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Comiso - Niente fuochi d’artificio per la festa dell’Addolorata

Niente fuochi d’artificio quest’anno per la festa di Maria Santissima Addolorata a Comiso. Un deciso cambio di rotta che interrompe una tradizione secolare. La scelta, ponderata e in linea con i tempi, è stata fatta dal parroco, don Antonio Baionetta, con il supporto dei componenti del comitato. “Abbiamo voluto concentrare le nostre risorse sullo spettacolo finale della domenica sera in piazza – dice don Baionetta – proponendo la manifestazione artistica “E io sarò Cielo”, diretta dal regista Umberto Saraceni, che prenderà il via a partire dalle 23,30. Per quale motivo? Trattandosi dei solenni festeggiamenti in onore dell’Addolorata, quindi essendo posti in piena luce i dolori di Maria per la morte di Gesù, abbiamo deciso di lanciare un messaggio che speriamo possa rimanere impresso negli animi dei fedeli. Abbiamo cercato di individuare le piaghe e le sofferenze dell’umanità di oggi: dalle separazioni tra marito e moglie e quindi la disgregazione delle famiglie (nella nostra provincia siamo arrivati al disfacimento di circa il 40 per cento delle coppie, la percentuale più alta in Sicilia), ai figli contesi dai genitori; dalla tragedia della disoccupazione, alla tragica vita dei barboni; dall’arrivo dei barconi affollati di disperati extracomunitari, ai vecchi soli nelle case di riposo. Tutti aspetti che saranno riproposti, in occasione della manifestazione di domenica, con una “spada” che colpisce il cuore della madre Addolorata. In quest’epoca, più che nel recente passato, il luogo in cui si fa religione diventa il posto della speranza. E per tale motivo ci sarà una preghiera speciale che caratterizzerà la fase finale di questo momento”. E’ il dialogo tra l’uomo di oggi e Maria Santissima che ci fa riflettere su quelli che sono stati i nostri sbagli. “Riflettere su tutto ciò – continua don Baionetta – può fare nascere una impostazione nuova della vita, della società, una organizzazione differente rispetto al nostro mondo attuale. Quando cominciano le proteste, la violenza, subentra, è vero, il panico. Ma è in questo caso che occorre cominciare a ripensarsi. Una tragedia, una morte, può anche dare il via alla nascita e alla crescita di una nuova vita. Ognuno di noi può essere un cielo per qualcuno. E noi vogliamo che questo messaggio passi”. Domani, intanto, giovedì 17 maggio, la solenne celebrazione eucaristica in Chiesa madre a partire dalle 19 sarà presieduta dal vescovo, mons. Paolo Urso, di cui verrà ricordato il decimo anniversario della consacrazione episcopale e il 50esimo dell’ordinazione sacerdotale. Al termine, sempre in onore del vescovo, si terrà un momento di riflessione intercalato dai canti eseguiti dal coro “Lauda Dominum Casmenae”.

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