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Martedì, 07 Luglio 2020

Incontro internazionale degli architetti

Gli architetti dell'Uia dinanzi al portale di San Giorgio

 

“Ibla? Charmant”. In una parola, mille significati. Così il presidente mondiale degli architetti, Albert Dubler, ha definito il quartiere barocco di Ragusa nella visita che la delegazione Uia, l’Unione internazionale degli architetti, proveniente da Agrigento dove ha tenuto una seduta, ha effettuato questa mattina su invito dell’Ordine degli architetti di Ragusa guidati dal presidente Giuseppe Cucuzzella. E proprio quest’ultimo ha fatto da cicerone, assieme agli altri consiglieri dell’Ordine, ai componenti della delegazione che, dopo essere stati ricevuti all’auditorium San Vincenzo Ferreri da un rappresentante dell’Amministrazione comunale, l’assessore Michele Tasca, hanno avuto modo di ammirare le testimonianze più significative del barocco, a cominciare dal Duomo di San Giorgio. Tra i componenti della delegazione: l’australiana Louise Cox, past presidente Uia, il segretario generale Michel Barmaki, libanese; il tesoriere Patricia Emmet dell’Arabia Saudita, l’italiano Antonio Riverso, vice presidente Uia. La stessa carica ricoperta da Deniz Inceday della Thailandia, dallo statunitense Thomas Vonier e dal maltese Mohamed Esa. “La visita in un centro fulgida testimonianza del barocco siciliano non poteva mancare – ha chiarito il presidente Dubler - siamo stati nella valle dei Templi, a tenere il bureau del Consiglio mondiale degli architetti, ed eravamo curiosi di toccare con mano questa espressione artistica della Sicilia sud orientale. Continueremo la nostra visita anche a Modica e a Noto. La maggior parte di noi non è mai stata qui”. Gli architetti mondiali si sono soffermati ad analizzare da vicino il destino dei beni culturali, tra l’altro in un momento storico in cui, per il ripetersi di eventi sismici, la questione sembra essere di scottante attualità. Cosa è meglio fare: demolire e ricostruire oppure mantenere? L’orientamento di massima è per quest’ultima soluzione, vale a dire mantenere l’identità. “Il Consiglio mondiale degli architetti – ha proseguito Dubler – può lanciare dei messaggi importanti che possono essere di soluzione al problema chiedendo ai vari Governi di impegnarsi per adottare specifiche misure di conservazione e di tutela dei patrimoni architettonici”. “Questa visita – ha chiarito il presidente Cucuzzella – è per l’area iblea di grande prestigio perché permette, tra l’altro, di porre al centro dell’attenzione alcune questioni cruciali in un territorio, come il nostro, in cui la conservazione dei beni culturali è argomento di confronto quasi quotidiano”. Della delegazione fa parte anche l’architetto Domenico Podestà, consigliere nazionale dell’Ordine, il quale si occupa dei progetti di internazionalizzazione finalizzati alla creazione di protocolli tra i Paesi, utili per promuovere e rilanciare l’architettura italiana all’estero, soprattutto attraverso la formazione, esportando l’eccellenza della creatività italiana in quelle realtà estere che hanno necessità di contributi progettuali. “Il nostro Paese – ha detto Podestà – è avanti soprattutto per quanto concerne la conservazione e il restauro e soprattutto per quanto riguarda le tecnologie adottate per la tutela del patrimonio e dell’identità dei luoghi”. L’assessore Michele Tasca ha ringraziato, a nome del sindaco Nello Dipasquale e della città, l’Uia per avere scelto il capoluogo ibleo, ricco di monumenti e città ospitale, aperta a chi viene da fuori. “Li ho invitati a ritornare – sottolinea Tasca – affinché possano ammirare in modo più approfondito le nostre bellezze monumentali, tra i vanti dell’Unesco”.

Il presidente Cucuzzella e il presidente mondiale Dubler

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