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Lunedì, 18 Ottobre 2021

Con “arsenico e vecchi merletti” si e’ chiusa la rassegna dieci buoni motivi per andare a teatro

teatro 4

 

L’ultimo dei “buoni motivi”, la rappresentazione teatrale “Arsenico e vecchi merletti”, ha concluso ieri la rassegna teatrale “10 buoni motivi per andare a teatro”, la variegata ed interessante programmazione organizzata al teatro Don Bosco durante la stagione invernale da Simonetta Cuzzocrea, Vania Orecchio, Sebastiano D’Angelo e Giovanni Dimartino. Sabato sera e domenica pomeriggio in replica, la simpatica commedia noir degli anni ’40, scritta dal commediografo statunitense Joseph Kesselring e riadattata per il cinema da Frank Capra, è stata proposta al pubblico ragusano col divertente riadattamento dell’associazione Inveceteatro. La follia mascherata da perfetta normalità, come il focolare domestico di casa Brewster che estremamente normale appare alle ignare vittime accolte da due simpatiche vecchiette, hanno dato il ritmo allo spettacolo con la regia di Simonetta Cuzzocrea e Vania Orecchio e la consulenza registica di Carlo Ferreri. Sul palco non solo le due attrici/registe ma anche Emanuele Sipione, Carmelo Gugliotta, Salvo Giorgio, Alessandra Pitino, Giovanni Pelligra, Salvo Nicita, Antonio Pluchino. Un susseguirsi di colpi di scena hanno mantenuto sempre alta l’attenzione del pubblico ammaliato anche dalla sapiente interpretazione dei vari attori in una commedia dove la follia è il filo conduttore, tra vino mischiato all’arsenico, cadaveri in cantina e complesse situazioni familiari. Dopo Ragusa, la commedia poi farà tappa il prossimo 29 aprile al teatro Garibaldi di Modica. Con la doppia replica andata in scena sabato e domenica, si è conclusa la rassegna teatrale “10 buoni motivi per andare a teatro”. Gli organizzatori tracciano un bilancio in agrodolce. “Sicuramente questo è un anno non facile per l’intrattenimento – spiega Vania Orecchio - Sono tempi duri e la gente preferisce direzionare in altri beni le proprie spese rispetto al cinema, al teatro e alle altre forme di spettacolo. Nonostante ciò possiamo reputarci fortunati, abbiamo lanciato la rassegna in via sperimentale, affiancando per il primo anno generi e opere molto diverse tra loro, riuscendo sempre a garantire la qualità degli spettacoli. Non c’è stata sempre una grande affluenza ma abbiamo riscontrato la presenza di molte persone che da anni ormai non andavano a teatro e che adesso hanno pian piano riscoperto il piacere di assistere ad uno spettacolo. Sono state messe le basi per poter riabituare i ragusani al teatro”. Della stessa idea Simonetta Cuzzocrea: “Parto dalla collaborazione con gli altri colleghi che a mio avviso è stata molto fruttuosa, una bella esperienza che continuerà sicuramente, seguendo anche altre formule. La grande sinergia che si è creata ha dato vita ad un progetto di grande valore artistico che ci ha fatto superare tutte le difficoltà che riguardano il fare teatro in generale, e il proporre teatro a Ragusa, un’operazione sicuramente non facile. Sono una ragusana che ama Ragusa, non ne voglio parlare male, ma il teatro non fa parte in modo pieno della vita della città, non trova facile diffusione, non c’è un’abitudine del pubblico, ed è davvero un peccato che rappresentazioni di indiscusso livello non abbiano avuto un adeguato riscontro. Insistere sarà però la nostra scommessa”. Per Giovanni Dimartino “la città sconta l’assenza di un grande organizzatore di teatro quale è stato Nino Criscione con il suo teatro La Mongolfiera. Dalla sua scomparsa, dieci anni fa, il teatro è andato un po’ a scemare. La Mongolfiera era un punto di riferimento di tutti i sabato e domenica. Noi vogliamo ricostruire quell’abitudine. Non è facile, lo sappiamo, abbiamo fatto la nostra parte, probabilmente vanno avvicinate alcune serate nel calendario. Cercheremo insomma di condensare i vari appuntamenti”. Infine Sebastiano D’Angelo offre il suo spunto di riflessione: “Non si può parlare di una rassegna andata male in quanto il pubblico, in ogni caso, ha seguito con passione, tra l’altro rappresentazioni e generi differenti tra loro. In alcuni casi c’è stata un’ottima affluenza, in altri magari meno, ma io credo che si debbano valutare vari aspetti come ad esempio la rigidità della stagione invernale che in alcuni casi ha impedito agli affezionati anche di uscire di casa, e poi la necessità di incrementare l’abitudine ad andare a teatro, a vedere uno spettacolo divertente, con attori sul palco, evitando magari di restare sempre più spesso davanti la sonnecchiante tv”. La rassegna è supportata solo da sponsor privati (Cappadonna, La Pigiameria Simonetta, Frasca-Leone e Iper Le Dune).

 

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