poichè rivolto a cittadini che hanno disagio. Certamente si tratta di sostegno non risolutorio ma, in un momento di grande difficoltà, rappresenta un supporto importante -spiegano il sindaco Nicolò Coppola ed il vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali Salvo Bologna-. Quest’anno abbiamo predisposto la pulizia straordinaria della spiaggia nonché questo bando, con largo anticipo rispetto agli anni passati, nel tentativo di essere pronti all'arrivo di turisti e visitatori. Contemporaneamente cerchiamo di offrire più opportunità lavorative per chi ha difficoltà ed in tal senso stiamo prevedendo anche delle borse lavoro con i fondi della legge 328 e attenzioniamo i prossimi cantieri di servizio, nonché le misure di sostegno al reddito nazionale per l’inclusione sociale e lavorativa.». Diversi i requisiti di accesso alla graduatoria del progetto di pulizia delle spiagge come il basso reddito, gli anni di disoccupazione, i figli a carico e vari altri parametri dettagliatamente riportati nel bando. Pulizia delle spiagge libere e dunque “servizi di tutela ambientale” quotidiana: i cittadini selezionati lavoreranno 4 ore al giorno per complessive 160 ore ed un compenso di 800 euro. Per coloro che invece utilizzeranno i mezzi comunali, le ore lavorative saranno 320 ed il compenso totale sarà di 1600 euro. L’istanza può essere scaricata dal sito internet del Comune (www.comune.castellammare.tp.it) o ritirata presso l’ufficio Servizi Socio Assistenziali che si trova in Contrada Duchessa, in via poeta Vincenzo Ancona n 3, II piano, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 (telefono: 0924592207). L’avviso è consultabile sul sito del Comune, alla sezione Bandi e avvisi http://www.comune.castellammare.tp.it/avvisi/af/bando_spiagge_pulite_2016%20f.to.pdf

«Dobbiamo isolare i mafiosi, metterli da parte perché questa gente non vuole il bene del nostro territorio. Dobbiamo impegnarci tutti. Ognuno può fare qualcosa ma bisogna essere uniti e andare tutti verso lo stesso obiettivo: isolare i mafiosi. Garantisco ai cittadini che non ci sono margini per queste persone nella struttura comunale». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola in riferimento all'operazione “Cemento del Golfo” che, tra Castellammare del Golfo ed Alcamo ha portato all'arresto di cinque persone accusate di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata ed altri reati. Secondo notizie di stampa in alcune intercettazioni gli arrestati farebbero riferimento all’impianto “Sp carburanti” ed il sindaco Nicolò Coppola specifica: «L’impianto di carburante al quale si fa riferimento in alcuni articoli di stampa che riguardano l’operazione “Cemento del Golfo” è in realtà un deposito di carburante agricolo autorizzato nel 1974. Quando, trovandomi fuori città, telefonicamente in tanti mi hanno chiesto dell’impianto di carburante non ho compreso di cosa si trattasse. Per questo adesso, tramite gli uffici comunali, mi sono documentato: è stato verificato dallo sportello unico per le attività produttive che ad oggi non risulta alcun avvio dell’attività». In proposito il sindaco Nicolò Coppola afferma ancora: «Non si tratta di un distributore ma di un deposito di carburante agricolo che si trova sulla strada provinciale 2: quella che porta a Ponte Bagni per intenderci. Inizialmente non avevo compreso di cosa si trattasse -spiega il sindaco Nicolò Coppola-. Pensavo ad un distributore, un rifornimento di benzina. Risulta agli atti che il 22 novembre 2013 l’assessorato regionale delle Attività Produttive ha richiesto il parere al Comune, nonché all’ufficio dogane di Trapani, al comando provinciale vigili del fuoco ed alla camera di commercio di Trapani, sulla richiesta di concessione di un deposito di carburante agricolo della ditta S.P carburanti Srl. A questa richiesta bisognava rispondere con un parere di compatibilità urbanistica reso all’assessorato che ha emesso decreto ai autorizzazione il 20 maggio 2014. Vorrei sottolineare che il deposito è stato autorizzato il 20 febbraio 1974 -prosegue il sindaco Nicolò Coppola- . Era stata richiesta la riattivazione nonché piccole variazioni riguardanti il prefabbricato, una sorta di tettoia, già realizzato da decenni. Si tratta di atti burocratici, semplici pareri e certificati ordinari rilasciati da tecnici ed impiegati.  Preciso che i lavori sono iniziati il 4 agosto 2014 e sono stati ultimati  il 12 dicembre 2014. Ad oggi ufficialmente non risulta avviata l’attività. Vorrei che fosse chiaro perché mi sembra che ci sia in atto un tentativo di intorbidire le acque, che non sono certamente fatti sui quali io intervengo né sono interessato ad intervenire perché contrario ai miei principi. Sono certo, invece, che quello che ha dato fastidio è la nostra condotta chiara nei confronti della criminalità: il protocollo del 2013 con i sindacati per sostenere l’attività delle aziende sequestrate alla mafia come la Calcestruzzi Castellammare, l’utilizzo dei mezzi sequestrati per la pulizia delle spiagge o quello di terreni ed edifici sequestrati per realizzarvi attività di interesse sociale a favore di chi ha disagio economico. Segnali chiari che non possono essere equivocati. La mafia si combatte tutti assieme e con fatti concreti».

