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Venerdì, 21 Gennaio 2022

Nuova Imu, i cittadini pagheranno più del doppio

C’è, purtroppo, parecchio da temere per le tasche dei cittadini. Gli effetti si vedranno a fine anno. Ma, in media, si pagherà più del doppio rispetto all’Ici. Note dolenti sulla concreta applicazione della “nuova Imu” secondo quanto è emerso, questa mattina, nella giornata di approfondimento promossa dall’Associazione commercialisti iblei in stretta collaborazione con il Comune di Ragusa. La relazione dell’avvocato tributarista Sergio Trovato, esperto de “Il Sole – 24 ore” e di “Italia Oggi”, ha fatto il punto sulle variazioni normative in continuo divenire e che fanno riferimento ad una materia estremamente complessa. “L’acconto è già di per sé salato – ha detto Trovato – si pagherà sulla scorta delle aliquote di base previste dalla legge, senza tenere conto dei possibili aumenti che saranno effettuati dai Comuni, visto che c’è ancora tempo, per gli enti locali, sino al 30 giugno per sciogliere i relativi nodi”. Ad aprire i lavori, dopo i saluti introduttivi del presidente dell’Associazione commercialisti iblei, Antonietta Laterra, il sindaco di Ragusa, Nello Dipasquale, che si è lamentato del fatto che “i soldi dell’Imu se li riprenderà lo Stato. E’ come se – ha aggiunto – avessero deciso di fare morire gli enti locali. Come si farà a garantire quel minimo di politiche per lo sviluppo e per il sociale di cui oggi si avverte parecchio bisogno? Abbiamo avuto tagli per 6,5 milioni di euro in due anni. E, come se non bastasse, queste risorse lo Stato le porterà nelle proprie casse. Oltre al danno, la beffa”. E’ stato, poi, l’assessore comunale al Bilancio e Tributi, Michele Tasca, a chiarire cosa devono attendersi i cittadini ragusani per quanto concerne l’imposizione fiscale relativa alla nuova Imu. “A fronte di Comuni – ha detto – che hanno applicato il 6 per mille per la prima casa e il 10,6 per mille per la seconda, il Comune di Ragusa è orientato, per quanto concerne la prima casa, a mantenere la tariffa standard del 4 per mille. Per la seconda casa, invece, ci sarà un piccolo ritocco e si passerà dal minimo del 7,6 all’incremento di un punto percentuale (8,6 per mille) non dimenticando che il cinquanta per cento di queste somme andranno allo Stato. Si tratta di calcoli ancora non definitivi e che, però, sono gli unici possibili in quanto ci consentiranno di mantenere gli introiti dello scorso anno e, quindi, di non snaturare l’impalcatura del bilancio”.

Il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Ragusa, Daniele Manenti, ha puntato l’accento sul federalismo fiscale. “I cittadini avranno la possibilità, finalmente – ha chiarito – di comprendere come saranno gestite le risorse mentre i trasferimenti erariali da parte dello Stato centrale ai Comuni dovranno essere effettuati sulla base dei fabbisogni standard: costi standard definiti a livello nazionale che individuano l’importo dei servizi. Se un amministratore sarà inefficiente e spenderà di più, il trasferimento sarà effettuato sulla base del fabbisogno standard mentre l’eccedenza ricadrà sulle spalle dei cittadini con maggiori imposizioni”. Alla giornata di approfondimento, tra i relatori, è intervenuto anche il dottore commercialista Alberto Depetro, sottolineando che sono state eliminate tutte le agevolazioni un tempo esistenti con riferimento all’Ici. L’avvocato tributarista Trovato ha aggiunto, inoltre, che è aumentata la base imponibile perché sono cresciuti i coefficienti moltiplicatori delle rendite catastali per la categoria A. “Le stime del gettito Imu si presume debbano essere pari a 21 miliardi a fronte dei nove che arrivavano dall’Ici – ha aggiunto Trovato – questo ci fa dunque comprendere come stiamo parlando di una somma più che raddoppiata, somma che dovranno essere i contribuenti a coprire”. Trovato ha poi fatto rilevare le differenze esistenti tra Ici e Imu mettendo in evidenza che la difficoltà maggiore riscontrata è quella in carico ai Comuni di fare quadrare i bilanci.

 

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