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Giovedì, 26 Novembre 2020

Partecipata lezione-spettacolo con il famoso clown francese Emmanuel Gallot Lavallèe

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Un naso rosso, ma anche un po’ di arti marziali alla ricerca dell’equilibrio, per diventare clown. Un’identità da tirare fuori dal proprio io per divertire ma soprattutto per divertirsi. Parola di Emmanuel Gallot Lavallèe, il famoso clown francese che ieri sera ha tenuto la sua lezione-spettacolo a conclusione del laboratorio di tre giorni “Aspettando Godot e il clown” che ha organizzato a Ragusa all’interno della rassegna teatrale Palchi DiVersi organizzata dalla compagnia G.o.D.o.T.. Il laboratorio ha visto una larga partecipazione di allievi che si sono poi esibiti ieri sera all’interno della lezione-spettacolo in un gremito teatro Il Palco al centro Masd. Come ha spiegato Gallot Lavallèe, si è lavorato sull’essenza del clown, sui piccoli gesti che lo rendono unico, ma anche sulla gestualità del corpo, sugli equilibri, sulla comprensione dei suoi stessi bisogni. Si è molto giocato sull’imbarazzo di un clown che si trova improvvisamente dinnanzi ad un pubblico che non conosce ma di cui deve presto conquistarne la fiducia. Nei fatti è un modo per tirar fuori l’aspetto della timidezza personale e combatterla nel modo giusto. Un lavoro di ricerca interiore che gioca con la fantasia per esplorare il proprio vissuto da portare all’esterno con un’azione mimata, utilizzando gesti ed espressioni del viso. Lavorando poi sul testo di “Aspettando Godot”, famosa opera teatrale di Samuel Beckett, ci si è lasciati andare sulle improvvisazioni che hanno avuto come tema centrale l'incomunicabilità, aggiungendo poi coreografie di danza che partivano dai gesti buffi e dalle imitazioni degli animali. Quanto fatto nel laboratorio lo si è sviluppato ieri sera nella lezione-spettacolo con in scena non solo Emmanuel Gallot Lavallèe ma anche i tanti allievi che hanno seguito l’intensa tre giorni.

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