Protocollo d’intesa per la sanatoria degli immobili sequestrati alla criminalità organizzata. Il protocollo è stato sottoscritto dal Comune di Castellammare del Golfo con il Tribunale di Trapani –Sezione misure di prevenzione e la Prefettura, allo scopo di tutelare tanti lavoratori impiegati in imprese ed aziende sottoposte a sequestro. «Il protocollo proposto da Tribunale e Prefettura alla nostra amministrazione ha lo scopo di tutelare i lavoratori di aziende ed imprese commerciali sequestrate alla criminalità, che non hanno autorizzazioni e certificazioni di legge occorrenti per mantenere l’attività. Per garantire il posto di lavoro ai numerosi occupati di queste attività e dunque tutelarli -spiegano il sindaco Nicolò Coppola ed il vicesindaco Salvo Bologna- sono stai previsti dei provvedimenti di sanatoria o l’esenzione dai tributi da parte del Comune dove si trova il bene sequestrato ma non ancora confiscato, così da garantire la sussistenza dell’azienda». I Comuni dunque, in base al protocollo con il Tribunale e la Prefettura, sospendono ogni azione sanzionatoria e rilasciano nulla osta provvisorio  per consentire l’attività di impresa. «Un atto estremamente significativo in termini di legalità che, come è precisato nell'atto sottoscritto, “mira a sradicare a convinzione che l’attività criminosa sia più efficace e conveniente delle iniziative dell’apparato statale e delle amministrazioni locali, in ossequio al principio di legalità”. Un fine -proseguono il sindaco Nicolò Coppola ed il suo vice Salvo Bologna- che questa amministrazione intende portare avanti dando un aiuto concreto». A Castellammare i beni attualmente sotto sequestro sono un totale di circa novanta: circa 60 i terreni e i fabbricati rurali (tra proprietà esclusiva e quote indivise) e circa 30 le abitazioni in vari quartieri della città, soprattutto in zone periferiche e balneari. «Importanti passi avanti anche per quel che riguarda i beni già confiscati: in questi giorni abbiamo approvato il progetto esecutivo dell'impresa che si è aggiudicata l’appalto dei lavori di riqualificazione e riconversione in pronto soccorso sociale dell'immobile confiscato alla criminalità organizzata in Contrada Tavolatella. Il progetto è stato finanziato dall'assessorato della Famiglia delle Politiche Sociali e del Lavoro, per un importo complessivo di 319.000 euro. A breve, inoltre, partono i lavori finanziati in un altro lotto di terreno con fabbricato ancora in costruzione che, con un costo di 350.000 euro, diventerà un centro diurno per disabili. Tre progetti di riqualificazione di immobili confiscati finanziati con oltre un milione di euro che ci consentono di restituire alla cittadinanza, in modo produttivo, dei beni sottratti alla mafia. Siamo soddisfatti perché i beni diventeranno tre strutture importanti dal punto di vista sociale: un centro di pronto soccorso sociale, un centro diurno per disabili ed un centro aggregativo giovanile in contrada Crociferi. In questo ultimo caso il bene di recente è stato inaugurato ed è già operativo -concludono il sindaco Nicolò Coppola e l’assessore Salvo Bologna- con nostro orgoglio e gratitudine per le associazioni alle quali è stato assegnato e lo gestiscono, cioè l’associazione CastelloLibero in partenariato con l'Agesci, l’associazione “Libera” e l'associazione Antiracket di Castellammare».

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI